BANNER 300X250

“Su patriotu sardu contra a su coronavirus”. Il canto sardo per l'emergenza covid-19

Hanno cantato distanti, ciascuno a casa sua, ma la voce è unica: è quella del canto sardo più noto e amato dell'Isola, “Su patriotu sardu a sos feudatarios”, riscritto e riadattato al momento dell'emergenza coronavirus dall'associazione Tenores Sardegna. Sette cantori sardi hanno così dato vita a un nuovo brano: un invito a resistere, pure nel tempo drammatico della pandemia, con pazienza e coraggio. “Procurade ‘e moderare barones sa tirannia – così la prima strofa - ca si no pro vida mia torrades a pe’ in terra declarada est già sa gherra contra a custa pestilèntzia tenide o sardos passèntzia pro poter cras afestare, Barones sa tirannia procurade ‘e moderare”. Il testo è stato scritto da Bustianu Pilosu, le voci sono quelle di Franco Davoli (Tenore Supramonte di Orgosolo), Andrea Zara (Cuncordu di Bolotana), Antonimaria Cubadda (Cuntrattu de Seneghe), Gian Marco Serra (Tenore Santa Maria di Ottana), Luciano Asole (Tenore Santa Lucia di Lodé), Angelo Soma (Tenore s'Arvorinu di Orune) e Antoni Migheli (Cuncordu de su Rosariu di Santu Lussurgiu): ciascuno ha registrato da solo, a casa nel rispetto delle regole anticontagio, le voci sono state poi assemblate da Marco Lutzu. Le launeddas che accompagnano il canto sono di Giulio Pala, le immagini del video sono quelle di “A bolu”, docufilm sul canto a tenore realizzato nel 2018 da Karel per la regia di Davide Melis sul bando IdentiityLab della Regione Sardegna: si vedono, con le suggestive riprese dall'elicottero, il Supramonte, Ottana, Seneghe, Pattada, Baronia e Montalbo. Il video è stato pubblicato sul canale youtube dell'Associazione Tenores Sardegna ed è visibile a questo link https://youtu.be/Z22sy1e90fM .

Orgosolo. Prima proiezione regionale per “A Bolu”

