Cagliari. Torna a Castello la Linea 7

“Migliora l’accessibilità del Centro Storico dopo che i lavori per la riqualificazione della piazza Costituzione hanno comportato alcune deviazioni dei percorsi dei mezzi pubblici”. Lo ha annunciato il sindaco Massimo Zedda durante il viaggio inaugurale questa mattina sull’autobus della linea 7 Ctm che con la riapertura della via Mazzini torna in Castello. “Un servizio importante per residenti e turisti che senza cambiare bus possono visitare tutti i quartieri storici di Cagliari”, dalla piazza Yenne sino al Mercato di San Benedetto, attraverso Porta Cristina, la Cittadella dei Musei, la Torre di San Pancrazio, la Cattedrale, la Torre dell’Elefante e il Bastione di Saint Remy. A testare il nuovo percorso anche Fabrizio Marcello, delegato della Città Metropolitana e l’assessora e vicesindaca Luisa Anna Marras. “Quella di oggi ha scandito la titolare della Viabilità – è una giornata importante per l’attuazione della politica di mobilità sostenibile che l’Amministrazione comunale sta portando avanti e che nei quartieri storici comporta l'implementazione dei mezzi di trasporto collettivo”. Nel frattempo proseguono gli interventi per i nuovi ascensori e le procedure per l'acquisto dei due nuovi montascale per l'accessibilità verso il Mercato di Santa Chiara. Soddisfazione è stata espressa anche da Roberto Porrà, presidente Ctm che ha annunciato l’arrivo dei primi tre minibus elettrici entro la prossima estate. “Saranno utilizzati per dare proprio a Castello un servizio all’avanguardia, pulito e sostenibile”. In totale Ctm si appresta ad acquistare 57 nuovi autobus.

Cagliari. Contamination Lab, centoventi studenti al via nel percorso utile a creare impresa più titolato d’Italia

Si è aperta oggi la sesta edizione del Contamination Lab dell’Università di Cagliari. L’evento è capofila del network nazionale voluto dal ministero per lo Sviluppo economico. “Da Cagliari si vede il futuro!” lo slogan dell’evento con al via centoventi studenti di discipline diverse. Il CLab di UniCa (oltre settecento allievi coinvolti finora) prevede da oggi a venerdì 14, quattro giornate di matching. Ovvero, confronto, regole, dinamiche di percorso, partner, creazione dei team in un contesto ricco di opportunità. La seconda fase si apre dal 16 gennaio al 16 marzo , la terza dal 22 marzo al 6 maggio e la quarta chiude il percorso con la finale del 26 maggio del prossimo anno. “Si vince in tanti modi, nella vita e nella professione. Ma quel che conta è assimilare le cose che ci hanno insegnato, condividerle, crescere. Credete sempre in voi, lo dico alle tante ragazze del CLab che potrebbero incontrare più difficoltà: non mollate mai. Datevi - ha sottolineato il rettore Maria Del Zompo - un obiettivo, percorrete il percorso più adatto e ripartite. L’ateneo, per via dei tagli e delle risorse in calo, fa fatica, ma crede a fondo nel ContaminationLab. Una scommessa vincente, con l’innovazione che nasce da competenze e interazione”. La professoressa ha sottolineato un aspetto: “La parte emotiva di ciascuno di noi fa la differenza, allenatela bene perché solo così potrete creare meglio: anche le tecnologie sono al servizio della creatività”. “Il Contamination Lab Unica da sei anni costruisce un ecosistema dove le idee trovano la strada della concretezza, l’individualità lascia spazio al gruppo, si traccia la rotta per innovare con sapienza e guardare avanti. Un percorso sfidante - ha rimarcato Maria Chiara Di Guardo, pro rettore Innovazione - dove si moltiplicano le opportunità legate all’innovazione. Andate verso un futuro in cui dovrete individuare i trend di sviluppo”. La professoressa ha ricordato che il CLab dell’ateneo è capofila nazionale del Network creato dal ministero dello Sviluppo economico e dall’Ocse è stato riconosciuto come modello doc del settore. “Viviamo un’epoca in cui si è attenti all’individuo. Ma il percorso lo farete assieme e con il nostro supporto”. Se le professoresse Del Zompo e Di Guardo hanno sottolineato anche la perfetta integrazione con il territorio, tra enti, istituzioni, imprese, associazioni, Raffaele Paci (assessore regionale Programmazione) ha plaudito al CLab (“Sono da sempre un fan!”) e rimarcato “l’energia e l’entusiasmo in sala. Il ContaminationLab è uno dei tasselli di una Sardegna che crede con la giusta consapevolezza nell’innovazione, nelle start up, nel digitale e nell’Ict”. Per Marzia Cillocu (assessore comunale Attività produttive) “il Clab è un’azione di forte interesse per la municipalità e le imprese. Siamo grati all’Università che fa crescere la formazione e la collettività”. All'evento sono intervenuti Mario Mariani (docente, The net value), Maurizio Del Conte (Anpal), Marco Borsani (Boston consulting group), Annalisa Bonfiglio (presidente Crs4), Alessandra Argiolas (Confindustria giovani), Susanna Zuccarini (InvItalia) e Giacomo Scillia (Cineca).

