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Spettacolo. Al via in streaming "Humus: Festival Animanera Blues & Soul", dal 29 al 31 dicembre

Al via il 29 e fino al 31 dicembre "Humus: Festival Animanera Blues & Soul". Tora così l’appuntamento più festoso dell’anno con le voci gospel di Nate Brown & One Voice. Una tre giorni che si svolgerà in streaming, presentata dall’associazione culturale l’Intermezzo di Nuoro.

"In questo travagliato 2020, ritrovare quella familiare sensazione di raccoglimento e gioia si scontra con le restrizioni doverosamente imposte dall’alto, sebbene la necessità di condividere un momento di spensieratezza, quotidianità e allegria incalzi durante le festività natalizie - sottolinea il patron del festival, Giuseppe Giordano - gli spettacoli e i concerti che tanto amiamo e ci uniscono, creando occasioni di incontro, confronto e intrattenimento, si sono adeguati a nuove forme di fruizione grazie allo streaming e le dirette online, un mezzo di tutto rispetto e con enormi potenzialità poiché in grado di arrivare ovunque e creare una rete in cui tutti possano interagire, assistere e comunicare con i propri affetti o con altri utenti".

Si parte, dunque, martedì 29 dicembre. Sulla pagina Facebook del Cala Gonone Jazz Festival (https://www.facebook.com/CalaGononeJazzFestival), sul sito di EjaTv (www.ejatv.com) e prossimamente sulla piattaforma video di YouTube, saranno disponibili il concerto dei bluesmen sardi William “Willy Boy Taxi” Rossi e Vittorio Pitzalis in duo il 29 dicembre dalle ore 20,00. Il 30 dicembre alle 21,00 sarà il momento di alzare le mani e cominciare a cantare in compagnia del travolgente gruppo gospel Nate Brown & One Voice, nuovamente online anche il 31 dicembre dalle 23,00 per aspettare insieme l’arrivo del nuovo anno. Tutte le informazioni sono disponibili sulla pagina ufficiale del Cala Gonone Jazz Festival.

Tra i protagonisti, Vittorio Pitzalis, uno dei bluesman più rappresentativi della Sardegna. La sua attività concertistica lo porta a esibirsi su alcuni tra i palcoscenici più importanti della scena nazionale. Nel 1994 ottiene il primo posto al concorso indetto dal Narcao Blues Festival e nel 1996 vince il contest organizzato dal festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz” di Sant’Anna Arresi. Gli importanti risultati ottenuti gli permettono di esibirsi, lo stesso anno, al festival ogliastrino Rocce Rosse Blues (aprendo la data di John Mayall) e sullo storico palcoscenico toscano del Pistoia Blues Festival. Nel 2003 al Narcao Blues Festival conquista il gradino più alto del podio al concorso “Blues from Sardinia”. Nel 2018 si aggiudica il premio “Mario Cervo” come disco più bello del 2017. Un anno dopo esce “Jimi James” ovvero il suo primo disco pubblicato dall’etichetta MGJR Records. Nel luglio 2018 vince la finale delle selezioni per la finale dell’International Blues Challenge, ospitata al Delta Blues Festival di Rovigo. A Gennaio 2019 è stato alle finali di Memphis.

Presente anche Willy Boy Taxi, nome d’arte di William Rossi, classe 1980 è un armonicista e cantante quartese. Frontman del gruppo blues Dirtyhands si distingue per la sua voce graffiante che ben si addice al genere da lui interpretato, oltre che per la presenza decisamente rock sul palco. Con due dischi all’attivo e molti altri progetti in cantiere, Rossi, diviso tra il lavoro di tassista (dal quale ci regala moltissime improvvisazioni con l’armonica) e musicista è stato recentemente coinvolto del progetto IdentityLAB_2 per conto dell’associazione Intermezzo Nuoro, esibendosi anche in Myanmar.

