Istruzione. Manifestazione delle insegnanti sarde a Roma

Sono state assunte con un contratto a tempo indeterminato ma ora corrono il rischio di doversi ritrovare precarie con sostituzioni e supplenze. Si tratta delle insegnanti sarde diplomate e laureate, minacciate da una recente sentenza del Consiglio di Stato che mette in discussione la loro abilitazione. Tutto questo nonostante per anni abbiano firmato documenti e fatto scrutini. In Sardegna il problema riguarda mille docenti mentre su scala nazionale sono 43 mila. Una situazione che ha portato una delegazione di insegnanti, arrivati da diverse parti dell'isola, a manifestare davanti alla direzione scolastica regionale. Tutte loro indossavano una maglietta nera con il provvedimento della Gazzetta Ufficiale stampato sulla schiena che recita: "i titoli conseguiti nell'esame di stato a conclusione dei corsi di studio entro il 1997-1998 conservano in via permanente l'attuale valore legale". L'iniziativa precede l'incontro che si terrà domani nella capitale, dove una delegazione avrà l'occasione di confrontarsi con sindacati e Miur e la grande manifestazione nazionale prevista per l'8 gennaio, sempre a Roma.

Pirri. Progetto "Scuole senza zaino"

Niente cattedra frontale, piuttosto aree di lavoro tematiche, spazi connettivi, libri di testo e strumenti tattili condivisi. Più valutazioni motivazionali che voti. Ma soprattutto niente più zaino. È da qui che nasce “Scuole senza zaino”, l’innovativo progetto didattico adottato da 31 classi tra scuola dell’infanzia, elementari e medie dell’Istituto Comprensivo di Pirri, dove oggi e domani, 14 e 15 dicembre, è ospitato il seminario-convegno “Il cuore è la comunità – Tutti a iscola senza zaino”. Presente al convegno anche l’assessore comunale, Yuri Marcialis, che ha dichiarato: “l’iniziativa si inserisce appieno nella visione che ha l’Amministrazione Comunale rispetto all’istruzione e alle politiche giovanili che sin dall’inizio della consiliatura sono state accorpate sotto un unico assessorato. Come anche sport, non meno importante dal punto di vista educativo e didattico, che grazie alle nuove aree dotate di attrezzi ginnici realizzate in numerose zone e quartieri della città, contribuiscono ogni giorno a uno stile di vita più sano, a migliorare la socialità fra le persone e il senso di comunità. Inoltre, in collaborazione con le scuole cittadine, l’attività all’aria aperta diventa una leva progressivamente più solida per combattere la dispersione scolastica, grazie anche ai fondi che il Comune stanzia in bilancio”. Infatti, “uno degli obiettivi del progetto è di coniugare l’istruzione con la città, i suoi spazi e i suoi abitanti”, ha spiegato Daniela Pampaloni di “Scuole senza zaino”. Concetto ribadito anche da Valentino Pusceddu, preside dell’Istituto Comprensivo di Pirri, che ha aggiunto: “Al centro di tutto c’è l’attività collaborativa”, ovvero “imparare a lavorare insieme, a partire dalla scuola dell’infanzia, alle elementari, alle medie”. Fondamentale la collaborazione con le famiglie.

Nuoro. Il professore nella bufera per le lezioni a sfondo sessuale si difende

Il professore di Religione, finito sulla graticola per aver svolto in classe educazione sessuale e aver consigliato ai suoi alunni due libri adolescenziali ritenuti dai genitori "troppo espliciti", non ci sta e attacca: "le polemiche contro di me sono costruite sul pressapochismo e sull'ignoranza, vogliono mettere il becco sulle mie lezioni. Sto valutando di sporgere denuncia per mobbing all'ufficio scuola della Diocesi di Nuoro perché si sono espressi senza conoscere i fatti". I testi oggetto di polemica sono: "Ho 12 anni e faccio la cubista mi chiamano Principessa" e "Facciamolo a skuola". Tutta la questione è scaturita dal malcontento dei genitori che, rivolgendosi ai dirigenti scolastici e al vescovo di Nuoro, hanno chiesto l'immediato allontanamento del docente. Anche il vescovo di Nuoro ha espresso la sua vicinanza ai genitori disapprovando i metodi educativi troppo "espliciti" adottati dal docente che, da parte sua tiene a sottolineare: "si parla di educazione, per poter dare ai ragazzi gli strumenti su cui basare la propria vita".

