Ristoranti e dintorni. Le Cisterne a Castelsardo

A circa 30 chilometri da Sassari si trova uno dei centri turistici più rinomati del versante nord occidentale della nostra isola. Castelsardo, annoverato tra i Borghi d'Italia, unisce in maniera perfetta, mare, storia, tradizioni, artigianato e buona cucina. Mentre la parte bassa della città non offre grandi attrazioni (ad eccezione del lungomare e dell'attrezzatissimo porto turistico, dove peraltro non manca neanche l'estetista), la parte alta della cittadina - il cuore del borgo - assume le sembianze di un piccolo paesino antico, ricco di viottoli e localini molto accoglienti e caratteristici. Gli inglesi direbbero "cozy". E infatti, ad animare le stradine del vecchio centro storico a ridosso del castello - museo, una marea di turisti provenienti da ogni parte del globo. Proprio qui, in una mini piazzetta, circondata da antichi stabili finemente ristrutturati e un'atmosfera molto suggestiva, si trovano i tavolini del ristorante Le Cisterne. Al nostro arrivo veniamo accolti dal personale, molto cortese e attento, che ci illustra le specialità della casa. Diamo un'occhiata al menu e, oltre ai piatti classici, di terra e di mare, la nostra attenzione viene rapita da alcune pietanze più particolari come le lasagne di pesce, il frittino di pesce e il mosciame di tonno con rucola. Le lasagne assomigliano ad una sorta di zuppa gallurese, fatta con il pane carasau a strati, farcito con polpa di pesce e patate. Un piatto molto consistente e gustoso, ma meno pesante della zuppa gallurese, che abbiamo abbinato ad un buon vermentino bianco. Buono e generoso anche il frittino di pesce composto da rana pescatrice, sogliola, mangiatutto e sardine. E per concludere dolcetti sardi, mirto e cioccomirto. Insomma, una buona cenetta in uno degli angoli più caratteristici del borgo, un'esperienza da ripetere, un ricordo da conservare nell'album delle vacanze estive 2017. Unico neo, la tavolata di spagnoli che fumavano come turchi, per poi spegnere le sigarette sui preziosi ciottoli che decoravano la piazzetta. Il prezzo della cena? novantasette euro tondi tondi per due coperti, 2 antipasti, tre primi piatti, due dessert, una bottiglia di vino bianco, una bottiglia d'acqua e due caffè. Mirto e cioccomirto offerti dalla casa. Federico Cheri

Ristoranti e dintorni. Le Cisterne a Castelsardo

Carovana per la Giustizia, è questo il nome dell'iniziativa del Partito Radicale finalizzata alla raccolta di firma per soatenere la separazione delle carriere dei magistrati. Nato nell'ambito della collaborazione con l'Unione delle Camere Penali per la riforma della giustizia, il progetto ha già raggiunto circa 250 firme in sole 24 ore. Un risultato ottenuto grazie alle firme dei detenuti nelle carceri di Alghero ed Oristano cui dovrebbero aggiungersi anche quelle dei detenuti nelle carceri di Is Arenas ad Arbus e di Cagliari (Uta), dove dirigenti e militanti del partito si recheranno. Oltre alla sensibilizzazione sull'importanza del tema - quello della separazione delle carriere dei magistrati - i Radicali puntano ad incrementare il numero di iscritti al partito (almeno 3.000) entro il 31 dicembre 2017. Un traguardo fondamentale per garantire la sopravvivenza del Partito Radicale.