“Nate Brown & One Voice” è invece uno dei cori gospel più apprezzati e seguiti in America. Vincitori di molti premi come primo posto nel 2008 Pathmark gospel choir Competition. Primo posto sempre nel 2008 al Kings Dominion GospelCompetition. Primo posto anche nel 2010 e nel 2013 nel Verizon How Sweet The Sound, Gospel Music Competition e, infine, primo posto al Kellogg's Gospel. Nel 2008 viene scelto da C-Jam Music Usa per un tour europeo, esibendosi in Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Parigi, Londra. Nel 2009 esce il CD Live registrato nel teatro di Fano con la corale di 12 elementi. Nate Brown ha frequentato il Duke Ellington College of Music di Washington, e ha contribuito al successo della Duke Ellington Jazz Band, con la quale si è esibito in Inghilterra, Francia, Belgio e Canada. Brown ha frequentato il Berklee College of Music, partecipando a festival prestigiosi come il Festival Jazz di Marciac in Francia, ha vinto premi e riconoscimenti e si è diplomato come primo sassofono nel 1998. Inoltre ha avuto l’onore di prendere parte a formazioni importanti con musicisti di livello internazionale come Wynton Marsalis (Award winner) Roy Hargroove, Tony Terry, Tyron Powell, Ketter Betts e altri. È fondatore del gruppo gospel “Nate Brown & Wilderness”, con cui registra nel 2003 il primo cd “Tell the World”, grazie al quale il gruppo ottiene ottime recensioni su riviste e siti specializzati, riconoscimenti e l’opportunità di aprire importanti concerti, come Seven Sons of Soul. Si è occupato del Music Ministry nella chiesa Battista per cinque anni, periodo in cui ha dimostrato di essere anche un ottimo insegnate, portando il gruppo gospel di bambini alla vittoria del primo premio della Kellog’s Gospel Competition. Attualmente Nate ha la direzione musicale della First Baptist Missionary Church e fonda il Gentle Giant Music Minestries. Nel 2012 registra il Cd live a Rovigo “Open Haevens” con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta diretta da Diego Basso.

Dorgali. Cala il sipario sul Cala Gonone Jazz Festival

Si chiude con una dedica alla Sardegna, sulle note di "No potho reposare (A diosa)", la tre giorni della XXXIII edizione del Cala Gonone Jazz Festival. Ad esibirsi il pianista Fabrice Eurly che, prima di chiudere con il pezzo scritto da Bobore Sini, si è prodotto in una versione magistrale di Georgia on My Mind. Il numeroso pubblico, presente presso il Villaggio del Jazz, ha apprezzato molto l'esibizione di Eurly, così come quelle che lo hanno preceduto, confermando il successo della formula "post-lockdown", messa in campo dall'organizzazione del Festival. Una formula che, pur nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, non ha rinunciato ad accogliere e coccolare i numerosi appassionati del genere, curando nei minimi particolari anche gli aspetti logistici, fondamentali per tutti gli addetti ai lavori.

Dorgali. Cala Gonone Jazz Festival: seconda giornata dedicata alle voci femminili

Due donne sono state le protagoniste della seconda giornata del Cala Gonone Jazz Festival. Ha iniziato Sarah Jane Ghiotti, nel pomeriggio, alle Grotte del Bue Marino, mentre di sera, al Villaggio del Jazz, si sono alternate Vittoria Lai, seguita nuovamente dalla Ghiotti, per poi concludere con Valentina Monetta. Unica eccezione, l’apertura serale, introdotta da Andrea Cubeddu – bluesman di origine oranese e cittadino del mondo - in duo col percussionista Gianni Pitzalis. Il pomeriggio di venerdì ha visto dunque le barche dirigersi verso le Grotte del Bue Marino dove, ad attendere gli appassionati, c'era Sarah Jane Ghiotti, all'interno della sala della dama bianca. Un ambiente straordinario dalle grandi potenzialità sonore, che ha suscitato lo stupore della stessa Ghiotti, arrivata qualche ora prima per le prove.