Istruzione. Progetto Sardegna - catalogna per l'Alfieri di Cagliari

La Scuola Alfieri di Cagliari, insieme all’Institut Pla Marcell di Cardedeu (Barcellona) e affiancati dal CNR, parteciperanno ad un progetto che coinvolge la Sardegna e la Catalogna su temi chiave quali memoria, identità, dialogo e democrazia. I giovani studenti delle classi medie, che tra febbraio e maggio di quest’anno hanno indagato il patrimonio storico e culturale comune ancora presente nell’identità delle due regioni, hanno lavorato secondo un percorso didattico basato sul gioco e l’utilizzo delle opportunità più innovative offerte dalle tecnologie digitali e dalla rete. Il progetto, articolato in quattro laboratori virtuali curati dai ricercatori del CNR, si è concluso con il viaggio scolastico. Obiettivo dell’esperienza, dalla quale nascerà un manuale di buone pratiche sui metodi e le tecnologie didattiche utilizzate, è favorire una migliore comprensione della storia del Mediterraneo attraverso la scoperta dei legami culturali condivisi, così da rafforzare un naturale senso di accettazione della differenza e del pensiero democratico.

Cagliari. La protesta dei cittadini di Goni

La protesta dei cittadini di Goni per l'accorpamento dell'istituto comprensivo con San Basilio non si placa e si trasferisce nel capoluogo. Infatti, armati di trombette e fischietti i genitori di Goni si sono dati appuntamento questo pomeriggio in via Roma, davanti al Consiglio Regionale. Tra loro le mamme degli alunni che, insieme al sindaco, hanno chiesto un incontro con i capigruppo di maggioranza e opposizione. Tra i consiglieri più sensibili alla questione il capogruppo dell'Udc, Gianluigi Rubiu.

Goni. Dimensionamento scolastico: genitori occupano Elementari

La notizia della chiusura del plesso scolastico e del trasferimento degli alunni a Silius non é stat gradita dai genitori dei piccoli scolari. Infatti, questa mattina la scuola elementare di Goni é stata occupata da circa sessanta genitori che, in segno di protesta, hanno deciso di non far salire i propri figli sul bus che li avrebbe dovuti portare nella scuola di Silius. La protesta, che potrà durare alcuni giorni, ha richiesto l'intervento dei Carabinieri.

Istruzione. Manifestazione contro la riforma della scuola

Arriva settembre, si avvicina la ripresa delle attività didattiche e gli insegnanti affilano le armi contro la tanto odiata riforma della scuola, battezzata "buona scuola" dal Governo Renzi. La protesta è pianificata per il 25 agosto a Roma con l'organizzazione di un girotondo intorno all'obelisco di Montecitorio e 107 mila bolle di sapone, come il numero della legge che ha cambiato le regole dell'istruzione in Italia. "Bolle di sapone piene di promesse, ma destinate a volare per pochi metri per poi scoppiare quasi subito", spiegano gli organizzatori della protesta che parte dalla Sardegna, dove a pesare sui trasferimenti è l'handicap dell'insularità. Le "Valigie del 10 agosto", gruppo di insegnanti sardi precari fondato un anno fa, si uniranno nella capitale insieme alle "Valigie" del resto della penisola del Comitato 8000EsiliatiFaseBGae".