Cagliari. Pedonalizzazione di via Roma: traffico in tilt

Per ora, nonostante il periodo relativamente più tranquillo delle vacanze estive, la pedonalizzazione di via Roma (lato portici) ha causato solamente disagi per i numerosi automobilisti provenienti da viale Diaz e viale Bonaria, obbligati a svoltare in via Regina Margherita, letteralmente intasata, soprattutto in coincidenza dell'incrocio con via XX Settembre e le strisce pedonali davanti al Bastione. Criticità anche per chi arriva in piazza Matteotti da via Roma e dal largo Carlo Felice, costretto alla svolta a destra per fare il giro dell'isolato della stazione Arst, con conseguente tappo davanti al semaforo tra la Stazione dell'Arst e il porto. L'iniziativa voluta dall'Amministrazione Comunale, per ora sperimentale, impone uno stop alle auto per 24 ore su 24, da oggi e fino al 17 settembre prossimo. L'obiettivo sarebbe quello di consentire più spazio ai residenti e agli esercizi commerciali che potranno disporre posizionare servizi e tavolini ed effettuare le operazioni di scarico e carico. Un provvedimento che, come dichiarato dal sindaco Zedda, "dovrebbe disincentivare il transito per coloro che vengono da fuori Cagliari e finora hanno usato il centro storico come un asse di traffico, ed agevolare chi vuole camminare e fare shopping". La soluzione adottata, di natura temporanea, sarà oggetto di valutazione da parte dell'Amministrazione Comunale per capire se anche Cagliari può ambire ad una importante porzione di area pedonale nel centro città, così come già fatto in altre città italiane ed Europee. Ma c'è già chi avanza dei dubbi sulla capacità dell'Amministrazione Comunale di governare la nuova situazione, non solo per quanto riguarda la regolazione della viabilità cittadina ma, soprattutto, per quanto riguarda le possibilità di garantire più spazi agli esercizi commerciali per lo sviluppo delle loro attività. Siamo infatti sicuri che tale soluzione non incentivi maggiormente il commercio abusivo? Basta vedere cosa succede sotto i portici, in particolare quando arrivano le navi da crociera. Complice l'assenza di controlli, si vede di tutto: teloni sul pavimento con ogni tipo di merce contraffatta, talmente invasivi che impediscono il regolare transito dei pedoni. A ciò si aggiungono i numerosi banchetti che espongono chincaglieria di vario tipo. Un vero e proprio Far West che, se non adeguatamente governato, rischia di neutralizzare gli ambiziosi progetti dell'Amministrazione Comunale. Federico Cheri

Cagliari. Pedonalizzazione di via Roma: traffico in tilt

Non si placa la protesta del Movimento Pastori Sardi che, tramite il profilo Facebook, annuncia una nuova battaglia per la prima settimana di settembre. Questa volta le mete della manifestazione saranno, oltre al capoluogo sardo, i porti e gli aeroporti dell'isola. Tutto questo nonostante il recente impegno del governatore, Francesco Pigliaru, per la ricerca di 35 milioni di euro necessari per sopravvivere alla crisi delle campagne. Di fatto le rassicurazioni di Pigliaru si scontrerebbero con l'atteggiamento "di un partito trasversale, dove si evince subito la natura subdola di taluni interventi atti solo a garantire un remare contro, che per i pastori equivale ad una dichiarazione di guerra". A preoccupare i pastori sarebbero - come specificato su Facebook - i tempi di risposta delle istituzioni, considerati lunghi e incerti. "Dal momento che la pazienza e l'educazione dei pastori non va scambiata per mancanza di scaltrezza - si legge nel post - il Movimento pastori sardi decide di farsi sentire fin da subito".

Dall'Olanda per insegnare tecnologia ai bambini delle scuole elementari. Di Federico Cheri

