Quartu Sant'Elena. Fine settimana con "Giocomix"

Ritorna a Quartu "Giocomix", il festival del gioco e del fumetto della Sardegna. Un fine settimana caratterizzato da videogame, fumetti, giochi da tavolo, workshop, gare tra maghi e competizioni tra cosplay, ma anche musica e concerti. Organizzato dall'associazione Mondi Sospesi, l'evento rappresenta un'appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati cosplayer che avranno la possibilità di aggiudicarsi il Premio Giocomix, lasciapassare per "Romics", trampolino di lancio per il World Cosplay Summit in Giappone. Protagonisti anche i celebri mattoncini Lego, i Playmobil, i giochi di ruolo e da tavolo, senza trascurare i moderni videogiochi che se la vedranno con quelli storici che si giocavano nei bar. Interessante anche il settore della fumettistica, rappresentato da diverse case editrici nazionali e dalla presenza di numerosi ospiti, come Igort, i disegnatori di Sergio Bonelli Editore, Fabiano Ambu, Massimo Dall'Oglio, Guido Masala, Elia Bonetti, Jean Claudio Vinci che attualmente lavora per Disney-Pixar. Assicurara anche la presenza dell'illustratore e fumettista Bruno Olivieri, dello sceneggiatore Daniele Mocci e delle autrici Dany& Dany. Ad ospitare la manifestazione l'Hotel Setar, con orari di apertura dalle 10 alle 20.

Quartu Sant'Elena. Boom di visitatori per l'11a edizione della Tatoo Convention

Sono di piu' i giovani che hanno tatuato addosso qualcosa o sono di piu' quelli che ne fanno volentieri a meno? Bella domanda. Che venti anni fa mai ci saremo posti di domandarci, tanto era ovvia la risposta. Il tatuaggio, infatti, era appannaggio esclusivo di galeotti, marinai, pescatori e avventurieri. E al 99,99 per cento di sesso maschile. Certo, se volessimo andare in giro per le comunita' tribali, i risultati sarebbero ben diversi. Ma diversi per costumi, non per usi e mode. Ora tutto questo appartiene al passato. Roba da archeologia. Le tecniche sono cambiate e cosi'come i materiali, piu'sicuri dell'inchiostro di un tempo, cosi'come anche gli aggeggi con cui incidere la pelle. Una realta'che ha conquistato il mondo. Ed e'diventato quello che negli anni 60 e 70 erano i muri delle strade. Un modo per comunicare. Cosa e perche? Risposta: varie ed eventuali. Dal nome dell'amata, al tatuaggio giapponese, dalle categorie piu tradizionali sino ai disegni di ispirazione realistica. Fino ad arrivare al tribale passando per il passionale, con messaggi a effetto, appunto anche il figurativo. E all'Hotel Setar, dove per l'undicesimo anno consecutivo si e' svolta la kermesse annuale, sotto l'attenta regia di Alex Pinna e Carlo Puddu, coadiuvati da altri operatori del settore, le adesioni sono state di notevoli proporzioni. Basta vedere i numeri: 12 mila le persone che, tra operatori del settore e pubblico pagante, hanno affollato stand e platea, chioschi e seminari, workshop e dimostrazioni di lavori. 140 i tatuatori in azione, con tanto di gara vinta da Matteo Prosa di Monserrato. Tra le altre categorie, premi anche per Frank Fanti (categoria japan), Matteo Petrillo (Cabras), Davide Saba (Realistico da Sassari) e, infine, Pietro Ballone per il tribale, con studio ad Alghero. Un festival internazionale, riconosciuto anche da tatuatori europei che sono venuti con il loro laboratorio per dare e ricevere. Scambiarsi informazioni e portare la loro arte nella nostra Isola. Hanno allietato le serate gli spettacoli di Clasho Myagi, Lil Pin, Matman e poi ancora i Velvet Uzi, Kipp, Kravitz e Dav Ghail. Successo per le performance di Fred Kirell e onori e glorie alla pin-up sardo-irlandese Riae. Antonello Lai
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