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Vaccini. Campagna di vaccinazione con il freno a mano tirato

Dopo le irrisorie 39 inoculazioni effettuate in giorno di Pasqua, nelle ultime 24 ore sono stati fatti 6.691 vaccini. Di questi 4.718 connessi al primo ciclo e 1.973 quali richiami. Un numero ancora troppo modesto rispetto all'ambizioso obiettivo di 17 mila somministrazioni giornaliere auspicate dal Generale Figliuolo nella sua recente visita in Sardegna. Di fatto, allo stato attuale nell'Isola è stato somministrato il 74,9% delle dosi, ovvero 270.990, tra prima e seconda dose. Considerando che le fiale consegnate sono 361.870, almeno una dose è stata inoculata al 12,1% della popolazione sarda, mentre solamente il 4,5% della popolazione ha completato il ciclo. Risultati poco lusinghieri che di fatto frenano la campagna di vaccinazione, relegando la Sardegna agli ultimi posti in Italia. A ciò si aggiunge il caos nella gestione dei flussi di vaccinandi, caratterizzata da disagi e proteste. A Cagliari, presso gli spazi della Fiera, si è assistito a una lunga coda di auto, mentre a Nuoro si é formato un enorme assembramento di anziani lasciati al freddo davanti al cancello dell'Istituto superiore Francesco Ciusa dove sono in corso i richiami della prima dose. Disagi anche a Sassari. E tra i Comuni che entrano in zona rossa anche quello di Siurgus Donigala, che rimarrà in lockdown fino al 17 aprile.

Cagliari. Nuovi allestimenti per un capoluogo più verde

Ortensie e specie della macchia mediterranea arricchiscono le aiuole di piazza Garibaldi, piazza Del Carmine e la nuova area giochi del parchetto di via Euclide. E' il risultato dell'intervento del Servizio Parchi, Verde e Gestione faunistica del Comune di Cagliari che, nei giorni scorsi, ha provveduto a rinnovare e rinvigorire gli allestimenti verdi delle tre aree. In particolare, l’installazione consiste nella messa a dimora di arbusti quali ortensie e specie della macchia mediterranea, provenienti dal Vivaio comunale di Corongiu.

“Con la nuova stagione - commenta l’assessore alla Cultura, allo Spettacolo e al Verde pubblico Paola Piroddi - non si ferma l’impegno dell’amministrazione nel tenere vivi gli allestimenti del verde cittadino. Un impegno, quello del Servizio Verde pubblico, che, oltre a mantenere il decoro nei parchi e nelle vie cittadine, cerca di venire incontro alle sollecitazioni che giungono dalla cittadinanza e dai membri del Consiglio comunale, in perfetto accordo con quanto previsto dalle linee programmatiche di mandato della nostra Amministrazione e valorizzando le risorse a disposizione, come il Vivaio comunale di Corongiu e le sue produzioni”.

Un caffè con …… Gianni Roccotelli

“Una farfalla vola e tu, Gianni... voli attraverso il tuo mondo...” così cantava Gianni Togni ed oggi siamo con Gianni, ma con Gianni Roccotelli, inventore dell’Incrociata o della “Rabona”.

BUONGIORNO SIGNOR ROCCOTELLI, QUANDO È NATA LA SUA PASSIONE PER IL CALCIO?

