Mogoro. Culture Festival: grande spettacolo con Mike Stern e Jeff Lorber

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Secondo appuntamento dedicato al grande jazz, al Teatro Comunale di Mogoro per la rassegna “Culture Festival”. Con la direzione artistica del compositore e violinista Simone Pittau, il festival itinerante prosegue nel comune dell’oristanese dopo le tappe di fine estate al Castello e al teatro di Sanluri. Il teatro mogorese, enorme struttura che ha consentito ad una zona decentrata e recentemente rivalutata e rivalorizzata dagli operatori del settore, è risultata una scelta idonea e vincente per il territorio e per la fruizione degli spettacoli. In questo senso basti pensare che negli ultimi vent’anni sono letteralmente esplose manifestazioni importantissime come Dromos, lo stesso Culture Festival, Pedras et Sonos, giusto per citarne alcune, che hanno convogliato un gran numero di spettatori tra appassionati e turisti culturali. Con una disponibilità di 1500 sedute, il concerto del 17 novembre, malgrado la giornata uggiosa e la concomitanza di altri eventi nel cagliaritano, ha visto sugli spalti oltre 700 spettatori impazienti di assistere al quartetto capitanato dal chitarrista Mike Stern e il tastierista Jeff Lorber. Un quartetto mostruoso che ha visto al basso Jimmy Haslip e l’ex enfant prodige della batteria Dennis Chambers in forma smagliante. Due ore che hanno entusiasmato e divertito il pubblico con pezzi di puro fusion che portano il riconoscibilissimo marchio di Stern e Lorber, i quali hanno presentato alcuni brani del nuovo disco “Eleven” uscito il 27 settembre di quest’anno. Assoli travolgenti, effetti ben studiati e proposti senza virtuosismi affettati, sezioni ritmiche che diventano protagoniste e invadono la scena. Uno show memorabile e di grande impatto -anche visivamente- che ha accontentato persino i più esigenti, nonostante il lungo e faticoso tour che attualmente coinvolge la band, per la prima volta insieme. “Sono felicissimo anche artisticamente parlando” commenta il direttore Pittau “conosco gli artisti sia personalmente, sia nel loro linguaggio musicale e questo è stato un esperimento meraviglioso. Tutti e quattro avrebbero potuto dirigere la band, sono musicisti completi e ognuno porta qualcosa di unico e originale all’insieme” Preoccupato per lo stato di salute di Stern che, a seguito dell’incidente di quattro anni fa, per cui ha subito un lungo periodo di riabilitazione e diverse operazioni al braccio, il direttore rimane comunque soddisfatto dalla performance del chitarrista che – nonostante il dolore e la stanchezza- non sbaglia un colpo e rimane un intrattenitore di livello altissimo “Non si discute, a livello umano e professionale sono persone incredibili e, benché il dolore alla mano e al braccio permangano, Mike Stern non ha avuto un cedimento né si è lamentato. Con poche ore di sonno alle spalle, dopo due concerti – nella stessa serata- al blue note di Milano, sono arrivati, si sono sistemati e nel pomeriggio hanno cominciato a provare. Tutto questo fa di loro artisti senza eguali”. E sui risultati di pubblico aggiunge “I numeri sono importanti, ma per un musicista (lo dico per esperienza personale) suonare di fronte a dieci o diecimila persone non cambia: devi dare sempre il meglio e suonare sempre allo stesso modo. Questa rassegna ci sta dando grandi soddisfazioni” Dal 22 al 24 novembre, invece, Culture Festival avrà un altro importantissimo ospite, il chitarrista Pat Metheny “con Pat ci conosciamo da molto tempo e sono molto contento della sua presenza. Venerdì suonerà in trio con due fuori classe Darek Oleszkiewicz al contrabbasso e Jonathan Barber alla batteria e non vedo l’ora di ascoltarli. Sabato, invece, abbiamo organizzato un pomeriggio dedicato alla formazione che, per me è molto importante: un workshop che coinvolga i giovani a cui potranno assistere anche curiosi e giornalisti. Parleremo anche di aspetti tecnici e Pat racconterà degli aneddoti sulla sua carriera e sullo strumento” Si chiude domenica 24 novembre con Orchestra da Camera della Sardegna diretta da Pittau. Special guest Pat Metheny “Sarà come ascoltare un album in studio. Abbiamo selezionato alcuni brani che hanno fatto la storia di quest’artista e sono certo sarà una serata da ricordare. Glielo avevo già proposto nel 2004, perché era una mia ferma volontà quella di coinvolgerlo in un progetto di così grande rilievo per me e l’orchestra. Ci sono voluti quindici anni, ma sono una persona molto paziente e finalmente quel momento è arrivato”.

Martina Serusi

Ultima modifica ilLunedì, 18 Novembre 2019 19:45

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