Calcio. Serie A: il Cagliari vince a Udine (1 a 0)

Finalmente una vittoria e questa volta si tratta di una vittoria pesante. Il Cagliari di Diego Lopez conquista altri 3 punti importantissimi che consentono ai rossoblu di sorpassare in classifica la stessa Udinese. A rendere gioiosa la domenica calcistica dei tifosi cagliaritani è stato Joao Pedro che, su assist di Faragò, infila con un colpo di testa la rete friulana. Tra i migliori rossoblu Barella e Cigarini a centrocampo. Buona prestazione in difesa anche per Ceppitelli. Soddisfatto il mister Lopez che ha apprezzato la mentalità e la determinazione con cui i suoi giocatori hanno interpretato la gara.

Calcio. Vittoria del Cagliari contro il Verona

Serviva una vittoria e la vittoria è arrivata. Si potrebbe concludere così il commento sulla partita del Cagliari che, con grande fatica, è risuscito a domare un avversario passato in vantaggio e intenzionato a portare a casa un risultato utile dopo tre sconfitte di fila. Di fatto la prestazione dei rossoblù non è stata certo delle più esaltanti. Diversi gli errori commessi. Primo fra tutti il rigore sbagliato da Cigarini per fallo su Sau che entra in area e viene atterrato da Caracciolo (10° del primo tempo). Il pubblico presente allo stadio inizia quindi a perdere la speranza quando al 28° arriva il pareggio, peraltro dovuto ad una deviazione di fortuna di Ceppitelli. Con un pò più di fiducia i ragazzi di Lopez si fanno più aggressivi costringendo il Verona a difendersi. Pavoletti si fa vedere in più occasioni che però riesce a sciupare. Fortunatamente, un errore della difesa del Verona consente a Faragò di segnare il tanto agognato 2-1. Altre occasioni per il Cagliari durante il recupero, ma niente da fare. Troppi gli errori. Grazie al successo sul Verona i rossoblù si portano a 6 punti dalla zona retrocessione e questo è il vero risultato della giornata.

Calcio. Serie A, vittoria del Cagliari sul campo della Spal

Borriello - Rastelli 0 a 2. E' quanto potrebbe dire qualcuno per mettere fine alle polemiche delle ultime settimane intorno all'affaire Borriello. Al di là degli aspetti personali, il Cagliari, grazie ad una bella prestazione, passano sul campo della Spal con un goal di Barella e uno di Joao Pedro. I padroni di casa dal canto loro lasciano molto spazio di manovra ai ragazzi di Rastelli, senza impensierire più di tanto la difesa rossoblù. Borriello si è visto appena, in particolare al 33° della ripresa con un calcio di punizione che, deviato da Barella, viene comunque respinto da Cragno. Con questa vittoria esterna il Cagliari raggiunge quota 6 punti in classifica, gli stessi di di Roma e Fiorentina.

Calcio. Emozione e festa al Sardegna Arena

La prima partita del Cagliari nel suo nuovo stadio provvisorio si trasforma in una festa. Grazie ad un bel goal di Sau i rossoblù battono il Crotone per una rete a zero e lasciano l'ultimo posto in classifica con alle spalle proprio la squadra calabrese. Oltre a Sau si è vista una squadra ben disposta che ha offerto, a tratti, delle pregevoli giocate. Buona la prima per Pavoletti, protagonista di belle giocate che fanno ben sperare per il futuro. Soddisfazione del presidente Giulini, emozionato per l'esordio al Sardegna Arena. E sulle tempistiche necessarie per poter giocare nello stadio definitivo, Giulini sottolinea : "fra quattro o cinque stagioni cambieremo casa".

Calcio. Rastelli guiderà nuovamente i rossoblù

A confermarlo è il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, dopo i rumors di un possibile ritorno dell'ex Claudio Ranieri. Quest'ultimo si trovava in città per la partita del primo giugno, organizzata per salutare definitivamente il Sant'Elia. Nonostante lo splendido ricordo che i tifosi cagliaritani e tutto l'ambiente cittadino hanno del tecnico romano, le parole di Giulini sembrano mettere fine al capitolo allenatore per la prossima stagione di serie A, 2017 / 2018.