“Il canto a tenore è un’espressione di quattro persone che cantano insieme: solista, bassu, mesu boghe, e contra. Il solista canta una poesia, gli dà una melodia, un’interpretazione personale, una nota chiave, e il tenore risponde all’accordo”. Comincia così, con la semplice definizione dei cantori orgolesi Franco Davoli e Antonio Garippa, “A bolu”, docufilm sul canto a tenore diretto da Davide Melis, scritto con Sebastiano Pilosu e prodotto dalla società cagliaritana Karel. Il film, presentato in anteprima nazionale il 1 giugno a Monselice per la mostra del cinema documentario Etnofest, sarà proiettato al pubblico per la prima volta in Sardegna a Orgosolo venerdì 26 luglio alle 21.30 all'Auditorium comunale di piazza Caduti in guerra. Alla serata saranno presenti regista, autori e produzione. Una proiezione particolare, quella nel centro barbaricino: è proprio qui che, sette anni fa in occasione delle riprese di un altro docufilm, i produttori e il regista hanno avuto modo di conoscere e approfondire mondo del canto a tenore e i suoi protagonisti. “Solo dopo l'incontro con Franco Davoli e il Tenore Supramonte di Orgosolo e, poco dopo, con Sebastiano Pilosu, oggi consulente e coautore del docufilm, ho avuto modo di conoscere questo mondo dall’interno – così Davide Melis - scoprendo come il canto a tenore non sia mera rappresentazione folcloristica, o riproposizione di tradizioni ormai scomparse, ma una pratica viva, capace di raccontare (ed essere) una realtà sociale e culturale in continua evoluzione”. “Orgosolo significa storia e sostanza del tenore, qualità e passione del canto oltre a un grande numero di cantori – sottolinea Sebastiano Pilosu, direttore artistico e scientifico del docufilm – Orgosolo poi festeggia quest'anno i 50 anni di Pratobello, una delle pagine più belle della storia sarda, e il Tenore Supramonte canta nel film “Sa lota de Pratobello” di Peppino Marotto, una poesia, un racconto, un quadro”. Realizzato grazie a un contributo sul bando IdentityLAB dell’Assessorato regionale alla Cultura della Regione Sardegna e in collaborazione con Sardegna Film Commission, “A bolu” è stato creato come un racconto corale nato direttamente dalla voce dei suoi protagonisti, uomini e ragazzi di tutta la Sardegna che lo hanno ereditato, lo praticano e lo tengono vivo ogni giorno, soprattutto lontano dai grandi palchi e dalle esibizioni di spettacolo. Tra i tenores coinvolti nel film ci sono, in ordine di apparizione, Su Hussertu di Mamoiada, Su Cuntratu di Seneghe, Santa Maria di Ottana, Sa Niera di Pattada, Nunnale di Orune, Santu Pretu di Loculi, Santa Caterina di Dorgali, il tenore Supramonte di Orgosolo e Santa Rosulia di Benetutti. Compaiono, inoltre, il Cuntratu Santa Maria di Seneghe, Sant’Elena di Dorgali e Sos Isteddos di Pattada. A tutti loro il ruolo di testimoni del canto, considerato oggi tra le espressioni artistiche più autentiche e antiche in Sardegna e che nel 2005 è stato inserito nella lista dei capolavori immateriali dell’Unesco. Un patrimonio, quello sul canto a tenore, che è anche un patrimonio di versi e poesia: grazie alle voci dei cantori rivivono i testi di Peppino Marotto, Luca Cubeddu, Paulicu Mossa, Peppino Mereu, Raimondo Piras e tanti altri. Il film, della durata di 100 minuti, è interamente girato a risoluzione superiore al 4K e finalizzato in 4K 2.40:1. Le registrazioni sono effettuate in presa diretta. La regia e il montaggio sono di Davide Melis, la direzione scientifica e artistica è curata da Sebastiano Pilosu, la fotografia è di Luca Melis, operatori di camera Luca Melis e Maurizio Abis, l’aiuto regia è Emanuel Cossu. Il sound design è stato realizzato da Marco Rocca. Il progetto è realizzato in collaborazione con l'Associazione Tenores Sardegna, con la società di servizi informatici Arionline e la Fondazione Sardegna Film Commission. Partner tecnico Bibigula di Maurizio Abis, media partner YouTg e Tv dei Comuni. Progetto realizzato sul bando IdentityLAB dell'Assessorato alla Pubblica istruzione della Regione Sardegna su Por Fesr 2014-2020 e in collaborazione con Sardegna Film Commission

Cagliari. Presentato il docufilm sul canto a tenore "A Bolu"

Diretto da Davide Melis e prodotto dalla società cagliaritana Karel, è stato presentato oggi a Cagliari “A bolu”, docufilm sul canto a tenore appena ultimato e realizzato grazie a un contributo sul bando IdentityLAB dell’Assessorato regionale alla Cultura della Regione Sardegna. “Il canto a tenore è un’espressione di quattro persone che cantano insieme: solista, bassu, mesu boghe, e contra. Il solista canta una poesia, gli dà una melodia, un’interpretazione personale, una nota chiave, e il tenore risponde all’accordo”. L'opera comincia così, con la semplice definizione dei cantori orgolesi Franco Davoli e Antonio Garippa. Alla base del progetto, l'intenzione di realizzare un racconto corale nato direttamente dalla voce dei suoi protagonisti, uomini e ragazzi di tutta la Sardegna che lo hanno ereditato, lo praticano e lo tengono vivo ogni giorno, soprattutto lontano dai grandi palchi e dalle esibizioni di spettacolo. “Il tenore è questo – sottolinea Garippa nell’introduzione del film – è cantare in un bar, dopo una cena tra amici, è cantare quando se ne sente il desiderio, senza forzature e per il piacere di cantare".