Si chiama Joe Van Der Meulen, ha studiato giornalismo in Olanda ed è arrivato in Sardegna per motivi di cuore (la sua ragazza è sarda). Ha iniziato quasi subito a lavorare come insegnante di inglese per i bambini della scuola elementare "Up School" di Cagliari, istituto scolastico paritario del quale si è immediatamente innamorato in quanto molto orientato verso progetti educativi e metodologie didattiche innovative, simili a quelle adottate nei paesi del Nord Europa. Ed è proprio l'accento dell'Up School sull'innovazione, unito alla curiosità personale, che hanno spinto Joe ad approfondire il tema delle nuove tecnologie, con l'obiettivo di trasferire le conoscenze acquisite ai piccoli alunni delle scuole elementari. In questo senso, dopo aver superato una rigida selezione, Joe ha preso parte ad uno specifico progetto dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) di Brussel, rivolto a tutti gli insegnanti delle scuole primarie d'Europa e finalizzato a far acquisire specifiche competenze nell'insegnamento ai bambini delle tecniche di programmazione (coding). Il progetto, denominato "E-robotics", si è articolato nello svolgimento di un vero e proprio laboratorio durante il quale i partecipanti, provenienti da tutta Europa, hanno avuto modo di sperimentare nuovi strumenti e pratiche basate sulla metodologia di insegnamento STEM (dall'inglese: Science, Technology, Engineering and Mathematics), utilizzata per indicare i corsi di studio e le scelte educative volte a incrementare la competitività dell'individuo in campo scientifico e tecnologico. "Un'esperienza molto utile - sottolinea Joe - che ha consentito il confronto con altri docenti di vari Paesi europei, già impegnati nell'ambito delle metodologie didattiche innovative rivolte agli alunni delle scuole primarie". Nonostante sia in Sardegna da appena due anni, Joe parla benissimo l'italiano, essendosi integrato perfettamente nel contesto di riferimento. Ed è proprio il suo livello di integrazione che gli consente di individuare le principali differenze tra i metodi di insegnamento adottati nel Nord Europa e quelli che invece caratterizzano il sistema scolastico italiano. "A differenza di quanto accade in Italia - evidenzia Joe - nei Paesi del Nord Europa l'approccio è più pratico e coinvolgente. Gli studenti vengono stimolati attraverso una partecipazione più attiva nella definizione dei programmi didattici che, partendo dalle materie tradizionali, dedicano un'attenzione sempre maggiore a tematiche di attualità, strettamente connesse al contesto socio economico di riferimento e alle nuove tecnologie. Aspetti importanti che ho ritrovato anche nell'impostazione didattica dell'Up School". Incalzato dalle nostre domande, Joe si esprime anche sulle differenze culturali tra il suo Paese d'origine (l'Olanda) e quello di cui si è innamorato, dove, per il momento, ha messo le radici (l'Italia). "Generalmente gli olandesi sono più diretti, più concreti, vanno dritti al punto, senza perdersi in convenevoli. Un atteggiamento ritenuto molto rigido, quasi schematico e talvolta scortese, dalle popolazioni che vivono più a sud dell'Olanda, a cominciare dal vicino Belgio. Gli italiani in generale, sono molto cortesi, espansivi, creativi e fantasiosi, ma spesso perdono di vista gli obiettivi iniziali. In Olanda - continua Joe - ci sono poche regole e quasi tutti le rispettano, contrariamente all'Italia, dove le molte regole purtroppo non sempre funzionano e per questo é quasi obbligatorio trovare soluzioni alternative e talvolta fantasiose, alla base della famosa e nobile arte individuale dell'arrangiarsi. Questa contraddizione tutta italiana - conclude Joe - tra un sistema di regole che non funziona e la capacità di individuare soluzioni fuori dagli schemi è stata definita da un famoso giornalista olandese come "un disastro collettivo e, al tempo stesso, un miracolo individuale". E per quanto riguarda i sardi? Nessun dubbio. Per Joe sono diretti e concreti, caratteristiche che li rendono simili ai suoi connazionali, agevolando così il suo processo di integrazione personale e lavorativa. Federico Cheri

Dall'Olanda per insegnare tecnologia ai bambini delle scuole elementari. Di Federico Cheri

