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Un caffè con.... Massimiliano Medda

In evidenza Un caffè con.... Massimiliano Medda
Massimiliano Medda è un comico sardo di successo, conduttore televisivo e fondatore della storica compagnia teatrale “La Pola”. Lo abbiamo intervistato per scoprire più dettagli sulla sua carriera. MASSIMO, COME MAI HAI VOLUTO FARE IL COMICO? "Non l’ho voluto io, è stato come quando uno diventa un calciatore o un pittore o uno scultore: ti appassioni a delle cose, poi capisci che puoi farle e quindi le fai. Vedevo che la gente rideva anche senza che volessi far ridere e quindi ne ho approfittato e ho fatto il comico". L'HAI VOLUTO FARE SIN DA BAMBINO?

"No, non ci pensavo neanche, mi piacevano solo i comici. Invece volevo fare il portiere del Cagliari al posto di Albertosi, però vista l'altezza…."

ORA TU PERÒ FAI ANCHE UN ALTRO LAVORO, GIUSTO?

"Ho iniziato prima a lavorare in ospedale e poi a fare il comico. Per l'ospedale lavoro dal 1983 e diciamo che quella del comico è più una passione. Poi è diventata col tempo, anche una sorta di lavoro. Però il mio lavoro principale è sempre stato quello in ospedale".

COME E' NATA L'IDEA DI FONDARE "LA POLA"?

"Allora, La Pola è nata come l'idea un gruppo di amici che si ritrova nello storico quartiere della Marina a Cagliari. Sai come succede, molte volte non sai cosa fare o cosa non fare e poi inizi a fare degli spettacoli, anche di varietà, musica, danza, oltre a delle scenette comiche. Ci siamo messi a fare queste cose, ci siamo divertiti e il pubblico si divertiva. Quindi da lì, è nata tutta l'idea".

COME MAI QUESTO NOME?

"Si chiama La Pola perché è l'antico nome del quartiere Marina di Cagliari (dove viviamo). In passato il nome La Pola deriva dallo spagnolo. Sai com’è, molte volte il nome lo metti a caso e questo c'era piaciuto. L'abbiamo tenuto e ha portato bene. Insomma trentaquattro anni che facciamo queste cose e quindi ha sicuramente portato bene".

SECONDO TE, MEGLIO IL TEATRO O LA TELEVISIONE?

"Lavorare in televisione o in teatro sono due cose completamente diverse. Chiaramente in teatro puoi contare sul contatto diretto col pubblico, è un tipo di reazione diversa. Il teatro è una cosa molto bella, ma la televisione ti permette di arrivare un po' a tutti. In teatro non più di 300-400 persone in sala, con la tv arrivi da tutte le parti. A parte le differenze sono entrambe belle esperienze. Diciamo che il teatro è servito per iniziare, invece la televisione è servita per continuare".

NEGLI ULTIMI ANNI, NELLE TUE TRASMISSIONI IN TV, HAI SEMPRE FATTO IL CONDUTTORE, MA HAI ANCHE INTERPRETATO DIVERSI PERSONAGGI, DALLO STORICO MAGANDÙ, A S. ANDREA FRIUS E POI I GEMELLINI CHESSA. QUAL È STATO IL PERSONAGGIO, AL QUALE SEI PIÙ AFFEZIONATO?

"Sì, ultimamente sto facendo il presentatore. Quello che fa da spalla, che poi non è proprio la spalla, ma lo è per gli altri comici. E' una cosa abbastanza impegnativa, perché devi conoscere il ritmo di tutti i personaggi. E' verpo, prima facevo personaggi come Magandù, i gemellini Chessa, ecc. Forse quello a cui sono più affezionato è il personaggio Sant'Andrea Frius, un Santo a cui tutti chiedevano miracoli, ma non era in grado di fare miracoli".

TI RITIENI PIÙ UN COMICO O UN ATTORE CAPACE DI INTERPRETARE RUOLI DRAMMATICI?

"Diciamo che mi ritengo, con molta modestia, un comico. Ma anche un attore. È più difficile far ridere che piangere. Non mi è mai capitato, però penso che mi piacerebbe riuscire sicuramente a interpretare dei ruoli drammatici. Questo però, lasciamolo dire a chi mai proporrà questa cosa".

COM’È STATO LAVORARE CON FLAVIO SORIGA IN QUESTA NUOVA ESPERIENZA?

"Lavorare con Flavio è una bella esperienza. Lui è proprio un ragazzo intelligente e molto in gamba".

IN QUESTA STAGIONE È PREVISTA UNA NUOVA TRASMISSIONE DELLA POLA?

"Sì è prevista. Dovremmo iniziare o a fine dicembre o ai primi di gennaio, con la nostra trasmissione “Officine La Pola”. Ci stiamo lavorando".

COM’È STATA L'ESPERIENZA DEL LOCKDOWN PER TE E PER LA TUA FAMIGLIA?

"Una cosa imprevista, nuova, particolare, strana insomma. Possiamo utilizzare tutti gli aggettivi che vogliamo. Penso comunque che in famiglia certe cose si superano bene, per fortuna, grazie all'armonia. Diciamo quindi che non siamo stati così male".

COSA VORRESTI FARE DA GRANDE?

"Cosa vorrei fare da grande? Bella domanda questa. Non lo so ancora, perché sono ancora molto piccolo e quando sono leggermente più grande ci penserò".

Daniele Cardia

Ultima modifica ilSabato, 21 Novembre 2020 19:05

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