Silvia Piras e l'amore per la musica brasiliana. Di Giulietta Grauso

In evidenza Silvia Piras e l'amore per la musica brasiliana. Di Giulietta Grauso
Lei si chiama Silvia Piras e canta musica brasiliana da tanti anni. Abbiamo deciso di intervistarla per capire come nasce questa sua passione. "Sono nata a Cagliari nel dicembre del 1978. La passione per il canto nasce da adolescente. Come accade a tanti, cantavo a scuola per il piacere dei miei compagni che ascoltavano. La mia passione per il canto è successiva a quella per il violino che ho studiato privatamente per tre anni. Sono approdata alla musica brasiliana passando per il jazz. L'incontro tra il jazz e il samba, che ha dato vita alla Bossa nova, è stato un amore folle al primo ascolto. Così ho iniziato ad ascoltare le voci più importanti come Gal Costa, Astrud Gilberto e Joao Gilberto eccetera, cercando di apprendere il più possibile dal loro modo di intendere il ritmo e nel contempo imparando la lingua portoghese". Sei mai stata in Brasile? "Ho toccato terra brasiliana per la prima volta nel 2008. Il mio è stato un viaggio durato tre mesi in cui sono stata a Rio de Janeiro. Ho preso lezioni di canto popolare presso il Centro Musical Antonio Adolfo, sotto la guida di Carol Saboya. E' stato fondamentale anche ascoltare tanta musica dal vivo. Assistere alle "rodas" di samba e choro potendo cogliere l'autenticità e la sincerità di una cultura ritmicamente ricchissima. Ciò mi ha permesso di tornare in Sardegna con un piccolo bagaglio determinante per la mia consapevolezza. Ho appreso i primi rudimenti di canto lirico nel '98, successivamente ho seguito vari seminari per poi approdare all'Accademia Romana di Musica dove ho studiato con la cantante brasiliana Themis Rocha". A chi ti ispiri musicalmente? "Le mie cantanti di riferimento in questo ambito sono: Alcione, Clara Nunes, Elis Regina e Nana Caymmi. Loro sono state e continuano ad essere i miei punti di riferimento". Con chi lavori? "Nella maggior parte dei casi mi sono sempre avvalsa dell'accompagnamento di vari chitarristi tra i quali: Stefano Ferrari, Roberto Bernardini, Mattia Pegna, Carlo Ditta, Giuseppe Baldino e Rubens Massidda". Raccontaci dei tuoi cd. "Il mio primo recentissimo progetto discografico è un omaggio al poeta Paulo César Pinheiro. Sono dodici tracce in cui ci sono varie sue collaborazioni. Registrato a Torino, mixato in Brasile e stampato a Quartu Sant'Elena. Il disco nasce dal desiderio di racchiudere un periodo della mia vita quasi ventennale dedicato alla Musica Popolare Brasiliana. Nel progetto, ad accompagnarmi, sono fiera di avere dei musicisti straordinari del calibro di Roberto Taufic, Roberto Rossi, Salvatore Maiore, incluse le partecipazioni speciali di Gabriele Mirabassi al clarinetto e Eduardo Taufic al piano. Gli arrangiamenti sono stati curati da Roberto Taufic". Cosa rappresenta il canto per te? "Per me il canto è un dono divino. E' linfa vitale, una missione alla quale mi sento chiamata". Trovi che il pubblico di Cagliari sia maturo per il tuo genere musicale? "Il pubblico di Cagliari è un pubblico colto, ricettivo. La fetta di nicchia che apprezza la musica di qualità è molto ampia. Ci sono tantissimi appassionati di jazz e Bossa nova e questo lo si può notare anche dall'attenzione e dall'affluenza nei clubs della città e nei Festival". Brano preferito? "Nella difficile scelta di un brano preferito, il mio pensiero va a 'Round Midnight di Thelonius Monk". Giulietta Grauso
Ultima modifica ilMercoledì, 12 Settembre 2018 08:00

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