Cagliari. Città nel caos per il concerto di Vasco Rossi

Mentre la viabilità soffre per il grande traffico causato dai divieti conseguenti l'arrivo del Blasco in città, i suoi fan continuano ad arrivare da tutta la Sardegna e la penisola. A tal proposito al porto è arrivata una nave della GNV, appositamente proveniente da Genova, con a bordo un numero importante di appassionati (circa 200) che assisteranno al grande concerto della Fiera. L'appuntamento, che rappresenta a pieno titolo un grande evento (previste 35 mila persone), ha letteralmente paralizzato alcune zone della città, blindata per le misure anti-terrorismo, penalizzando tantissimi cagliaritani che sono stati costretti ad inventarsi strade alternative per recarsi al lavoro o semplicemente per andare al Poetto. File di auto interminabili, irritazione degli automobilisti alle stelle, per non parlare dell'accampamento davanti alla Fiera, dove migliaia di fan bivaccano, creando non poco disagio agli abitanti della zona. Sui social crescono le critiche per la maldestra organizzazione dell'evento.

Cagliari, l’astensionismo e il ruolo del M5S. Di Maurizio Ciotola

Il 17 giugno Cagliari ha visto Paolo Truzzu superare al primo turno, con il 50,12 % delle preferenze, il confronto elettorale con gli altri due candidati, Francesca Ghirra, 47,78 % e Angelo Cremone con il 2,10% dei votanti. Lo scarto di ottanta voti tra Truzzu e la Ghirra per un eventuale ballottaggio, ha indotto quest’ultima a richiedere il ri-conteggio degli stessi. Ma questo scontro postumo, diciamo pure sterile, si posa sulla sabbia costituita dalla percentuale dei votanti rispetto agli aventi diritto: il 51,7%, ovvero la metà della popolazione con il diritto di voto. L’altra metà, costituita dagli astenuti, non è irrilevante e seppur volutamente ignorata dai politici in corsa e dalla stampa, rappresenta l’effettiva crisi della legge elettorale esistente per i comuni di tutta Italia. Possiamo attribuire una ulteriore lettura, cui necessita un ovvio raffronto con le passate elezioni, nell’arco di almeno vent’anni, per capire che il crescente astensionismo è in linea con l’immobilismo reale delle amministrazioni succedutesi. Non di meno, vi è un rifiuto esplicito di delega a coloro i quali i cittadini, nel caso specifico di Cagliari, non ritengono all’altezza del ruolo per cui si sono candidati. Il disincanto è l’altro fattore, dovuto alle tante promesse sbandierate nelle precedenti campagne elettorali, e disattese una volta eletti. Il popolo non è bue, a differenza di quello che i media e una certa politica definisce chi non garantisce loro sostegno e delega. Il popolo è sempre più consapevole dell’assenza di competenze, non sul piano formale e curriculare, ma su quello fattuale, di una classe dirigente e politica, che per trent’anni si è cibata a discapito del bene pubblico. Le parole che riportiamo nella valutazione che ci apprestiamo a compiere, sono anche quelle da sempre in uso nel movimento 5 stelle, che in un apparente rigetto del loro candidato sindaco, non hanno partecipato al confronto elettorale. L’astensionismo e la mancata partecipazione del M5S sono due fatti diversi, che trovano però un unico punto finale di convergenza. Ci spingiamo oltre e rifacendoci alle parole di Giulio Andreotti, che a "a pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina" è ipotizzabile che, il M5S si sia spinto, probabilmente all’insaputa dei suoi dirigenti locali, verso un’assenza calcolata e soprattutto concordata, della propria lista alle elezioni comunali di Cagliari. Un passo a preludio di un accordo nascosto con il centrosinistra, che una volta mutata l’anima stessa del Pd, diverrà strategico ed ufficiale nella politica nazionale. Gli elementi e i segnali ci sono tutti, nella nuova segreteria del Pd, che vede esclusi i renziani, e nel M5S che dopo la crisi alle elezioni europee, ha dato pieno mandato a Luigi Di Maio. Questo è stato un pensiero latente durante tutta la campagna elettorale cagliaritana, cui lo specifico silenzio assordante della stampa ha reso marcatamente reale. Il fatto per cui la coalizione che sosteneva Francesca Ghirra, non fosse a guida Pd, ha reso ancora più veritiera tale ipotesi, ma i cui tempi ristretti non hanno consentito rendere ufficiali. Del resto la convergenza tra una sinistra esterna al Pd, quanto ad una minoranza dello stesso Pd con il M5S è ben nota, e molto probabilmente anche auspicata. Ma come sempre in questi giochi impliciti e poco chiari, gli elementi per una vittoria costituiscono un fattore estremamente aleatorio e dubbio. Certo è che la presenza di una lista del M5S avrebbe reso esplicita la sconfitta della Ghirra e del centro sinistra, senza possibilità di appello per un riconteggio e l’eventuale ballottaggio. Un tacito accordo che non volge a favore del M5S, il quale nell’impedire agli uscenti consiglieri comunali una ricandidatura, ha decretato l’assenza del movimento nel Consiglio comunale del capoluogo sardo. E il popolo, che non è bue, ma conoscitore dei maldestri “maneggi” politici, ha probabilmente intuito che questa assenza è figlia di un compromesso. La popolazione, come del resto ha dimostrato nel non andare a votare, fatto in se deprecabile, ha espresso un chiaro rifiuto al gioco delle camarille, cui i vertici nazionali e blindati del M5S si sono prestati. Un passo privo di visione strategica sembra avviare lo stesso Movimento verso una implosione, che potrebbe seguire, in senso inverso, le medesime dinamiche della sua esplosione nei consensi. Un azzeramento o ridimensionamento sostanziale, cui non seguirà la crescita degli altri partiti in campo, quanto un pericoloso accrescersi sul piano democratico, dell’astensionismo su tutto il territorio nazionale, a partire da Cagliari. Maurizio Ciotola

