Etiopia. Ateneo cagliaritano coinvolto nella scoperta delle orme di un bambino di 700 mila anni fa

L'Università di Cagliari, in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma protagonisti di una straordinaria scoperta durante gli scavi presso una località dell'alto bacino del fiume Awash in Etiopia, a 2mila metri sopra il livello del mare. In questo luogo, dove da tempo si svolgono le campagne di ricerca finanziate dall'Università di Roma La Sapienza e dal Ministero Affari Esteri, sono state scoperte le impronte di un bambino vissuto 700 mila anni fa. Una scoperta di grande valore sotto il profilo scientifico internazionale, evidenziata anche sulla rivista "Scientific Reports" del gruppo editoriale "Nature". "Le impronte sono state trovate in un'area intensamente frequentata, in prossimità di una zona umida, non lontana da un corso d'acqua - spiega la la prof.ssa Rita Melis, geoarcheologa del Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche dell'Università di Cagliari- in un sedimento argilloso limoso. Qui hanno lasciato tracce oltre agli ominidi, anche animali prossimi agli attuali gnu e gazzelle, nonché uccellini, equidi, suidi e ippopotami. Le impronte delle varie specie si intersecano tra di loro, e si sovrappongono a tratti a quelle degli esseri umani, individui in parte adulti e in parte di 1, 2 e 3 anni. In particolare uno di questi bambini in tenera età propriamente non camminava, ma era in piedi e si dondolava: la sua è l'impronta di un piede che calpesta ripetutamente il suolo, rimanendo appoggiato sui talloni". Presso il sito sono inoltre evidenti tracce di diverse attività quali la scheggiatura della pietra (ossidiana e altre rocce vulcaniche), con la produzione di strumenti litici, e macellazione della carne di più ippopotami.

Yukon Artic Ultra Maraton. Zanda verso la Valle d'Aosta per cercare di salvare gli arti

Destinazione Valle d'Aosta. Roberto Zanda ha lasciato l'ospedale canadese dove era ricoverato per il congelamento di quarto grado di mani e piedi avvenuto mentre partecipava alla Yukon Artic Ultra. Nonostante l'impegno dei medici canadesi, si è tuttavia deciso il trasferimento in un'altra struttura. Ad essere selezionata l'ambulatorio di medicina di montagna dell'ospedale Parini ad Aosta, guidato dal dottor Guido Giardini, lo stesso medico che si è occupato del caso dell'alpinista francese Elisabeth Revolt dopo l'incidente di Naga Parbat. La speranza è che i medici italiani possano salvargli in parte o totalmente mani e piedi che, come noto, sono fortemente compromessi a causa del congelamento.Risoluta la reazione dell'atleta sardo, comunicata attraverso la sua pagina Facebook: "mani e piedi ancora al loro posto in attesa di arrivare all'ospedale Umberto Parini di Aosta dove un'equipe di chirurghi vascolari mi attende. Onestamente devo dire che non sono preoccupato, ho tanta roba da fare e non sono uno che aspetta di solito. Se devono amputare che si faccia, non saranno quattro protesi il problema, ma chi se ne frega. Sono vivo e vegeto - ha sottolineato Zanda - e spero di trovare due bei piedi che mi permettano di continuare a fare questa bella vita fatta di sport e resilienza".

Luoghi francescani in Sardegna. Quattordici i comuni sardi coinvolti

Una iniziativa finslizzata a valorizzare, in chiave turistica, i luoghi francescani in Sardegna tra monasteri, santuari, eremi, luoghi di devozione sulle orme di San Francesco. Alghero, Bosa, Cagliari, Castelsardo, Fonni, Gesturi, Iglesias, Laconi, Luogosanto, Mores, Oristano, Pula, Sanluri e Sassari. Sono i 14 comuni coinvolti nella realizzazione della guida "Luoghi francescani in Sardegna", commissionata dalla Regione e pubblicata dalla casa editrice "Terre di Mezzo". L'obiettivo del volume è quello di diventare uno strumento prezioso per promuovere in maniera unitaria il turismo identitario e religioso, incentivando i luoghi di accoglienza pensati per un turismo 'lento', green e sostenibile.

Sanità. Servizi digitalizzati per i cittadini

Implementazione di nuove tecnologie per un servizio altamente qualificato e digitalizzato. E' questo uno degli aspetti più rilevanti del piano triennale 2018-2020 per lo sviluppo del sistema informativo dell'Azienda Tutela per la Salute. Inserita all'interno del processo di riorganizzazione e di sviluppo, l'implementazione delle nuove tecnologie prevede l'adozione di tecnologie diagnostiche basate sul trattamento in 3D e 4D delle immagini radiologiche digitali, dispositivi indossabili che consentono di monitorare gli stili di vita delle persone, reti di telemedicina, gestione dei casi di malattia cronica. A ciò si aggiunge la creazione delle cartelle e l'estensione dell'uso dei fascicoli sanitari elettronici dei pazienti, la programmazione e la pianificazione dei servizi erogati. Un'occhio di riguardo anche per le iniziative volte a migliorare gli standard di accoglienza e permanenza dei pazienti e dei loro familiari attraverso il miglioramento della user experience. Un progetto importante che getta le basi per un miglioramento della relazione tra i pazienti, gli assistenti e tutto il sistema sanitario.

