Cancioffali e sa tzia affroddiera. Di Rosaria Floris

In un tempo non lontano, i Cagliaritani dei quattro storici quartieri: Marina, Stampace, Villanova, Castello, si conoscevano quasi tutti e tutti sapevano di tutto, insomma tutti per uno, uno per tutti. Diversi ma uguali, per tradizione e orgoglio di appartenenza. Ognuno vantava le proprie usanze, i loro saperi. Il Carnevale finalmente era arrivato e con lui il costume da indossare era il pensiero quotidiano. Artigiani e volontari lavoravano alla realizzazione dei famosi Carri e per l’occasione erano giunti a Cagliari i maestri Viareggini. Era il primo vero Carnevale Cagliaritano e sa Rantantira s’intendiat cantai a boxi manna, accumpangiada da su sonu se sa grancascia, tamburus e aundi il feminas in is prazzittas arregalanta tzippulas e is pippius cun trumbitteddas gioganta e cantanta: donami una cicca, donamindi un’atra, arrengenge. Cambara, cambar’e maccioni, pisciurrè. Nunziatina, sa filla prùs pittica de gomai Bonarina e de Fisinu “nas’e listroni” fiat abettendi de scurigai po crastulai, cun s’amiga de “Arrosa cariredda” chi mischinedda si fiat depia coiai a sesci annus, pringia, cun cussu sfainau de Lillicu, e custa borta non si podiat mascherai". Ma non solo anche per discutere quale maschera avrebbero indossato sopra quel bellissimo carro fatto da suo padre e dalla G.I.O.C. “ Deu mi seu cosia su costumu de mongia, e tui Doloreddu, as accabau cussu de tiaulu? Ita n’di nadas ti praxi sa cosa?” Faceva freddo quella sera di febbraio, il cielo non aveva più colore e le nubi si stavano addensando lasciando posto alla pioggia. In cucina la madre, la nonna e comare Fisina controllavano sa scivedda per vedere se l’impasto per le tzeppole era lievitato a dovere. S’arruga fiat gjai prena de piccioccheddus cun trumbittas, sonendi e cantendi Sa Rantantira, ma de prùs fiant abettedi cussas bonas tzipulas chi Bonarina, nomenara tzia affroddiera, poita sciiat tottu cussu chi sutzeriat in su bixinau, de beni e de mali. Ma de prùs poita faiada is tzippulas mellus, de tottu is gomais de Stamapaxi, cun bonu sabori de arangiu e meda zuccuru, ita cosa bona! Bisognava comunque pensare anche alla cena- Risotto e polpette allo zafferano. E giai non fiant cussas bombas, non depiant mancai puru cussu merì de Carnevali, a bortas cuxinaras a bagna, a bortas frittas, ma cussas cun su zafferanu fiant po su madiru is mellus cosas. Ad aiutare Bonarina in cucina, lasciando le zeppole ancora a riposo era rimasta comare Tonina, Che serata, tra profumi di fritelle e risotto cun is bombas. E in foras,Sa Rantantina e is mascararas preniant de allirghia su coru de is cuccurus cottus, e puru Sant’Efis fiat cuntentu. Rosaria Floris