Caro vecchio stadio Sant'Elia ciao. Di Antonello Lai

Ciao e non addio, così come si dice ad amici e conoscenti. Addio, anche se di addio non si può proprio parlare perché il nuovo stadio verrà costruito sulle sue ceneri, cosi'come si e' sempre fatto in Sardegna dove da millenni e'un'abitudine: non si costruivano infatti chiese e palazzotti nobiliari sopra i resti dei nuraghe? E' sicuro e documentato. Eppure in Sardegna spazio ce n'e' in abbondanza. Quindi non e'detto che Patron Giulini non abbia una folgorazione mistica e si appelli a Sant'Elia e forse, in questo momento, assieme a sant'Efisio, al quale si ricorre per casi gravi, per la sua persona credo sia l'antidoto giusto, considerati i guai della sua azienda. Si diceva sant'Elia addio. Anzi arrivederci. Ma addio si da non solo a chi ci lascia, ma anche a chi e' meritevole di tanto rispetto quanto la impegnativa parola lo richiede. Ma siamo proprio sicuri che lo stadio Sant'Elia sia stato davvero lo stadio dei cagliaritani? o che abbia portato bene? Noi francamente ricordiamo soprattutto delusioni e neanche tante grandi imprese. Certo, c'e'stata la Coppa dei Campioni, con squadre del calibro dell'Atletico Madrid. Qualche gara di Coppa Uefa. Tanti campionati di bassa classifica e, soprattutto, tanti nomi del calcio internazionale. Possiamo azzardare quindi che lo stadio dei cagliaritani, senza fare archeodietrologia sportiva (il campo di via Pola), e' sicuramente lo stadio Amsicora. E' qui che il Cagliari di "Colombomartiradonnatiddiaceravescovilongonenegreattigallardorizzoeriva" e' stato promosso in serie A (pardon, c'era Congiu al posto di Riva), ma nel 63/64 col bambino Gigi, dopo un girone di andata disastroso la troupe di Sandokan Silvestri arrivò addirittura al sesto posto. E' qui che nacque il Cagliari dello scudetto. E' qui che la gradinata e la curva est e quella ovest omaggiarono il mitico Pelé che deliziò il pubblico con gol e relativa rovesciata, lasciando strette di mano tra lui, giggggirriva e il suo allievo al Santos, Claudio Olintho de Carvalho, in arte Nené (chissamai perché ai calciatori brasiliani piace cosi' tanto il nomignolo di quattro lettere, quattro). Lo stadio Amsicora con la rete che divideva i tifosi dai suoi beniamini, una rete che tratteneva i petali delle rose e dei garofani che capitan Longo e il bambino mingherlino di Leggiuno lanciavano alle poche donne presenti sugli spalti ancora umidicci di grasso di porchetto e fiumi di vino tracimati dai bottiglioni ormai caldi, anzi bollenti dal sole. E poi ... la tribuna alberata, dove, come da veri equilibristi, ragazzini eredi dei piccioccus de crobi, ma anche qualche attempato atletico e squattrinato, trovavano sistemazione a forte rischio frattura e trauma cranico. Poi gli imboscati, chiamati, chissà perché, portoghesi. Si intrufolavano "a sa scusi" tra le maglie di maschere semi-compiacenti e si sedevano negli scalini delle tribune, laterale, centrale e qualche volta anche tra le autorità, una balaustra cementata che riceveva presidenti e assessori, prelati ed ex calciatori. Sotto il bar. L'unico bar riservato ai nobili della tribuna centrale, i notabili cagliaritani, serviti da cagliaritani veraci provenienti dai quartieri popolari con tanto di salamelecchi per chi contava in quegli anni 60/70. Era quello il vero stadio rossoblu', con il campetto triangolare dietro la curva est (lato canale), buono per l'allenamento dei Nagc (nucleo addestramento giovani calciatori) e le sedute dei portieri di riserva della serie A, ovviamente allenati da Bogazzi, ex numero 1 del Cagliari anni 50 assieme al mastodontico Gianni Sulis. Che anni gloriosi: palloni spediti al canale nel famoso "viva il parroco", dell'oriundo Longo e del peruviano Gallardo, l'unico uomo di colore a Cagliari assieme a Nene' e a un figlio della guerra al quartiere della Marina. Non basterebbe un libro per raccontare quelle emozioni. Le vele alle scuole Medie per vedere l'allenamento dei rossoblu', l'attesa per l'articolo di Franco Brozzu nell'Informatore del Lunedì. Le illustrazioni di Walter Molino nella Domenica del Corriere quando, il giorno della conquista dello scudetto, i Carabinieri permisero ad un latitante beccato in flagrante di continuare a vedere la partita fino alla fine per poi portarlo in gattabuia. Altri tempi. Ma lo Stadio Amsicora e' stato ancora protagonista a ridosso del 2000. Indisponibile il sant'Elia, il Cagliari - mi sembra affidato allora a Claudio Ranieri - fece la mitica cavalcata che dalla serie C lo porto' nuovamente in A. Stadio fortunato l'Amsicora che per fortuna (o merito dei dirigenti della mitica societa' di via dei Salinieri) e' rimasto indenne alla speculazione edilizia e ancora grida il suo orgoglio, così come facevano i tifosi per strada quando aspettavano che Boninsegna, Domenghini, Riva e Albertosi uscissero da quella porticina per "affrontare" l'abbraccio dei tifosi, compiti ma sfegatati. Altro che Sant'Elia, nonostante il mitico Gigi bofonchi per la dipartita dello stadio che ospito' Hooligans e relativi Mondiali anni '90. Uno stadio che divideva i giocatori anziché unirli al pubblico, con quella pista che non e' mai servita a (quasi) niente. Una pista negata anche ai grossi concerti, dopo un'esperienza per niente gradita all'agronomo della societ° che dovette rimettere in sesto zolle e pali dall'ardore dei fans di joe Cocker e il Vasco nazionale. Addio Sant'Elia, simbolo di un Cagliari al risparmio piu' che di un glorioso passato. Ziu lai