“Per me è bellissimo ritrovarmi in questo posto magico e antico per cui, anche durante le prove, ho cercato di entrare in contatto con i suoni della grotta” - racconta emozionata Ghiotti. La musica è qualcosa di innato, non è un’invenzione dell’uomo, ma una scoperta di qualcosa che già esiste. Per questo, visto che sono qui, cercherò di restituire alla grotte il mio canto, nella maniera più naturale possibile”.

La voce dolce, dai timbri modulati di Sarah Jane Ghiotti, accompagnata dalla fisarmonica di Giacomo Rotatori, arriva dritta al cuore dei presenti, ottenendo l’effetto desiderato. Merito anche della diva a cui si è ispirata, l’immortale Edith Piaf, i cui brani – vibrati e gorgheggianti - rimangono impressi nella memoria collettiva portando i presenti a cantarli a mezza bocca, senza interrompere la delicata performance del duo Ghiotti-Rotatori. In apertura, al Villaggio del Jazz, una vecchia –seppur giovane - conoscenza del Cala Gonone Jazz Festival: Andrea Cubeddu, insieme al percussionista Gianni Pitzalis.

“Ci siamo conosciuti in Piemonte” - spiega Cubeddu - ci siamo trovati subito e ho deciso di portare il progetto Nostos insieme a lui”.

E a proposito del nuovo album dichiara: “rispetto al precedente, dove avevo deciso di utilizzare l’inglese, si tratta di un disco interamente in italiano in cui narro delle storie, storie antiche di miti mediterranei e soprattutto quelli greci. In molti li conoscono, ma io ho voluto dare a queste vicende un’impronta personale, biografia e identitaria, ma che parlasse anche alla nostra società perché i temi ci toccano tutti, sono ancora attuali”. Il duo comincia, infatti, con l’amore tormentato e impossibile tra il pastore Endimione, innamorato di Artemide per poi proseguire con alcuni brani dedicati alla “straniera” Medea, alla “sua Itaca” e alla speranza contenuta nel vaso di Pandora. Subito dopo, Vittoria Lai, cantante di formazione lirica, insieme a Marco Schirru al piano, hanno preso parte in questa riscoperta delle musica e narrazione antica rispolverando gli spartiti del compositore di Samassi Lao Silesu.

“Ha vissuto ed è morto a Parigi, approfondendo la composizione e la scrittura dei generi di gran moda nella città più cosmopolita degli anni ‘20” presenta così il progetto Sil’e su Jazz, Vittoria Lai “La chanson française e la song inglese sono sicuramente due delle forme canore più studiate da Stanislao Silesu e abbiamo cercato un modo di riproporle dopo tutti questi anni sepolte negli archivi”.

Alla fine, per chiudere in bellezza, le due cantanti sammarinesi pluripremiate, Sarah Jane Ghiotti e Valentina Monetta, si sono date il cambio sul palco in un’esibizione senza tregua che ha avuto un ottimo riscontro di pubblico. Con loro, Simone Migani al piano, Andy J. Tara al basso e Paco Montuori alla batteria. La voce graffiante e la personalità spiccata di Monetta si unisce quindi a questo ricchissimo ensemble in cui si sondano i generi più disparati, dal soul all’RnB sino alla música popular brasileira in cui la Ghiotti sembra trovare una dimensione ideale. Sabato 1° agosto, giornata conclusiva della XXXIII edizione del Cala Gonone Jazz Festival, quattro nuovi concerti: Lula Pena alle Grotte del Bue Marino e al Villaggio del Jazz Dirtyhands, Icefire 4et e il pianista Fabrice Eurly in chiusura.

