Olanda. La linea luminosa che aiuta i pedoni ad attraversare

Una linea luminosa posizionata in prossimità di un semaforo o strisce pedonali per aiutare i pedoni ad attraversare in sicurezza. E' quanto viene sperimentato a Bodegraven, cittadina dei Paesi Bassi. L'idea è nata per venire incontro alle persone "schiave" del loro smartphone anche mentre camminano. Un comportamento che inevitabilmente costringe a guardare in basso, invece che prestare attenzione a quanto succede intorno, particolarmente pericoloso soprattutto in prossimità di un semaforo o di strisce pedonali. Di fatto, in circa il 22% degli incidenti mortali rilevati all'interno della Comunità Europea, è rimasto coinvolto almeno un pedone che, guarda caso, stava attraversando. Per questo motivo sono stati implementati nel tempo diversi strumenti per aumentare la sicurezza in prossimità degli incroci. Oltre ai segnali sonori e la scansione dei tempi di attesa, a Bodegraven hanno sperimentato anche la linea luminosa. Non solo per chi è schiavo dello smartphone, ma anche per i più anziani che, costretti ad utilizzare il deambulatore, spesso hanno lo sguardo rivolto verso il basso. L'effetto psicologico sortito dalla linea luminosa è evidente: nella maggior parte dei casi i pedoni si fermano dietro la linea e attendono che si spenga prima di attraversare. Stesso risultato per chi è costretto ad utilizzare il deambulatore. Un ulteriore elemento di sicurezza è dato dall'aumento della visibilità dei pedoni, soprattutto nelle ore più buie della giornata. Mentre a Bodegraven continua la sperimentazione dell'innovativo sistema di sicurezza, già si pensa alla possibilità di sperimentarlo anche nelle grandi città, dove la viabilità e la vita dei pedoni è molto più complessa. Federico Cheri

Turkia. Referendum: la spunta Erdogan di misura

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vince il referendum per l'attuazione delle modifiche legislative che di fatto conferiscono maggiori poteri al presidente turco. In verità il risultato non è stato schiacciante (51,3% contro il 48,7%) ma rappresenta comunque il segnale che Erdogan, nonostante tutto, gode ancora della maggioranza del consenso popolare. Analizzando in dettaglio l'esito delle votazioni, i risultati migliori per Erdogan arrivano dal nord del Paese e dai centri più interni. Nella capitale Istanbul, il risultato è positivo ma non esaltante mentre la sconfitta si è fatta sentire nei territori più a est del Paese e in quelli Curdi. In Germania e Olanda - Paesi con i quali la Turchia ha avuto uno scontro istituzionale - la maggioranza dei turchi residenti si è espressa a favore del Si e quindi a favore di Erdogan.

Elezioni Olanda. Il partito del premier Rutte si conferma il più forte

Il Partito del premier olandese Mark Rutte (VVD), con 31 seggi, si conferma il partito più forte del Paese anche se perde dieci seggi. Il partner di coalizione (PvdA) subisce una sconfitta storica con la perdita di 38 seggi. Chi festeggia è il leader dei populisti, Geert Wilders (PVV) che, con 19 seggi (un incremento di 4 seggi) diventa il secondo partito del Paese, insieme al CDA di Sybrand Buma (+ 6 seggi) e D66 del leader Alexander Pechtold (+ 7 seggi). I risultati che emergono dall'exitpoll della società Ipsos fanno registrare anche la storica prestazione dei verdi (GroenLinks) che raggiungono quota 16 seggi (dai 4 precedenti).