Cagliari. Modifiche alla viabilità per le sfilate di Carnevale

In occasione dello svolgimento delle sfilate di Carnevale 2018 “Sa Rantantina Casteddaia”, che sono in programma a partire da giovedì 8 febbraio, sono previste alcune modifiche del traffico veicolare nel centro città. Nel corso Vittorio Emanuele II e nella altre vie specificate, saranno adottate le seguenti prescrizioni: istituzione di una breve interruzione del traffico veicolare durante il passaggio della manifestazione, nella fascia oraria 18.00-fine sfilata, per il 08.02.18, nelle vie: corso Vittorio Emanuele II, piazza Yenne, Manno, Mazzini, Spano, Porta dei Leoni, Università, De Candia, piazzetta Lamarmora, Lamarmora, piazza Indipendenza, Canelles, piazzetta Lamarmora, De Candia, Università, Porta dei Leoni, Spano, Mazzini, Manno, piazza Costituzione, Regina Elena, piazza Marghinotti, San Giovanni, vico I San Giovanni, Piccioni, Sulis, piazza San Giacomo, San Domenico, XXIV Maggio, Garibaldi, piazza Costituzione, Manno, Regina Margherita, San Salvatore da Horta, Principe Amedeo, piazza Dettori, vico del Collegio, del Collegio, Dei Pisani, Lepanto, Cavour, Dei Mille, Sardegna, Napoli, Sicilia, Baylle, Dettori, Largo Carlo Felice, piazza Yenne, Azuni, Santa Restituta, Sant'Efisio, Azuni, piazza Yenne, Corso Vittorio Emanuele II; istituzione di una breve interruzione del traffico veicolare durante il passaggio della manifestazione, nella fascia oraria 18.00-fine sfilata, per il 11.02.18, nelle vie: corso Vittorio Emanuele II, piazza Yenne, Manno, piazza Costituzione, Garibaldi, Alghero, Sonnino, piazza Lippi, XX Settembre, piazza Amendola, Roma Portici, Largo Carlo Felice, piazza Yenne, Azuni, Santa Restituta, Sant'Efisio, Azuni, piazza Yenne, Corso Vittorio Emanuele II; istituzione di una breve interruzione del traffico veicolare durante il passaggio della manifestazione, nella fascia oraria 17.30-fine sfilata, per il 13.02.18, nelle vie: piazza Giovanni XXIII, Dante (semicarreggiata di destra in direzione piazza San Benedetto), piazza Repubblica, Alghero, Garibaldi, piazza Costituzione, Manno, Largo Carlo Felice, piazza Yenne, Santa Margherita, Del Cammino Nuovo; istituzione del divieto di transito al traffico veicolare del tratto interessato dalla manifestazione, nella fascia oraria 18.00-fine sfilata, per il 13.02.18, nelle vie: Dante Alighieri (semicarreggiata di destra da piazza Giovanni XXIII a piazza Repubblica compresa la corsia bus CTM e la corsia bus di via Alghero.

Carnevale a Cagliari. Stampace: storia, leggenda, tradizioni, presente e futuro. Di Rosaria Floris