Dorgali. Dopo la sua prima giornata, il Cala Gonone Jazz Festival registra il tutto esaurito per i due concerti alle grotte

Le voci femminili di Sarah Jane Ghiotti, con un omaggio a Edith Piaf, e il fado di Lula Pena, non hanno lasciato indifferenti gli spettatori che hanno goduto della prima serata del festival, precipitandosi al botteghino per acquistare gli ultimi posti disponibili per i concerti di venerdì e sabato nell’incantevole auditorium naturale delle grotte.

Venerdì 31 luglio, alle 16,30, le imbarcazioni partiranno infatti dal piccolo molo di Cala Gonone verso le grotte del Bue Marino, dal 2013 sede prediletta e consolidata per i concerti in acustica e dal minimo impatto ambientale. La giornata comincia con un tributo all’immortale e compianta voce di Edith Piaf: l’italo-britannica Sara Jane Ghiotti accompagnata da Giacomo Rotatori alla fisarmonica. La serata sul lungomare, dalle 19,30 si con Nostos il nuovo progetto musicale di Andrea Cubeddu, soul man oranese che già lo scorso anno aveva tagliato i nastri di partenza del Cala Gonone Jazz Festival con un concerto in Cantina. Rispetto al primo lavoro del giovane cantautore, che prevedeva brani in gran parte in lingua inglese, Nostos è un progetto interamente in italiano contaminato da canti popolari e musiche del Mediterraneo in una nuance di suoni il cui ritmo sarà dettato dalle percussioni di Gianni Pitzalis. A seguire è la volta di Sile Su’Jazz, alle 20,30, con la voce della cantante e musicista Vittoria Lai insieme a Marco Schirru al piano. Il concerto è una riscoperta dei brani della chanson francese scritti dal compositore originario di Samassi, Lao Silesu, i cui testi e composizioni sono stati troppo a lungo tenuti negli archivi e poco spesso eseguiti. Il re della melodia, come lo definì Edoardo VIII, tornerà finalmente a vivere nella voce della Lai e tra le note di Schirru. Concludono la serata di venerdì, dalle 22,00, SJ & The Black List (Sara Jane Ghiotti e Valentina Monetta alle voci, Simone Migani al piano, Andy J. Tara al basso e Paco Montuori alla batteria). Due cantanti strepitose e conosciutissime nel panorama jazz, soul e bossanova italiano, un viaggio nella musica black tra armonie e sound contemporanei magistralmente musicate daglii immancabili compagni di palco Migani, Tara e Montuori.

L’ultima giornata della manifestazione, prevista sabato 1° agosto, comincia sempre in grotta nel pomeriggio, dalle 16,30. Qui la cantante, compositrice e poetessa lusitana, Luna Pena, attenderà il suo pubblico accompagnata unicamente dalla sua chitarra e le sue parole. Tra le maggiori rappresentanti del fado, espressione musicale portoghese e di Lisbona in particolare, il suo è un percorso intimista che richiede ascolto, lentezza, nella sua accezione più positiva e riflessiva, mentre le onde tengono il tempo, lambendo la roccia e trasformando l’esibizione in un’esperienza sensoriale unica. A seguire, dalle 19,30, il Villaggio del Jazz sul Lungomare Palmasera, sarà animato dal gruppo blues e southern rock Dirtyhands (WillyBoyTaxi - voce Francesco Nieddu - chitarra, Valter Spada - basso, Tommaso Pintori - batteria). La voce da crooner di William Rossi aka Willyboy Taxi conduce una serata all’insegna di uno dei generi che - più di tutti- è nato per raccontare. Dal blues sono nati il rock e in seguito, l’hard-rock, il metal e altri stili che hanno contraddistinto le voci in lotta, diventandone espressione e simbolo. I Dirtyhands, giunti al loro secondo album, raccolgono quelle esperienze proponendo un repertorio che attinge da tutte queste influenze, ridefinendole con una cifra originale e divertente. Alle 20,45 in scena ICEFIRE 4et (Cesare Mecca – tromba, Gledison Zabote, sax tenore; Matteo Piras al basso; Alessandro Minetto – drums). “Icefire” è un progetto che nasce con l'obiettivo di esplorare le prassi esecutive che hanno reso peculiare la formazione cosiddetta “pianoless”. Affidandosi a due dei più talentuosi solisti della nuova scena jazz torinese, il quartetto nella sua ricerca attinge all'universo sonoro che caratterizzò il jazz prodotto nella “West Coast” intorno agli anni ’40. Dalle 22,00 il Cala Gonone Jazz Festival saluta il pubblico con uno dei concerti che hanno letteralmente travolto il pubblico nella scorsa edizione, Fabrice Eurly, il “pianiste fou” virtuoso di musica classica, contemporanea e jazz.