Olanda. I media europei bocciano la reazione di Erdogan

I principali media dell'Europa Occidentale sono tutti d'accordo nel bocciare il comportamento ostile del Governo Turco nei confronti dell'Olanda. Il divieto di ingresso del ministro turco Çavusoglu, non è stato digerito dal presidente Erdogan che, secondo i media europei, starebbe utilizzando l'episodio per cercare lo scontro, visto lo stop ai negoziati per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. "Erdogan ha bisogno di munizioni per sparare all'Europa", così scrive l'autorevole Süddeutsche Zeitung. Il giornale tedesco giudica in maniera molto negativa le minacce e le offese della Turchia contro l'Olanda. Il francese Le Monde critica invece il proprio governo per aver consentito al ministro turco Çavusoglu - contrariamente a quanto fatto dai Paesi Bassi - di entrare in Francia per sensibilizzare la comunità turca sul referendum voluto da Erdogan. I giornali russi e l'agenzia di stampa TASS rimangono più neutrali, limitandosi a riportare la rabbia dei turchi senza esporre alcun giudizio sull'operato del Governo Olandese. Il britannico Times getta benzina sul fuoco, scegliendo di dare risalto al discusso leader della destra olandese, Wilders, rimarcando la sua intenzione di voler negare la doppia nazionalità ai 400.000 Turchi che vivono in Olanda. Negli Stati Uniti, The New York Times si concentra soprattutto sulle offese di Erdogan, mentre The Washington Post dedica un'approfondimento sul governo turco e sul suo presidente, affamato di potere.Intanto in Olanda proseguono le manifestazioni di protesta della comunità turca. In serata la centralla piazza DAM di Amsterdam è stata presa d'assalto da un fiume di manifestanti che poi si sono diretti verso il quartiere Bos en Lommer, tra i più popolati dai cittadini olandesi-turchi. Quanto accaduto rischia di incrinare irrimediabilmente i rapporti tra Turchia e Olanda, confermando ancora una volta che la proverbiale accoglienza e tolleranza degli olandesi ha, già da tempo, raggiunto il suo limite. Bisogna infatti tornare indietro al 2 novembre 2004, data che tutti gli olandesi ricordano per l'omicidio del regista Theo van Gogh, ucciso da un estremista islamico come ritorsione contro alcune immagini mostrate nel suo film Submission. Federico Cheri

Turismo. La Sardegna a Utrecht (Olanda) per il Vakantiebeurs

Da domani a domenica 15 gennaio la Sardegna sarà presente, con uno stand dedicato, negli spazi espositivi della Vakantiebeurs. La fiera di Utrecht apre la stagione fieristica internazionale ed è un appuntamento importante soprattutto per chi promuove turismo attivo e all’aria aperta. I primi due giorni sono dedicati esclusivamente agli operatori con gli incontri B2B, da venerdì 12 i cancelli saranno aperti al pubblico. Nei padiglioni espositivi, divisi per destinazione e tipologie di vacanza, lo scorso anno sono state registrate quasi ventimila presenze di professionisti del settore provenienti da tutta Europa e oltre 120 mila visitatori. Secondo dati del 2013, ciascun turista olandese spende in media 3300 euro all’anno per le vacanze: gli interessi principali sono, oltre al turismo marino-balneare, le vacanze outdoor in località collegate a luoghi d’arte, siti culturali e archeologici e la possibilità di un soggiorno all’insegna dello sport, soprattutto trekking e cicloturismo. Il mercato olandese ha rappresentato nel 2016 il settimo mercato internazionale. Da gennaio a ottobre dell’anno appena trascorso sono stati registrati oltre 53 mila arrivi che, con una permanenza media di circa quattro giorni, hanno generato 227 mila presenze: oltre diecimila in più rispetto al 2015 (+5%). Un dato che ha contribuito al generale e notevole aumento dei flussi stranieri in Sardegna nel 2016: nei primi dieci mesi dell’anno sono stati raggiunti oltre sei milioni e mezzo di presenze estere, ossia 13 per cento in più dello stesso periodo del 2015. L'offerta sarda sarà presentata al mercato olandese attraverso la partecipazione di 21 operatori isolani accreditati dall’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, tra cui hotel e catene alberghiere, campeggi, tour operator, consorzi, società di servizi e associazioni - compresa la Faita in rappresentanza delle strutture all’aria aperta.

