Contamination Lab. Il team dell’Ateneo cagliaritano guida l’Italian CLab Network

Lo stato dell’arte del CLab, le politiche per le startup innovative e le proposte di sviluppo della rete: sono stati questi alcuni degli argomenti trattati mercoledì 4 luglio a Roma, nella sala conferenze del Miur (Ministero istruzione, università e ricerca). Ad aprire i lavori Maria Chiara Di Guardo, professoressa dell’Università di Cagliari - network chief e responsabile scientifico CLab UniCa - con Mauro Massulli (dirigente Miur). Di particolare pregio il ruolo assunto sul campo e con i risultati - apprezzati su scala internazionale - dal Contamination Lab di Cagliari, designato lo scorso anno alla guida del Network che raggruppa i CLab italiani. Una posizione che conferma un percorso di crescita e sviluppo con risposte concrete ai giovani afferenti all’Università del capoluogo, in possesso di idee e talento, applicabili anche su discipline differenti. Un mondo ricco di ingegno, motivato e pronto a misurarsi su più fronti. Quel che il tema della professoressa Di Guardo sostiene, incoraggia e rilancia su vasta scala. La risposta dei mercati? Più che positiva: le start up maturate nel CLab di Cagliari hanno ottenuto successi lusinghieri e sono in continua evoluzione. Ingegno, talento e trasversalità come ingredienti base di un percorso che l’ateneo coltiva al top da cinque anni. Il meeting ha rappresentato un'occasione per presentare i risultati del questionario online sulle principali tematiche. A seguire, gli interventi dei rappresentanti della rete dei CLab italiani. “Il Network è un progetto rivoluzionario nel mondo universitario. Non solo trasferimento tecnologico ma creazione culturale. I singoli CLab possono crescere sfruttando la reputazione nazionale del Network”, come sottolineato da Chiara Di Guardo. Per il Contamination Lab dell’Università di Cagliari, capofila dell’Italian CLab Network, un plauso a 360 gradi con il rafforzamento di una reputazione solida legata a una best practice a livello nazionale. I lavori sono proseguiti con l’intervento di Mattia Corbetta (segreteria tecnica Mise, Ministero sviluppo economico) incentrato su una panoramica delle politiche attive per le startup innovative. I referenti hanno poi costituito il Comitato di esperti in materia di creazione di impresa e l’approvazione del regolamento del CLab Network. L’incontro si è concluso con gli interventi sulle proposte di attività di interesse del Network e sull’attivazione della rete dei Tutor CLab. Sul tavolo anche il confronto per la proposta di aggiornamento del sito ufficiale dell’Italian CLab Network.

Cagliari. In sei per la finale del CLab 2017/18 il 25 marzo al Teatro dell’Ente Lirico

Protezione dati aziendali, sensibilità gustativa, gestione elettrodomestici, campeggi di lusso, tecnologia per apicoltura e apparecchi ortodontici. Sono queste le aree tematiche sulle quali si giocherà la sfida tra le sei start finaliste del Contamination Lab UniCa dell'Ateneo cagliaritano. In palio 50 mila euro, più un premio speciale del rettore. I sei team, proclamati al Centro servizi di ateneo per innovazione e imprenditorialità, si affronteranno in finale domenica 25 marzo, dalle 17. I team avranno sette minuti ciascuno per presentare la propria idea imprenditoriale e convincere la giuria - investitori, giornalisti specializzati, operatori del mondo della finanza e rappresentanti di imprese multinazionali - che assegnerà premi in denaro e servizi. Il moderatore della serata è Alberto Matano, Tg1 Rai. Ma chi sono le sei start up maturate nel Contamination Lab dell’Università di Cagliari (capolista del network nazionale su scelta del ministero dello Sviluppo economico): 1) EABlock: startup che protegge i dati delle aziende. Crea applicazioni blindate che riducono al minimo la probabilità di subire attacchi informatici grazie a un approccio proattivo, utilizzando la crittografia e la tecnologia Blockchain. 2) eFlavor: primo device che analizza la sensibilità gustativa umana in meno di 15’. Un sistema di elettrodi collegati ad un circuito a scatti di 13 mv accende da 1 a 10 led in base alla sensibilità percepita. Il dispositivo fornisce un report sicuro facendo risparmiare il 75 per cento del tempo di analisi. 3) Emfores: semplifica la gestione degli elettrodomestici in un contesto di Smart home. Con Optimize Energy la pianificazione è ottimale e automatica, libera l’utente e gli dà i vantaggi di una casa Smart: risparmio, efficienza e massimo confort. 4) Glambnb: prima piattaforma europea dedicata al campeggio di lusso (glamping). Incentiva e facilita la creazione di nuove strutture, raccoglie quelle esistenti, e dà la possibilità al turista di trovare e prenotare le più esclusive location immerse nella natura, in un mix tra comfort e lusso. 5) HiveGuard: strumenti e tecnologie altamente innovativi a sostegno degli apicoltori nelle attività quotidiane legate alla cura delle api, al monitoraggio e alla manutenzione degli alveari. 6) Maga Orthodontics: produce e vende i primi apparecchi ortodontici magnetici progettati ad hoc con un software di calcolo del campo magnetico e dei movimenti ortodontici in condizioni reali. Per la prima volta nel campo dell'ortodonzia utilizza un sistema totalmente prevedibile e automatizzabile. Ai primi tre classificati vanno premi in denaro e servizi per un valore di circa 50 mila euro offerti da Sardegna Ricerche, Ambasciata Stati Uniti, Fondazione di Sardegna, Banca di Cagliari, Tecnoengi, StarsUp, TechiTalia Lab London, Art Backers, Prototype, The Net Value, Open Campus Tiscali e Hub/Spoke. Un premio speciale di 2.500 euro viene offerto dal rettore dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo al team con il miglior progetto di impresa, ovvero la startup che più delle altre utilizza il sapere e la conoscenza universitaria per risolvere un problema. Per la prima volta viene dato un premio speciale dall’Associazione Alumni degli Ex Clabbers del valore di duemila euro. Al percorso, lanciato e curato dall’ateneo di Cagliari e teso a costruire e indirizzare alla cultura d’impresa, hanno preso parte centoventi allievi.