Nel lontano 1782 in una struttura situata tra le storiche mura di Castello e Stampace, nasce la Corporazione di Sant’Anna che si prodigò di tramandare, conservare, organizzare e realizzare il Carnevale. Il primo vero Carnevale Cagliaritano d’epoca moderna nasce proprio con loro, lì nel quartiere storico dove ha tutt’ora la sua sede con la denominazione: Società di Sant’Anna, in Via Cammino Nuovo al confine tra i quartieri di Castello e Stampace. Ancora operativi sono due campi di bocce per manifestazioni provinciali e regionali di categoria, ma anche spazi e sale per incontri culturali, convegni e studi. Fu anche la prima Associazione a mettere in scena i carri allegorici coinvolgendo i maestri Viareggini e denominando poi l’evento “Carnevale Cagliaritano”. Fra i promotori, il presidente, cav. Giovanni Loddo, i fratelli De Salvi, e anche artigiani e abitanti di Stampace. Il luogo in cui si organizzavano gli l’eventi era la Chiesa di Santa Chiara, ma in seguito all’editto di Monsignor Paolo Botto, dopo 10 anni venne vietata l’utilizzazione di quel luogo. Nonostante fossero poche le risorse economiche, la Società confluì nel Circolo Tognolo e poi nella GIOC “ Gioventù Italiana Operaia Cattolica”. Fu lei poi ad organizzare il carnevale e le sfilate carnevalesche a Cagliari. Purtroppo la sede della GIOC, che stava nella vecchia chiesa di Santa Restituta in via S.Efisio (dove si svolgevano e realizzavano eventi, compresi i presepi e festeggiamenti per il Santo), fu sfrattata dopo tanti e tanti anni di permanenza. Ancora oggi non ha una sede. La Chiesa è stata restituita al culto e ai Cagliaritani devoti nel 2016. Ma parliamo anche di tradizioni, di quelle che forse in parte si sono perse nei tempi, ma rimaste ancorate nella memoria. Tradizioni non scritte, in cui i saperi, i sapori, sono rimasti intatti ma che necessitano di essere tramandati. Parliamo di carnevale si, ma ancora prima dello storico, profumato, colorato quartiere di Stampace in cui Il Carnevale Cagliaritano nasce con la Rantantina. Uno dei quartieri questo, in cui la storia pare essersi fermata dentro le muraglie, le torri, le chiese i conventi dei Gesuiti. Leggende e storia ci raccontano affascinanti racconti in quell’Anfiteatro di lotte di gladiatori romani. Stampace: nome nato forse da quell’antico detto Pisano” Sta in paxi”. I cagliaritani, o villani, così allora erano chiamati dai conquistatori, non potevano abitare dentro le mura, potevano entrare solo per portare loro merci o manufatti, ma all’imbrunire dovevano lasciare le mura del Quartiere. Se qualcuno veniva trovato oltre l’orario lo si buttava giù dalle mura pronunciando quella tremenda frase: “ sta in paxi”. Ma questo non è cosa certa, una delle tante dicerie tramandate. Per chi non lo sa, Stampace si divide in: Stampace bassa e Stampace alta. Quella bassa parte da Piazza Jenne, con la chiesa di Santa Chiara e col suo profumato mercatino, Sant’Anna, Santa Restituta, Sant’Efisio, San Michele, già Ospedale Militare, ma seguendo l’indicazione di Carlo Felice, entriamo nel lungo corso Vittorio Emanuele, detto “Su Brugu” il Borgo, un tempo una delle strade più importanti con botteghe di artigiani del legno, del ferro, maistr’e pannus, commercianti, panificatori. La bellissima chiesa dell’Annunziata e poi il teatro Giardino, il teatro Massimo che hanno ospitato negli anni 49-50 la prima Fiera Campionaria Sarda. Su Brugu va a finire sul limitare di sant’Arennera, (sancta Venera martire), oggi Santa Avendrace, vecchio villaggio pescatori, in cui troneggia la fantasiosa, misteriosa “Grotta della Vipera”. Quanti aneddoti, quante cose a quante storie inventate, sognate su questo nome, su queste cavità sotterranee scoperte poi come luogo di sepoltura romane. Ed ecco Stampace alta sempre salendo dal corso Vittorio Emanuele, Su Brugu troviamo la monumentale villa di Tigellio che prende erroneamente il nome di villa da Tigellio musicista e poeta originario di Caralis. Un complesso di rovine di epoca romana e ancora sempre salendo troviamo l’Orto Botanico, che oggi appartiene all’Università. Dal periodo che va dal 1752 al 1769 fu realizzato su un terreno chiamato “Su Campu de su re” a Villanova. In seguito, verso il 1820 un altro terreno più idoneo, venne individuato nella valle di Palabanda tra l’Anfiteatro e Villa Tigellio, il luogo in cui oggi sorge l’attuale Orto Botanico, realizzato e progettato dal prof. Giovanni Meloni Baylle, che si interessò anche di acquistare altri terreni limitrofi con l’aiuto del ministro Giovanni Lanza. Verso i primi del novecento, raggiunse il suo pieno sviluppo con visitatori da tutta l’isola e Italia. Oggi uno dei più importanti musei botanici d’Italia e sorge in via sant’ignazio da Laconi. E poi l’Anfiteatro Romano, la cui realizzazione si colloca tra il I e il II secolo DC. La Sardegna ormai da secoli dominata dai Romani – a seguito della diffusione del cristianesimo - ha vissuto le lotte dei gladiatori che vennero sospese nel 438 DC. dall’imperatore Valentiniano III, tanto che poi l’Anfiteatro cadde in disuso e abbandono. Dal periodo dell'alto medioevo e medioevo venne utilizzato come cava dai vari conquistatori bizantini, pisani e aragonesi per nuove fortificazioni. E poi ancora sempre salendo “Casa di riposo Vittorio Emanuele III” e ancora l’istituto dei Ciechi, L’Università, il Convento dei Capuccini. Ma restiamo al Carnevale. Parliamo di Rantantina o Rantantira, parlaiamo di maschere di tzippulas, di frittura, ma anche di cuccurus cottus, teste calde che ci conducono in via Azuni, Via Ospedale, Via Buragna, via Sant’Efisio, via Siotto Pintor, via Ospedale e stiamo sempre con loro quando, nel mese di luglio, organizzano il “cuccurus cottus day“ con rappresentazioni teatrali e con su cumbidu. Una distribuzione gratuita di malloreddus carne, pesce e altro. Stampace con Sant’Efisio, Sant’Anna e il Carnevale. Fulcro delle tradizioni e dei costumi cagliaritani. Rosaria Floris

Cagliari. Comune e associazioni insieme per il tradizionale Carnevale Cagliaritano

