Olanda. La linea luminosa che aiuta i pedoni ad attraversare

Una linea luminosa posizionata in prossimità di un semaforo o strisce pedonali per aiutare i pedoni ad attraversare in sicurezza. E' quanto viene sperimentato a Bodegraven, cittadina dei Paesi Bassi. L'idea è nata per venire incontro alle persone "schiave" del loro smartphone anche mentre camminano. Un comportamento che inevitabilmente costringe a guardare in basso, invece che prestare attenzione a quanto succede intorno, particolarmente pericoloso soprattutto in prossimità di un semaforo o di strisce pedonali. Di fatto, in circa il 22% degli incidenti mortali rilevati all'interno della Comunità Europea, è rimasto coinvolto almeno un pedone che, guarda caso, stava attraversando. Per questo motivo sono stati implementati nel tempo diversi strumenti per aumentare la sicurezza in prossimità degli incroci. Oltre ai segnali sonori e la scansione dei tempi di attesa, a Bodegraven hanno sperimentato anche la linea luminosa. Non solo per chi è schiavo dello smartphone, ma anche per i più anziani che, costretti ad utilizzare il deambulatore, spesso hanno lo sguardo rivolto verso il basso. L'effetto psicologico sortito dalla linea luminosa è evidente: nella maggior parte dei casi i pedoni si fermano dietro la linea e attendono che si spenga prima di attraversare. Stesso risultato per chi è costretto ad utilizzare il deambulatore. Un ulteriore elemento di sicurezza è dato dall'aumento della visibilità dei pedoni, soprattutto nelle ore più buie della giornata. Mentre a Bodegraven continua la sperimentazione dell'innovativo sistema di sicurezza, già si pensa alla possibilità di sperimentarlo anche nelle grandi città, dove la viabilità e la vita dei pedoni è molto più complessa. Federico Cheri

Sicurezza. Analisi ACI sugli incidenti stradali nel cagliaritano

In base ai dati elaborati dall'osservatorio regionale dell'ACI, le principali cause di incidente stradale nel cagliaritano sarebbero originate da un uso improprio di cellulari, eccessiva velocità, e disattenzione verso ciclisti e motociclisti. Problematico anche il rapporto tra automobilisti e pedoni, spesso coinvolti in incidenti mortali. L'indagine dell'ACI, riferita agli ultimi sette mesi del 2017 e riguardante Cagliari e hinterland, fa registrare un numero di vittime pari a 20, in crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (sei). Nello specifico, gli incidenti mortali registrati nel capoluogo sono stati sette, cinque nell'hinterland. Le vittime della strada nel Medio Campidano sono state cinque, dato invariato rispetto allo scorso anno. In merito al Sulcis dall'inizio dell'anno i morti sono stati tre.

Sicurezza. Analisi ACI sugli incidenti stradali nel cagliaritano

In base ai dati elaborati dall'osservatorio regionale dell'ACI, le principali cause di incidente stradale nel cagliaritano sarebbero originate da un uso improprio di cellulari, eccessiva velocità, e disattenzione verso ciclisti e motociclisti. Problematico anche il rapporto tra automobilisti e pedoni, spesso coinvolti in incidenti mortali. L'indagine dell'ACI, riferita agli ultimi sette mesi del 2017 e riguardante Cagliari e hinterland, fa registrare un numero di vittime pari a 20, in crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (sei). Nello specifico, gli incidenti mortali registrati nel capoluogo sono stati sette, cinque nell'hinterland. Le vittime della strada nel Medio Campidano sono state cinque, dato invariato rispetto allo scorso anno. In merito al Sulcis dall'inizio dell'anno i morti sono stati tre.