Dorgali. Riparte il 30 luglio la XXXIII edizione del Cala Gonone Jazz Festival

Il Cala Gonone Jazz Festival 2020 si ripresenta ai suoi appassionati questo giovedì 30 luglio con una sfilza di concerti all’Arena Palmasera, alla fine della passeggiata sul lungomare, nell’area rinominata “Villaggio del Jazz”. La XXXIII edizione, in una prova di ritorno alla normalità, sarà una tre giorni di dodici spettacoli tra il piccolo borgo marittimo e le Grotte del Bue Marino, i cui spettacoli si terranno nel pomeriggio e con un numero limitato di spettatori, in modo da garantire le basilari misure di sicurezza previste dalla normativa vigente per fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto. In particolare, il 30 luglio, e per tutte le serate al Villaggio del Jazz, saranno previste degustazioni di prodotti tipici tra cui i vini della Cantina Sociale di Dorgali, partner di lunga data del festival. Si comincia con un una band di giovanissimi i Charlie Don’t Surf -alle 19,00- quartetto indie-rock cagliaritano che porterà una ventata di aria fresca per l’apertura del festival con brani inediti e - come dicono loro- good vibes only. Segue il coro Istellote, guidato dal direttore Donato di Iorio, che da ventiquattro anni si occupa del recupero dei canti della tradizione dorgalese. Il coro sarà l’intermezzo tra i generi musicali che si susseguiranno durante la serata. Dalle 21,15 si entra nel vivo dei concerti di matrice jazz e sperimentali con il Clairvoyance trio composto da Silvia Corda (piano e toy piano), Gianni Mimmo al sax e Adriano Orrù al contrabbasso. Dall’omonimo primo album, il gruppo esplora le dialoghi sperimentali e improvvisazioni tra musica classica e jazz. Chiude questa prima serata, alle 22,00, AfroBrand “Un ponte tra musica colta africana e Abdullah Ibrahim” con Andrea Morelli al flauto e sassofoni; Silvia Belfiore al piano e Alessandro Garau alla batteria e percussioni. Un omaggio al pianista e compositore sudafricano che si avvicina al jazz in seguito al suo trasferimento a New York. Una scelta di musiche tratte dal repertorio africano colto e raccolte in seguito agli studi condotti da Silvia Belfiore sui compositori eruditi dell’Africa subsahariana. Venerdì 31 luglio, alle 16,00, le imbarcazioni partiranno dal piccolo molo di Cala Gonone. Direzione: Grotte del Bue Marino. Il primo concerto nell’anfiteatro naturale, ormai sede preservata e consolidata per i concerti in acustica e dal minimo impatto ambientale, comincerà con un tributo all’immortale e compianta voce di Edith Piaf con l’italo-britannica Sara Jane Ghiotti accompagnata da Giacomo Rotatori alla fisarmonica. Tutti i dettagli del programma completo sono consultabili su www.facebook.com/CalaGononeJazzFestival

Cagliari. Presentazione del Cala Gonone Jazz Festival

Si è svolta oggi presso gli spazi dell'Ex-Ma la presentazione della 33a edizione del Cala Gonone Jazz Festival, organizzata dall'Associazione Culturale Intermezzo e che si svolgerà nel borgo dorgalese dal 30 luglio al 1° agosto. A fare gli onori di casa il direttore artistico del Festival, Giuseppe Giordano che, accompagnato dall'assessore alla Cultura, Turismo e Sport del Comune di Dorgali, Luciano Carta Brocca, non nasconde quanto sia stato faticoso giungere alla realizzazione di questa edizione molto particolare.