Berlino. Docufilm sul canto a tenore all'European Film Market in occasione della Berlinale

C’è anche un pezzo di Sardegna nella nuova edizione del Festival internazionale del Cinema di Berlino, evento in programma da giovedì 7 fino a venerdì 15 febbraio nella capitale tedesca. “A bolu”, il docufilm sul canto a tenore realizzato dalla società cagliaritana Karel Film, sarà presente al festival nella sezione European Film Market, uno dei principali mercati cinematografici del mondo ospitato al Martin-Gropius-Bau del quartiere Kreuzberg, rappresentato dalla distribuzione internazionale TVCO con la quale è appena stato siglato un accordo per la distribuzione nazionale e internazionale. Le riprese del documentario, realizzato con la regia di Davide Melis e la consulenza scientifica e artistica di Sebastiano Pilosu grazie a un contributo sul bando IdentityLAB dell’Assessorato regionale alla Cultura della Regione Sardegna, hanno coinvolto i tenores di Mamoiada, Pattada, Ottana, Orgosolo, Seneghe, Loculi, Orune, Dorgali e Benetutti. Le riprese delle testimonianze e le registrazioni dei canti in presa diretta, ultimate tra giugno e luglio scorsi, sono state arricchite da immagini della Sardegna vista dall’alto girate a bordo di un elicottero. Il risultato è un documento pensato non come un’enciclopedia di voci e stili, quanto piuttosto come un suggestivo racconto che nasce direttamente dalla voce delle persone che praticano il canto a tenore e lo vivono all'interno delle loro comunità. Ciascuno con la sua storia, le sue esperienze, il suo vissuto personale: pastori, studenti, ingegneri, impresari, operai, disoccupati, veterinari, giovani, anziani e persino bambini. Un mondo vario ed eterogeneo che ha fatto propria un'eredità antichissima, dal 2005 riconosciuta patrimonio immateriale dell'Umanità dall'Unesco. Tra le voci del docufilm ci sono il tenore Sa Niera e Sos Isteddos di Pattada, il tenore Supramonte di Orgosolo, Su Cuntratu di Seneghe, Santa Rosulia di Benetutti, il tenore Santa Maria di Ottana, Su Hussertu di Mamoiada, il tenore Santu Pretu di Loculi, Su Nunnale di Orune e il tenore Santa Caterina di Dorgali: tutti testimoni di un'arte viva dalle solidissime radici, la cui ricchezza espressiva risiede nelle diverse modas, o stili, caratteristiche di oltre sessanta paesi del centro nord Sardegna, modas che incontriamo interpretate sempre in modo diverso e originale a seconda dello stile personale e del gusto dei cantori. Dopo la Berlinale, “A bolu” sarà ospite presso altri festival internazionali dedicati al documentario, alla musica, alle lingue minoritarie e sarà presentato in Sardegna. Il progetto realizzato sul bando IdentityLAB dell'Assessorato alla Pubblica istruzione della Regione Sardegna su Por Fesr 2014-2020 è stato realizzato in collaborazione con l'Associazione Tenores Sardegna, la società di servizi informatici Arionline e la Fondazione Sardegna Film Commission

