Il punto del giorno. Il continuo oltraggio alla Dichiarazione dei diritti dell’umanità

Ieri ricorreva la firma della Dichiarazione universale dei diritti umani, ma oggi, come domani, non dobbiamo alienare o dimenticare la loro valenza ed imprescindibile riferimento etico, morale, ontologico e legislativo che rappresentano per l’Umanità intera. Di recente il prof. Cacciari, chiamato ad esprimersi in merito, fece emergere l’ipocrisia presente nella nostra società e nella sua classe dirigente, che richiama ad intermittenza e solo per specifiche esigenze tali diritti. Dei 30 articoli compreso il preambolo della Dichiarazione, non riusciamo a trovarne uno interamente applicato e rispettato sul globo terraqueo politicamente colonizzato. I Paesi Occidentali che hanno concorso a tale Dichiarazione, non eccellono in ortodossia nel suo rispetto, se non parzialmente ed esclusivamente nelle aree di loro pertinente dominio, ancorché di cittadinanza riconosciuta. Norberto Bobbio, nelle tante cause di sventura dell’umanità, vedeva un segno positivo, almeno uno, ovvero "la crescente importanza data nei dibattiti internazionali, tra uomini di cultura e politici, in convegni di studio e in conferenze di governi, al problema del riconoscimento dei diritti dell’uomo". Sembrano passati secoli da quando egli espresse questo suo pensiero, che tutti noi ricordiamo rispondente alla realtà degli anni ottanta, anni in cui scrive Bobbio, e che deflagrarono nella fine della guerra fredda tra Est ed Ovest. La Dichiarazione dei diritti umani compie 70 anni, e a distanza di trent’anni sembra scomparsa dai dibattiti in quei luoghi citati da Bobbio, se non urlata da chi oramai è discriminato o difensore di quei diritti. Gli Stati hanno ripreso ad esser ferrei monopolisti della forza all’interno dei propri confini, non più garanti della tutela dei diritti, sul suolo in cui hanno giurisdizione o nelle relazioni internazionali. Vi è un pericolo forte, dettato dal riemergere di organizzazioni egemoniche all’interno degli Stati e negli organismi internazionali, per cui è bene richiamare anche l’art. 21 della Dichiarazione: “ 1) Ogni individuo ha il diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. 2) Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese. 3) La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.” Un pertinente richiamo alla sovranità del popolo in contrapposizione a qualsiasi forma oligarchica di cui gli Stati in passato hanno costituito il veicolo del loro dominio. Ma ancora più preciso e netto è sempre Norberto Bobbio, nella sua “Età dei diritti”, che per quanto concerne l’individualismo, etico ed ontologico degli esseri umani, riconosce la sua centralità nell’organizzazione sociale: "l’individualismo è la base filosofica della democrazia: una testa, un voto. Come tale si è sempre contrapposto, e sempre si contrapporrà, alle concezioni elitistiche della società e della storia, da qualsiasi parte provengano, che hanno in comune il disprezzo della democrazia intesa come quella forma di governo in cui tutti sono liberi di prendere le decisioni che li riguardano e hanno il potere di farlo. Libertà e potere che derivano dal riconoscimento di alcuni diritti fondamentali, inalienabili e inviolabili quali sono i diritti dell’uomo". Maurizio Ciotola

Il punto del giorno. No Tav / Si Tav e il contrasto con la ridicola rete ferroviaria Sarda

