Parlamento europeo. Sfumate definitivamente le possibilità per il sindaco di Nuoro

Il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, nonostante sia stato il più votato in Sardegna e nonostante il supporto del suo partito (PD), vede sfumare definitivamente le ventilate possibilità di un suo possibile ingresso al Parlamento Europeo. A decretare la bocciatura di Soddu è il medico di Lampedusa Pietro Bartolo, dello stesso partito. Di fatto Bartolo, pur potendo scegliere di rappresentare in Europa il collegio dell'Italia Centrale (dove è risultato comunque eletto), ha scelto quello dell'Italia insulare- Sicilia-Sardegna e Italia Centrale. La scelta di Bartolo anticipa e spiazza il segretario regionale del PD che avrebbe dovuto incontrare Zingaretti per spingere sul candidato sardo, Andrea Soddu. E così, grazie all'attuale legge elettorale, la Sardegna rimane senza rappresentanti in Europa. Una situazione che richiama l'attenzione sulla necessità di riformare le regole attuali, troppo penalizzanti per la nostra isola.

Intervista a Donato Forcillo candidato al Parlamento Europeo per il M5S. Di Maurizio Ciotola

Abbiamo deciso di intervistare Donato Forcillo, candidato alle elezioni del Parlamento Europeo, nel collegio Sardegna-Sicilia. Per la sua giovane età, 32 anni; per i suoi curricula, due lauree in scienze economiche, con lode, dottorato di ricerca in economia politica conseguito tra le università di Cagliari e Londra, 20 borse di studio e un lavoro in una delle più grandi aziende energetiche europee. E in particolar modo per il suo piccolo capolavoro, il cosiddetto “reddito energetico”, varato durante l’incarico da Assessore al Bilancio del Comune di Porto Torres, a guida del Movimento Cinque Stelle. Accordo che ha incominciato a destare interesse al comune di Milano, alla Regione Puglia e in Commissione Europea. D) Quanto la Sardegna è distante dall’Europa? R) "Siamo isolani, stanchi di essere isolati. L’Europa tiene distante la Sardegna, l’esempio più evidente è la bocciatura della continuità territoriale. E'necessario dare giusto risalto alle peculiarità specifiche della Sardegna, in quanto Isola e minoranza etnica. E'necessario pensare una continuità territoriale che non si fermi a Roma e Milano, ma valga per l’intera Europa. Non un sistema che garantisca solo i sardi, ma chiunque. Com’è possibile altrimenti pensare ad uno sviluppo in ambito turistico se non incentiviamo i loro arrivi? Dev’essere realizzato un “ponte”, solido e duraturo, con l’Europa. Un ponte costituito ovviamente da voli aerei e rotte navali". D) Cos’è per te l’Unione Europea e perché ti sei candidato per divenirne un protagonista in termini parlamentari? R) "L’Unione Europea è un’opportunità cui non possiamo rinunciare. E'uno spazio geografico e culturale che consente la crescita dei cittadini europei. Ho vissuto a Dublino e Londra, girato per ventisette paesi europei in un contesto culturale variegato, nella piena condivisione di esperienze professionali e culturali, cui nessuno può pensare di porvi un argine, annullandole. Ma vi è un’Europa della finanza, delle lobby, dell’austerity, che non è quella pensata dai padri fondatori, in cui invece le opportunità di condivisione, crescita e di conoscenza, costituivano le basi fondanti. D) Nel 2025 ci sarà il "fase out" che determinerà l’abbandono del carbone come fonte energetica primaria. I due poli energetici dell’Isola, che utilizzano il carbone non sembrano intenzionati a convertire il ciclo di alminetazione. In che termini porterai, se eletto, queste problematiche al Parlamento Europeo? R) "Fuor di retorica, noi ci preoccupiamo principalmente dei posti di lavoro. detto ciò, E'necessario lavorare perché il fase out del 2025, non determini la chiusura delle centrali esistenti. E'evidente che il gas naturale non potrà essere l’unica fonte energetica primaria per l’Isola. Il gas è da considerare necessario nella prima fase di transizione, che ci condurrà inevitabilmente a realizzare un sistema energetico totalmente sostenuto dalle fonti rinnovabili. Questo è un obiettivo realizzabile e verso cui tenderemo". D) Cos’è il reddito energetico? R) "E'un progetto nato a Porto Torres. Attraverso un bando pubblico, una gara internazionale, è stata affidata la fornitura e la manutenzione di impianti fotovoltaici, che su richiesta, vengono installati nelle abitazioni scelte attraverso una lista di merito economico/reddituali. Le installazioni e la loro manutenzione, sono finanziate da un fondo costituito dall’amministrazione comunale. L’energia prodotta e consumata dalla famiglia che usufruisce dell’installazione, contribuisce ad un abbattimento dei costi per le loro personali esigenze energetiche. mentre l’energia prodotta in eccesso e scambiata con la rete, grazie ad un accordo tra il comune di Porto Torres e il Gse, garantisce un ricavato che viene direttamente versato all’amministrazione comunale. Con tali importi reintegriamo il fondo originario per l’installazione di ulteriori pannelli fotovoltaici. Il progetto ha destato l’attenzione della Regione Puglia e del comune di Milano, che si stanno predisponendo per adottarlo nei rispettivi ambiti di competenza". D) La Sardegna per dimensioni infrastrutturali è associabile ad un laboratorio tecnologico e sociale, di immediato riscontro reale. E ipotizzabile un impegno Europa/regione Sardegna affinché la nostra Isola diventi un laboratorio permanente? R) "Investire in Sardegna, evitare la fuga dei tanti ragazzi che dopo anni di studio, con costi sostenuti dalle nostre Scuole e Università, vanno a produrre altrove, costituisce una condizione di carattere primario. Nell’Isola esistono molteplici realtà, ma non un sistema a rete capace di renderle attive sul mercato internazionale, attraverso una necessaria condivisione. Noi per poter riuscire a far partire il progetto relativo al “reddito energetico”, abbiamo dovuto investire tempo e risorse, avviare un bando europeo, affinare procedure, che oggi restano esclusivo patrimonio del Comune di Porto Torres. Non è ammissibile che questa situazione resti tale, sul piano esperienziale e procedurale. Le scarse risorse disponibili necessitano di una messa in condivisione a rete, tra le stesse amministrazioni locali e tra queste e le istituzioni nazionali ed europee. Noi Sardi quando siamo in giro per il mondo riusciamo ad intessere solidi legami, che ci sicuramente rafforzano. Ma è anche vero che l’attrazione verso la nostra Terra è altrettanto forte, a volte irresistibile. Per questo dobbiamo creare i presupposti nell’Isola per uno sviluppo sostenibile e compatibile, attraverso cui valorizzare le professionalità costruite negli anni di studio e di lavoro, nell’Isola e in giro per il mondo. I presupposti e le potenzialità non mancano, dobbiamo dare forza e attuazione, attraverso progetti di medio e lungo termine. Questi sono i nostri intenti, il mio progetto, che sono convinto di riuscire portare a compimento". Maurizio Ciotola