“Quando avevo sei anni giocavo con mio fratello più piccolo e due amici. Mettevamo due pietre in terra per fare la porta, ma io dai tredici ai quindici anni ho fatto Lotta Greco-romana. A quindici anni poi, ho iniziato giocare a calcio a Bari, nel campionato Giovanissimi, con una squadra che si chiamava Graziani (poi in seguito fu il nome di un mio compagno di squadra). Dopo due anni mi chiamò una squadra di Serie C, il “Barletta” e feci il mio esordio in Serie C a soli diciassette anni. Ho fatto un ottimo Campionato con 37 presenze e 7 gol. In seguito mi comprò l’Avellino e dopo due anni andai a Torino. Mi ricordo ancora un viaggio di 850 km in auto da Bari a Torino. In quegli anni inventai un gesto tecnico che io chiamavo “Incrociata”, in seguito lo fece anche Maradona e prese il nome di “Rabona”, che in argentino significa colpo di coda della mucca, perché ricordava il movimento della coda della mucca quando incrocia le gambe per scacciare le mosche. Di fatto, questo gesto tecnico consisteva nell’incrociare la gamba all’indietro, con il piede destro dietro il sinistro, per poi colpire la palla. Mi invitarono in numerose trasmissioni per parlarne. Quando ero solo io a farlo non ne parlava nessuno. Poi lo fece Maradona e ne parlarono tutti. Però dico la verità, lui calciava così i calci d’angolo e non l’ho mai visto fare a nessuno. Insomma ho giocato a calcio per più di vent’anni e quando sono tornato in Sardegna, ho giocato alla Torres con Zola. Ho concluso la mia carriera ad Oristano alla Tharros in Serie D con Reginato come allenatore. Allora avevo 39 anni. Ricordo che quando ero a Sassari, un giorno si avvicinò un tifoso che mi chiese se avevo uno Zio che aveva giocato nell’Avellino nel 1972. Io gli risposi: veramente sono io”.

È ANCORA NEL MONDO DEL CALCIO O SI OCCUPA DI ALTRO? DOVE VIVE ATTUALMENTE?

“Oggi sono in Pensione, ma ho una squadra di calcio, “Is Arenas”, a Quartu, a fianco dello stadio che fece costruire Cellino, poi chiuso perché non a norma. Purtroppo, con la pandemia, ora è ferma anche la mia società. Ho la Scuola Calcio a Quartu da trent’anni, ma vivo a Monserrato, perché è il paese di mia moglie che ho conosciuto quando ero a Cagliari. Ho allenato anche al Quartu 2000 e tutt’ora gioco con amici in un campionato amatoriale”.

IN CHE ANNO É ARRIVATO A CAGLIARI E FINO A QUANDO HA VESTITO LA MAGLIA ROSSOBLU?”

“Sono arrivato a Cagliari, nella stagione 1976/1977. L’anno prima vinsi lo Scudetto con il Torino. L’anno della Serie B, vincemmo l’ultima partita con il Lecce e fummo promossi in Serie A, ma ci tolsero due punti per le intemperanze della nostra tifoseria. Un tifoso tirò un arancio. Andammo così agli spareggi e perdemmo. Io in quella partita ero infortunato. Dopo Cagliari, fui ceduto all’Ascoli. Inizialmente non ci volli andare, ma poi vincemmo il Campionato di Serie B”.

QUALI SONO STATI I SUOI COMPAGNI DI SQUADRA A CAGLIARI?>P/> “Gigi Piras, Virdis, Casagrande, Longobucco, Bellini, Copparoni, Brugnera, Tomasini, Quagliozzi, Selvaggi. Partecipiamo sempre agli eventi del Cagliari e ci invitano nei paesi per fare delle partite amichevoli. Viene tantissima gente, con noi giocano anche Festa, Matteoli e Pusceddu. Anni fa partecipammo alla partita di addio al Sant’Elia, giocammo anche contro Naijngolann”.

UN ANEDOTTO CURIOSO DI QUANDO ERA A CAGLIARI?

“Mi viene in mente l’allenatore Toneatto. Era molto severo. Una volta, in ritiro, ad un certo punto ci diede il permesso di partecipare ad un torneo amatoriale in notturna. Visto che c’era un chiosco di angurie, io Valeri e Casagrande decidemmo di comprare un’anguria, nascondendocela dietro la schiena. Io e Valeri entrammo all’ingresso dell’edificio dove eravamo in ritiro, sul retro. Casagrande entrò in quello principale e andò dove c’era una finestra, alta tre metri. Noi gli passammo l’anguria, ad un certo punto cadde in terra, fece casino e noi siamo scappati. Toneatto sentii tutto, chiuse la porta sul retro. Noi allora fummo costretti ad entrare dalla porta principale, dove ci aspettava il Mister che ci chiese dell’anguria. Ma noi negammo e lui disse una brutta parola a Valeri e anche “Sei tutto sporco dei semi nell’orecchio”. Non ho mai giocato con Gigi Riva, abbiamo fatto solo la preparazione insieme, ma lui fu il mio testimone di nozze. Un’altra cosa che mi ricordo è che mio suocero diceva che io non ero un calciatore, ma poi lo invitai a venire a guardarmi e cambiò idea”.