"Abbiamo faticato non poco per raggiungere l'obiettivo - ha sottolineato Giordano. Il programma era già stato stilato e approvato a fine 2019 e le conferme erano arrivate ad inizio 2020. Purtroppo però, i progetti iniziali hanno subito una necessaria rivisitazione a causa della pandemia. Durante i mesi di lockdown abbiamo riflettuto molto su come riformulare la manifestazione senza perdere, al contempo, le caratteristiche peculiari del Festival. In particolare, la presenza sul territorio e i circoli virtuosi che ne derivano, il respiro internazionale che abbiamo cercato di mantenere nonostante la cancellazione di alcuni nomi dal palinsesto per via delle restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria. Tutto questo grazie al supporto dei nostri sostenitori che, nonostante tutto, non si sono tirati indietro. Nello specifico, la Regione Sardegna, con gli assessorati del Turismo e della Pubblica Istruzione; il Comune di Dorgali e la Fondazione di Sardegna. Grazie a loro siamo riusciti a ripartire".

Fondamentale, per la buona riuscita della manifestazione, anche il coinvolgimento di altri partners locali come il Nuovo Consorzio Trasporti Marittimi, che si occuperà delle mini crociere verso le Grotte del Bue Marino e la Cantina di Dorgali, partner decennale, che darà il suo contributo con le degustazioni di vini. Il tutto all'insegna della massimo rispetto delle regole di sicurezza.

L'importanza dell'evento per il territorio di Dorgali è stata ribadita anche dall'assessore Carta Brocca: "é stato un anno difficile, molto particolare, soprattutto per quanto riguarda l'organizzazione degli eventi. Finalmente, dopo tanto silenzio si inizia nuovamente a parlare di cultura e, grazie all'Associazione Culturale Intermezzo, siamo riusciti a pirtare a casa questo festival storico. Purtroppo - ha rimarcato l'esponente della Giunta Comunale - la stagione turistica é in sofferenza, tuttavia offre, a chi volesse raggiungere il nostro territorio, l'opportunità di godere in esclusiva del nostro patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico".

Tutti d'accordo nel definire l'edizione 2020 del Cala Gonone Jazz come molto particolare "e forse più accattivante dal punto di vista artistico" - come ha voluto sottolineare Graziano Milia della Fondazione di Sardegna, intervenuto alla presentazione.

"Come Fondazione ci tenevamo molto che il tutto ripartisse - ha continuato Milia. Abbiamo apprezzato molto lo spirito combattivo di chi ha voluto continuare, come l'Associazione Intermezzo. Non possiamo infatti rinunciare alla cultura, soprattutto in questo particolare momento. Nulla é più come prima, in futuro dovremmo senz'altro prestare molta attenzione alla nostra salute. Occorre tuttavia curare anche le menti - conclude Milia - e l'organizzazione di questi eventi aiuta moltissimo".