Cagliari. La città saluta il Sant'Elia con il successo del Cagliari contro il Milan

Non poteva andare meglio. Il saluto dei cagliaritani al loro stadio, il vecchio Sant'Elia, è stato suggellato da un bello spettacolo offerto dai rossoblù, che si congedano dal loro pubblico con una vittoria sul Milan per 2 reti a 1. Nel dopo partita, il mister, Massimo Rastelli, si toglie qualche sassolino dalla scarpa e, con il solito garbo, ringrazia tutti per la bella esperienza vissuta a Cagliari. Ora però occorre pensare al futuro. Nonostante nulla si sappia sul destino dell'allenatore che ha vinto il campionato di serie B e ha traghettato i rossoblù verso una tranquilla salvezza, (cosa non scontata, visto le esperienze delle passate stagioni), una cosa é certa: se dipendesse da Rastelli, sarebbe lui l'allenatore del Cagliari anche per la stagione 2017 / 2018. Ad ogni buon conto, già da domani ci saranno i primi colloqui con il nuovo direttore sportivo dei rossoblù per verificare se esistono le condizioni per evitare un possibile divorzio, tutto sommato ingiusto.

Calcio. Serie A: Cagliari - Empoli 3 a 2

Nonostante la salvezza sia già in tasca, il Cagliari batte al Sant'Elia l'Empoli per tre reti a due. Protagonisti dell'incontro, per i rossublù, Sau e Farias. Il primo segna al 7° del primo tempo, mentre il secondo si rende autore di una doppietta (17° e 45° del secondo tempo). Partita finità? niente affatto. Nel secondo tempo si assiste all'assalto dell'Empoli che al 9° minuto ha la possibilità di accorciare le distanze con un rigore per un fallo di mano di Murru. Niente da fare, Rafael è bravo a parare. Al 35° minuto la seconda occasione per l'Empoli che va in rete con Zajc. Al 40° arriva il secondo goal dei toscani con Maccarone. Per i ragazzi di Rastelli un risultato positivo che tuttavia non aggiunge molto alla stagione che si avvia a conclusione. Diverso il discorso per l'Empoli che ora si trova nei guai e, per poter sperare di rimanere nella massima serie, si gioca tutto nelle due prossime partite, contro Atalanta e Palermo.
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