COSA MI DICE DELLA SITUAZIONE DEL CAGLIARI?

“Ormai ogni partita è decisiva e difficile. Non trova più gli spazi per segnare. La situazione è delicata, ma mancano ancora diverse partite”

COM'È STATO PER LEI E LA SUA FAMIGLIA, VIVERE L'ESPERIENZA DEL LOCKDOWN?

“Un’esperienza strana, non mi ero mai sentito recluso. Almeno potevamo uscire a fare la spesa. Mi mancava il calcio. Adesso con i vaccini siamo fiduciosi nel futuro”.

PROGETTI FUTURI?

“Sono già grande. Se dovessi tornare in dietro, farei le stesse cose con i soldi di oggi. Perché il calcio è stato il mio lavoro. Non mi aspettavo di arrivare in Serie A, non me l’aspettavo, non ci credevo”.

Daniele Cardia

Cagliari. Intervento dell'Aeronautica Militare per una donna in pericolo di vita

Nuovo intervento dell'Aeronautica Militare che, attraverso un Falcon 900 del 31° Stormo, trasporta una donna 25 enne in pericolo di vita, alla volta di Verona. Obiettivo: ricovero immediato in una struttura specializzata. In particolare, é stata la Prefettura di Cagliari che ha sollecitato l'intervento dell'aereo, di base all'aeroporto militare di Ciampino. Grazie all'Aeronautica Militare ed i suoi Reparti di Volo specializzati, la Sardegna può contare su una valida assistenza nel caso di persone in imminente pericolo di vita, per le quali si rende necessario un ricovero urgente presso presidi ospedalieri al di fuori dei confini regionali.

Cagliari. Pasqua alla Caritas diocesana per l'assessore Lantini e la consigliera Scarfò

Questa mattina, in occasione della Pasqua, l'assessore alle Politiche Sociali Vivina Lantini e la presidente della Commissione Consiliare alle Politiche Sociali Antonella Scarfò, hanno portato gli auguri dell'Amministrazione Comunale alla mensa della Caritas diocesana. La visita, rappresenta un ringraziamento per l'intenso lavoro che la Caritas svolge ogni giorno a sostegno dei più deboli e dei bisognosi, un impegno tanto più significativo e atteso proprio nei giorni di festa dove è maggiore la necessità di solidarietà e conforto.

"Un ringraziamento particolare - ha sottolineato l'assessore Lantini - a Don Marco Lai e a tutti gli operatori che con il loro costante impegno garantiscono la presenza della Caritas in un'ottica di sincera e fattiva collaborazione con l'amministrazione comunale".

Un caffè con…….. Fabrizio Provitali

“Bebi Bebi Provitali! Era uno dei tanti cori dei nostri tifosi, quando il bomber Fabrizio Provitali entrava in campo e regalava l’ennesima vittoria di quel glorioso Cagliari.

BUONGIORNO BOMBER, QUANDO È NATA LA SUA PASSIONE PER IL CALCIO?

"Come tutti i bambini, ho iniziato a giocare da piccolo sotto casa. La domenica si andava poi a giocare in Parrocchia, dove rimasi a giocare, per poi essere acquistato dalla società Ostia Mare. In seguito venni acquistato dalla Roma, per giocare nelle giovanili. Nel 1989 la squadra capitolina mi girò in prestito al Cagliari in Serie C. Arrivai con Cappioli e Paccioni”.

DI COSA TI OCCUPI OGGI? DOVE VIVI?

