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Dorgali. Cala il sipario sul Cala Gonone Jazz Festival

Si chiude con una dedica alla Sardegna, sulle note di "No potho reposare (A diosa)", la tre giorni della XXXIII edizione del Cala Gonone Jazz Festival. Ad esibirsi il pianista Fabrice Eurly che, prima di chiudere con il pezzo scritto da Bobore Sini, si è prodotto in una versione magistrale di Georgia on My Mind. Il numeroso pubblico, presente presso il Villaggio del Jazz, ha apprezzato molto l'esibizione di Eurly, così come quelle che lo hanno preceduto, confermando il successo della formula "post-lockdown", messa in campo dall'organizzazione del Festival. Una formula che, pur nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, non ha rinunciato ad accogliere e coccolare i numerosi appassionati del genere, curando nei minimi particolari anche gli aspetti logistici, fondamentali per tutti gli addetti ai lavori.

Dorgali. Cala Gonone Jazz Festival: seconda giornata dedicata alle voci femminili

Due donne sono state le protagoniste della seconda giornata del Cala Gonone Jazz Festival. Ha iniziato Sarah Jane Ghiotti, nel pomeriggio, alle Grotte del Bue Marino, mentre di sera, al Villaggio del Jazz, si sono alternate Vittoria Lai, seguita nuovamente dalla Ghiotti, per poi concludere con Valentina Monetta. Unica eccezione, l’apertura serale, introdotta da Andrea Cubeddu – bluesman di origine oranese e cittadino del mondo - in duo col percussionista Gianni Pitzalis. Il pomeriggio di venerdì ha visto dunque le barche dirigersi verso le Grotte del Bue Marino dove, ad attendere gli appassionati, c'era Sarah Jane Ghiotti, all'interno della sala della dama bianca. Un ambiente straordinario dalle grandi potenzialità sonore, che ha suscitato lo stupore della stessa Ghiotti, arrivata qualche ora prima per le prove.

“Per me è bellissimo ritrovarmi in questo posto magico e antico per cui, anche durante le prove, ho cercato di entrare in contatto con i suoni della grotta” - racconta emozionata Ghiotti. La musica è qualcosa di innato, non è un’invenzione dell’uomo, ma una scoperta di qualcosa che già esiste. Per questo, visto che sono qui, cercherò di restituire alla grotte il mio canto, nella maniera più naturale possibile”.

La voce dolce, dai timbri modulati di Sarah Jane Ghiotti, accompagnata dalla fisarmonica di Giacomo Rotatori, arriva dritta al cuore dei presenti, ottenendo l’effetto desiderato. Merito anche della diva a cui si è ispirata, l’immortale Edith Piaf, i cui brani – vibrati e gorgheggianti - rimangono impressi nella memoria collettiva portando i presenti a cantarli a mezza bocca, senza interrompere la delicata performance del duo Ghiotti-Rotatori. In apertura, al Villaggio del Jazz, una vecchia –seppur giovane - conoscenza del Cala Gonone Jazz Festival: Andrea Cubeddu, insieme al percussionista Gianni Pitzalis.

“Ci siamo conosciuti in Piemonte” - spiega Cubeddu - ci siamo trovati subito e ho deciso di portare il progetto Nostos insieme a lui”.

E a proposito del nuovo album dichiara: “rispetto al precedente, dove avevo deciso di utilizzare l’inglese, si tratta di un disco interamente in italiano in cui narro delle storie, storie antiche di miti mediterranei e soprattutto quelli greci. In molti li conoscono, ma io ho voluto dare a queste vicende un’impronta personale, biografia e identitaria, ma che parlasse anche alla nostra società perché i temi ci toccano tutti, sono ancora attuali”. Il duo comincia, infatti, con l’amore tormentato e impossibile tra il pastore Endimione, innamorato di Artemide per poi proseguire con alcuni brani dedicati alla “straniera” Medea, alla “sua Itaca” e alla speranza contenuta nel vaso di Pandora. Subito dopo, Vittoria Lai, cantante di formazione lirica, insieme a Marco Schirru al piano, hanno preso parte in questa riscoperta delle musica e narrazione antica rispolverando gli spartiti del compositore di Samassi Lao Silesu.

