Meteo. Maltempo fino a mercoledì 19 settembre

La Protezione Civile della Regione Sardegna ha diramato un Avviso di Condizioni Meteo Avverse che interesserà soprattutto la fascia costiera orientale della Sardegna. Previsti temporali dalla mezzanotte di martedì 18, fino alle 18 di mercoledì. Le precipitazioni saranno intense, con veri e propri temporali isolati o sparsi. I fenomeni saranno accompagnati anche da improvvise raffiche di vento, seppure di breve durata.

In Velo Veritas. Come rendere contemporanea la tradizione sarda. Di Giulietta Grauso

Loro si chiamano Mariafrancesca Maniga e Giuseppe Scalas, insieme hanno fondato il marchio, “In velo veritas”, iniziativa che si caratterizza per rendere contemporanea la tradizione sarda. Li abbiamo intervistati per scoprire qualcosa di più sulla loro attività. Come nasce il vostro lavoro? “L'attività nasce da un momento di ispirazione per entrambi. L'occasione fu una fiera a Cagliari, nel 2015, dove presentammo 100 magliette in cui decidemmo di disegnare una donna nuda, con il copricapo della tradizione Sarda, simbolo temporale ed iconografico. Da qui nacque il nostro primo marchio, In Velo Veritas che infatti rappresenta una donna elegante e nuda, con un copricapo della tradizione. Questa mostra ebbe successo. E cominciarono a richiederci le magliette da vari negozi in Sardegna ed in Italia. Proprio quello che sognavamo, lavorare in Sardegna, e comunque fare un marchio italiano”. Che attività svolgevate prima di questo evento? “Giuseppe già disegnava donne Berbere e Sarde, io lavoravo nel settore dell'abbigliamento, tra Cagliari e Milano. Giuseppe lavorava anche nella Cooperazione, con laboratori di disegno per bambini. Entrambi siamo nati ad Assemini e siamo stati sempre appassionati di storia del costune e disegno tessile”. Perchè in Velo Veritas? “Questo è un gioco di parole, con una espressione latina, in vino veritas, che richiama la spontaneità e la verità dell'uomo. Anche noi vogliamo evidenziare questa spontaneità per la donna, che deve sentirsi libera di essere sempre se stessa, abbandonando schemi e stereotipi che la imprigionerebbero. Il velo rappresenta un accessorio per lei, un accessorio a cui attribuire il significato che lei vuole. Anche la nudità è un modo di uscire da uno stereotipo. La donna che si manifesta e che si definisce da se. Per cui in velo veritas”. Dove si trova il vostro laboratorio? “Inizialmente aprimmo uno spazio in via Napoli, dove realizzare le magliette e poi in piazzetta Dettori n°4, alla Marina, chiamato Temporary Lab, dove ci troviamo attualmente. Qui disegnamo i nostri prodotti e gli esponiamo. In questi giorni, ma è solo per poco, ci troviamo nello spazio del pittore bosano Mariano Chelo, in via Garibaldi, per una collaborazione artistica con lui”. Chi di voi due ha disegnato la donna In velo veritas? “E' Strano, ma è stata proprio una creazione di entrambi, la disegnammo insieme, a mano, prima e poi in digitale, ed è quella che compare nel nostro logo, ritratta nella parte del busto”. Cosa fate nel complesso oltre alle magliette? “Dalle grafiche per maglie, tenendo le stesse serigrafie, abbiamo iniziato a realizzare dei foulard su seta, con fantasie geometriche e colori. Le aziende di produzione delle maglie e dei foulard sono prevalemntemente sarde, anche se per i foulard ci siamo appoggiati ad un azienda della penisola. Poi abbiamo realizzato dei mobili per un'azienda di Milano, Extroverso, nel 2018; cubi luminosi, paraventi che richiamano fantasie geometriche, tavolini e sedute. Realizziamo anche quadri, pitture, stampe, cuscini dipinti a mano, e complementi d'arredo, sempre con le nostre fantasie”. A quali fiere avete partecipato? “Abbiamo partecipato a moltissimi eventi, ma tra questi grande rilievo hanno avuto il Fuori salone di Milano, che è una parte del Salone del Mobile, con varie esposizioni parallele e “La Maisòn & Objet, a Parigi, una fiera bellissima sulla casa”. La Sardegna a Milano ed in Francia, grazie al progetto in velo veritas, finalmente in una chiave modernissima eppur sempre legata alla tradizione. Progetti per il futuro? “Vorremmo continuare a lavorare contro la violenza sulle donne. Al centro del nostro discorso c'è sempre la donna con la sua libertà, talmente libera che può permettersi di essere nuda, ma nella tradizione. Vorremmo continuare su questo filone. Molte associazioni che si occupano di questi temi ci hanno chiesto di collaborare a dei progetti sulla donna. Abbiamo una posizione abbastanza ferma su queste tematiche". Per chi volesse mettersi in contatto con Mariafrancesca e Giuseppe può farlo visitando il loro temporary lab in piazza Dettori 4, oppure consultando il sito www.inveloveritas.it. Giulietta Grauso