Collaborazione tra Amministrazione Comunale e associazioni cittadine per l'arrivo del Carnevale. Apre il 4 febbraio, con lo spettacolo-concerto “Maschere di carta” che vedrà anche la partecipazione di “Is Ratantiras de Casteddu”, delle orchestre popolari e dei gruppi storici, il Carnevale Cagliaritano. La cerimonia di inaugurazione si concentrerà all’Auditorium di piazzetta Dettori. È qui che dalle 18,30 i colori, il fuoco, i simboli, la musica della tradizione sarda si dirameranno per contagiare tutta la città, dal centro sino a Pirri, passando per il Villaggio Pescatori a Giorgino, con festeggiamenti che si protrarranno per due settimane, sino a domenica 18. “Dopo tutto un anno di preparativi e di impegno, il Carnevale Cagliaritano è pronto a ripartire”, ha esordito stamattina Marzia Cilloccu alla presentazione del programma al secondo piano del Municipio di via Roma. Al suo fianco i rappresentanti dei tanti gruppi che con il contributo di 50mila euro stanziato dal Comune sono stati protagonisti dell'organizzazione della festa più popolare di febbraio: Sa Ratantira Casteddaia (Stampace), il Comitato di quartiere Villaggio Pescatori (Giorgino), Senza Confini (Marina), Domus de Luna e Exmè (Pirri), il Vespaclub Cagliari e l'associazione che ha coordinato i lavori Tra Parola e Musica-Casa di Suoni e Racconti. Parlando al plurale per l’Amministrazione cittadina, la titolare delle Attività produttive e Turismo ha quindi sottolineato l’importanza della manifestazione, “fra le più popolari nel panorama cagliaritano”, facendo riferimento alla valenza che assume per la “preservazione e promozione delle tradizioni locali” e per sua la capacità di “fare da collante”, in seno alla cittadinanza e alle istituzioni. Ricco il calendario degli appuntamenti in calendario. Si parte domenica 4 febbraio, alle 18.30 dall’Auditorium comunale di piazzetta Dettori con “Maschere di Carta” organizzato dall'associazione Tra Parola e Musica-Casa di Suoni e Racconti. Nel corso dello spettacolo-concerto l'attore Giacomo Casti con il musicista Andrea Congia e la band Fàulas condurranno il pubblico in un viaggio a cavallo del tempo, tra il Settecento e il Novecento, tra i fuochi e i simboli del Carnevale in Sardegna, dal “Capo di sopra” sino a Cagliari. Tra gli ospiti Is Ratantiras de Casteddu e le orchestre popolari dei gruppi storici del Carnevale cagliaritano che animeranno il Capoluogo nei giorni successivi. Giovedì Grasso (8 febbraio), dal pomeriggio la città sarà quindi conquistata dall’allegria della prima delle tre sfilate in programma. Dalle ore 18 saranno i tamburi dei gruppi a dettare il ritmo del passaggio delle maschere nei quartieri storici; l’appuntamento per tutti è nel Corso Vittorio Emanuele II. Il 10, la novità del Carnevale 2018: “Sabato Grasso” a Pirri. La Municipalità e Domus de Luna, insieme a diverse associazioni pirresi e ai gruppi di alcuni rioni cittadini, guideranno due diverse sfilate che culmineranno in un'unica grande festa: alle 16,30 il primo gruppo di maschere partirà da via Santa Maria Goretti, il secondo da via Chiesa per poi incontrarsi nella via Salvo D'Acquisto. Destinazione finale il Centro culturale Exme', con musica dal vivo e zeppole per tutti i partecipanti, grandi e piccoli. “Si continua a lavorare instancabilmente in sinergia per il bene dei cittadini di tutto il territorio, nel segno della condivisione”, ha osservato Alice carta presidente della Commissione alle Attività produttive della Municipalità di Pirri. Domenica 11 sarà ancora protagonista il Corso Vittorio Emanuele II. Sempre alle 18 partirà la sfilata che porterà il corteo di maschere nella via Manno, via Garibaldi, via Sonnino, via Roma, nel Largo Carlo Felice, piazza Yenne. E dalle vie di Stampace si tornerà nel Corso. A fare da colonna sonora, anche in questo caso, il suono inconfondibile della Ratantira. Ci sarà, hanno assicurato gli organizzatori, anche uno spettacolo pirotecnico. Martedì Grasso (13 febbraio), la terza e ultima sfilata. Partenza da piazza Giovanni XXXIII alle 17,30, arrivo in via Santa Margherita intorno alle 20 per il tradizionale rogo di Re Cancioffali e zeppolata finale. Ma non è finita qui! Domenica 18, in occasione della giornata conclusiva del Carnevale Cagliaritano, la mattina (dalle 10,30) i vespisti del Vespaclub Cagliari daranno vita nella discesa di via Azuni (dove anticamente si disputavano le pariglie a cavallo), alla Vespiglia, divertentissima e colorata parodia della celebre Sartiglia oristanese. Al pomeriggio la tradizionale chiusura al Villaggio Pescatori di Giorgino: a partire dalle 17 una grande festa cittadina dedicata soprattutto ai più piccoli con corse nei sacchi, albero, animazione e laboratori creativi che si concluderà con la classica Pentolaccia. Oltre 200 i chili di zeppole per quanti vorranno partecipare e conoscere uno dei quartieri più suggestivi di Cagliari. Importante, in questa edizione, la produzione di un documentario voluto e promosso da tutte le associazioni e dall’Amministrazione comunale e curato da Tra Parole e Musica per raccontare, attraverso le immagini dei momenti di aggregazione e di quelli di lavoro, delle fasi di studio per la ricostruzione delle maschere a quelle delle prove della ratantira in strada, la passione, l'impegno e il divertimento, ma anche la fatica che si nascondono dietro la riuscita della manifestazione. Insomma, “poca gazzosa, ma molta sostanza questo Carnevale Cagliaritano”, sopratutto “fatto insieme”, hanno scandito forte Marzia Cilloccu e i tanti rappresentanti delle associazioni e dei gruppi dell’organizzazione.