Dorgali. Docufilm sul canto a tenore

Si sono concluse il 29 luglio a Dorgali, con la suggestiva festa campestre di San Pantaleo, le riprese dei tenores sardi per il docufilm sul canto a tenore 'A bolu', realizzato dalla società cagliaritana Karel Film. Le riprese, con testimonianze dei protagonisti di una delle più autentiche e antiche espressioni culturali dell'Isola, sono partite il 5 giugno a Mamoiada, e nelle settimane successive hanno toccato Pattada, Ottana, Orgosolo, Seneghe, Loculi, Orune e infine Dorgali. Karel ha pubblicato sul canale Vimeo i due teaser ufficiali che anticipano il docufilm: si possono vedere a questi indirizzi https://vimeo.com/286390891 e https://vimeo.com/286391166. Terminata la raccolta delle testimonianze e la registrazione dei canti in presa diretta, il lavoro sarà integrato con le spettacolari immagini della Sardegna vista dall'alto girate a bordo di un elicottero: i paesaggi di Barbagia, Ogliastra, Montiferru, Monte Acuto, Baronia e Nuorese faranno da scenario alle voci e alle note dei cantori. In settembre inizierà la post produzione, mentre la presentazione alla stampa e al pubblico è prevista per il prossimo inverno. Il canto a tenore è un canto intonato da un solista, sa boghe, accompagnato dal coro delle tre voci bassu, contra e mesu boghe. Non si canta su sequenze prefissate ma sulla base di un canovaccio sul quale si improvvisa e che cambia a seconda delle modas, o stili, di ogni paese. Il canto si esegue nelle sue forme boghe 'e note (o boghe seria), lenta e malinconica; boghe ‘e ballu, a ritmo del ballo; e mutos, una forma poetico-musicale di argomento amoroso o satirico. L'obiettivo del docufilm 'A bolu', diretto da Davide Melis e realizzato insieme a Sebastiano Pilosu che ha anche la consulenza scientifica e la direzione artistica, è quello di esplorare il mondo del canto a tenore attraverso l’incontro con i suoi stessi protagonisti e interpreti. Non vuole essere un'indagine etnomusicologica né una rassegna enciclopedica completa, quanto piuttosto un racconto che nasce direttamente dalla voce delle persone che praticano il canto a tenore e lo vivono all'interno delle loro comunità. Ciascuno con la sua storia, le sue esperienze, il suo vissuto personale: pastori, studenti, ingegneri, impresari, operai, disoccupati, veterinari, giovani, anziani e persino bambini. Un mondo vario ed eterogeneo che ha fatto propria un'eredità antichissima, dal 2005 riconosciuta patrimonio immateriale dell'Umanità dall'Unesco. Tra le voci del docufilm ci sono il tenore Sa Niera e Sos Isteddos di Pattada, il tenore Supramonte di Orgosolo, Su Cuntrattu di Seneghe, il tenore Santa Maria di Ottana, Su Hussertu di Mamoiada, il tenore Santu Pretu di Loculi e il tenore Santa Caderina di Dorgali: tutti testimoni di un'arte viva dalle solidissime radici, la cui ricchezza espressiva risiede nelle diverse modas, o stili, caratteristiche di oltre sessanta paesi del centro nord Sardegna, modas che incontriamo interpretate sempre in modo diverso e originale a seconda dello stile personale (traju) e del gusto dei cantori. Il canto a tenore è uno strumento di comunicazione alta al servizio della poesia in lingua sarda. I cantori sono i principali interpreti dei poeti sardi con le loro storie e suggestioni. Poeti come Peppino Mereu, Padre Luca Cubeddu, Remundu Piras e tantissimi altri rivivono nelle voci e nei suoni del canto a tenore. Il docufilm é realizzato grazie al contributo sul bando IdentityLAB dell'assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna, finalizzato a fornire sostegno finanziario alle imprese del settore culturale e creativo. È girato in sardo, in presa diretta, e rappresenta uno strumento di promozione (a livello locale, nazionale e internazionale) della cultura e della lingua sarda. Il film è interamente girato a risoluzione superiore al 4K e sarà finalizzato in 4K 2.40:1. Le registrazioni saranno in presa diretta con tecniche di ripresa audio 3D avanzate. Il progetto è realizzato in collaborazione con l'Associazione Tenores Sardegna che riunisce oltre quaranta gruppi di tutta l'Isola, con la società di servizi informatici Arionline e la Fondazione Sardegna Film Commission.
Sottoscrivi questo feed RSS

giweather joomla module