Commercio elettronico. La Sardegna tra i primi per gli acquisti sulla rete

A precederla solamente la Valle d'Aosta e il Trentino. Con una lusinghiera percentuale del 59,1% la Sardegna si piazza infatti al terzo posto in Italia per gli acquisti online. Un risultato che mette in evidenza come stiano cambiando le abitudini d'acquisto dei consumatori sardi che nel Mezzogiorno risultano i più attivi (primi della lista) primi gli acquisti sulla rete. A confermare il primato dell'isola è il rapporto denominato "Identikit dello shopping on line 2018-Report eShoppingAdvisor su acquisti e vendite online in Italia", commissionato dalla prima piattaforma pubblica di recensioni esterna ai siti, interamente dedicata agli acquisti sul web, specializzata in ecommerce, ideata da due imprenditori sardi, Andrea Carboni e Andrea Ghiani. La ricerca, effettuata sulla base della rielaborazione dei dati Istat mette in evidenza una progressione significativa del commercio elettronico nell'isola, considerando che nel 2012 solo il 45,2% dei sardi (con più di 15 anni e con accesso a internet in casa) aveva ordinato o comprato merci e/o servizi per uso privato sul web. Progressione anche per quanto riguarda le imprese che puntano sull'ecommerce. Con una percentuale pari al 13,76% la Sardegna si piazza all'ottavo posto in Italia. Un miglioramento di 10 punti percentuli rispetto al 2012. Unica nota dolente, il terzultimo posto nella classifica italiana per percentuale di imprese che possiedono un sito web/home page o almeno una pagina su Internet (circa il 56% delle imprese, dati aggiornati al 2017.

Cagliari. Quarta edizione della Cagliari SoloWomenRun: successo di adesioni

Per la tradizionale corsa al femminile solidale, prevista per domenica 11 marzo sono già state totalizzate quasi seimila iscrizioni. Un vero e proprio record anche se rimangono ancora alcuni posti liberi prima di raggiungere il tetto massimo, fissato a quota 7mila. Il successo dell'edizione 2018 viene confermato dal superamento delle adesioni registrate nella edizione 2017 (5.400 iscrizioni). Diverse le associazioni e le compagini che si sfideranno con un numero ingente di iscritti. Tra queste Abbracciamo un Sogno, Peter De Luna, Passu Passu, Karalis Pink Team-Fondazione Taccia e Idea Onlus. La formula della manifestazione prevede la prova Open di 5 chilometri con un percorso da completare correndo o semplicemente camminando, aperto a tutte. In aggiunta, la Challenge di 10 chilometri, riservata invece alle runner competitive. All'arrivo ci sarà il color blast, il lancio della polvere rosa fornita a tutte le partecipanti.

Sport e salute. Cardioprotette 184 società sportive dilettantistiche

La Regione Sardegna ha deciso di dare a 184 società sportive dilettantistiche un contributo per acquistare un defibrillatore; altre 58 società sono in aspettativa. Un grande passo avanti che non solo permetterà a questi centri sportivi di adeguarsi all'obbligo previsto dal decreto Balduzzi, «ma è soprattutto un’occasione per dare il meglio che possiamo ai nostri ragazzi: tutelare la loro vita e non leggere più quegli orribili fatti di cronaca che avremmo forse potuto evitare con un minimo di senso di responsabilità in più». A parlare è Simona Buono, fondatrice di Distribuzione Defibrillatori e consulente impegnata da tempo in una campagna di sensibilizzazione che possa portare i Dae dentro ogni spazio vitale. «Due anni fa - racconta - portai in Regione i miei studi sull’argomento, e la Giunta finanziò 400 mila euro perché le realtà sportive potessero avere un contributo pubblico che permettesse loro di diventare luoghi sicuri per i nostri ragazzi. Ad ascoltarmi e a portare avanti la battaglia con me furono i consiglieri Anna Maria Busia e Roberto Cappelli. Ma anche il presidente del consiglio Gianfranco Ganau partecipò con piacere al convegno da me proposto “Salvare una vita si può… entro cinque minuti. La cardio-protezione a portata di tutti col semplice utilizzo del defibrillatore”. Fu un successo in Consiglio, poi in Giunta, e oggi vedo che il nostro progetto è diventato realtà, un sogno realizzato». Per la consigliera regionale del Centro Democratico Sardegna Anna Maria Busia, si tratta di una vittoria che ha visto l’impegno in Consiglio Regionale del suo partito. "Ci siamo battuti, noi del Centro democratico, fin dall'inizio della legislatura affinché si arrivasse a questo risultato. Sicurezza, salute e sport sono le tre esse vincenti sulle quali puntare il massimo dell’attenzione per avere tutti una vita migliore". Da tempo Simona Buono si occupa di diffondere il tema della cardioprotezione con numerose iniziative attraverso le quali ha cardioprotetto ristoranti, stabilimenti balneari, uffici. "Ma la mia campagna è senza scopo di lucro, volevo solo che la politica facesse qualcosa per la Sardegna. Oggi posso dire di essere soddisfatta".

