Meteo. Maltempo fino a mercoledì 19 settembre

La Protezione Civile della Regione Sardegna ha diramato un Avviso di Condizioni Meteo Avverse che interesserà soprattutto la fascia costiera orientale della Sardegna. Previsti temporali dalla mezzanotte di martedì 18, fino alle 18 di mercoledì. Le precipitazioni saranno intense, con veri e propri temporali isolati o sparsi. I fenomeni saranno accompagnati anche da improvvise raffiche di vento, seppure di breve durata.

Cagliari. Esercitazione a Pirri sulle procedure da adottare in caso di allerta meteo

Il rischio allerta meteo diventa sempre più importante per le amministrazioni locali. E' in questo senso che il Comune di Cagliari, per il 18 e il 26 settembre, in collaborazione con la Protezione Civile comunale, la Polizia Municipale e i volontari sperimenterà le misure del Piano di emergenza. Nello specifico, alle ore 9,30 si terranno due esercitazioni sulle procedure operative da adottare nel territorio di Pirri in occasione delle allerte meteo, con particolare riferimento a quelle previste nel Piano di emergenza vigente. Alle esercitazioni parteciperanno, oltre ai tecnici reperibili della Protezione Civile e la Polizia Municipale anche le squadre formate da autisti e operatori e le Associazioni di volontariato convenzionate con il Comune. Entrambe le esercitazioni partiranno dalla piazza Italia.

Siniscola. Riapre dopo anni di assenza l’Asilo Nido Comunale

Lunedì 10 Settembre 2018 ha riaperto “Le Culle”, l’Asilo Nido comunale di Siniscola. Dopo 7 anni di inattività l’Amministrazione Comunale ha indetto la procedura d’appalto, aggiudicata al Consorzio Territoriale Network Etico di Cagliari, insieme alla propria consorziata, la Cooperativa Sociale Les Delices di Buddusò. Con questa iniziativa l’Amministrazione Comunale restituisce alle famiglie un importante servizio, che per la comunità è essenziale nel venire incontro e abbracciare le esigenze delle famiglie. Il complesso, sito in Via G.F. Conteddu, dopo importanti lavori di rinnovo, si offre in tutta la sua grazia, quale luogo di educazione e unione per i piccoli fruitori del servizio, che hanno un età compresa tra i 3 e i 36 mesi. Il primo giorno si è svolto con l’inserimento dei bambini in presenza dei genitori, che ne hanno semplificato il primo approccio con questa nuova realtà, aiutandoli nella delicata fase di ambientamento. La prima settimana è stato osservato un orario ridotto fino alle 11:30. Tale progetto, va ad unirsi ad una grande e pregiata lista di servizi che fanno capo al Consorzio e alla Cooperativa, che nel corso degli anni hanno operato con grande professionalità, divenendo tra le più importanti realtà che operano nel complesso degli ambiti Socio-Culturali/Educativi, sul piano regionale e non solo, mirando così a garantire qualità e competenza al servizio degli Enti e nell'interesse primario degli utenti. L’augurio di tutti è che questo possa essere per le famiglie un viaggio educativo fiorente, che ponga educazione e integrazione come principi base del progetto, affinché i piccoli di oggi divengano un esempio da seguire per le generazioni future. Alessandro Taras