Per quanto riguarda il programma, si parte giovedì 30 luglio alle 19.00 con l'esibizione del giovane quartetto indie-rock cagliaritano Charlie Don't Surf sul Lungomare Palmasera, presso il Villaggio del Jazz. A seguire il coro Istellote, guidato dal direttore Donato di Iorio, che da ventiquattro anno si occupa del recupero dei canti della tradizione dorgalese. Il coro sarà l'intermezzo tra i generi musicali che si susseguiranno nel corso della serata. Dalle 21,15 si entra nel vivo dei concerti di matrice Jazz e sperimentali con il Clairvoyance trio composto da Silvia Corda (piano e toy piano), Gianni Mimmo al sax e Adriano Orrù al contrabbasso. Dall’omonimo primo album, il gruppo esplora le dialoghi sperimentali e improvvisazioni tra musica classica e jazz. Chiude questa prima serata, alle 22,00, AfroBrand “Un ponte tra musica colta africana e Abdullah Ibrahim” con Andrea Morelli al flauto e sassofoni; Silvia Belfiore al piano e Alessandro Garau alla batteria e percussioni. Un omaggio al pianista e compositore sudafricano che si avvicina al jazz in seguito al suo trasferimento a New York. Una scelta di musiche tratte dal repertorio africano colto e raccolte in seguito agli studi condotti da Silvia Belfiore sui compositori eruditi dell’Africa subsahariana. Il venerdì 31 luglio, alle 16,00, le imbarcazioni partiranno dal piccolo molo di Cala Gonone. Direzione: Grotte del Bue Marino. Il primo concerto nell’anfiteatro naturale, ormai sede preservata e consolidata per i concerti in acustica e dal minimo impatto ambientale, cominceranno con un tributo all’immortale e compianta voce di Edith Piaf: l’italo-britannica Sara Jane Ghiotti accompagnata da Giacomo Rotatori alla fisarmonica. La sera sul lungomare, dalle 19,30 si apre con Nostos il nuovo progetto musicale di Andrea Cubeddu, soul man oranese che già lo scorso anno aveva tagliato i nastri di partenza del Cala Gonone Jazz Festival con un concerto in Cantina. Rispetto al primo lavoro del giovane cantautore, che prevedeva brani in gran parte in lingua inglese, Nostos è un progetto interamente in italiano contaminato da canti popolari e musiche del Mediterraneo in una nuance di suoni il cui ritmo sarà dettato dalle percussioni di Gianni Pitzalis. A seguire Sile Su’Jazz, 20,30, con la voce della cantante e musicista Vittoria Lai insieme a Marco Schirru al piano. Il concerto è una riscoperta dei brani della chanson francese scritti dal compositore originario di Samassi, Lao Silesu, i cui testi e composizioni sono stati troppo a lungo tenuti negli archivi e poco spesso eseguiti. Il re della melodia, come lo definì Edoardo VIII, tornerà finalmente a vivere nella voce della Lai e tra le note di Schirru. Concludono la serata dalle 22,00 SJ & The Black List (Sara Jane Ghiotti e Valentina Monetta alle voci, Simone Migani al piano, Andy J. Tara al basso e Paco Montuori alla batteria). Due cantanti strepitose e conosciutissime nel panorama jazz, soul e bossanova italiano, un viaggio nella musica black tra armonie e sound contemporanei magistralmente musicate daglii immancabili compagni di palco Migani, Tara e Montuori. L’ultima giornata della manifestazione comincia sempre in grotta nel pomeriggio, dalle 16,30. La cantante, compositrice e poetessa lusitana, Luna Pena attenderà il suo pubblico accompagnata unicamente dalla sua chitarra e le sue parole. Tra le maggiori rappresentanti del fado, espressione musicale portoghese e di Lisbona in particolare, il suo è un percorso intimista che richiede ascolto, lentezza, nella sua accezione più positiva e riflessiva, mentre le onde tengono il tempo, lambendo la roccia e trasformando l’esibizione in un’esperienza sensoriale unica. Dalle 19,30 il Villaggio del Jazz sul Lungomare Palmasera, sarà animato dal gruppo blues e southern rock Dirtyhands (WillyBoyTaxi - voce Francesco Nieddu - chitarra, Valter Spada - basso, Tommaso Pintori - batteria). La voce da crooner di William Rossi aka Willyboy Taxi conduce una serata all’insegna di uno dei generi che - più di tutti- è nato per raccontare. Dal blues sono nati il rock e in seguito, l’hard-rock, il metal e altri stili che hanno contraddistinto le voci in lotta, diventandone espressione e simbolo. I Dirtyhands, giunti al loro secondo album, raccolgono quelle esperienze proponendo un repertorio che attinge da tutte queste influenze, ridefinendole con una cifra originale e divertente. Alle 20,45 ICEFIRE 4et (Cesare Mecca – tromba, Gledison Zabote, sax tenore; Matteo Piras al basso; Alessandro Minetto – drums) “Icefire” è un progetto che nasce con l'obiettivo di esplorare le prassi esecutive che hanno reso peculiare la formazione cosiddetta “pianoless”. Affidandosi a due dei più talentuosi solisti della nuova scena jazz torinese, il quartetto nella sua ricerca attinge all'universo sonoro che caratterizzò il jazz prodotto nella “West Coast” intorno agli anni ’40. Dalle 22,00 il Cala Gonone Jazz Festival saluta il pubblico con uno dei concerti che hanno letteralmente travolto il pubblico nella scorsa edizione, Fabrice Eurly, il “pianiste fou” virtuoso di musica classica, contemporanea e jazz.