La Commissione parlamentare sull’uranio impoverito e il “negazionismo” militare. Di Maurizio Ciotola

La Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito ha concluso le sue attività e presentato una relazione sull’operato svolto, che si completa con la denuncia alla Procura della Repubblica di Roma dei fatti specifici, emersi nel corso dell’inchiesta, per la valutazione delle eventuali ipotesi di reato. Il resoconto della Commissione è però articolato, la severità non meno dell’intransigenza, fanno emergere le ipotesi di reato, le irrispettose procedure "pro domo mea" in uso nei reparti militari in merito alle inosservanze della sicurezza per il personale militare e civile, operante nei teatri di guerra o nei poligoni di addestramento e difesa. Eemerge il “negazionismo” dei militari, queste sono le parole riportate nella relazione, di fronte alle constatazioni di fatti non rispondenti a quanto dichiarato in audizione. Ovvero ci si trova di fronte al comportamento omissivo e ostativo, dei vertici militari nei confronti della suprema rappresentanza democratica dello Stato, il Parlamento attraverso la sua Commissione di inchiesta, per cui è stato richiamato il mancato rispetto del 3 comma dell’art. 52 della Costituzione: "l’ordinamento delle Forze armate si ispira allo spirito democratico della Repubblica". E'un richiamo riportato nelle conclusioni finali attraverso cui, la Commissione ritiene opportuno e necessario rimarcare, a nostro avviso, l’arbitrio del quale alcuni organi dello Stato si rendono protagonisti, nell’inosservanza della Costituzione e delle leggi. Un comportamento, è opportuno ricordare in questa sede, che non presenta particolari differenze rispetto ad altri già rilevati negli anni passati, in merito a fatti di rilevanza penale, cui parti delle Forze armate sono stati responsabili e complici. L’accusa esplicita di “negazionismo”, ci pone di fronte alla rilevanza e al pericolo derivante dal comportamento di alcune parti specifiche delle Forze armate, su cui non è possibile non intervenire, sia sul piano giudiziario quanto su quello istituzionale, a tutela e nel rispetto della Costituzione. Il mancato rispetto verso la Commissione, per le omissioni e le negazioni emerse, è il mancato rispetto verso il Parlamento, le istituzioni dello Stato cui le Forze armate, nell’ambito del dettato costituzionale e di una democrazia compiuta, hanno il dovere di servire. Un negazionismo articolato, finalizzato a non far emergere gli usi e gli abusi nei poligoni militari e l’inosservanza delle procedure a tutela degli stessi militari esposti agli agenti inquinanti, dannosi per la salute, frutto del materiale bellico adottato negli stessi poligoni e nei teatri di guerra. L’utilizzo improprio di aree territoriali asservite ad uso militare, di cui è stato fatto scempio ambientale con ricadute per la salute dei militari e dei civili, ha determinato una condizione di inquinamento ambientale quasi irreversibile, causando morti e malati per neoplasie e patologie cardiovascolari. Solo nella penisola di Teulada, interdetta ai civili e mai sottoposta a bonifica, si possono trovare residuati di “munizioni di calibro superiore” (missili, artiglieria pesante e razzi) per un peso totale che potrebbe variare tra 1750 e 2950 tonnellate. La Commissione non opera solo un esame della grave situazione esistente, ma compie un importante sforzo nel promuovere la mutazione dell’utilizzo delle aree su cui insistono i poligoni militari, per un loro possibile impiego duale, militari/civili, con scopi civili, a tutela delle professionalità e del lavoro. Un differente ed auspicabile indirizzo più strutturato quindi, e funzionale ad una significativa crescita economica del territorio. Nella relazione non poteva mancare l’invito al Ministero della difesa, inerente ad un significativo ridimensionamento e relativa bonifica, delle ampie fasce di territorio assegnate ad uso militare già dagli anni ’50, nate in un diverso contesto geopolitico, oramai non più plausibile e soprattutto non più giustificabile. Un immenso lavoro cui la metodologia di indagine adottata, il contributo delle precedenti commissioni, della magistratura, degli uomini delle Forze armate ispirati ai principi della Costituzione, ha consentito di portare alla luce responsabilità ed inadempienze la cui gravità pregiudica la salute e la vita di tanti esseri umani, non meno della tenuta democratica del nostro Paese. Maurizio Ciotola
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