Alla scoperta del “Taser”. Pro e ..... pro del suo utilizzo. Di Alessandro Taras

Il 5 settembre 2018 è la data che ha sancito, seppur in via sperimentale, l’utilizzo del taser in 12 città italiane. Tale strumento è attualmente in dotazione ad organi preposti come Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Ma proviamo ad illustrare meglio di cosa si tratta esattamente. Con la parola “Taser” si fa riferimento ad una pistola che emette impulsi elettrici a basso dosaggio della durata di alcuni secondi. Ciò permette di avere una momentanea paralisi dell’individuo su cui è indirizzato. Il suo impiego è già adoperato in numerose parti del mondo tra cui Stati Uniti, Canada, Finlandia, Francia e Gran Bretagna. Il tema merita la giusta attenzione in quanto divide l’opinione pubblica, tante sono le proteste sul suo utilizzo, in modo particolare sui suoi metodi definiti “ruvidi” e pericolosi, se adoperati su persone con determinate patologie. Ma a leggere tra le righe di tali disapprovazioni si evince una leggera nota di ingiustificato buonismo nei confronti di chi trasgredisce consapevolmente le regole della nostra società, mentre si propende all’essere egoisti sull’operato delle forze dell’ordine che quotidianamente pongono la loro vita a rischio per proteggere noi, tutti noi, anche i cosiddetti “buonisti”, che troppo spesso dispensano consigli e giudizi sulla pelle altrui. L’impiego di questo importante strumento arriva in Italia dopo anni di confronti e con la circolare firmata dal nostro ministro dell’interno, Matteo Salvini, risalente allo scorso 4 Luglio se ne ratifica l’utilizzo nelle 12 città scelte, per un numero di 70 agenti autorizzati all’uso. Le modalità di utilizzo del dissuasore elettrico sono state ben definite con precise linee guida già dallo scorso Febbraio e impartite agli agenti incaricati mediante appositi addestramenti che, in un primo momento, dovranno emettere un segnale verbale nei confronti del soggetto criminale. In seconda battuta, qualora lo stato di pericolo non accenni a diminuire, verrà palesato lo strumento che, essendo appositamente di colore giallo, sarà sufficientemente visibile. Solo alla fine, se il malfattore, dopo reiterati avvisi, non recepisce il segnale si passa all’ultima fase, ovvero l’immobilizzazione. Spingendoci ad azzardare delle conclusioni si può ritenere che l’argomento non possa trovare ancora una comune visione da parte dei cittadini, né tanto meno da parte dei numerosi partiti di politici, abili più che mai nel cogliere l’occasione per sindacare sull’operato dell’attuale governo. E non sorprendiamoci se poi viviamo nello “strano” Paese in cui si parla di razzismo o di accanimento di genere se avviene lo sgombero di un campo rom abusivo, mentre se avviene lo sfratto di una anziana nonnina terremotata a causa di formalismi burocratici in pochi se ne interessano. È difficile, si sa, cercare di difendere i diritti di comuni cittadini italiani. Non porta visibilità e riscontri economici a proprio favore. A priori, saranno i fatti a scrivere la storia, solo in seguito potranno arrivare i nostri umili verdetti che, troppo spesso, si accaniscono su chi finalmente dopo anni di promesse cerca di tenere fede, nonostante le malelingue agli impegni presi, con NOI elettori. Alessandro Taras

Fondi per le periferie. I sindaci non abbassano la guardia

In attesa che il premier Conte sblocchi i fondi per le periferie, attarverso un decreto che dovrebbe concretizzarsi entro una settimana, i sindaci non mollano e ribadiscono di essere pronti a "consegnare le fasce al presidente della Repubblica Mattarella" qualora non si arrivasse ad una conclusione della vicenda. Si tratta infatti di risorse fondamentali che, per alcune città sarde, riguardano la realizzazione di importanti progetti. Nel caso di Sassari i milioni previsti dal bando periferie sono complessivamente 22, di cui 14 già operativi. Risorse che serviranno per l'adeguamento di strade e marciapiedi, la conversione di due strutture scolastiche attualmente occupate da abusivi in case popolari, la mobilità sostenibile e la creazione di orti urbani. Anche Nuoro attende con ansia che la volontà politica del Governo si trasformi in atti concreti. In particolare i milioni a disposizione per il capolugo barbaricino sarebbero 18. Fondi a rischio se l'accordo del Governo con l'Anci non verrà rispettato.