A Cagliari uno dei problemi irrisolti, volutamente taciuto, che rigetta questa meravigliosa città tra i luoghi più disorganizzati e di degrado urbano del Paese, è costituito dai cumuli di spazzatura traboccanti nei puzzolenti cassonetti di raccolta distribuiti per le vie della città. Da anni si è avviata la raccolta differenziata, che in teoria dovrebbe essere consolidata, salvo ahinoi la “disattenzione” e l’inciviltà dei cittadini, in alcuni casi, quanto l’assenza dei cassonetti adatti (Vetro, plastica, carta, umido) non resi disponibili dal servizio. Ma il più grave fallimento di questa giunta, come di quelle precedenti, è il mancato avvio della raccolta porta a porta dei rifiuti, che necessariamente devono essere separati e non accomunati agli indifferenziati come oggi accade. Alla sera le strade della città divengono una discarica distribuita a cielo aperto tra la gente, tra quegli stessi cittadini che pagano per il servizio non svolto e per cui sono multati, inconsapevolmente, perché il Comune di Cagliari, non adempie neppure ai minimi obiettivi imposti dalla Regione. L’accumulo dei rifiuti indifferenziati, tra i quali finisce di tutto, nei cassonetti traboccanti e puzzolenti, costituisce un metro evidente di inefficienza e incapacità amministrativa, cui dobbiamo aggiungere l’altro metro, non meno importante, con cui certifichiamo il grado di inciviltà di una parte dei cittadini e dei sardi in transito, che utilizzano questi cassonetti ed evitano il rispetto delle regole, della raccolta differenziata porta a porta, attiva nei loro paesi e città limitrofi a quella di Cagliari. Nel terzo comune della Sardegna affiancato a Cagliari, Quartu S.E., la raccolta porta a porta è partita nel 2008, nove anni fa e considerando non solo la rilevanza per il numero di cittadini residenti a Quartu, ma anche la varietà di tipologie abitative, dai grandi condomini alle residenze sul litorale, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto e oramai a regime. A Cagliari sia negli anni della giunta Floris, che nei due mandati successivi, della giunta Zedda, abbiamo avuto a che fare solo con annunci, conferenze stampa, parole e soprattutto, multe inflitte all’amministrazione per il mancato adempimento, che ovviamente la stessa ricarica sulle imposte a carico del cittadino. La presenza dei cassonetti per la città, stracolmi e sporchi, in prevalenza semidistrutti, rende le vie della stessa una discarica a cielo aperto. Al pari, i tentativi di concentrare centri di raccolta nei soliti quartieri abbandonati, di cui a parole il sindaco e i suoi assessori dicono di voler trasformare con un processo di omogeneità urbana, sono emblematici e significativi ai fini della comprensione del metodo e degli obiettivi di questa classe politica. Una classe politica cagliaritana che fa sorridere, pronta a candidarsi alla gestione della "città metropolitana", entità composta da singoli paesi e città che di fatto, in termini di raccolta differenziata, sono molto avanti della stessa Cagliari. L’attuale amministrazione cittadina, esprime con queste inadempienze la sua incapacità gestionale, ma soprattutto la malevola impostazione attraverso cui, nel ridisegnare una parte della “facciata” della città, ha omesso di rendere efficienti le primarie funzionalità specifiche di qualsiasi centro abitato. E scusateci l’inglesismo, ma è un po’ come imbellettarsi senza essersi lavati accuratamente nelle parti più intime, che continuano ad emanare miasmi insopportabili, malgrado rossetto, make-up e profumo, cosparsi in modo raffazzonato e appariscente. Maurizio Ciotola

L'ambiguità del pesto. Di Federico Cheri

Il pesto, è liquido o solido? Una domanda che difficilmente è in grado di influenzare i nostri pensieri quotidiani ma che sta suscitando un discreto interesse nel Regno Unito. Complice la stampa inglese, il tema ha assunto un rilievo nazionale tra i sudditi di sua Maestà, a seguito del provvedimento preso dalla Direzione Aeroportuale di Genova, che ha deciso di allentare i controlli per chi decide di imbarcare il prezioso condimento verde, souvenir della "Bella Italia". Grazie al progetto denominato "Il Pesto è Buono", i passeggeri sono infatti autorizzati a portare a bordo del loro volo vasetti contenenti fino a 500 ml. di pesto. Unica condizione: deve essere “pesto Genovese”, autentico. Inoltre, è necessario acquistare una sorta di bollino autorizzativo al costo di 50 centesimi. Esclusi tutti gli altri prodotti di provenienza e caratteristiche diverse. L'iniziativa, accolta con grande soddisfazione dai turisti inglesi, fino ad ora costretti a vedersi confiscato il loro vasetto di pesto, ricordo della vacanza italica, ha inevitabilmente alimentato la discussione su diversi media britannici. Di fatto, fino all'entrata in vigore del provvedimento "salva pesto", i vasetti confiscati dalle autorità aeroportuali genovesi hanno raggiunto la cifra record di 500 unità ogni tre o quattro mesi. Il tutto con grande irritazione dei turisti inglesi che si vedevano negata la possibilità di portare a bordo il prezioso vasetto con tutti i loro ricordi del piacevole soggiorno italiano. Risolto il problema (altro che Brexit!), il pesto può essere portato a bordo con il baglio a mano, anche se supera i fatidici 100 ml, limite non superabile per qualsiasi altra sostanza liquida (fatte le dovute eccezioni per il latte dei bambini, medicinali ecc.). Caso chiuso? Non esattamente. Ora tutta l'Inghilterra si interroga sull'ambiguità del tipico condimento tradizionale ligure: è liquido o solido? Domanda non da poco. Infatti, se e considerato solido, potrebbe far parte del bagaglio a mano, aprendo così nuovi e avvincenti scenari presso le sale di imbarco degli altri 38 aeroporti italiani. Federico Cheri