Olanda. Dramma italiano in tre atti: banche, famiglie e Renzi

Quello che riportiamo è il punto di vista di un autorevole analista finanziario di un noto istituto di credito olandese. Il quadro che viene fuori del nostro Paese non é esaltante e rappresenta, purtroppo, l'idea di Italia che in molti, soprattutto nel Nord Europa, hanno oggi del Belpaese. L'Italia sarebbe infatti il Paese delle vacanze per eccellenza. Dalle Alpi alla Sicilia, posti fantastici dove gli olandesi amano passare le loro vacanze. Un Paese ricco di laghi, montagne, cultura, storia e, naturalmente, ottima cucina. Chi non ha mai provato una vera pizza italiana? Un fantastico Chianti o un delizioso gelato? Sono infatti questi gli stereotipi più diffusi tra gli olandesi, ai quali tuttavia non sfugge un altro particolare aspetto che caratterizza le strade e i quartieri dei nostri piccoli centri urbani: ci sono più filiali bancarie che pizzerie. Il loro numero per metro quadrato è quasi doppio rispetto a quanto si registra in Olanda. In pratica, un italiano ha a disposizione un numero di filiali bancarie di oltre quattro volte superiore a quello di cui dispone un olandese. Questa grande concentrazione di uffici bancari ha condizionato fortemente l'utilizzo dell' "online banking", nettamente inferiore rispetto a quanto accade nei Paesi Bassi. Ci sarebbe da chiedersi come fanno queste filiali a garantire una certa redditività. La risposta, secondo l'analista olandese, è semplice: non lo sono! In Italia ci sarebbero infatti circa 31.000 filiali bancarie. Queste fanno capo a oltre seicento istituti finanziari che, a causa delle loro piccole dimensioni, hanno a che fare con costi operativi molto alti e bassa redditività. Sarebbe questa la prima ragione dei problemi del sistema bancario italiano. La seconda ragione è la crisi economica che negli ultimi otto anni ha fatto registrare una contrazione del pil di circa 1% all'anno. Tale situazione ha fatto crescere in maniera significativa le sofferenze bancarie, ormai giunte a 360 miliardi di euro (quasi un quarto di tutti gli impieghi). La terza ragione sarebbe ascrivibile alla bassa qualità dei prestiti erogati prima della crisi. L'idea che si sono fatti all'estero é che le amicizie e l'opportunismo siano stati i criteri cardine con i quali sono state erogate le linee di credito, dimenticando totalmente termini fondamentali come bancabilità e redditività. Tutto questo grazie all'enorme quantità di piccole banche, strettamente legate alle comunità e ai politici locali. Un legame così forte e di fiducia, tale da convincere tante famiglie italiane ad investire i propri risparmi nelle obbligazioni a loro proposte dalle compiacenti banche territoriali. La prospettiva (o promessa) di alti rendimenti (e sicuri), ha certamente contribuito a stimolare questa forma di investimento da parte delle famiglie che, come noto, si é rivelata la loro rovina. La questione è delicata: da una parte il fallimento delle famiglie e dall'altra il fallimento del sistema bancario italiano, che ha bisogno delle famiglie per restare in piedi. Intanto incombe il Referendum Costituzionale che, tra le altre cose, dovrebbe consentire (almeno é questo il parere di chi sostiene le ragioni del SI, come il premier Renzi), una semplifficazione legislativa in grado di velocizzare i provvedimenti, anche in tema di banche. Peccato che Renzi abbia personalizzato il referendum e tante famiglie a cui il premier non è gradito potrebbero votare NO contro i loro interessi. Una situazione tuttaltro che semplice. Infatti, se non arriva una soluzione per il problema delle banche, continuerà a pendere una enorme spada di Damocle sull'economia italiana. "A questo punto - si domanda la famosa analista olandese - non sarebbe più attraente una piazza piena di pizzerie e gelaterie piuttosto che di inutili banche?" Federico Cheri

Emergenza Profughi. I Paesi UE su riuniscono per il ricollocamento dei migranti

La riunione dei ministri dell’Interno Ue cercerà di dare una risposta sul ricollocamento di 120 mila rifugiati. La situazione non é più sostenibile e il rischio che vi siano Paesi contrari ad accogliere una quota parte sembrerebbe remoto. Almeno é quello che alcune fonti UE fanno sapere. Tra i Paesi recalcitranti quelli Baltici e la Polonia appaiono ora più collaborativi mentre resta ancora da decifrare quale sia l'atteggiamento di Romania, Repubblica ceca e Slovacchia, molto contrari. Per quanto riguarda l’Ungheria, Budapest continua ad esprimere la propria contrarietà al ricollocamento, convinta che possa rappresentare un ulteriore fattore di attrazione per altri migranti. Una situazione delicata che tuttavia viene affrontata con grande determinazione dai rappresentanti permanenti dei Ventotto Paesi UE per tentare di giungere ad un accordo in grado di poter essere accettato da tutti. Su una cosa sembra che tutti siano comunque d'accordo: Nessuno può rinnegare il principio di accoglienza. Tuttavia vi sono alcuni aspetti da chiarire come ad esempio le cosiddette "clausole di salvaguardia”. E cioè: in circostanze motivate ed eccezionali uno Stato potrà “temporaneamente” evitare di fare il suo dovere. Altro punto da definire, quello sulla destinazione finale di ogni migrante. Intanto l'Olanda decide di destinare 25 milioni di euro al Libano per aiutare il Paese ad accogliere i profughi siriani. Il governo olandese sostiene infatti che occorra potenziare l'aiuto al Libano e alle nazioni confinanti con la Siria per poter risolvere in maniera strutturale il problema dei migranti. (fonte: EUNews)
Sottoscrivi questo feed RSS

Cagliari