Sanità. La bufera su Arru non accenna a diminuire. Di Antonello Lai

Dopo il veto da parte del nuovo Governo rispetto alla bocciatura della rete ospedaliera, l'opposizione lancia i suoi strali all'indirizzo dell'intera Giunta Regionale, rea di aver distrutto la sanità nell'isola attraverso anche l'istituzione dell'ATS, "un carrozzone - secondo il vice presidente della commissione sanità (il forzista Tocco)- che non avrebbe cambiato né le sorti del settore, tantomeno la riorganizzazione di tutto il settore, senza né capo né coda". Sempre secondo l'opposizione il piano della Giunta Pigliaru avrebbe prodotto invece la riduzione dei servizi nei piccoli ospedali, contribuendo alla scomparsa di strutture complesse ma integrate nel territorio. La sanità sarda sarebbe quindi, secondo l'opposizione, una ragnatela di nuovi dipartimenti e strutture in contraddizione alla normativa. Il governatore Pigliaru difende strettamente l'operato di Luigi Arru. "Il ministero - dice Pigliaru - ci ha sempre chiesto di chiudere i piccoli ospedali e di tagliare i servizi. Noi non ci siamo stati a questa logica - prosegue - e nel rispetto del Decreto Ministeriale 70, si è riusciti a salvare alcuni ospedali indispensabili". Contrattacca anche l'Udc Rubiu, che punta il dito sulla bocciatura della riforma varata dalla Giunta di centro sinistra. Rubiu va giù duro: "è il più grande pasticcio politico della legislatura, con una confusione ed un disordine senza precedenti" e prosegue: "un riordino, quello della sanità sarda, che pone rilievi di legittimità su una normativa contestata da minoranza, sindaci e territori. Secondo Rubiu il governo sardo avrebbe applicato questa riorganizzazione senza l'avvallo del ministero con arroganza e incompetenza, assegnando nomine ai primari, assumendo nuovo personale e dando nuovi incarichi. Per paolo Truzzu di Fratelli d'Italia, sono necessarie le dimissioni in tronco dell'assessore Arru. Avrebbe mentito a tutti i sardi, asserendo che la bocciatura sarebbe arrivata dal nuovo governo, mentre i rilievi arrivano da ben prima che Conte si fosse insediato. L'assessore Arru intanto si difende come può: sottolinea i successi dell'elisoccorso, anche se ammette che la rete delle ambulanze ha parecchie falle, parla di una razionalizzazione degli interventi per cercare di ottimizzare i fondi a disposizione e fa comprendere che è meglio puntare sui servizi d'eccellenza, piuttosto che garantire posti letto spesso - a parere suo - vuoti e inutili. Arru sa bene che il suo assessorato è in pericolo. D'altra parte è quello più appetibile per la gestione del denaro pubblico e fa gola a tanti. Non solo all'opposizione. Gli interessi sono davvero enormi e lui corre il rischio continuamente di essere attaccato, come accade quotidianamente ad ogni ora del giorno. Ma anche a casa sua ci sono i nemici e lui lo sa molto bene. Talvolta sono loro il pericolo maggiore. Ma questo è tutto un'altro discorso. Antonello Lai