Astori. La Procura di Firenze emette due avvisi di garanzia

A distanza di 8 mesi dal decesso del capitano della Fiorentina, avvenuto il 4 marzo, la procura di Firenze emette due avvisi di garanzia. Ad essere coinvolti sarebbero due professionisti operanti in strutture pubbliche incaricate di certificare l'idoneità sportiva, una con sede a Firenze e l'altra con sede a Cagliari. Sulla base dei risultati dell'autopsia, il calciatore sarebbe deceduto per morte cardiaca improvvisa seguita a fibrillazione ventricolare dovuta a una cardiomiopatia aritmogena silente. I risultati dell'ultima perizia, quella disposta dalla magistratura di Firenze ed effettuata dal professor Domenico Corrado dell'Università di Padova, avrebbero portato all'iscrizione nel registro degli indagati dei due medici, destinatari degli avvisi di garanzia. I due professionisti risulterebbero indagati per il reato di omicidio colposo.

Meteo. Vento forte e mareggiate sulla Sardegna sino a lunedì 10 dicembre

Diramato un nuovo Avviso di condizioni metereologiche avverse. Sino alla mezzanotte di lunedì 10 dicembre 2018, sulla Sardegna si prevedono venti forti dal quadrante Nord-Occidentale, in particolare sulle zone costiere e quelle in prossimità di rilievi, con rinforzi sino a burrasca. A voce dell'Avviso di condizioni metereologiche avverse diramato dalla Protezione Civile, possibili anche mareggiate sulle coste esposte.a dei debiti verso l’Erario.

Il punto del giorno. Ancona, una strage consentita

Non è sufficiente lo sdegno, non possiamo continuare a sentire la litania, sempre uguale, delle istituzioni, dopo tragedie inconcepibili per un Paese civile. Quelle stesse istituzioni e un’ampia area del circo mediatico che amplificano e impegnano risorse di enorme portata per scopi e fini non coincidenti con la sicurezza delle persone in questo nostro Paese. La cultura del rispetto, della dignità della vita, cui la Costituzione italiana richiama le Istituzioni dello Stato, è puntualmente disattesa ed espropriata attraverso mezzi e obiettivi antisociali a tutti ben noti. Cinque ragazzi ed una mamma hanno perso la vita perché è consentito, nonostante le norme, che i proprietari dei locali, pur di massimizzare gli introiti, disattendano ai criteri di sicurezza sanciti per legge. Una tragedia che non richiama solo quella di Torino, ma tutte le altre tragedie, quelle stragi pianificate dalla volontà di chi omette la sicurezza negli ambienti di divertimento, di lavoro o di riunione, vitali per qualsiasi società civile e democratica. Daniela Pongetti, 16 anni di Senigallia; Emma Fabini, 14 anni di Senigallia; Benedetta Vitali, 15 anni di Fano; Asia Nasoni, 14 anni di Senigallia; Eleonora Girolimini, 39 anni di Senigallia. Sono vittime di un capitalismo impazzito, incapace di restare al servizio dell’essere umano, perché utilizzato per sopraffarlo e privarlo dell’umanità ad esso intrinseca. La paura ha permesso, dall’origine dell’essere umano, la sua sopravvivenza, il panico pesca dalla sua irrazionalità più ancestrale, facilmente attivabile per cause anche banali, in un contesto generale di paure latenti. Ma questo non giustifica la specifica razionalità con cui è oramai radicato il disattendere le regole, per decuplicare le ricchezze a scapito degli altri. Cinque ragazzi e una mamma, anche lei giovanissima, hanno perso la vita, perché decuplicare il guadagno di alcuni ha avuto la meglio sulla sicurezza e la vita di altri. Questo oggi accade regolarmente nella società, che non sembra proiettata a modificare il trend, ma acuirlo, radicando l’esclusione, la precarietà e la disumanità. Maurizio Ciotola