In Sardegna come nel Sud Italia, sentire che al nord si protesta per impedire la realizzazione di una linea ferroviaria per i treni ad alta velocità, ci lascia tra lo sgomento e l’indifferenza, perché qui da noi le strade ferrate fanno parte dell’immaginario. No Tav, si Tav. In Sardegna vorremmo almeno le linee ferroviarie per una velocità normale e percorrere le distanze tra i centri urbani e quelli industriali, che ci isolano nell’Isola. Avremmo voluto percorrere con un treno a media velocità la tratta, da sempre in monobinario, che unisce Cagliari con Sassari, in cui il tempo di percorrenza per 200 km scarsi è di ben oltre le tre ore, mentre ci vogliono quasi quattro ore per giungere ad Olbia, distante solo 190 km da Cagliari. Queste sono le uniche linee esistenti, oltre a quella monca, che unisce il Sulcis con Cagliari. Linee non elettrificate, percorse con motrici a gasolio che trascinano gran parte dei vagoni in esercizio, mediamente, da almeno vent’anni. Non vi è stato alcun sviluppo in Sardegna, non diversamente dal Sud Italia, se non ulteriori chiusure di stazioni e tratte, prontamente rimpiazzate con autolinee. Qui la Tav sarà un miraggio e per altro non vi sono spinte locali che si animano per la sua realizzazione; in verità si è persa pure la speranza di viaggiare su treni normali, capaci di mettere in comunicazione i poli urbani ed industriali dell’Isola. Pur non esprimendoci, noi qui nell’Isola, in senso contrario o favorevole alla realizzazione della linea TAV in Val di Susa, della Torino - Lione, restiamo sconcertati per le grandi risorse a disposizione in quelle aree già pienamente servite. Sconcertati ma silenti, per l’inesistenza di risorse o fondi per i territori quali la Sardegna, in particolare, e l’intero meridione, più in generale. Capiamo che, la remunerazione garantita dalle tratte ad elevata intensità di traffico, è sicuramente più appetibile per una società privata, ma questo non può esserlo per il “gestore” di un asset dello Stato, che nella concessione stipulata, dovrebbe garantire investimenti nelle aree in cui tale rete è inesistente o comunque insufficiente. Forse bisognerebbe riprendere in mano e sciogliere quel nodo gordiano con cui lo Stato italiano ha stipulato le concessioni, per imporre definitivamente obiettivi di crescita e sviluppo a quegli stessi gestori, a cui è consentito orientarsi solo verso un mero guadagno. Certo è che una rete ferroviaria, al pari di qualunque altra rete di trasporto, comunicazione o di distribuzione elettrica, non può essere gestita da chi rinuncia allo sviluppo per aumentare i dividenti nel breve e medio termine. Di sicuro in Sardegna, con un analogo investimento ipotizzato per la Tav Torino - Lione, riusciremmo ad avere linee a doppio binario e completare la rete di collegamento e trasporto, oggi completamente demandata ad una rete stradale altrettanto deficitaria. Maurizio Ciotola

Cagliari. Scoperta evasione fiscale per oltre 1,5 milioni di euro

La Guardia di Finanza di Cagliari, nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale, ha concluso una verifica fiscale nei confronti di una società del capoluogo che fornisce servizi al comparto delle costruzioni edili. L’attività ispettiva, riguardante gli anni 2013, 2015 e 2016, è stata avviata sulla scorta di un target segnalato ed elaborato a livello centrale a seguito di un’analisi effettuata su una platea di contribuenti, la cui posizione, censita nelle diverse banche dati del Corpo, presentava indici di anomalia per quel che riguarda la presentazione delle previste dichiarazioni dei redditi e I.V.A. In particolare, i controlli si sono sviluppati attraverso la disamina della documentazione contabile presentata dal contribuente, la quale è risultata corrispondente solamente ad una parte del reale volume d’affari. Di fatto, a seguito di approfondite analisi ed all’incrocio delle informazioni ricostruite durante l’ispezione, sono emerse, accanto ad operazioni commerciali totalmente in nero, attività che, seppur corredate da regolare documentazione fiscale, non avevano trovato riscontro nella contabilità ufficiale. L’azione delle Fiamme Gialle ha consentito, pertanto, di accertare che la società in oggetto ha occultato al Fisco ricavi per complessivi 1.556.255 € e dichiarato un’IVA inferiore a quella reale per quasi 82.000 €, configurandosi come “evasore totale”, in virtù dell’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’IVA. Sulla base delle irregolarità riscontrate, l’impresa è stata segnalata all’Agenzia delle Entrate di Cagliari al fine di sottoporre a sequestro cautelativo i beni aziendali, a titolo di garanzia dei debiti verso l’Erario.

Meteo. Avviso di Condizioni Meteo Avverse per vento e mareggiate

Dalle 22 di venerdì 7 e fino alla mezzanotte di domenica 9 dicembre, sono previsti vento forte e mareggiate. Per questo motivo il Dipartimento di Protezione Civile della Regione Sardegna ha diramato un Avviso di Condizioni Meteo Avverse che interesserà inizialmente il settore settentrionale dell'Isola per poi allargarsi in tutto il territorio regionale.