Cagliari. CLab: finale con in palio 50 mila euro per i migliori progetti di impresa

Presso la sala consiglio del rettorato, dell'ateneo cagliaritano, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della finale regionale del Contamination Lab dell’università di Cagliari. All’evento - che si terrà domenica 25 marzo al teatro dell’Ente lirico di Cagliari, co-organizzatore della finale - prendono parte 6 start up delle originarie 30 partecipanti. Il moderatore della serata sarà Alberto Matano, conduttore del Tg1 Rai. In teatro una delegazione degli Special Olympics Sardegna - sponsor ufficiale della #05edizione - sarà coinvolta nell’accoglienza. Intanto, cresce l’attesa per il testimonial 2018. “Siamo felici di essere splendidamente inclusivi e contaminanti con un percorso etico, culturale e scientifico d’eccellenza. Il Contamination Lab è l’ennesima conferma che l’ateneo cresce e promuove competenze e cultura d’impresa. La Sardegna - sottolinea - il rettore Maria Del Zompo - è terra di gioventù che si mette in gioco per vincere e costruire percorsi importanti. Siamo orgogliosi di essere senza confini di razza, censo, religione, scienza e cultura”. Per Maria Chiara Di Guardo, pro rettore Innovazione e responsabile CLab, “La nostra storia ha cinque anni di vita e conferma una stretta collaborazione tra ateneo e imprese. Interagire è il segreto per esser competitivi in un mercato sempre più innovativo. Per questa edizione siamo grati all’associazione Millesport Special Olympics: la loro partecipazione arricchisce il nostro lavoro”. Interazione sottolineata anche da Claudio Orazi, sovrintendente dell’Ente Lirico di Cagliari: “In passato i teatri sono stati intesi come roccaforti, ma noi ringraziamo l’Università di Cagliari: anche con la partecipazione al CLab, vogliano essere vicini alle persone e al territorio”. Coach, imprenditore e fondatore di The Net Value, Mario Mariani taglia corto: “Il rettore ha parlato di diversità, un tema che ci trova felicemente complici: Le innovazioni culturali sono l’incontro tra posizione e idee diverse. Quando 120 ragazzi si uniscono e confrontano, nascono dinamiche importanti e impegnative”. Per Marco Deiosso (Nausdream), Sarah Pinna (Little Alienz), Alessandar Farris (Intendime) e Nicola Usala (Babaiola), testimonial della campagna pubblicitaria del CLab 2017/18, un solo precetto: “Grazie all’Università di Cagliari siamo riusciti a sfidare tutti i confini”. Le quattro start up maturate nelle precedenti edizioni del CLab hanno raggiunto un ruolo di pregio nei mercati internazionali. Il percorso lanciato e curato dall’ateneo di Cagliari, teso a costruire e indirizzare alla cultura d’impresa, è stato premiato dal ministero per lo Sviluppo economico quale format ideale nell’ambito della formazione avanzata. Al Clab 2017 hanno preso parte centoventi allievi. Alle precedenti edizioni hanno aderito, tra gli altri, il campione di ciclismo, Fabio Aru, e il writer, Manu Invisibile, il musicista Moses Concas. Il CLab Unica rappresenta un percorso di crescita dove i confini si avvicinano, si ripensano e si superano: questi i motivi che hanno portato l’Università di Cagliari a promuovere l’evento finale con una campagna non convenzionale. La #05Edizione del CLab UniCa viene raccontata attraverso il concetto del confine come esperienza di vita e di apprendimento con il claim “Contamination Lab Unica, i confini sono un punto di vista” e durante la conferenza verrà presentata la campagna della #05Edizione.
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