Lavoro. In Sardegna aumentano gli occupati

Sarebbe aumentato di 24 mila unità, rispetto al 2017, il numero degli occupati in Sardegna. A confermarlo sono i dati resi noti dall'ufficio di statistica regionale, elaborati sulla base dei dati Istat e relativi al 2° trimestre 2018. Il tasso di occupazione arriva al 53,8%, contro il 51,2% del precedente periodo. Un dato in aumento anche per quanto riguarda il Mezzogiorno in generale (dal 44,2% al 45,3%) e l'intera penisola (dal 58,1% al 59,1%). In aumento sia la componente femminile (dal 42,8% al 46,6%), che quella maschile (dal 59,4% al 60,8%). Oltre alla positività dei dati in materia di occupazione, l'Istat mette inoltre in evidenza che nella regione si conterebbero altri 10 mila disoccupati che ora hanno deciso di cercare attivamente un lavoro. Di contro, aumentano anche i disoccupati che da 100,6 mila passano a 110,8 mila, facendo registrare un incremento del tasso di disoccupazione al 15,8% (era al 15%).

Situazione vaccini. Alunni non ammessi a Elmas

La dirigente scolastica della scuola dell'infanzia di via Temo non ha consentito l'ingresso in classe da parte di otto alunni in quanto avrebbe constatato delle anomalie sulle certificazioni dei vaccini. Naturalmente si é ancora in attesa delle verifiche da parte della ASL di competenza ma la decisione farà sicuramente discutere, anche alla luce delle non troppo chiare normative di riferimento e i contemporanei controlli effettuati dai Carabinieri del Nas sulla veridicità delle autocertificazioni. Intanto arriva l'approvazione dell'Ufficio scolastico regionale, sull'operato della dirigente scolastica, giudicato appropriato. In questo senso il direttore dell'ufficio, Francesco Feliziani, ha sottolineato che "la vaccinazione va fatta nell'interesse di tutti. Giocare e scherzare con le autocertificazione, e questo vale per qualsiasi campo, è una cosa molto pericolosa e in violazione della legge. L'invito è quello, ove non ci siano delle condizioni di esenzione, di vaccinare i bambini". Oltre a Elmas un caso analogo si sarebbe verificato anche nella scuola dell'infanzia a Orosei.

Bocciatura riordino Rete ospedaliera. Ganau: "un attentato all'Autonomia della nostra Regione”

"La bocciatura da parte del Ministero della Salute della legge di riordino della Rete ospedaliera rappresenta un gravissimo attentato all'autonomia della nostra Regione". A dichiararlo é il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, intervenendo in merito al parere espresso dal Ministero della Salute sulla legge di riordino della Rete ospedaliera regionale. "Alla nostra isola – sottolinea Ganau – che pur paga in proprio i costi della santità, viene impedito di utilizzare quegli spazi di discrezionalità, previsti nel DM 70 cui si fa riferimento nel parare ministeriale, in modo da rendere compatibile il sistema sanitario regionale con le peculiari caratteristiche orografiche e demografiche della Sardegna. Il provvedimento del Consiglio Regionale, a differenza di quanto strumentalmente sostenuto da alcuni in questi mesi, ha garantito la presenza dei presidi di riferimento in tutto il territorio, prevedendo una razionalizzazione dell'intero sistema ed un rafforzamento dei servizi offerti nella stragrande maggioranza dei casi. Per questo, aldilà di alcune piccole modifiche tecniche, la proposta deve essere difesa come la più adatta ad offrire risposte adeguate alle richieste sanitarie nella nostra Regione. E sia chiaro a tutti – aggiunge ancora Ganau – che la piena applicazione del DM 70 attuerebbe la condizione di un pesante ridimensionamento dei servizi sanitari offerti nei territori e la chiusura degli ospedali di Iglesias, Guspini, Isili, Muravera, Bosa, La Maddalena, Tempio, Ozieri, Ghilarza e Lanusei. Mi auguro – conclude - che la difesa delle scelte del Consiglio diventi una battaglia di tutti i sardi in grado di superare le differenze politiche e di schieramento".

Vaccini. Autocertificazioni al vaglio dei Carabinieri del Nas

Mentre regna sovrano il caos sulle vaccinazioni, scattano i controlli per verificare la regolarità delle autocertificazioni obbligatorie che i genitori dei bambini devono presentare per la frequenza negli asili nido e nelle scuole materne. In Sardegna gli istituti comprensivi sotto la lente dei Nas sarebbero oltre una decina, localizzati prevalentemente nel Cagliaritano e nell'Oristanese. Ad essere controllate le autocertificazioni già controfirmate dalle Assl e quelle che ancora devono essere vidimate. E sarebbero proprio queste ultime a far emergere alcune anomalie. In questo senso i Carabinieri stanno effettuando degli accertamenti, confrontando le autocertificazioni ancora prive di vidimazione con le domande presentate alle Assl. Prevista la denuncia per le autocertificazioni false.