”Oggi non sono più nel mondo del Calcio. Come tutti gli italiani, lavoro. Poi, noi calciatori, abbiamo la fortuna di andare in pensione abbastanza giovani. Nel mio caso manca poco per andarci. Attualmente lavoro infatti per un’azienda, sponsor ufficiale di una Società Sportiva qui vicino a casa mia, in provincia di Treviso. L’azienda realizza controtelai per porte a scomparsa. Vivo qui da circa nove anni. Alleno la categoria Allievi e collaboro con questa società. Ho preso il patentino UEFA B per allenare le giovanili. Mi è sempre piaciuto insegnare ai giovani il mondo del calcio. Ora è tutto fermo a causa del Covid, come ben sai. Ho iniziato con questo gruppo, quando erano Esordienti. Finché avrò questa passione, continuerò a lavorare con i giovani. La passione non ha età”.

SEI STATO UN GRANDE ATTACCANTE, ARRIVATO GIOVANISSIMO. ESSERE PROMOSSI IN SERIE A CON UN DOPPIO SALTO DALLA C, COSA HA SIGNIFICATO PER TE?

“Prima di arrivare a Cagliari, ero di proprietà della Roma e avevo giocato in prestito al Perugia dove vincemmo il campionato di serie C2. Avevo quindi già fatto un anno di professionismo. Il primo anno in C a Cagliari abbiamo giocato poco, ma la squadra vinse il Campionato ed anche io diedi il mio contributo. Poi, l’anno successivo, quello della Serie B, con l’arrivo anche di Paolino e del povero Pisicchio, che morì anni dopo per un incidente stradale, riuscimmo ad ottenere un’altra storica Promozione. A volte puoi costruire grandi squadre che non ottengono risultati, probabilmente il nostro era stato un giusto mix tra noi giovani ed i cosiddetti “Senatori”. La nostra incoscienza e le doti tecniche di Ranieri, furono un cocktail vincente. Quello che abbiamo fatto penso sia stata una cosa meravigliosa. È stata un’impresa, un miracolo. Le nostre duplici Promozioni con Mister Ranieri, non le posso sicuramente paragonare ai Mostri Sacri dello Scudetto e di Gigi Riva, ma credo che anche noi abbiamo fatto qualcosa di importante. Dopo la squadra dello scudetto fu la volta del nostro Cagliari Calcio che veniva da momenti bui e noi siamo riusciti a fare un Capolavoro. Poi avevamo la famiglia Orrù intorno a noi che ci faceva stare benissimo e consentì quel ciclo vincente. Sono quelle cose che a distanza di tanti anni, uno ricorda volentieri. E’ stata la tappa della mia carriera più importante in assoluto, quella che mi ha fatto toccare la vetta più alta del Mondo”.

COSA HA PENSATO LA TUA FAMIGLIA QUANDO GLI HAI DETTO CHE AVRESTI GIOCATO A CAGLIARI?

“Loro sapevano che avevo intrapreso questa carriera da professionista, sapevano che potevo spostarmi da Roma, quindi Cagliari era una delle destinazioni che mi poteva capitare. Anche perché c’era già Mister Ranieri. A noi tre, ci conosceva già, perché veniva spesso a vedere le partite della Primavera. Non ci ho pensato due volte, sono stati due anni straordinari”.

SAPPIAMO TUTTI DELLA CARRIERA DI CLAUDIO RANIERI. MA COME ERA DA GIOVANE ALLENATORE?

”Il Mister era quasi un allenatore semi-sconosciuto, anche se era stato un ottimo calciatore. Lui era uno di noi. Aveva avuto giusto due esperienze in serie minori: al Vigor Lamezia (Lamezia Terme) e al Campania Puteolana (Pozzuoli)”.

IN CHE ANNO SEI ARRIVATO A CAGLIARI E FINO A QUANDO?

”Sono arrivato nella stagione 1988/89 e ho giocato anche quella in Serie B. Contribuii alla promozione in Serie A, poi andai via”.

UN ANEDOTTO CURIOSO DI QUANDO ERI A CAGLIARI?