Cagliari. Anteprima Marina Café Noir al chiostro di San Domenico con reading-concerto di Paolo Fresu

Al via la 17a edizione di Marina Café Noir – Festival di letterature applicate, l’evento letterario più longevo della Sardegna che dal 2003 porta a Cagliari libri, incontri, reading, omaggi e laboratori con scrittori, giornalisti, attori, musicisti, antropologi, sociologi e artisti da tutto il mondo. Martedì 18 giugno, appuntamento con una grande anteprima grazie alle parole e alla musica di Paolo Fresu, in uno scenario incantevole come il chiostro di San Domenico. Il trombettista di Berchidda sarà protagonista, a partire dalle 20,30, di un doppio incontro ispirato al suo “Poesie jazz per cuori curiosi”, uscito per Rizzoli alla fine dello scorso anno. Un libro che è una preziosa raccolta di poesie e piccole prose in cui Fresu sperimenta il linguaggio della parola come strumento di creatività. Un percorso per associazioni di idee che esplora grandi domande sulla libertà e la vera funzione dell’arte, si sofferma su suggestioni nate dal quotidiano, riflette sulla diversità e l’accoglienza, si abbandona a voli della mente per tornare infine alle radici della patria Sardegna. Prima tappa di quest’anteprima la conversazione dal titolo “Melodie tessute”, condotto dalla giornalista Francesca Fradelloni. A seguire, nella migliore tradizione del Festival, un reading-concerto inedito, una produzione originale targata Marina Café Noir dal titolo “Cuori Jazz”, che porterà il pubblico dentro le parole e i suoni del libro. Ad accompagnare la tromba di Fresu sarà la voce di Pierpaolo Piludu, attore e regista del Cada Die Teatro, già autore insieme al musicista gallurese di una bellissima versione teatrale de “Sos Laribiancos” del compianto Cicito Masala. Sarà questo il preludio alla diciassettesima edizione del festival, in programma da giovedì 20 a sabato 22 giugno tra piazza San Domenico e piazza Garibaldi. Tra gli ospiti di quest’anno Michela Murgia, Alessandro Robecchi, Helena Janeczek, Wu Ming, Gary Younge, Juan Cardenas, Dan Chaon, Vinicio Marchioni, James Anderson, Evelina Santangelo, Neri Marcorè e molti altri. Tutti gli incontri sono liberi e gratuiti.

