Storie Cagliaritane: il ritratto. Di Rosaria Floris

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Forse non sarebbe nemmeno il caso che lo raccontassi, ma il fatto è così straordinario e impressionante per la mia esistenza, che non posso fare a meno di descriverlo. In esso la fantasia e la realtà si intrecciano in modo impressionante e incredibile. Certo la vecchiaia può fare anche certi scherzi perché rende più facile i salti di memoria negli anni precedentemente vissuti, aiutati dai ricordi e dalla fantasia. Nel mio caso nulla di tutto questo: pensavo che i ricordi fossero sepolti nel tempo. L'appuntamento era fissato per le ore dieci, dovevo incontrare la presidentessa di un circolo culturale ed ero ansioso di conoscere la persona che doveva comunicarmi l'esito di un concorso letterario al quale avevo partecipato. Mi venne incontro una signora cordiale, di una certa età. Le sue parole di saluto furono rapide, energiche senza però alcuna alterigia. Questa esteriore durezza era però un modo per nascondere ad uno sconosciuto la sua vera personalità che era invece di natura affettuosa e benevola. Questo lo capii più tardi. Mi trovavo un po' a disagio, poi il dialogo divenne più sereno, assunse una naturalezza quasi amichevole. I suoi libri, le sue poesie, le vicissitudini subite da una guerra ingiusta e crudele, mi interessavano. In alcune sue poesie vedevo il colore dei prati e sentivo il profumo dei fiori, in altre, vedevo il mare e lo spumeggiare delle onde, in altre ancora il frastuono delle piogge e degli uragani. Un salone colmo di quadri, di cimeli, medaglie, diplomi, narravano la sua vita, testimonianza di un passato sempre presente. Ad un certo punto mi prese per mano come se io fossi per lei un vecchio amico, narrandomi la storia di ognuno di quei cimeli. In altri momenti avrei detto: "ciao, ciao" e me ne sarei andato, invece, strano, pazientavo, abbagliato dalle sue parole: " questa sono io a 20 anni", mi disse con un certo orgoglio. Sollevai lo sguardo, quasi non volevo crederci ...... bagliori, fulmini, tempeste di ricordi assopiti dilagarono impossessandosi del mio essere, rividi il suo volto..... il suo volto vero che avevo incontrato al mare del Poetto oltre 50 anni prima. Si, era proprio la ragazza che mi fece letteralmente perdere la testa: bella, con capelli corvini lunghi sciolti sul petto, occhi inondati di stupore e innocenza. In una mattina di fine estate, era di domenica, passeggiavo lungo la spiaggia, camminavo con gli occhi persi all'orizzonte. Il mio pensiero era lei, quella ragazza vista pochi giorni prima. Come in un sogno, ecco che me la vidi venire incontro: camminava anch'essa con i piedi sull'acqua, quasi correva mentre gli spruzzi le inondavano il corpo, Neanche una parola, all'improvviso i nostri corpi sono diventati uno solo. I baci, le carezze, non si contavano più, solo dolci, soavi, profonde parole... per sempre, per sempre. A quell'epoca avevo 20 anni, lei 18. Dopo quel giorno lungo un'eternità, non la vidi più. La cercai disperatamente, non sapevo neanche il suo nome, non sapevo da dove venisse: nessuno la conosceva. Piansi, tentai anche il suicidio. Mi salvarono la mano giudiziosa del tempo, l'amore e l'assistenza che altri mi donarono. Guardavo con occhi persi, in quel tempo passato. Ecco, la rivedevo, oggi, proprio oggi, sentivo dentro di me rinascere le forze; la giovinezza si stava di nuovo impossessando del mio essere, come un rullo compressore che cancella il tempo 10, 20, ...50 ecco io rinascevo alla vita. Sentii le sue braccia cingermi, le mani stringere le mie, le sue labbra sussurrarmi: amore, amore mio!..... Carezze e baci senza tempo, senza passato, senza futuro, dove il tempo non ha tempo. Era di nuovo mia! Ci amammo pienamente coscientemente per la prima volta uniti verso le strade dell'eternità. Un leggero colpo di mano e gli anni ritornano a salire: trenta, quaranta- ...ottanta.. Che cosa era successo? Mi trovo vicino all'uscio, sto per andar via. La signora mi abbraccia, mormora, un soffio e…. mi sussurra: " grazie, grazie, ti ho cercato anch'io". Mentre calde lacrime bagnavano i nostri volti. Un sogno, una realtà immaginaria di un giovane di 84 anni che rivede la lunare spiaggia del suo Poetto dopo averla lasciata oltre 40 anni prima, da emigrato. Rosaria Floris
Ultima modifica ilSabato, 28 Ottobre 2017 18:43

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