Storielline cagliaritane. Est arribendi Cancioffali. Di Rosaria Floris

"Ta cosa bella Marieddu, è torrendi Cancioffali, su rei de Carnevali e custa borta mi bollu mascherai". Concettina quella mattina era euforica, in quanto Grazietta, sarta del Circolo della GIOC, sua amica del cuore, le aveva riferito che finalmente Cagliari quell’anno, 2009, avrebbe avuto la grande sfilata di Carnevale: "Eia mulleri mia stimada, mancai is manus s’anta preni de bulluccas, apa traballai fo fai is carrus prùs bellus e tui, sa sposa, esessi in pitzus beni ballendi a su sonu de sa ratantina cun tamburus, prattus, e grancascia. Eus andai in cambarara manna po arrugas prenas de istoria, cantendi: cambara, cambara e maccioni, pisciurè, avatu de su rei Cancioffali". Cagliari e il suo Carnevale dei folli: Castello, Marina, Stampace, Villanova, unite in un solo grido: Cancioffali ses su rei de Carnevali. Mancava ancora tempo all’evento, e già per le strade, per le piazze, nei locali nelle gallerie d’arte e nella superba bellissima passeggiata coperta, si allestivano palchi e spazi per accogliere giocolieri, artisti circensi, attori e naturalmente maschere della tradizione locale: sa panettera, sa gattu, su dottori, sa Dira, ma anche maschere che ricordano i carnevali d tutta la Sardegna e di Rio. Marieddu e Concettina con quattro figli, babbo e manna, abitavano a Stampace,una bella famiglia, una casa che profumava di storia, ma anche spesso d’incenso con strade ricoperte di fiori ed erbe profumate in onore del Sant’Efisio Gloriosu. Tutti in famiglia lavoravano per il buon esito di quel carnevale, e le ore a lui dedicate non pesavano di fatica, erano gioia, orgoglio, fratellanza e amicizia". Nah Grazietta, poita non andaus a su mercau, aicci m’aggiuras a fai sa spesa poita Marieddu est impegnau cun Sa GIOC e apustis apu iscipiu chi Caterina Murino ara presentai su Carnevali, ita cosa bella! "Eia, amiga mia no biu s’ora". Giunte al mercatino di S.Chiera, Concettina aveva deciso: niente carne, niente pesce, ma fiori di cavolfiore da fare fritti e in umido con olive, frittata di piselli e carciofi, pomodori ripieni di riso e formaggio". "Tenis arrexioni deu puru apa fai aicci a prandi", dice Grazietta. Con borse stracolme e con tante cose ancora da dire su quel Carnevale dei Folli in cui tradizioni antiche e moderne avrebbero cantato e ballato al suono della Rantantina o Ratantira per bruciare su Rei Cancioffali.
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