Cagliari. Il centrodestra si riprende il capoluogo

Manca ancora l'ufficialità ma in via Alghero, nella sede elettorale di Fratelli d'Italia, già lo chiamano sindaco. Diversi sostenitori, con tanto di bandiere del partito, festeggiano con moderazione, in attesa di poter finalmente gioire senza timore di poter essere smentiti. E così, in una domenica di giugno molto calda, che ha fatto registrare un’affluenza alle urne del 51,71%, pare che il centrodestra si riprenda il capoluogo. Un cambiamento che, se confermato dai dati ufficiali, era nell'aria e atteso da diversi cagliaritani desiderosi di veder rifiorire la città, le sue periferie, il suo immenso patrimonio culturale e le enormi potenzialità turistiche, al di là di rotonde, piste ciclabili incompiute e un sistema di raccolta differenziata da migliorare. Le aspettative sono molto alte e ora per Truzzu arriva il momento più difficile, quello dei fatti, a cominciare dalla costruzione di una squadra di governo adeguata alle esigenze di un capoluogo di regione, cercando di far dimenticare ai cagliaritani l'atteggiamento di chiusura che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni di governo cittadino. Federico Cheri

Cagliari. Scoperta evasione fiscale per quasi 190 mila euro

La Guardia di Finanza di Cagliari, Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha concluso un controllo fiscale nei confronti di un soggetto socio di un’impresa del capoluogo operante nel settore del commercio di oggettistica, abbigliamento ed articoli per la casa con diversi punti vendita distribuiti sul territorio sardo. L’attività di verifica prende le mosse da una analoga attività ispettiva condotta, qualche mese addietro, nei confronti della azienda nella cui compagine sociale figura il soggetto verificato. In quell’occasione, le Fiamme Gialle sono state in grado di ricostruire il reale volume d’affari della società, la quale è risultata aver occultato al Fisco ricavi per oltre 2.453.000 € con una conseguente evasione I.V.A. per 628.329 €. Quanto emerso dall'attività di accertamento ha indotto gli investigatori economico-finanziari del Nucleo di Cagliari ad approfondire la posizione di uno dei soci dell’azienda, il quale peraltro prestava anche la sua attività lavorativa all’interno della società. I controlli operati sull’intero novero della documentazione acquisita – contabile ed extracontabile - hanno consentito di imputare in capo al soggetto verificato, un’evasione fiscale – per utili da partecipazione societaria – di 189.584 €, attuata peraltro anche attraverso la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi o l’infedele presentazione della stessa.

Cagliari. L’Università ospita uno dei geni della Rolls Royce

Da lunedì 18 giugno, il Dipartimento ingegneria meccanica, chimica e dei materiali (Dimcm) - via Marengo, facoltà Ingegneria e architettura - ospita Shahrokh Shahpar, Associate fellow alla Rolls-Royce plc. Una presenza ad alto valore aggiunto per le attività di ricerca, didattiche e formazione promosse dall’ateneo. Lo specialista tiene una serie di lezioni - aula Palomba - sull’utilizzo di metodi numerici nell’ottimizzazione delle moderne turbine a gas. Previsto anche un seminario per gli studenti del corso di laurea magistrale in Ingegneria meccanica e a dottorandi in Ingegneria industriale. L’eccellente iniziativa di scambio e confronto scientifico e tecnologico rientra nel quadro della ricerca condotta dal Dimcm all’interno del Progetto H2020 Madeleine (Multidisciplinary ADjoint-based Enablers for LArge-scale INdustrial dEsign in aeronautics). Il seminario si svolge e dà diritto al riconoscimento di un credito formativo di tipologia F o D, previa valutazione positiva di una relazione sintetica con argomento da concordare col docente. Gli interessati sono invitati a prenotarsi inviando una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Shahrokh Shahpar è in visita all’Università di Cagliari da domenica a sabato 22 giugno. Nell’ambito della collaborazione con il Dimcm, curata in particolare da Tiziano Ghisu, lunedì 18 dalle 17 lo scienziato tiene in aula Mura il seminario intitolato “Wonders of the Jet Engine: The Science and Art behind Turbo-Jet design”. Il professor Shahpar presenta nell’aula Mura un excursus sull’evoluzione della propulsione aerea dai primi anni dei motori a pistoni fino ai tempi moderni delle sempre più efficienti turbine a gas. Il tutto con l’ausilio di numerosi esempi tratti dalla storia dei motori Rolls-Royce. Prevista anche la discussione sulle tendenze future del comparto. La partecipazione al seminario è aperta previa prenotazione. Shahrokh Shahpar è a capo del gruppo di modellazione e simulazione numerica di Rolls-Royce plc da oltre vent’anni. Con sede a Londra, l’azienda opera nei settori aeronautico civile e militare, propulsione navale ed energetico ed è il secondo costruttore al mondo di motori aeronautici dopo la General Electric. Il professor Shahpar ha guidato lo sviluppo di svariati software, utilizzati nella progettazione di alcuni dei più famosi e riusciti motori aeronautici. Ha partecipato e guidato numerosi progetti di ricerca europei di alto profilo. Attualmente opera sul progetto Madeleine - sei milioni di euro di budget - al quale partecipa anche il Dimcm dell’Università di Cagliari. Lo specialista ha pubblicato oltre cento articoli scientifici, ha depositato otto brevetti e ha ottenuto una lunga serie di importanti riconoscimenti per i suoi contributi allo sviluppo scientifico e tecnologico del settore aeronautico. In sostanza, un’occasione di confronto e approfondimento senza eguali.