“Ha vissuto ed è morto a Parigi, approfondendo la composizione e la scrittura dei generi di gran moda nella città più cosmopolita degli anni ‘20” presenta così il progetto Sil’e su Jazz, Vittoria Lai “La chanson française e la song inglese sono sicuramente due delle forme canore più studiate da Stanislao Silesu e abbiamo cercato un modo di riproporle dopo tutti questi anni sepolte negli archivi”.

Alla fine, per chiudere in bellezza, le due cantanti sammarinesi pluripremiate, Sarah Jane Ghiotti e Valentina Monetta, si sono date il cambio sul palco in un’esibizione senza tregua che ha avuto un ottimo riscontro di pubblico. Con loro, Simone Migani al piano, Andy J. Tara al basso e Paco Montuori alla batteria. La voce graffiante e la personalità spiccata di Monetta si unisce quindi a questo ricchissimo ensemble in cui si sondano i generi più disparati, dal soul all’RnB sino alla música popular brasileira in cui la Ghiotti sembra trovare una dimensione ideale. Sabato 1° agosto, giornata conclusiva della XXXIII edizione del Cala Gonone Jazz Festival, quattro nuovi concerti: Lula Pena alle Grotte del Bue Marino e al Villaggio del Jazz Dirtyhands, Icefire 4et e il pianista Fabrice Eurly in chiusura.

Dorgali. Dopo la sua prima giornata, il Cala Gonone Jazz Festival registra il tutto esaurito per i due concerti alle grotte

Le voci femminili di Sarah Jane Ghiotti, con un omaggio a Edith Piaf, e il fado di Lula Pena, non hanno lasciato indifferenti gli spettatori che hanno goduto della prima serata del festival, precipitandosi al botteghino per acquistare gli ultimi posti disponibili per i concerti di venerdì e sabato nell’incantevole auditorium naturale delle grotte.

Venerdì 31 luglio, alle 16,30, le imbarcazioni partiranno infatti dal piccolo molo di Cala Gonone verso le grotte del Bue Marino, dal 2013 sede prediletta e consolidata per i concerti in acustica e dal minimo impatto ambientale. La giornata comincia con un tributo all’immortale e compianta voce di Edith Piaf: l’italo-britannica Sara Jane Ghiotti accompagnata da Giacomo Rotatori alla fisarmonica. La serata sul lungomare, dalle 19,30 si con Nostos il nuovo progetto musicale di Andrea Cubeddu, soul man oranese che già lo scorso anno aveva tagliato i nastri di partenza del Cala Gonone Jazz Festival con un concerto in Cantina. Rispetto al primo lavoro del giovane cantautore, che prevedeva brani in gran parte in lingua inglese, Nostos è un progetto interamente in italiano contaminato da canti popolari e musiche del Mediterraneo in una nuance di suoni il cui ritmo sarà dettato dalle percussioni di Gianni Pitzalis. A seguire è la volta di Sile Su’Jazz, alle 20,30, con la voce della cantante e musicista Vittoria Lai insieme a Marco Schirru al piano. Il concerto è una riscoperta dei brani della chanson francese scritti dal compositore originario di Samassi, Lao Silesu, i cui testi e composizioni sono stati troppo a lungo tenuti negli archivi e poco spesso eseguiti. Il re della melodia, come lo definì Edoardo VIII, tornerà finalmente a vivere nella voce della Lai e tra le note di Schirru. Concludono la serata di venerdì, dalle 22,00, SJ & The Black List (Sara Jane Ghiotti e Valentina Monetta alle voci, Simone Migani al piano, Andy J. Tara al basso e Paco Montuori alla batteria). Due cantanti strepitose e conosciutissime nel panorama jazz, soul e bossanova italiano, un viaggio nella musica black tra armonie e sound contemporanei magistralmente musicate daglii immancabili compagni di palco Migani, Tara e Montuori.