Il punto del giorno: i "Gilet gialli", il detonatore dell’Occidente

Se nel ’68 la contaminazione tra i giovani dei paesi Occidentali presentò una inerzia legata ai mezzi allora a disposizione, per quanto riguarda la comunicazione e la sincronizzazione delle azioni, oggi questo ritardo è “scongiurato”, annullato. Ciò che da alcuni giorni accade in Francia, la discesa in campo dei "gilet gialli", in cui non vi sono solo i giovani contro il Governo e l’intera casta dominante, non può restare un fatto isolato. E'un detonatore. Le azioni di ribellione del popolo francese hanno da sempre costituito “il” detonatore europeo e dell’Occidente intero. Non rendersene conto o pressare sui media per occultare e minimizzare quanto accade, è ridicolo, denota una impreparazione e non conoscenza dei mezzi a disposizione, sul piano della comunicazione, da parte dell’intera società occidentale e nello specifico europea. Il tam tam liquido che da anni percorre la rete ha iniziato a materializzarsi nella società, nella più assoluta cecità di una classe politica e finanziaria tesa a massimizzare i propri profitti. Domani a Parigi ci sarà una manifestazione che, per come è prevista e per le misure di sicurezza prese dalle autorità, si preannuncia come un vero e proprio tsunami. Questa sera a Milano, alla “prima” al Teatro alla Scala, vi sono manifestanti dei centri sociali, che indossano anche loro, visibilmente e intenzionalmente, dei gilet gialli. La prima alla Scala è stata e ha rappresentato il luogo della contestazione per eccellenza, di cui ricordiamo i lanci di uova nel’68, contro coloro che, in quel momento rappresentavano e costituivano il potere in Italia. Milano nella sua dicotomica espressione è stato indubbiamente il centro italiano della finanza, quanto quello delle più avanzate rappresentanze sociali e politiche, luogo di lotta e progresso, di lavoro e sviluppo, di arte e scienza. Forse sarà il ’18, così lo ricorderemo e lo ricorderanno i nostri figli e i nipoti, certo è che ancora una volta l’umanità non sembra riuscire ad apprendere dai propri errori, dalla sua Storia. Riteniamo utile richiamare per gli smemorati, Marcuse, che nel 1964 ne “L’Uomo ad una dimensione”, nel concentrarsi sulla fusione di ragione e irrazionalità, di produttività e distruttività così esprime: "il tutto appare come la pura incarnazione della ragione. Eppure questa società, come tutto, è irrazionale". Maurizio Ciotola

Cagliari. Dal Comune 1.4 milioni di euro per le scuole cagliaritane

“Una scuola aperta e inclusiva, fino ad essere punto di riferimento dei quartieri. Una scuola attenta alla sostenibilità, ma soprattutto che mette al centro il benessere della la persona”. Sono gli indirizzi e gli obiettivi che l’Amministrazione Comunale intende consolidare nell’anno che sta per iniziare. E per farlo ha già messo a disposizione circa 1.400.000 euro per i 71 istituti cagliaritani e i suoi 10 mila studenti. L’annuncio è stato dato questa mattina presso l’Assessorato alla Pubblica istruzione, Sport e Politiche giovanili. Presente l'assessore comunale, Yuri Marcialis che ha sottolineato: “condiviso dai presidi, il sistema di ripartizione delle risorse interessa le scuole dell’infanzia, le primarie, le secondarie di primo grado. In particolare: 250 mila euro saranno destinati per la manutenzione o alla ristrutturazione degli impianti gioco e sport all’aperto, 200 mila per la cura del verde e la rimozione del materiale ingombrante, 100 mila per garantire il mantenimento del servizio di assistenza di base agli alunni in situazioni complesse che affiancheranno l’assistenza educativa. E, per quanto riguarda il capitolo per il contrasto alla dispersione (complessivamente 814 mila euro circa), sono ricompresi anche gli istituti superiori”.

