Impresa. Burocrazia bestia nera degli imprenditori

In base ad un rapporto diffuso dall'Osservatorio Nazionale CNA la burocrazia continua ad essere la bestia nera degli imprenditori. Gli adempimenti burocratici per aprire un'attività sono talmente invasivi che incidono in maniera determinante sul tempo e i soldi di chi vuole cimentarsi in un'attività imprenditoriale. Molto spesso la stessa idea di creare una nuova impresa è costretta a naufragare di fronte a tutti gli insopportabili, asfissianti e costosi passaggi burocratici che è necessario percorrere. Qualche esempio? La stessa CNA ha calcolato che per aprire un salone di bellezza in Sardegna, occorre sottoporsi a 65 adempimenti che coinvolgono 26 enti diversi e comportano una spesa di 17.535 euro. Per un bar l'impresa é ancora più in salita: 71 passaggi che coinvolgono anche in questo caso 26 enti, con i quali, se sfortunati, ci si può dover interfacciare fino a 41 volte perché ad alcuni ci si deve rivolgere varie volte con una spesa che sfiora i 15mila euro. La situazione non cambia se si intende aprire un'autofficina: 86 adempimenti complessivi e ben 30 enti con cui interfacciarsi sino a 48 volte e oltre 18.550 euro di costi da affrontare. Insomma, un vero salasso in termini di tempo e denaro. Ma non finisce qui. Occorre infatti tenere in considerazione gli adempimenti obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro (da 2mila a quasi 6mila euro), tasse sulle insegne, ristrutturazione locali e assunzione di un apprendista. Tutto questo, di fronte ad una Pubblica Amministrazione che appare sempre più distante dal cittadino e sempre più autoreferenziale.

Impresa Sardegna. Saldo positivo tra nuove aziende e aziende cessate

E' quanto emerge dai dati sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre 2018, diffusi da Movimprese, ed elaborati dalla Cna Sardegna. In particolare, durante il secondo trimestre 2018 il saldo tra nuove aziende e aziende cessate è di 907 (+0,54% contro lo 0,52% nazionale). Le nuove attività sono 2.614 mentre quelle che hanno chiuso 1.707. Anche se positivo, il dato evidenzia un rallentamento rispetto al 2017. Il saldo attivo di 31.118 imprese è infatti inferiore di quasi 5 mila unità rispetto a un anno fa, quando la crescita fu pari a 35.803 unità, e riporta la "natimortalità" imprenditoriale al livello del 2012 (+31.565). Alberghi e ristoranti, commercio e agricoltura sono i settori cresciuti di più in valore assoluto nel trimestre. Attività professionali, servizi alle imprese, sanità e, di nuovo, il settore del turismo e dell'ospitalità quelli che hanno mostrato la dinamica più brillante in termini percentuali.

Turismo. Storia e cultura della Sardegna sottovalutate sul web

Solo l'8% dei turisti sceglie la nostra isola per le sue bellezze artistiche, culturali e archeologiche, mentre il 74% la sceglie per il sole e per il mare. Quanto emerge dalla ricerca "Economia e Turismo" della CNA, sarebbe riconducibile ad un'offerta digitale della Sardegna turistica quasi esclusivamente incentrata "sullo stereotipo della vacanza balneare". I dati elaborati da CNA lo confermerebbero, visto che il 62% delle pagine web in lingua inglese dedicate alla nostra regione sono esclusivamente focalizzate sul mare, le coste, il cibo e il vino. Storia e cultura vengono trascurate, tanto che soltanto il 9% dei siti web di matrice anglosassone ne parla. Una criticità che penalizza il patrimonio culturale locale, potenziale attrattore di un'altra fetta importante di turismo internazionale. Nessun problema invece per quanto riguarda il settore enogastronomico, ampiamente pubblicizzato sul web.

Turismo. Storia e cultura della Sardegna sottovalutate sul web

L'attività di indagine e monitoraggio dell'Arpas, effettuata a seguito dell'inchiesta sulla Fluorsid per presunto disastro ambientale, ha rivelato che la presenza di inquinanti nell'aria, acqua e suolo delle zone di Macchiareddu e Santa Gilla è rimasta complessivamente invariata rispetto agli anni precedenti. I risultati della rilevazione, durati quasi un mese, sono stati discussi oggi in occasione della convocazione del Tavolo tecnico permanente, coordinato dalla presidenza della Regione Sardegna. Soddisfazione da parte dei vertici di Arpas, che si sono confrontati con il presidente della Giunta Regionale, Francesco Pigliaru, gli assessori regionali della Sanità e dell'Ambiente, Luigi Arru e Donatella Spano e i sindaci interessati dei territori coinvolti.
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