L’ultima giornata della manifestazione, prevista sabato 1° agosto, comincia sempre in grotta nel pomeriggio, dalle 16,30. Qui la cantante, compositrice e poetessa lusitana, Luna Pena, attenderà il suo pubblico accompagnata unicamente dalla sua chitarra e le sue parole. Tra le maggiori rappresentanti del fado, espressione musicale portoghese e di Lisbona in particolare, il suo è un percorso intimista che richiede ascolto, lentezza, nella sua accezione più positiva e riflessiva, mentre le onde tengono il tempo, lambendo la roccia e trasformando l’esibizione in un’esperienza sensoriale unica. A seguire, dalle 19,30, il Villaggio del Jazz sul Lungomare Palmasera, sarà animato dal gruppo blues e southern rock Dirtyhands (WillyBoyTaxi - voce Francesco Nieddu - chitarra, Valter Spada - basso, Tommaso Pintori - batteria). La voce da crooner di William Rossi aka Willyboy Taxi conduce una serata all’insegna di uno dei generi che - più di tutti- è nato per raccontare. Dal blues sono nati il rock e in seguito, l’hard-rock, il metal e altri stili che hanno contraddistinto le voci in lotta, diventandone espressione e simbolo. I Dirtyhands, giunti al loro secondo album, raccolgono quelle esperienze proponendo un repertorio che attinge da tutte queste influenze, ridefinendole con una cifra originale e divertente. Alle 20,45 in scena ICEFIRE 4et (Cesare Mecca – tromba, Gledison Zabote, sax tenore; Matteo Piras al basso; Alessandro Minetto – drums). “Icefire” è un progetto che nasce con l'obiettivo di esplorare le prassi esecutive che hanno reso peculiare la formazione cosiddetta “pianoless”. Affidandosi a due dei più talentuosi solisti della nuova scena jazz torinese, il quartetto nella sua ricerca attinge all'universo sonoro che caratterizzò il jazz prodotto nella “West Coast” intorno agli anni ’40. Dalle 22,00 il Cala Gonone Jazz Festival saluta il pubblico con uno dei concerti che hanno letteralmente travolto il pubblico nella scorsa edizione, Fabrice Eurly, il “pianiste fou” virtuoso di musica classica, contemporanea e jazz.

Ponte di Oloé. Riapre al traffico il viadotto crollato nel 2013

La prima auto ha potuto transitare sul ponte intorno alle 14 di oggi. Finalmente l'importante infrastruttura, che collega Oliena con Dorgali e l'interno con la costa, è stata restituita ai cittadini. Sette anni, é questo il periodo di tempo in cui il ponte è rimasto chiuso a causa del crollo, avvenuto nel mese di novembre 2013, dovuto al ciclone Cleopatra. Un evento tragico che è costato la vita dell'agente di Polizia Luca Tanzi. Alla riapertura dell'infrastruttura è stata dedicata una conferenza stampa che ha visto protagonisti l'amministratore della Provincia di Nuoro e l'assessore regionale Roberto Frongia. Moderata soddisfazione è stata espressa dai sindaci dei due centri barbaricini che hanno dovuto sopportare 7 anni di ritardi burocratici.

Dorgali. Approda a Cala Gonone "Pesce fuor d'acqua”, progetto fotografico di Carla de Gioannis e Gaetano Mura