Sicurezza. Analisi ACI sugli incidenti stradali nel cagliaritano

Il Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, dopo l’avvio dell’inchiesta della magistratura cagliaritana sulla Fluorsid, ha istituito un tavolo politico e tecnico tra regione e comuni, affidando all’agenzia regionale Arpas, il compito di compiere campionature straordinarie sulle acque e i sedimenti della laguna di S.Gilla. Oggi, dopo poco più di un mese sono stati resi noti i risultati ai sindaci dei paesi che si affacciano sullo stagno di S.Gilla e Macchiareddu, in apprensione dopo mesi di timori e paure, espresse dagli stessi abitanti, dei pescatori e di tutti coloro che avendo un’attività in laguna o in aree adiacenti hanno registrato significative inflessioni di vendita dei propri prodotti. Le parole del presidente Pigliaru e degli assessori alla Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano e alla Sanità, Luigi Arru, operano una sintesi positiva sui dati rilevati, che sembra poter tranquillizzare la popolazione in primis, gli operatori in secundis. La puntuale precisazione del direttore dell’Arpas, ci permette di conoscere le modalità e i dati del campionamento, avvenuto nelle 24 stazioni presenti in laguna e per cui non stati registrate concentrazioni superiore a quelle ammesse dai decreti normativi per i fluoruri. Così per le acque, idem per i sedimenti. Nel comunicato è precisato però che, per i fluoruri non esistono dati storici di confronto, giacché la loro rilevazione non è prevista nel set analitico della direttiva comunitaria 2000/60/CE. Ovvero, in tutti questi anni nessuno ha mai saputo o ha pensato sarebbe stato opportuno sapere, in che modo sulla laguna di S. Gilla gli eventuali elementi inquinanti della Fluorsid avrebbero potuto incidere. Ma oltre ai dati di concentrazione dei contaminanti presenti nelle acque di transizione, che sembrano essere al di sotto delle soglie consentite, seppur presenti, il mercurio è quello che risulta essere oltre i limiti consentiti per legge. Più grave è invece la condizione delle acque sotterranee, che mostrano una presenza di contaminanti superiori alla soglia consentita per diversi parametri, in particolare Fluoruri, Solfati, metalli e composti organici. inoltre l’Arpa precisa che, dal 2011 ad oggi, la condizione di inquinamento registrata oltre la soglia ammessa, per le acque sotterranee, è rimasta costante. Ergo, lo stagno di S.Gilla presenta un’acqua in “transito” (quella che vediamo) con concentrazione di inquinanti al di sotto della soglia, che però ha uno “scambio” con quelle sotterranee, inquinate ad alta concentrazione di contaminanti, tra cui i Fluoruri. Non dice la relazione e tanto meno il Presidente con gli assessori e il direttore dell’Arpas, dove defluisce e quali falde contamina questa acqua sotterranea. Il Presidente Pigliaru e il direttore dell’Arpas, precisano che, non si sono potuti compiere rilevazioni sui siti incriminati e posti sotto sequestro dalla magistratura, perché appunto non accessibili. Anche l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, ha compiuto rilevazioni sugli agenti inquinanti, con l’ausilio anche di tecnici dell’Arpas, e che comunicherà gli esiti al ministero dell’Ambiente entro il prossimo mese. E'stato comunicato dal direttore dell’Arpas e dall’assessore alla difesa dell’Ambiente che, già l’Ispra aveva in passato rilevato una eccessiva produzione di polveri sottili nello stabilimento della Fluorsid, cui sono seguite le raccomandazioni del Ministero per il loro abbattimento. Non abbiamo ulteriori dati in merito al miglioramento della condizione nello stabilimento, in merito allo stato elle polveri sottili, certo è che quelle rilevate dalle stazioni limitrofe presentavano valori oltre la soglia a causa di una presenza di polveri sahariane. Tale presenza comporta, ci dice il direttore dell’Arpas, un ulteriore approfondimento della rilevazione, cui però a nostra domanda in merito al modo e ai tempi di approfondimento, non abbiamo avuto risposta esaustiva e chiara. Analogo e forse più marcato il silenzio seguito alla domanda, del come mai l’inchiesta della magistratura è stata possibile solo grazie alla denuncia di un cittadino e non da organi istituzionali, allo scopo preposti. Ci chiediamo perché le istituzioni preposte, tecnicamente capaci, non sono state in grado di rilevare l’utilizzo di improprio di siti non autorizzati per la sistematica discarica dei materiali di scarto della lavorazione della Fluorsid e di conseguenza segnalarlo alla magistratura? Il Sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ci è apparso moderatamente soddisfatto, queste notizie di invariabilità generale della presenza di inquinanti nell’area di Macchiareddu e S.Gilla, gli permettono di comunicare in Consiglio e agli allevatori nello stagno, notizie rassicuranti e in linea con la condizione precedente al caso Fluorsid, almeno per il momento. Di diverso parere è il sindaco di Assemini, Mario Puddu, che nel ringraziare l’Arpa per aver installato un’ulteriore stazione di rilevamento e monitoraggio nell’area comunale, non è in grado di comunicare notizie rassicuranti in Consiglio e ai cittadini, che vivono e lavorano nelle immediate vicinanze delle aree poste sotto sequestro dalla magistratura. C’è però un dato che abbiamo l’obbligo di comunicare ai cittadini, ai nostri lettori, ed è relativo al superamento delle soglie ammesse per le polveri sottili, rilevate dalle stazioni presenti nell’area, per quanto riguarda il suo numero consentito nell’arco di un anno: 35. Ovvero se per 35 volte in un anno le soglie vengono superate, non si prevede alcun intervento nei confronti della Fluorsid, nello specifico, per contenere le emissioni di polveri. Non ci è stato però comunicato se questo numero ha una correlazione con l’entità relativa al superamento della soglia, nel senso che se l’entità di superamento è di gran lunga superiore alla soglia, essa ha o non ha effetti sul numero massimo consentito per il loro superamento, determinando di fatto una riduzione di quel numero consentito pari a 35? Se, comprensibilmente, non è stato possibile rilevare le condizioni ambientali nei siti posti sotto sequestro, perché non si è pensato di farlo nelle loro immediate vicinanze, incidenti in modo diretto sui cittadini e le loro attività lavorative? E ancora chiediamo ai rappresentanti dei lavoratori della Fluorsid, su cui l’incidenza delle polveri sottili è massima, quali strumenti sono stati adottati a salvaguardia degli stessi, sottoposti nelle ore lavorative a soglie, che già l’Ispra ha ritenuto allarmanti e per le quali ha raccomandato la riduzione? Esistono ancora troppi “buchi” e punti poco chiari, cui crediamo saprà dar risposta la magistratura grazie alla sua indipendenza, che fa risaltare l’inutilità, l’inefficienza o la duttilità procedurale e politica degli organi istituzionali preposti al controllo e alla salvaguardia dell’ambiente ed intrinsecamente della nostra Salute. Maurizio Ciotola