Silvia Piras e l'amore per la musica brasiliana. Di Giulietta Grauso

Lei si chiama Silvia Piras e canta musica brasiliana da tanti anni. Abbiamo deciso di intervistarla per capire come nasce questa sua passione. "Sono nata a Cagliari nel dicembre del 1978. La passione per il canto nasce da adolescente. Come accade a tanti, cantavo a scuola per il piacere dei miei compagni che ascoltavano. La mia passione per il canto è successiva a quella per il violino che ho studiato privatamente per tre anni. Sono approdata alla musica brasiliana passando per il jazz. L'incontro tra il jazz e il samba, che ha dato vita alla Bossa nova, è stato un amore folle al primo ascolto. Così ho iniziato ad ascoltare le voci più importanti come Gal Costa, Astrud Gilberto e Joao Gilberto eccetera, cercando di apprendere il più possibile dal loro modo di intendere il ritmo e nel contempo imparando la lingua portoghese". Sei mai stata in Brasile? "Ho toccato terra brasiliana per la prima volta nel 2008. Il mio è stato un viaggio durato tre mesi in cui sono stata a Rio de Janeiro. Ho preso lezioni di canto popolare presso il Centro Musical Antonio Adolfo, sotto la guida di Carol Saboya. E' stato fondamentale anche ascoltare tanta musica dal vivo. Assistere alle "rodas" di samba e choro potendo cogliere l'autenticità e la sincerità di una cultura ritmicamente ricchissima. Ciò mi ha permesso di tornare in Sardegna con un piccolo bagaglio determinante per la mia consapevolezza. Ho appreso i primi rudimenti di canto lirico nel '98, successivamente ho seguito vari seminari per poi approdare all'Accademia Romana di Musica dove ho studiato con la cantante brasiliana Themis Rocha". A chi ti ispiri musicalmente? "Le mie cantanti di riferimento in questo ambito sono: Alcione, Clara Nunes, Elis Regina e Nana Caymmi. Loro sono state e continuano ad essere i miei punti di riferimento". Con chi lavori? "Nella maggior parte dei casi mi sono sempre avvalsa dell'accompagnamento di vari chitarristi tra i quali: Stefano Ferrari, Roberto Bernardini, Mattia Pegna, Carlo Ditta, Giuseppe Baldino e Rubens Massidda". Raccontaci dei tuoi cd. "Il mio primo recentissimo progetto discografico è un omaggio al poeta Paulo César Pinheiro. Sono dodici tracce in cui ci sono varie sue collaborazioni. Registrato a Torino, mixato in Brasile e stampato a Quartu Sant'Elena. Il disco nasce dal desiderio di racchiudere un periodo della mia vita quasi ventennale dedicato alla Musica Popolare Brasiliana. Nel progetto, ad accompagnarmi, sono fiera di avere dei musicisti straordinari del calibro di Roberto Taufic, Roberto Rossi, Salvatore Maiore, incluse le partecipazioni speciali di Gabriele Mirabassi al clarinetto e Eduardo Taufic al piano. Gli arrangiamenti sono stati curati da Roberto Taufic". Cosa rappresenta il canto per te? "Per me il canto è un dono divino. E' linfa vitale, una missione alla quale mi sento chiamata". Trovi che il pubblico di Cagliari sia maturo per il tuo genere musicale? "Il pubblico di Cagliari è un pubblico colto, ricettivo. La fetta di nicchia che apprezza la musica di qualità è molto ampia. Ci sono tantissimi appassionati di jazz e Bossa nova e questo lo si può notare anche dall'attenzione e dall'affluenza nei clubs della città e nei Festival". Brano preferito? "Nella difficile scelta di un brano preferito, il mio pensiero va a 'Round Midnight di Thelonius Monk". Giulietta Grauso