Dopo Cagliari ed Alghero la mostra "Pesce fuor d'acqua"approda, con il gratuito patrocinio del Comune di Dorgali, in una sede naturale per questi eventi: l'Acquario di Cala Gonone, con inaugurazione alle 19 di sabato 10 agosto. Fedele alla sua mission “Conoscere è il primo passo per poter proteggere”, l’Acquario è da sempre impegnato in un’opera di divulgazione in difesa dell’ambiente: dal consumo responsabile delle risorse alla salvaguardia della biodiversità, dalla lotta a tutte le forme di inquinamento al riciclo e riutilizzo dei materiali. Quest’anno l’Acquario ha incentrato la sua proposta didattica rivolta alle scuole proprio sull’inquinamento da plastica in mare, coinvolgendo gli oltre 4.000 alunni che visitano la struttura ogni anno con un laboratorio di riciclo, “Il riciclaquario”, che, attraverso il recupero di rifiuti in plastica, ha permesso ai ragazzi di creare piccole opere d’arte. La mostra, allestita all’interno del percorso espositivo dell’Acquario, sarà visitabile dal 10 al 18 agosto dalle 10:00 alle 18:00. Il martedì e il sabato è prevista l’apertura notturna, dalle 21:00 alle 23:00. “Pesce fuor d'acqua” è il progetto fotografico di Carla de Gioannis e Gaetano Mura. Sportivi, compagni di vita e di avventure marine. Le sempre più precarie condizioni del mar Mediterraneo e degli Oceani hanno ispirato la coppia: “La plastica e la micro plastica satura i nostri mari più rapidamente di qualsiasi altra forma di inquinamento” sostengono i due sportivi. "Tutta la plastica necessaria per il nostro progetto è stata recuperata in mare e tra le scogliere. Questa è stata tristemente la parte più semplice e rapida del nostro lavoro. Abbiamo viaggiato per la Sardegna, la nostra isola, alla ricerca di luoghi ancora relativamente poco coinvolti da questo fenomeno dilagante. Proprio questi luoghi straordinari possono essere un forte simbolo di speranza e d'ispirazione per sensibilizzare tutti partendo dai piccoli gesti personali per poi dilagare su scale più grandi”. Il lavoro è solo all'inizio: “Ci siamo appassionati al nostro progetto tanto da intravederne un work in progress che, partendo dalle coste della nostra isola, possa proseguire in altri luoghi del pianeta coinvolgendo persone come il pesce rosso che nella persona di Martina Ardizzoni si è prestata per alcuni scatti".

Dorgali. Mostra dei fratelli Silvana e Piergiorgio Gometz con la nipote Sara Mura

Piergiorgio, scomparso alcuni anni fa, è stato uno dei maggiori scultori sardi. Autore dei portali in bronzo della chiesa di San Lucifero a Cagliari e della cattedrale di Nuoro. Ceramiche, sculture in legno, collages, sono le opere della mostra che si apre domenica 14 luglio a Dorgali. I protagonisti sono Piergiorgio Gometz, scomparso di recente, la sorella Silvana e la nipote Sara Mura. Un evento di famiglia - gli otto componenti dei Gometz sono artisti e una volta hanno esposto tutti insieme - che ha trovato un'ottima location: Palazzo Santa Caterina. Una dimora storica dove sono stati conservati i pavimenti originali, le vetrate Liberty e i mobili d'epoca. Sarà aperto il grande portale al piano terra e poi l'esposizione si articolerà per la scala e nei pianerottoli, per godere anche la visita degli interni del palazzo. La mostra resterà aperta fino al 21 luglio, dalle 18 alle 21. Piergiorgio Gometz aveva studiato a Roma, Milano e Genova. Silvana Gometz, sorella di Piergiorgio, è nota per i collages. In questo caso degli omaggi ai pittori sardi del novecento. E' nota anche come illustratrice di libri per bambini e come scrittrice: è stata premiata recentemente all'ultima edizione del premio nazionale letteratura per l'infanzia. Le nuove generazioni sono rappresentate dalle ceramiche di Sara Mura, due maternità, figlia di Silvana e nipote di Piergiorgio.

Progetto "Spiagge Sicure". Arrivano i fondi per tre comuni sardi

In vista della prossima stagione estiva sono tre i comuni della Sardegna che potranno fruire dei fondi stanziati nell'ambito del progetto "Spiagge Sicure 2019". I Comuni in questione sono Pula, Dorgali e Stintino. Per ognuno di loro in arrivo 42 mila euro da destinare per il potenziamento della dotazione organica della Polizia Locale, per il pagamento degli straordinari, per l'acquisto di nuove attrezzature o per la promozione di campagne di sensibilizzazione. Il progetto, promosso dal Ministero dell'Interno, è finalizzato al contrasto dell'abusivismo commerciale e della contraffazione durante l periodo di massima affluenza turistica.