Federico Cheri (interviste video a cura di Kevin Lai)

Cagliari. Presentazione Cala Gonone Jazz Festival 2020

Giunto alla sua 33a edizione, il Cala Gonone Jazz Festival si ripresenta a tutti gli appassionati della musica jazz di qualità. La conferenza stampa di lancio si terrà a Cagliari, giovedì 9 luglio alle ore 10.30, presso presso L'EXMA (via San Lucifero 71). Interverranno il direttore artistico dell'Associazione Culturale l’Intermezzo, Giuseppe Giordano; la sindaca di Dorgali Maria Itria Fancello; l’Assessore al Turismo, Cultura e Sport del Comune di Dorgali, Luciano Carta Brocca; I rappresentanti della Cantina di Dorgali; gli assessori regionali della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport Andrea Biancareddu e Turismo, Artigianato e Commercio Giovanni Chessa. Durante l'incontro verrà presentata la programmazione dell'evento, gli artisti e ospiti che parteciperanno alla manifestazione, le novità di quest'anno e tutti gli aspetti logistici connessi alle misure di sicurezza per la prevenzione e contenimento del rischio di contagio da Covid-19.

Trasporti aerei molto cari per i musicisti sardi

E' quanto ha dichiarato il jazzista Enzo Favata, in marito alle nuove disposizioni sul trasporto aereo che hanno introdotto il divieto dell'uso delle cappelliere per il trasporto dei bagagli a mano. Un provvedimento che di fatto obbliga i musicisti sardi, residenti fuori dall'isola, a sostenere costi aggiuntivi e non pochi disagi per trasportare i loro preziosi strumenti, facilmente trasportabile all'interno delle cappelliere. Costi che inevitabilmente si ribalteranno sui cachet richiesti dagli artisti per partecipare agli importanti eventi jazzistici che danno lustro alla Sardegna nel mondo, rappresentando un importante risorsa sotto il profilo turistico ed economico. Secondo Favata, direttore artistico del festival Musica sulle Bocche, parte integrante del Sardinia Jazz Network - insieme ai festival Time in Jazz di Berchidda, Cala Gonone Jazz, European Jazz Expo di Cagliari, Ai Confini tra Sardegna e Jazz di Sant'Anna Arresi, Forma e Poesia nel Jazz di Cagliari, Dromos di Oristano, Nuoro Jazz e Nora Jazz - questa situazione avrà un impatto negativo per i già risicati bilanci delle associazioni che organizzano i festival, avvantaggiando le casse delle compagnie aeree. Da qui l'appello dell'artista algherese al mondo della politica isolana, affinché si possano trovare soluzioni in grado di consentire il trasporto degli strumenti come bagaglio a mano, per ragioni professionali, con tutte le precauzioni del caso per evitare eventuali contagi.
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