Comunque andrà sarà un successo. Di Antonello Lai

E così é stato: il primo trofeo Sa Duchessa di basket internazionale femminile, svoltosi tra sabato e domenica ai campi del Cus cagliari, società organizzatrice della manifestazione, ha dato i risultati sperati. Nonostante la non massiccia presenza di pubblico, dovuto al periodo ancora estivo e soprattutto ad una inspiegabile sovrapposizione tra un torneo nazionale giovanile e lo stesso calendario di Is Mirrionis, la macchina approntata da Mannoni e soci non ha fatto una grinza. La società del presidente Meloni, infatti, ha raccolto il meglio del basket nazionale e regionale, oltre ad aver invitato la Uni Gyor, formazione magiara che, oltre alle americane, annoverava nel suo roster solo nazionali ungheresi. Un bell’antipasto di basket, non c’e’che dire, che grazie anche alle nostre dirette di TCS é stato seguito in tutta l’Isola. La parte della leonessa l’ha fatta la Famila Schio, una tra le più importanti e vincenti società italiane, con una bacheca impressionante, tra scudetti, Eurocup, Coppa Italia e 9 Supercoppa. Ha vinto infatti la squadra veneta allenata dal tecnico francese Pierre Vincent. Ha fatto suo il torneo battendo nella finale la Uni Gyor, allenata dall’italianissimo Sandro Orlando. Una formazione agguerrita già ad un buon livello di preparazione, che nella giornata inaugurale ha battuto il San Salvatore di Selargius. 65 a 60 il punteggio finale della finalissima, con le americane sugli scudi da una parte e dall’altra, per la Schio, Jaqueline Gemelos, longilinea guardia alta pivot, ben coadiuvata dall’esterno Francesca Dotto. Ma buone sono state anche le prove di Valeria Battisodo, Martina Fassina e Marcella Filippi. La Uni Gyor ha praticamente tutte le nazionali della formazione magiara con in più un pivottone di peso come Rashanda Gray, un esempio di lottatrice e di tecnica del basket per quanto riguarda i movimenti nel pitturato. Fortissime anche le piccolette, si fa per dire, Brcaninovic e Lexie Brown, giovanissima e agile play guardia, figli di quel Dee de Brown, dei mitici Boston Celtics. Partita a strappi nel punteggio e rush finale con su e giù nel punteggio, che poi ha chiuso nel tabellone con il 65 a 60 finale. Discorso diverso per le due società isolane. Il Cus Cagliari e il San Salvatore di Selargius non hanno avuto chance contro le più titolate avversarie. Inutile guardare il punteggio delle qualificazioni. Diciamo che hanno fatto esperienza. Un pò meglio é andata al San Salvatore. La squadra di Staico é apparsa più tonica, nonostante le poche settimane di preparazione e un roster rinnovato. Hanno avuto la meglio anche nella finalina per il terzo posto contro le padrone di casa, davvero tanto rinnovate nell’organico, al punto di avere difficoltà notevoli nell’intesa in attacco. Non parliamo delle percentuali di tiro perché, francamente, si tratta pur sempre di basket estivo. Qualche nome tra le atlete sarde più in forma, sicuramente per la suadra selargina, la Brunetti, ottima in difesa, la pivot Giorgia Manfré e la Cicic. In casa cussina bene Aneta Kotnis, Silvia Favento, la Caldaro e la Ridolfi. Appuntamento all’anno prossimo e naturalmente per l’inizio del campionato ... per fortuna ancora lontano dai nastri di partenza. Antonello Lai

Mandas. Morta la mamma che ha ucciso i figli disabili

Nonostante l'impegno dei medici del Brotzu, impegnati alcune ore per rimuovere i proiettili localizzati nell'addome, Angela Manca, la donna che ieri ha ucciso i suoi due figli gemelli di 42 anni, disabili e allettati, per poi spararsi con lo stesso fucile, si è spenta questo pomeriggio. Troppo gravi le sue condizioni, aveva perso moltissimo sangue. Vedova da dieci anni, la donna passava le giornate ad accudire i due figli gemelli disabili e costretti a letto. Una situazione pesante che alla fine potrebbe aver stimolato l'insano gesto. Con l'avanzare dell'età le preoccupazioni per il futuro dei suoi figli erano diventate ossessionanti. Già in passato Angela Manca aveva manifestato segnali di cedimento.
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