Dorgali. Docufilm sul canto a tenore

Si sono concluse il 29 luglio a Dorgali, con la suggestiva festa campestre di San Pantaleo, le riprese dei tenores sardi per il docufilm sul canto a tenore 'A bolu', realizzato dalla società cagliaritana Karel Film. Le riprese, con testimonianze dei protagonisti di una delle più autentiche e antiche espressioni culturali dell'Isola, sono partite il 5 giugno a Mamoiada, e nelle settimane successive hanno toccato Pattada, Ottana, Orgosolo, Seneghe, Loculi, Orune e infine Dorgali. Karel ha pubblicato sul canale Vimeo i due teaser ufficiali che anticipano il docufilm: si possono vedere a questi indirizzi https://vimeo.com/286390891 e https://vimeo.com/286391166. Terminata la raccolta delle testimonianze e la registrazione dei canti in presa diretta, il lavoro sarà integrato con le spettacolari immagini della Sardegna vista dall'alto girate a bordo di un elicottero: i paesaggi di Barbagia, Ogliastra, Montiferru, Monte Acuto, Baronia e Nuorese faranno da scenario alle voci e alle note dei cantori. In settembre inizierà la post produzione, mentre la presentazione alla stampa e al pubblico è prevista per il prossimo inverno. Il canto a tenore è un canto intonato da un solista, sa boghe, accompagnato dal coro delle tre voci bassu, contra e mesu boghe. Non si canta su sequenze prefissate ma sulla base di un canovaccio sul quale si improvvisa e che cambia a seconda delle modas, o stili, di ogni paese. Il canto si esegue nelle sue forme boghe 'e note (o boghe seria), lenta e malinconica; boghe ‘e ballu, a ritmo del ballo; e mutos, una forma poetico-musicale di argomento amoroso o satirico. L'obiettivo del docufilm 'A bolu', diretto da Davide Melis e realizzato insieme a Sebastiano Pilosu che ha anche la consulenza scientifica e la direzione artistica, è quello di esplorare il mondo del canto a tenore attraverso l’incontro con i suoi stessi protagonisti e interpreti. Non vuole essere un'indagine etnomusicologica né una rassegna enciclopedica completa, quanto piuttosto un racconto che nasce direttamente dalla voce delle persone che praticano il canto a tenore e lo vivono all'interno delle loro comunità. Ciascuno con la sua storia, le sue esperienze, il suo vissuto personale: pastori, studenti, ingegneri, impresari, operai, disoccupati, veterinari, giovani, anziani e persino bambini. Un mondo vario ed eterogeneo che ha fatto propria un'eredità antichissima, dal 2005 riconosciuta patrimonio immateriale dell'Umanità dall'Unesco. Tra le voci del docufilm ci sono il tenore Sa Niera e Sos Isteddos di Pattada, il tenore Supramonte di Orgosolo, Su Cuntrattu di Seneghe, il tenore Santa Maria di Ottana, Su Hussertu di Mamoiada, il tenore Santu Pretu di Loculi e il tenore Santa Caderina di Dorgali: tutti testimoni di un'arte viva dalle solidissime radici, la cui ricchezza espressiva risiede nelle diverse modas, o stili, caratteristiche di oltre sessanta paesi del centro nord Sardegna, modas che incontriamo interpretate sempre in modo diverso e originale a seconda dello stile personale (traju) e del gusto dei cantori. Il canto a tenore è uno strumento di comunicazione alta al servizio della poesia in lingua sarda. I cantori sono i principali interpreti dei poeti sardi con le loro storie e suggestioni. Poeti come Peppino Mereu, Padre Luca Cubeddu, Remundu Piras e tantissimi altri rivivono nelle voci e nei suoni del canto a tenore. Il docufilm é realizzato grazie al contributo sul bando IdentityLAB dell'assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna, finalizzato a fornire sostegno finanziario alle imprese del settore culturale e creativo. È girato in sardo, in presa diretta, e rappresenta uno strumento di promozione (a livello locale, nazionale e internazionale) della cultura e della lingua sarda. Il film è interamente girato a risoluzione superiore al 4K e sarà finalizzato in 4K 2.40:1. Le registrazioni saranno in presa diretta con tecniche di ripresa audio 3D avanzate. Il progetto è realizzato in collaborazione con l'Associazione Tenores Sardegna che riunisce oltre quaranta gruppi di tutta l'Isola, con la società di servizi informatici Arionline e la Fondazione Sardegna Film Commission.
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