"Molti Ricordi. Quando fai una “cavalcata” del genere ce ne sono tanti. Uno di quelli migliori è che eravamo un gruppo unito. Anche fuori dal campo ci incontravamo, andavamo d’accordo, si andava a mangiare la pizza insieme. Addirittura gli “anziani” della squadra che erano già sposati, ci invitavano a cena. Il gruppo era la chiave di tutto. Sono ricordi extra-calcistici che ti porterai dietro tutta la vita. Eravamo una Famiglia. Ricordo anche il “Dilly – ding, dilly – dong “famoso di Ranieri. Il bello poi, era anche andare a giocare nelle città del Nord, a noi sembrava quasi di giocare in casa, perché venivano tantissimi tifosi cagliaritani, sicuramente emigrati al Nord. Era una cosa bellissima. Forse già lì capimmo l'importanza di quello che stavamo facendo. Vincere i campionati non è mai facile, quella era stata una “cavalcata storica” e per un giovane come me, vicere due campionati è stata una grande soddisfazione”.

COM'È STATO PER TE VIVERE L'ESPERIENZA DEL LOCKDOWN?

“Qui in Veneto, oltre al primo lungo lockdown nazionale, siamo stati a lungo Zona Rossa e Zona Arancione. E’ una cosa veramente brutta, perché sei privato della tua libertà. Ti mancano le cose più banali, come fare una passeggiata. Devi stare attento a non uscire fuori dal Comune, perché altrimenti sei multabile, se non hai una motivazione. Speriamo che nei prossimi mesi le cose vadano meglio e piano piano si possa tornare ad una vita normale. Per ora ascoltiamo tutti le direttive che arrivano dal Governo”.

COSA VUOI FARE DA GRANDE? PROGETTI FUTURI?

“Innanzitutto, appena si potrà viaggiare, vorrei venire a Cagliari, perché mi hanno detto che c’è il Museo del Cagliari Calcio e c’è una mia foto. Da grande uno ha tanti sogni, l’importante è stare bene. E poi sognare non costa nulla. Sarebbe bello se mi chiamassero a Cagliari ad allenare una squadra giovanile. Voglio concludere, salutando tutti i tifosi del Cagliari”.

Daniele Cardia

Cagliari. I dati finali della manifestazione "Strada facendo...le uova per la ricerca"

Presentati i dati finali della manifestazione "Strada facendo...le uova per la ricerca", organizzata dall'associazione Strada Facendo, presieduta da Stefano Rolla e dall'associazione italiana Leucemia, guidata da Renzo Pili. L'iniziativa, resa possibile anche grazie alla collaborazione con l'assessorato alle Attività produttive del Comune di Cagliari, ha portato alla vendita di 704 uova di Pasqua per un ricavo di €. 8.260,90. Importo che verrà utilizzato per cofinanziare il progetto, già in corso di realizzazione, denominato "servizio transfer", rivolto a pazienti affetti da Mieloma multiplo che necessitano di terapie infusionali in ambito ospedaliero, con difficoltà a raggiungere l’ospedale oncologico SC ematologia CTMO - per la distanza e la mancanza di un caregiver. Un risultato importante, cui hanno contribuito i negozi di via Garibaldi, via Manno e Corso Vittorio e le associazioni, in collaborazione con la FIGC - Associazione Italiana Arbitri.

Cagliari. Controllo elettronico della velocità per il mese di aprile 2021

Come consuetudine, il Corpo di Polizia Municipale di Cagliari ha pubblicato il calendario del posizionamento dell'autovelox in città per il mese di aprile 2021. In particolare, i controlli verranno effettuati nei seguenti giorni e luoghi:

Martedì 6, Via Lungosaline ore 9-13;

Giovedì 8, Viale Monastir ore 9-13;

Venerdì 9, Asse Mediano ore 14,30-19;

Martedì 13, Viale Salvatore Ferrara ore 9-13;

Mercoledì 14, Viale Monastir ore 14,30-19;

Lunedì 19, Asse Mediano ore 14,30-19;

Martedì 20, Via Lungosaline ore 9-13;

Sabato 24, Viale Monastir ore 9-13;

Martedì 27, Viale Salvatore Ferrara ore 9-13;

Giovedì 29, Via Lungosaline ore 9-13;

In caso di superamento dei limiti di velocità, verranno applicate le sanzioni previste dall'art. 142 del Codice della Strada che partono da un minimo di € 42 euro ad un massimo di € 3.382.

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