Le elezioni del 16 giugno 2019. Di Maurizio Ciotola

Domenica a Cagliari, come in tante altre città d’Italia e della Sardegna si eserciterà il diritto di scelta elettorale. Forse pochi ricordano o più realisticamente si rendono conto che, questo diritto è abbastanza “giovane” nelle nostre democrazie, e soprattutto non è eterno. Giovanissimo, per quanto riguarda l’universalità del suffragio, che fino al 1946 escludeva ancora le donne. Già vecchio per le modalità con cui di esso si è abusato e reso quasi inefficace, attraverso regole solo in apparenza democratiche, che hanno ridotto la diversità a sconvenienza. E anche qui, come per lo spazio economico, la politica, nella sua veste di scienza, espressa dal main stream dominante in ambito accademico, come in quello comunicativo, ha forzato la definizione di democrazia fino ad includervi ciò che oggi è dominante, per partorire la cosiddetta “democratura”. Una dittatura espressa sotto le vesti di una democrazia, in cui il reiterarsi delle consultazioni elettorali, non conducono a scelte o cambiamenti, tanto meno al dibattito parlamentare, nello specifico nel Consiglio comunale. In Italia abbiamo un “padre” di questa degenerazione democratica, di cui noi sardi non dovremmo andar fieri, né per lui né per i suoi natali, il cui esercizio istituzionale stava per traghettare l’intero Paese che presiedeva verso un golpe effettivo. i Segni, figlio e padre. Ovviamente andare al “mare” come consigliò un altro leader, Bettino Craxi, in quel lontano 1991, non avrebbe avuto senso, come non lo ebbe nei fatti, perché quella rinuncia al voto referendario conteneva in sé la rinuncia ad un diritto di scelta. Siamo giunti al 2019 dopo anni di applicazione di questa legge, che con modalità simili è applicata anche per l’elezione dei presidenti della Regioni italiane. Ambiti in cui i Consigli sono stati ridotti ad organi muti e di ratifica, incapaci di imprimere scelte differenti rispetto a quelle determinate dal Sindaco o dal Presidente, in solipsistica autonomia, quando va bene, in mano alle lobby di cui sono espressione, nella maggioranza dei casi. Domenica dobbiamo comunque scegliere, perché la rinuncia avallerebbe quella tendenza reazionaria, che ci spinge a non partecipare o che vorrebbe escluderci dal voto, se necessario, adottando un metro di giudizio sul come ci esprimiamo. Scegliere un “capo” che guida un gruppo, non è scegliere un gruppo, un team, che guida un’amministrazione. E'personalizzare la politica, fino a renderla consona o contraria, in funzione della simpatia o della repulsione che abbiamo nei confronti del candidato Sindaco, in questo caso, del candidato Presidente, per quanto riguarda la Regione. Il razionalismo e l’obiettività sociale, derivante da una cultura allargata, che sì, ha le basi nel percorso educativo scolastico, ma è alimentata da una poliedrica conoscenza del nostro tempo, oggi purtroppo non sembra essere strutturale nella nostra società. Se la democrazia è tale nel suo aspetto normativo e formale, senza un’adeguata consapevolezza sociale essa diviene “populismo”, personalismo, dittatura del popolo, nell’ambito delle formalità da cui è imbrigliata, ma non sostanziata. Il degenerare della politica e dei rapporti lobby-istituzioni, è stato attutito da un unico baluardo, la fonte primaria delle leggi, la Costituzione. Essa custodisce e rende invalicabili i principi di libertà e dei diritti di cui siamo portatori. Ovvero in un ambito sociale, di cui la politica tutta è espressione, ove la povertà culturale e democratica è divenuta portante, noi abbiamo il dovere di ripartire dalla Costituzione, non pensare di abbatterla. Se una scelta di destra o di sinistra, non può nel nostro Paese degenerare verso una dittatura fascista o comunista, questo è possibile in virtù della Costituzione della nostra Repubblica Parlamentare. Le sue istituzioni, seppur in parte soggette alle aggressioni di una corruzione devastante, consentono ad un Paese di quasi sessanta milioni di abitanti di continuare a essere tra i dieci più avanzati del Pianeta. Dovremmo ripartire da un referendum, con cui abolire il sistema di scelta dei Sindaci e dei Presidenti delle Regioni, che ha radicato nel Paese contrapposizioni basate sull’inimicizia di matrice personale, piuttosto che sulle divergenze politiche. Perché oggi la scelta è devoluta alla simpatia del “faccione” indotto da i candidati che lo mettono in mostra, piuttosto che dalle loro scelte politiche, molto spesso incoerenti con la coalizione da cui sono portati. Domenica voteremo per un Sindaco, cui dubitiamo in merito alla sua indipendenza, e per un Consigliere, cui sappiamo avrà ridottissimi, se non alcun margine di azione. Votiamo, ma non asteniamoci da far pesare il nostro volere nei prossimi cinque anni, in cui i nostri rappresentanti eserciteranno il loro mandato. Deve prevalere nella società, nel Popolo, di cui siamo parte attiva, la capacità di imprimere con forza e con costanza la nostra volontà, cui i rappresentanti eletti non possono disconoscere o rifiutare di ascoltare. La democrazia è partecipazione e dialogo continuo, non solo un esercizio con cadenza quinquennale. E'contrasto risolto nell’ambito di regole, la cui equità ci consente di trovare soluzioni condivise, senza una limitazione dei diritti dell’altro. Ricordiamoci che, il voto di domenica 16 giugno, è solo un momento di scelta, cui dovrà necessariamente seguire una continua partecipazione, finalizzata a contenere o indurre scelte contrastanti il nostro agire, seppur ammesse sul piano costituzionale. Maurizio Ciotola