Uno scrittore nelle scuole. Di Rosaria Floris

Anche questa mattina di piena estate accompagnata da un venticello ristoratore, vado col sapore di sale sulle labbra, alla scoperta di nuove storie, racconti, misteri, miti e leggende della mia amata città. Dopo aver percorso via del Collegio, quartiere Marina e giunta nella piccola piazza, mi soffermo a guardare l’antico convento, il piccolo Auditorium, la chiesa spagnola di Sant’Eulalia, il piccolo teatrino e il museo archeologico nel quale pietre, cisterne raccoglitrici di acque e cocci, raccontano la vita dei nostri millenari antenati. E come protagonista in un film mi proietto dentro la scena, diventando personaggio di un tempo in cui ancora non era storia. I colori del cielo, e di ciò che mi circondava non esistevano più, svaniti dentro vortici di sogni. Stavo vivendo attimi sublimi nei quali volevo perdermi. Ma all’improvviso il suono delle campane disturba, e la quotidiana realtà ritorna. Ritornano anche i ricordi di quel 23 ottobre 2014 quando proprio in questa piazzetta andai a parlare col dirigente scolastico della scuola G.Manno per proporgli ciò che il Ministero dell’Istruzione aveva emanato e io letto, sul nostro quotidiano L’Unione Sarda, rivolto agli scrittori. “Ottobre, mattina di sole. Una leggera brezza accompagnava il mio andare. I gabbiani volavano bassi, rovistando dentro cassonetti mal odorosi e zeppi di sacchetti di rifiuti, cibo. Via del Collegio, la scuola media statale Giuseppe Manno, mi stava aspettando. Controllai se dentro la borsa, tutto a posto, l’articolo stava lì. Appena giunta, la bidella mi disse che l’ascensore era guasto e che il preside stava al terzo piano. Un grosso respiro e tante scale da fare. Naturalmente giunsi alla meta con un nodo alla gola e poco fiato. “Uno scrittore nelle scuole”, aiutare i ragazzi ad amare la lettura, ecco, quello era lo spirito che mi aveva portato lì, determinazione e desiderio di un sogno. Attesi, minuti, forse mezz’ora, ma ecco che la porta si apre e lui appare: “sono il porfessor Paolo Porcu dirigente scolastico, piacere della sua conoscenza” mi disse con un affettuoso benvenuto e ci accomodammo. Cercavo nel parlare di trasmettergli quella mia grande passione, aiutare i ragazzi ad amare la lettura sotto i suggerimenti e la guida dell’insegnante. Notai subito il suo interesse, e una gran voglia di realizzare il progetto. “Uno scrittore nelle scuole, che aiuti i ragazzi ad amare la lettura!” Brava signora! La scuola ha bisogno di persone come lei, sarò ben felice di accoglierla nella nostra scuola, anzi chiamo subito le insegnanti così insieme studierete il progetto, ma prima devo dirle che la sua opera dovrà essere a titolo gratuito”.Con le insegnanti instaurammo subito collaborazione e amicizia tanto che quell’anno trascorse veloce, in amicizia e creatività. Gli alunni furono molto contenti della mia presenza costante e se qualche volta disertavo, mi rimproveravano. Grazie di cuore professore. Insegnare ai ragazzi nelle scuole è stato sempre il mio grande sogno. Ora si era avverato. Una bella esperienza, un arricchimento intimo personale e una gioia profonda regalata dai tanti studenti. Leggere negli occhi dei ragazzi stupore, grande interesse, ponendomi anche domande tipo: come si diventa scrittori, come riuscire ad amare la lettura? Quei mesi sono volati, leggeri come petali di fiori. In quelle aule dai soffitti alti, in quegli androni pieni di misteri mai svelati, avevo respirato quel profumo di antico, di profonda religiosità e carità rimaste sempre dentro me. Furono i Gesuiti che nel lontano 1611, grazie alla donazione di un ricco e nobile cagliaritano, realizzarono Chiesa, e Convento diventate in seguito scuole. Nel 1947 fu diretta dal preside Corrias e intitolata proprio al Barone Giuseppe Manno, una figura di rilievo nella vita politica e culturale dell’ottocento sardo. La scuola nel 1953 ospitava oltre 850 ragazzi e nel 1986, furono realizzati altri spazi per la sistemazione di laboratori di ceramica, scientifici e fotografici, e infine per l’informatica. Una scuola, la Manno, che in questo terzo millennio si è trasformata in un centro di progettazione in conseguenza della normativa che istituisce la scuola dell’autonomia, acquisendo una forte competenza in riferimento all’ integrazione e alle opportunità offerte agli alunni diversamente abili. Senz’altro questo vento di innovazione e di futuro, porterà lontano questa Scuola, ma nel quartiere,l’aria che ancora si respira, è sempre l’aria della Pola, quando non era ancora Marina, ma centro politico, economico, culturale della Sardegna nonchè, sede di Governo Regionale e primo porto dell’isola. Secoli passati in cui i Fenici diedero il nome alla nostra Karel ( città forte di Dio)- Passata poi ai cartaginesi e poi ai romani che le fecero raggiungere splendore e ricchezza sfruttando miniere e agricoltura. Ma la storia successiva sarà legata ai Pisani, al regno d’Aragona e ai Piemontesi. Una scuola, la Manno nella storia, oltre la storia. Ma perché all’improvviso quel ricordo di un tempo appena passato? Solo due anni eppure, so di aver agito senza pensarci troppo, così come faccio in tutte le cose in cui credo fortemente. Se avessi pensato a ciò che l’etica, il comportamento obbliga, forse non avrei avuto il coraggio di fare ciò che ho fatto: “Ferma il tuo passo ascolta la tua anima, non aver timore, vai sempre avanti, io sarò li a tenderti la mano, ascolta, l’aria anche oggi profuma di vita nuova.” Rosaria Floris
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