Amsterdam. Le spie italiane dell'EMA soggiogate con risotto e espresso

E'quanto titola il quotidiano olandese De Telegraaf in merito alla missione di Amsterdam degli europarlamentari guidati dall'Italiano La Via. Arrivati nei Paesi Bassi giovedì scorso per verificare eventuali irregolarità nelle dichiarazioni che hanno portato alla controversa scelta della capitale olandese quale sede dell'EMA, i parlamentari sono stati subito accolti con il tappeto rosso. Gli olandesi - sempre secondo l'articolo del Telegraaf - avrebbero messo in campo tutta la loro capacità di persuasione per convincere i recalcitranti italiani sulla regolarità della scelta di Amsterdam. Infatti, oltre alle rassicurazioni ufficiali fornite dal vicepremier olandese nonchè ministro della Salute, Hugo de Jonge e la visita nei luoghi dove dovrebbero insediarsi gli uffici dell'EMA, gli olandesi sarebbero ricorsi ad una tecnica "infallibile", un vero asso nella manica, per convincere definitivamente gli europarlamentari italiani: prenderli per la gola. E così, durante il pranzo è stato servito un non meglio definito risotto e, per concludere, un vero espresso italiano. E come se non bastasse, parrebbe che il vicepremier olandese, seguendo il consiglio di un suo compagno di partito, per l'occasione avrebbe indossato il suo più bel paio di scarpe italiane. Una mossa vincente in grado di assestare il colpo definitivo ai residui dubbi dei parlamentari italiani sulla credibilità degli olandesi. Tutto finito? Vicenda definitivamente conclusa? Risultato raggiunto? Non ancora. Ora si deve pronunciare il Parlamento Europeo e questo avverrà il 12 marzo prossimo. Secondo alcune fonti olandesi, nonostante quanto fatto per "persuadere" gli italiani, le possibilità che qualche cosa possa ancora andare storto si attestano intorno al 10 / 15%. "Di fatto l'Italia è un grande Paese - si legge nel Telegraaf - e la sua merce di scambio è notevole". Finirà tutto a a tarallucci e vino? Federico Cheri
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