Cagliari. Presentazione del libro "Nelle mie vene", di Flavio Soriga

Prima presentazione cagliaritana per il nuovo romanzo di Flavio Soriga “Nelle mie vene” (Bompiani, 2019). L'appuntamento è per venerdì 14 giugno, al Caffè Libarium di via Santa Croce a Castello, dove a partire dalle 19,30 Soriga incontrerà i lettori e le lettrici. Accompagnato dai giornalisti Paola Pilia e Nicola Muscas, l’autore introdurrà il pubblico a questa sua nuova storia, che indaga l’Italia e la Sardegna contemporanea, l’animo inquieto di questi nostri tempi. Interverrà anche la critica letteraria Irene Palladini per un incontro in collaborazione con la libreria Edumondo. Il libro racconta dell’essere figlio e dell’essere padre, del sangue che si dona e di quello che si riceve. Racconta della Sardegna d’inverno, dei paesi contadini e della sua più grande città di mare, del bisogno di scappare e della poesia dell’arrangiarsi, di giovani vite al confine tra il crimine e la noia, di romanzi mai scritti, della televisione italiana, di bambine da crescere, donne da amare, di caffè-libreria, stazioni e aeroporti. Il protagonista di questa storia è Aurelio Cossu, nato e cresciuto in un paesino vicino a Cagliari, un uomo che ha una compagna, una figlia, un lavoro in tivù. Aurelio, la cui vita dipende dalla generosità altrui, dalle donazioni di sangue di perfetti sconosciuti, è un uomo che non si ferma un istante, guidato da un sentimento di mai completa appartenenza, dal bisogno di trovare un senso ai molti destini che scorrono nelle sue vene. Intellettuale sui generis, lavoratore precario e scettico nel competitivo mondo della televisione, assume la grandezza di un antieroe mite e tenace per il modo in cui sa abbandonarsi pienamente ai momenti più improbabili dell’esistenza – come quando si trova alle prese con un misterioso latitante corso, ai confini della legalità. Con voce avvolgente, che sembra seguire il rollio dei pensieri tra l’isola e la terraferma, Soriga dà vita a un racconto che è un sorprendente noir isolano, un reportage coraggioso sulla Sardegna più lontana dall’immaginario comune e un sorridente bilancio sul ruolo degli intellettuali nel nostro mondo distratto. Flavio Soriga - è nato a Uta, in provincia di Cagliari. A venticinque anni ha vinto il premio Italo Calvino per inediti. Lavora al programma di Rai3 “Per un pugno di libri” e organizza festival e incontri letterari. I suoi romanzi sono pubblicati da Bompiani.
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