Cagliari. L'altro G7, quello dei giornalisti. Di Federico Cheri

Dopo l'accoglienza di ieri sera e la piacevole passeggiata tra le vie di Castello con il ministro Del Rio e il sindaco Zedda a fare da padroni di casa, le delegazioni partecipanti al G7 cagliaritano hanno vissuto oggi la giornata conclusiva dell'evento. Una giornata ricca di appuntamenti con inizio mattutino presso i locali della ex Manifattura Tabacchi dove, intorno alle 10.15 sono stati aperti ufficialmente i lavori, con il discorso del ministro Graziano del Rio. A seguire una serie di sessioni e tavoli di lavoro, fino alla conferenza stampa delle 17.30, presso il Media Center, momento clou dove Del Rio ha riassunto quanto discusso con i suoi colleghi internazionali. L'evento, che rappresenta un appuntamento puramente simbolico - di fatto le strategie e le decisioni importanti vengono delineate molto tempo prima dalle delegazioni partecipanti - rappresenta comunque un importante occasione per mettere in mostra e promuovere il territorio ospitante con le sue particolarità. In questo, un ruolo fondamentale può essere attribuito ai numerosi giornalisti che, provenienti da diverse parti d'Italia - qualcuno anche dall'estero - sostano in città per almeno due giorni e hanno la possibilità di scoprire un importante pezzo di Sardegna. Quelli accreditati sono circa una cinquantina. Molti di loro non hanno mai messo piede sull'isola e, tanto meno, nel suo capoluogo. Altri conoscevano già la Sardegna in quanto meta di vacanze, ma non avevano mai avuto modo di visitare Cagliari. Tra questi Roberto Calise, giornalista dell'Agenzia di Informazione Ferpress, diretta da Antonio Riva e specializzata sui temi delle ferrovie, del trasporto pubblico locale, della logistica e in generale su tutto ciò che ruota attorno al mondo del “ferro” e della rotaia. Roberto, originario di Napoli (ma risiede a Roma), è rimasto particolarmente colpito dalla bellezza del capoluogo "è ricca di bellezze architettoniche ed è pulita. E poi..... il Poetto. Un luogo fantastico, una vera e propria fortuna per tutti i cagliaritani, poter disporre di un litorale simile". Ma oltre alle bellezze architettoniche e ambientali, il giornalista di Ferpress esprime un giudizio positivo anche per quanto riguarda il sistema dei trasporti locali: "a parte il volo Napoli - Cagliari, a bordo di un alquanto "agèe" Meridiana anni 80, trovo che il sistema dei mezzi pubblici cittadini sia ottimale. Ben organizzato, puntuale e supportato da informazioni complete ed esaustive". Giudizio positivo anche per il collegamento tra l'Aeroporto di Elmas ed il centro cittadino: "un collegamento simile non esiste neanche a Milano o Venezia". E per quanto riguarda l'organizzazione dell'evento, Roberto non ha dubbi: "siamo al top di gamma, pianificazione di orari e procedure lineari, ottimo buffet e attrezzature di supporto più che soddisfacenti". Pareri positivi arrivano anche dalla giornalista francese Celine Cornu di France Presse. Celine non è nuova all'esperienza sarda, infatti è la sua quarta volta nell'isola e la seconda nel capoluogo. "Cagliari è una bella città - sottolinea la giornalista francese - dove è piacevole camminare e scoprire gli angoli più nascosti. La gente è ospitale e gentile, una città a misura d'uomo". Impressioni positive anche per quanto riguarda il sistema dei trasporti locali. In particolare per il collegamento tra l'Aeroporto e il centro cittadino. "Sono arrivata da Milano con Alitalia e non ho avuto alcun problema per la prenotazione. Una volta ad Elmas ho pensato di prendere un taxi ma poi ho scoperto che era possibile prendere il treno. Un collegamento facile e rapido, difficilmente riscontrabile in altre città d'Italia". Per Celine la Sardegna è bella così come è: "un'isola bellissima, continuate a tenerla così, quasi selvaggia, evitando di trasformarla come è stato fatto da altre parti". In merito all'organizzazione del G7, il giudizio della francese rispecchia quanto dichiarato dal suo collega italiano: "tutto all'altezza della situazione". Insomma, al di là dei contenuti (scontati e di facciata) e al di là dei disagi per gli automobilisti e i residenti nelle zone interessate all'evento, il G7 si conclude con un bilancio in positivo, almeno per quanto riguarda il ritorno di immagine. Federico Cheri
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