Cagliari. Carlos Saura, rassegna cinematografica

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L’Alambicco, associazione culturale, con la direzione artistica di Alessandro Macis e la direzione organizzativa di Patrizia Masala, il contributo della Regione Sardegna, la collaborazione de La macchina cinema (FICC) e la Fondazione Sardegna Film Commission, presenterà il 30 novembre a Cagliari la rassegna cinematografica delle opere dell’eclettico regista Carlos Saura, aragonese e Bunueliano, al centro di Produzione per lo spettacolo “Intrepidi Monelli”, in via Sant’Avendrace 100. La rassegna cinematografica riguarderà la proiezione di sedici film selezionati tra i tanti della sua lunga carriera con la presentazione di critici, docenti universitari e operatori culturali. Carlos Saura Atarés, nasce nel 1932 a Huesca in Aragona, dopo aver iniziato e abbandonato gli studi in ingegneria si dedica alla fotografia documentaristica e già nel 1952 entra all’istituto Investigaciones y experiencias Cinematograficas, diplomandosi nel 1957 con il cortometraggio “la tarde del domingo”. Nel 1958 incomincia a guardare oltre il neo realismo italiano per tracciare un percorso nel realismo ispirato ad alcune opere di Bunel. Inizia una fruttuosa collaborazione con il produttore Elias Querejeta, realizza “la Caccia”, una allegoria della guerra civile spagnola, che verrà premiato con l’Orso d’argento al festival di Berlino. Diventa autore e inizia la sua relazione con l’attrice Geraldine Chaplin, “Pepermint frappé”; “Stress es tres” e “la Madriguera”, trasferendo la sua minuziosa indagine dalla generazione dei vincitori della guerra civile al mondo interiore, rivelando traumi sessuali, familiari e sociali. Negli anni settanta il cinema d’autore è rappresentato da Carlos Saura con “El jardin de las delìcias”, “Anna e i lupi”, “La cugina Angelica”, “Cria cuervos”, “Elisa vita mia”, “Mamà compie cento anni”, con cui fa scorrere un bisturi nella Spagna franchista, penetrando nella vita familiare ed evidenziando quella memoria traumatizzata radicatasi nel tempo. La fine del franchismo e la nascita della democrazia in Spagna, segna una mutazione sostanziale nell’opera del regista. Ritorna sul tema della guerra civile in chiave tragicomica con “jAy, Carmela” e intraprende nuove avventure estetiche. Con il ballerino Antonio Gades elabora una trilogia di riprese di balletti ispanici, iniziata con “Bodas de sangre”, su testo teatrale di Federico Garcia Lorca, con “Carmen Story”, tratto da Mèrimèe e Bizet, per concludere con “L’amore stregone”, da Manuel de Falla. Prosegue da solo, in tono documentaristico, l’indagine sul folklore andaluso e gitano con Sevillanas e Flamenco, in collaborazione con Paco de Lucia e la cantante Lola Flores. L’opera di Saura si espande in quanto ad ambizione ed impegno economico, con “Antonietta” e “La noche oscura” e lo spettacolare film storico “El Dorado”, opera discussa, che tratta la conquista delle Americhe e il colonialismo spagnolo. Il percorso della Rassegna: Il 30 novembre alle 20.30, inaugurazione della rassegna con l’intervento del critico cinematografico de Il Fatto quotidiano, Federico Pontiggia e la proiezione del film “La caccia” (1966). Il 1 dicembre alle 21.00, con l’introduzione del critico cinematografico Marco Olivieri, sarà proiettato il film “Cria Cuervos”(1975). Sabato 2 dicembre due appuntamenti, il primo alle 17:30 con la proiezione del fil “Elisa, vida mia” (1977) e alle 20:00 con l’introduzione di Marco Olivieri verrà proiettato il film “Mamà compie cento anni” (1979). Due appuntamenti anche domenica 3 dicembre, alle 17:30 con la proiezione di “Nozze di sangue” (1981) e alle 20:00 dopo l’introduzione della critica cinematografica Elisabetta Randaccio, vi sarà la proiezione del film “Fados” (2007). Il 4 dicembre alle 21.00 Alessandra Piras, operatrice culturale, introdurrà la proiezione del film “Carmen Story” (1981). Mercoledì 6 dicembre, alle 21:00, Luciano Marroccu, docente all’Università di Cagliari, introdurrà “jAy, Carmela” (1990). L’11 dicembre sempre alle 21:00, la proiezione di “Spara che ti passa” sarà introdotta da Gigi Cabras, operatore culturale. Il 13 dicembre sarà la volta del film “El Dorado”(1988), cui seguirà un dialogo tra l’attore del film Omero Antonutti e il presidente dell’Alambicco, Alessandro Macis. Il 17 dicembre Carmen de Stasio, saggista, scrittrice e critico, alle 21:00, introduce il film “Goya” (1999). La proiezione del film “Bunuel e la tavola di Re Salomone”, il 18 dicembre alle 21:00 sarà introdotta da Anguel Quintana dell’Università di Girona. Il 20 dicembre la proiezione de “I trampoli” (1984) sarà introdotta dall’operatrice culturale, Giulia Mazzarelli, alle 21:00. Mercoledì 27 dicembre alle 21.00 “Io, Don Giovanni” (2009) sarà introdotto da Anton Giulio Mancino, dell’Università di Macerata. La giornata conclusiva della rassegna, il 29 dicembre ospiterà due appuntamenti, il primo alle 17:30 con la proiezione di “Flamenco, Flamenco”(2010) introdotto da Anton Giulio Mancino dell’Università di Macerata, e alle 20:00 il poeta e scrittore Gianni Mascia introdurrà il film “Jota de Saura”(2016). Per quanto concerne gli eventi con l’autore, la consegna del premio alla carriera, il concerto omaggio con il Maestro Romeo Scaccia e la Masterclass, a causa dell’impegno del regista nella realizzazione di un film ambientato in Messico, le date verranno definite durante il corso delle proiezioni. Maurizio Ciotola
Ultima modifica ilSabato, 25 Novembre 2017 09:17

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