Il punto del giorno. TyssenKrupp, 6 dicembre 2007

Undici anni dopo la tragedia di Torino alla TyssenKrupp, in cui persero la vita sette esseri umani arsi vivi, impegnati in un lavoro disumano svolto in condizioni di continuo pericolo, ricordiamo i nomi di questi martiri di una Repubblica fondata sul lavoro. Una Repubblica in cui è permesso alle aziende tutte e in particolare a quelle di questa entità, la pianificazione del loro esercizio in disastrosa assenza di sicurezza per il lavoratore/schiavo. Antonio Schiavone, aveva 36 e morì al momento dell’incidente; Giuseppe Demasi, con solo 26 anni di età, in cui tanti di noi studiano ancora costruendo il proprio futuro, fu l’ultimo a morire dopo 23 giorni di agonia, il 30 dicembre 2007. Angelo Laurino di 43 anni e Roberto Scola di 32, morirono in ospedale il giorno successivo, l’8 dicembre. Altri due ragazzi giovanissimi di 26 anni di età, Bruno Santino e Rosario Rodinò, morirono il 9 e il 19 dicembre; in ultimo, Rocco Marzo, il più “anziano”, con 54 anni di età, morì il 16 dicembre. Non vi fu alcuno sciopero nazionale di categoria e ancor meno generale dei lavoratori. Lo sdegno, certo, questo vi fu, grande e sonoro, ma terminò di lì a poco, per assumere una diversa entità negli altri casi di morti sul lavoro che, in dieci anni sono stati oltre tredicimila. Un’ecatombe. Quando la Confindustria parla attraverso i suoi rappresentanti, guardiamo sempre le ombre che emergono alle loro spalle. Quelle migliaia di morti, non incidentali, causati da imperizia, sfruttamento, mancata osservanza delle norme sulla sicurezza o di ipotetiche economicità aziendali, che devono essere tradotte in utili netti e cedole per gli azionisti. Quando osserviamo lo sdegno dei rappresentanti sindacali, emergono le stesse ombre di cui certo non sono causa, ma per le quali non hanno saputo spendere iniziative sufficienti, in grado di farle scomparire. Osservando le istituzioni, chi pretende il rigore di bilancio, andate a vedere quali e quante risorse sono messe a disposizione per garantire il rispetto della sicurezza nei luoghi di lavoro, in quei luoghi dove il popolo, noi tutti, ogni giorno ci troviamo a lavorare per consentire una normale vivibilità alle nostre famiglie. A quelle stesse famiglie di Torino e alle altre tredicimila a cui sono stati assassinati i loro congiunti nel normale esercizio del loro lavoro. Maurizio Ciotola

Villaspeciosa. Tamponamento lungo la statale 130, un morto

E' accaduto questa sera verso le 19, in direzione Cagliari al Km 22,9. Ancora da chiarire l'esatta dinamica dell'incidente. Sembrerebbe che l'auto della vittima abbia tamponato un semirimorchio, rimanendo incastrata. Ad allertare i soccorsi gli automobilisti che transitavano sullo stesso tratto di strada. I vigili del Fuoco, arrivati sul posto si sono adoperati per cercare di estrarre il corpo dell'automobilista dalle lamiere dell'auto. A causa dell'incidente si è verificato un rallentamento della circolazione.

Carloforte. Pescatore disperso in mare

Sarebbe uscito in barca di primo mattino per una battuta di pesca. L'uomo, un pescatore sportivo di 71 anni si sarebbe allontanato dal porticciolo di Carloforte con la sua imbarcazione che, verso l'ora di pranzo, è stata ritrovata in prossimità degli scogli del faro in località Ghinghetta a Portoscuso. Dal primo pomeriggio sono in corso le ricerche di un pescatore sportivo, Giuseppe Repetto, 71 anni di Carloforte. Immediata l'attivazione delle ricerche ad opera della Guardia Costiera di Cagliari che ha allertato le motovedette di Carlorforte, Portoscuso e Sant'Antioco. Impiegato anche un elicottero della stessa Guardia Costiera. Al momento si pensa ad un incidente, probabilmente causato da un malore, che potrebbe aver causato la caduta in mare del pescatore.

Sulcis. Truffa nel fotovoltaico

Sarebbero sei le persone indagate dalla Procura di Cagliari per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni del Gestore dei servizi energetici (Gse) di Roma e di lottizzazione abusiva. Le indagini coinvolgono due società, titolari di impianti fotovoltaici a San Giovanni Suergiu e Santadi, già sotto sequestro dal mese di maggio, ad opera del Nucleo investigativo regionale del Corpo Forestale e dal Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di finanza. Tra i nomi dei sei indagati figurerebbe Valerio Veltroni, fratello di Walter, consigliere di una delle società coinvolte. In base a quanto verificato dagli investigatori, i titolari delle due aziende avrebbero dichiarato - falsamente - che la loro principale attività era quella agricola, ma in realtà veniva prevalentemente prodotta energia elettrica. In aggiunta, gli indagati, nelle varie cariche che rivestivano, avrebbero raggirato il Gestore servizi energetici di Roma presentando un progetto totalmente difforme da quello approvato dagli uffici tecnici dei comuni coinvolti, realizzando così una lottizzazione abusiva.
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