Giustizia. In Italia vi è equità tra accusa e difesa per un cittadino comune? Di Maurizio Ciotola

Sappiamo che, uno dei principi su cui si fonda qualsiasi Stato democratico è quello di una giustizia equa, esercitata in base alle leggi emesse dal Parlamento. E'chiaro che deve esservi una fonte primaria a cui il Parlamento deve rispondere nell’emissione delle leggi che, non possono essere declinate secondo una propria definizione di democrazia e di giustizia o in funzione delle maggioranze politiche esistenti. La Costituzione ha questo compito essenziale, cui le leggi devono rispondere e, ad essa quanto alle leggi, deve attenersi qualsiasi organo o cittadino dello Stato. E'la nostra Costituzione che, all’art. 3 sancisce l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, cui in linea di principio e teorica, vi sono pochi dubbi sul suo mancato rispetto nei tribunali della Repubblica. E'pur vero però che, l’ingranaggio giuridico cui un cittadino è costretto ad affrontare a causa di un procedimento penale o civile, di cui è parte accusata, fa emergere aspetti, che non pregiudicano l’uguaglianza di fronte alla legge, ma di fronte agli ostacoli di ordine economico e sociale, che nei fatti limitano l’uguaglianza in sé, fino a determinare un’evidente parzialità. Immaginiamo un cittadino di fronte a un’accusa generica, e analizziamo quali sono gli strumenti a disposizione dello stesso per una giusta difesa, rispetto all’accusa, al Pubblico Ministero, ovvero la Procura della Repubblica, che dispone a differenza, strumenti illimitati sul piano tecnico ed economico. Quale dovrà essere la disponibilità economica dell’imputato, per potersi avvalere di una difesa in grado di riuscire a dimostrare la sua innocenza? e altresì, di avvalersi di un legale, capace ad utilizzare le diverse accezioni interpretative insite negli articoli del codice di procedura penale/civile, per riuscire ad eludere l’aggressione giudiziaria e a non subire la condanna? Se la legge è uguale per tutti, è altresì significativo, ai fini del risultato finale, avere a disposizione una difesa in grado di misurarsi con l’accusa su un piano paritario e reale degli strumenti a disposizione. Se le misure economico-sociali del cittadino-imputato, sono minime o nulle, quali e quante saranno le possibilità affinché questi risulti non colpevole, e nello specifico dei casi penali, quante probabilità avrà egli di eludere la detenzione negli istituti di pena? Nei fatti vi è una differenza sempre più marcata tra cittadini abbienti e quelli meno abbienti, non solo sul piano della sanità, dell’istruzione, dell’alimentazione di qualità, ma anche e non in misura secondaria, per quanto riguarda la giustizia. Qualche giorno fa un noto magistrato, ex pm d’assalto, ha chiaramente dichiarato che, nelle carceri non si trovano colletti bianchi. Chi frequenta le carceri è perfettamente al corrente che in esse sono presenti una grande quantità di condannati per reati minori, furti esigui, rapine e spaccio di droga. E'altresì lampante che, chi ha la possibilità di accedere a studi di legali pluri-accreditati, ancorché costosi, riesce ad evitare il carcere, diversamente da chi può solo avvalersi di una cosiddetta difesa minimale o di ufficio. Se l’accusa, il pubblico ministero, ha a sua disposizione strumenti investigativi pressoché illimitati, nei confronti di qualunque cittadino della Repubblica imputato di un reato, ci chiediamo perché la difesa è invece delegata alle risorse dello stesso, che se non in alcuni rarissimi casi, per altro ben noti, sono ben distanti da quelle dell’accusa? Premesso che è utopistico immaginare una uguale disponibilità di risorse economiche per tutti, è sicuramente possibile però pensare di rendere disponibile, attraverso opportuni strumenti, economici ed investigativi, ma soprattutto di garanzia, una condizione egualitaria per la difesa di chiunque. Non uno Stato/mostro da cui difenderci, perché organizzato secondo un modello borbonico e opprimente, ma uno Stato capace di guardare al cittadino come un suo pilastro e non come ad un nemico. Non possiamo più respingere oltre, una completa revisione di questo stesso Stato/mostro, che è sempre più strumento delle diverse lobby antistato, grazie alle pesanti infiltrazioni di soggetti ad esse affiliati. Maurizio Ciotola
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