Sicurezza stradale. Accordo tra Inail e Polizia Stradale

La Direzione regionale Sardegna dell'Inail e il Compartimento di Polizia Stradale Sardegna hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato a sviluppare forme di collaborazione per iniziative congiunte, nel settore degli incidenti sulle strade regionali. L'obiettivo dell'intesa è di migliorare i livelli di sicurezza sulle strade sarde e contenere il numero degli incidenti. L'accordo, sottoscritto nell'ambito di quanto già stipulato a livello centrale nel novembre 2015 tra il Ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza e l’Inail, prevede interventi di formazione/informazione e sensibilizzazione; scambio dati sul fenomeno infortunistico regionale, nonché analisi delle statistiche relative agli incidenti sulle strade; strategie per l’incremento della prevenzione degli incidenti stradali, anche attraverso le attività di controllo da svolgere, in particolare, in prossimità dei grandi centri di impiego e dei cantieri ubicati nella aree individuate come maggiormente a rischio. È prevista la possibilità di un coinvolgimento partecipativo di altre Amministrazioni, Enti pubblici e Parti sociali, tramite apposite convenzioni attuative, che possa incidere positivamente sulle iniziative individuate nel protocollo d’intesa di cui trattasi, che ha una durata triennale con decorrenza 10 luglio 2017.

Sicurezza stradale. Santo Stefano ricco di multe per eccesso di velocità

Ieri mattina la Polizia Stradale di Oristano ha sanzionato sette automobilisti sulla SS 131 nel tratto compreso fra lo svincolo di Bauladu e Paulilatino. Un tratto di strada dove il limite massimo di velocità scende da 110 a 90 chilometri orari e che proprio ieri "ospitava" l'autovelox. Tutti gli automobilisti multati viaggiavano a velocità superiore a quella consentita. Alcuni hanno rasentato i 200 km orari. Per loro la sanzione amministrativa ed il ritiro della patente.
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Cagliari