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Carnevale a Cagliari. Stampace: storia, leggenda, tradizioni, presente e futuro. Di Rosaria Floris

In evidenza Carnevale a Cagliari. Stampace: storia, leggenda, tradizioni, presente e futuro. Di Rosaria Floris
Nel lontano 1782 in una struttura situata tra le storiche mura di Castello e Stampace, nasce la Corporazione di Sant’Anna che si prodigò di tramandare, conservare, organizzare e realizzare il Carnevale. Il primo vero Carnevale Cagliaritano d’epoca moderna nasce proprio con loro, lì nel quartiere storico dove ha tutt’ora la sua sede con la denominazione: Società di Sant’Anna, in Via Cammino Nuovo al confine tra i quartieri di Castello e Stampace. Ancora operativi sono due campi di bocce per manifestazioni provinciali e regionali di categoria, ma anche spazi e sale per incontri culturali, convegni e studi. Fu anche la prima Associazione a mettere in scena i carri allegorici coinvolgendo i maestri Viareggini e denominando poi l’evento “Carnevale Cagliaritano”. Fra i promotori, il presidente, cav. Giovanni Loddo, i fratelli De Salvi, e anche artigiani e abitanti di Stampace. Il luogo in cui si organizzavano gli l’eventi era la Chiesa di Santa Chiara, ma in seguito all’editto di Monsignor Paolo Botto, dopo 10 anni venne vietata l’utilizzazione di quel luogo. Nonostante fossero poche le risorse economiche, la Società confluì nel Circolo Tognolo e poi nella GIOC “ Gioventù Italiana Operaia Cattolica”. Fu lei poi ad organizzare il carnevale e le sfilate carnevalesche a Cagliari. Purtroppo la sede della GIOC, che stava nella vecchia chiesa di Santa Restituta in via S.Efisio (dove si svolgevano e realizzavano eventi, compresi i presepi e festeggiamenti per il Santo), fu sfrattata dopo tanti e tanti anni di permanenza. Ancora oggi non ha una sede. La Chiesa è stata restituita al culto e ai Cagliaritani devoti nel 2016. Ma parliamo anche di tradizioni, di quelle che forse in parte si sono perse nei tempi, ma rimaste ancorate nella memoria. Tradizioni non scritte, in cui i saperi, i sapori, sono rimasti intatti ma che necessitano di essere tramandati. Parliamo di carnevale si, ma ancora prima dello storico, profumato, colorato quartiere di Stampace in cui Il Carnevale Cagliaritano nasce con la Rantantina. Uno dei quartieri questo, in cui la storia pare essersi fermata dentro le muraglie, le torri, le chiese i conventi dei Gesuiti. Leggende e storia ci raccontano affascinanti racconti in quell’Anfiteatro di lotte di gladiatori romani. Stampace: nome nato forse da quell’antico detto Pisano” Sta in paxi”. I cagliaritani, o villani, così allora erano chiamati dai conquistatori, non potevano abitare dentro le mura, potevano entrare solo per portare loro merci o manufatti, ma all’imbrunire dovevano lasciare le mura del Quartiere. Se qualcuno veniva trovato oltre l’orario lo si buttava giù dalle mura pronunciando quella tremenda frase: “ sta in paxi”. Ma questo non è cosa certa, una delle tante dicerie tramandate. Per chi non lo sa, Stampace si divide in: Stampace bassa e Stampace alta. Quella bassa parte da Piazza Jenne, con la chiesa di Santa Chiara e col suo profumato mercatino, Sant’Anna, Santa Restituta, Sant’Efisio, San Michele, già Ospedale Militare, ma seguendo l’indicazione di Carlo Felice, entriamo nel lungo corso Vittorio Emanuele, detto “Su Brugu” il Borgo, un tempo una delle strade più importanti con botteghe di artigiani del legno, del ferro, maistr’e pannus, commercianti, panificatori. La bellissima chiesa dell’Annunziata e poi il teatro Giardino, il teatro Massimo che hanno ospitato negli anni 49-50 la prima Fiera Campionaria Sarda. Su Brugu va a finire sul limitare di sant’Arennera, (sancta Venera martire), oggi Santa Avendrace, vecchio villaggio pescatori, in cui troneggia la fantasiosa, misteriosa “Grotta della Vipera”. Quanti aneddoti, quante cose a quante storie inventate, sognate su questo nome, su queste cavità sotterranee scoperte poi come luogo di sepoltura romane. Ed ecco Stampace alta sempre salendo dal corso Vittorio Emanuele, Su Brugu troviamo la monumentale villa di Tigellio che prende erroneamente il nome di villa da Tigellio musicista e poeta originario di Caralis. Un complesso di rovine di epoca romana e ancora sempre salendo troviamo l’Orto Botanico, che oggi appartiene all’Università. Dal periodo che va dal 1752 al 1769 fu realizzato su un terreno chiamato “Su Campu de su re” a Villanova. In seguito, verso il 1820 un altro terreno più idoneo, venne individuato nella valle di Palabanda tra l’Anfiteatro e Villa Tigellio, il luogo in cui oggi sorge l’attuale Orto Botanico, realizzato e progettato dal prof. Giovanni Meloni Baylle, che si interessò anche di acquistare altri terreni limitrofi con l’aiuto del ministro Giovanni Lanza. Verso i primi del novecento, raggiunse il suo pieno sviluppo con visitatori da tutta l’isola e Italia. Oggi uno dei più importanti musei botanici d’Italia e sorge in via sant’ignazio da Laconi. E poi l’Anfiteatro Romano, la cui realizzazione si colloca tra il I e il II secolo DC. La Sardegna ormai da secoli dominata dai Romani – a seguito della diffusione del cristianesimo - ha vissuto le lotte dei gladiatori che vennero sospese nel 438 DC. dall’imperatore Valentiniano III, tanto che poi l’Anfiteatro cadde in disuso e abbandono. Dal periodo dell'alto medioevo e medioevo venne utilizzato come cava dai vari conquistatori bizantini, pisani e aragonesi per nuove fortificazioni. E poi ancora sempre salendo “Casa di riposo Vittorio Emanuele III” e ancora l’istituto dei Ciechi, L’Università, il Convento dei Capuccini. Ma restiamo al Carnevale. Parliamo di Rantantina o Rantantira, parlaiamo di maschere di tzippulas, di frittura, ma anche di cuccurus cottus, teste calde che ci conducono in via Azuni, Via Ospedale, Via Buragna, via Sant’Efisio, via Siotto Pintor, via Ospedale e stiamo sempre con loro quando, nel mese di luglio, organizzano il “cuccurus cottus day“ con rappresentazioni teatrali e con su cumbidu. Una distribuzione gratuita di malloreddus carne, pesce e altro. Stampace con Sant’Efisio, Sant’Anna e il Carnevale. Fulcro delle tradizioni e dei costumi cagliaritani. Rosaria Floris
Ultima modifica ilMartedì, 06 Febbraio 2018 21:22

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