Bene bene.... Siamo alle solite. Di Antonello Lai

Pensavamo di essere il popolo dell'accoglienza? Credevamo che la nostra ospitalità fosse proverbiale. Avevamo pensato che il turismo potesse essere la nostra salvezza e quindi il nostro comportamento una sorta di carta d'identità? Cancellate tutto. Siamo in Sardegna, signori. Forse provincia di Venezia sotto il granducato di Roma. Laddove i tassisti fanno pagare il caro straniero, dove i bar riservano uno scontrino preferenziale per gli abitanti del loco e propongono quelli maggiorati a russi, giapponesi, cinesi, americani e via ospitando. Parrebbe proprio che alcuni paesi - anche sardi - constatata la diversa lingua del turista di passaggio, ciurla sul manico e applica tariffe ad hoc. Oppure nei parcheggi prospicienti alle spiagge, il malcapitato forestiero paga tot, mentre il residente paga tot diviso due. Meta' prezzo, insomma. Certo, si dirà che il sardo occupa la sua seconda casa nei pressi dell'arenile e quindi ogni giorno che vacanze mandino, dovrebbe pagare una tassa vera e propria. Ma il problema sta proprio lì. Nel pagare il posteggio. Spesso a ore, quindi oltre ai soldi anche il disturbo. E va bene che le spiagge le stanno pensando a numero chiuso. Ci potrebbe stare. Ma un'altro odioso balzello per le casse dei comuni anche no. Se poi non bastasse, basta vedere le multe comminate. Un altro salasso per i turisti che già sono stati preventivamente spennati dalla famiglia Onorato, omen non omen. Vergogna. Parole e musica di Mina e Alberto Lupo nella mitica loro interpretazione. Fumo negli occhi. Promesse da marinaio o, quanto meno, da rimorchiatoristi (questa volta di denaro pubblico). Siamo in Sardegna, signori. Nell'Isola che vede qualsiasi sindaco sproloquiare sulla possibilità futura di vivere di turismo, anche laddove esiste solo la "Sa sagra de su meboi coltivau in s'asciuttu". Ma per favore. E poi cosa vogliamo dire delle amministrazioni comunali delle grandi città? Alghero sta per fare i conti (o li sta già facendo) con la polizia locale che somministra multe ogni posto in piu'nei tavolini all'aperto. E in altre citta', come il capoluogo, chiudono esercizi a gogò. Bar e pub o ristoranti che offrono servizi a gitanti, turisti e sardi, per la gioia di vedere finalmente una città viva e accogliente e non un mortorio come vorrebbero assurde associazioni dall'emblematico logo di "no rumore grazie". Andate a vivere in campagna se volete sentire solo il cinguettio degli uccellini. Ma loro no! Dopo aver acquistato le case dei veri castellani e dei culus fustus della Marina vogliono cambiare anche i modi di vivere, la città. Come quel politico o funzionario che dir si voglia (o legislatore), che ha impedito al mercato di San Benedetto, via Quirra, Scalette di Santa Chiara, Pirri etc. di lasciare liberi i "vendeurs a la crie" (urlano i pregi dei loro prodotti come si e' sempre fatto in qualsiasi mercato). Ora chi ha un esercizio commerciale sta stringendo le natiche. Frotte di Suap e polizie locali varie sono pronti, taccuini e verbali alla mano. Per loro, multe e chiusure assicurate. E il comune di Cagliari? A parole esalta la città turistica. Ma a fatti non aiuta i commercianti e gli esercenti contro le multe selvagge. E' la legge, dicono a palazzo Bacaredda. Si, e i vostri proclami in conferenze stampa sulla citta' turistica. Siamo in Italia. Pardon, siamo in Sardegna. La gente dimentica presto le promesse. Purtroppo poi parlano le urne. Ma lì funzionano altre logiche. Buon autunno a tutti Antonello lai
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