Il punto del giorno: i "Gilet gialli", il detonatore dell’Occidente

Se nel ’68 la contaminazione tra i giovani dei paesi Occidentali presentò una inerzia legata ai mezzi allora a disposizione, per quanto riguarda la comunicazione e la sincronizzazione delle azioni, oggi questo ritardo è “scongiurato”, annullato. Ciò che da alcuni giorni accade in Francia, la discesa in campo dei "gilet gialli", in cui non vi sono solo i giovani contro il Governo e l’intera casta dominante, non può restare un fatto isolato. E'un detonatore. Le azioni di ribellione del popolo francese hanno da sempre costituito “il” detonatore europeo e dell’Occidente intero. Non rendersene conto o pressare sui media per occultare e minimizzare quanto accade, è ridicolo, denota una impreparazione e non conoscenza dei mezzi a disposizione, sul piano della comunicazione, da parte dell’intera società occidentale e nello specifico europea. Il tam tam liquido che da anni percorre la rete ha iniziato a materializzarsi nella società, nella più assoluta cecità di una classe politica e finanziaria tesa a massimizzare i propri profitti. Domani a Parigi ci sarà una manifestazione che, per come è prevista e per le misure di sicurezza prese dalle autorità, si preannuncia come un vero e proprio tsunami. Questa sera a Milano, alla “prima” al Teatro alla Scala, vi sono manifestanti dei centri sociali, che indossano anche loro, visibilmente e intenzionalmente, dei gilet gialli. La prima alla Scala è stata e ha rappresentato il luogo della contestazione per eccellenza, di cui ricordiamo i lanci di uova nel’68, contro coloro che, in quel momento rappresentavano e costituivano il potere in Italia. Milano nella sua dicotomica espressione è stato indubbiamente il centro italiano della finanza, quanto quello delle più avanzate rappresentanze sociali e politiche, luogo di lotta e progresso, di lavoro e sviluppo, di arte e scienza. Forse sarà il ’18, così lo ricorderemo e lo ricorderanno i nostri figli e i nipoti, certo è che ancora una volta l’umanità non sembra riuscire ad apprendere dai propri errori, dalla sua Storia. Riteniamo utile richiamare per gli smemorati, Marcuse, che nel 1964 ne “L’Uomo ad una dimensione”, nel concentrarsi sulla fusione di ragione e irrazionalità, di produttività e distruttività così esprime: "il tutto appare come la pura incarnazione della ragione. Eppure questa società, come tutto, è irrazionale". Maurizio Ciotola

Milano. Il tonno di Carloforte protagonista al "The Stage"

Il tonno di Carloforte sarà il protagonista nella seconda tappa del "Viaggio tra le Stelle" che si terrà al ristorante The Stage di Milano il prossimo 2 marzo nel corso della cena preparata a quattro mani dallo chef carlofortino Luigi Pomata e dal bresciano Fabrizio Albini, executive chef di The Stage. La preziosa pietanza verrà rielaborata secondo l'interpretazione di Luigi Pomata che prevede come starter una tartara di tonno rosso su spuma di mozzarella, capperi disidratati e uova di pesce. Maccherone a base di arselle, peperoncino e bottarga è invece l'omaggio di Albini alla nostra isola. Ventresca di tonno rosso in crosta di pane al prosciutto, bietole selvatiche in due consistenze (in crema aromatizzate al wasabi e saltate in tegame) sono invece le opzioni che andranno a costituire la seconda portata di Pomata. Il dessert, a cura di Fabrizio Albini, sarà costituito da pera, cioccolato bianco, vaniglia, pompelmo e zenzero.Ad innaffiare il tutto i vini della Cantina Sella & Mosca.

Amsterdam. Le spie italiane dell'EMA soggiogate con risotto e espresso

E'quanto titola il quotidiano olandese De Telegraaf in merito alla missione di Amsterdam degli europarlamentari guidati dall'Italiano La Via. Arrivati nei Paesi Bassi giovedì scorso per verificare eventuali irregolarità nelle dichiarazioni che hanno portato alla controversa scelta della capitale olandese quale sede dell'EMA, i parlamentari sono stati subito accolti con il tappeto rosso. Gli olandesi - sempre secondo l'articolo del Telegraaf - avrebbero messo in campo tutta la loro capacità di persuasione per convincere i recalcitranti italiani sulla regolarità della scelta di Amsterdam. Infatti, oltre alle rassicurazioni ufficiali fornite dal vicepremier olandese nonchè ministro della Salute, Hugo de Jonge e la visita nei luoghi dove dovrebbero insediarsi gli uffici dell'EMA, gli olandesi sarebbero ricorsi ad una tecnica "infallibile", un vero asso nella manica, per convincere definitivamente gli europarlamentari italiani: prenderli per la gola. E così, durante il pranzo è stato servito un non meglio definito risotto e, per concludere, un vero espresso italiano. E come se non bastasse, parrebbe che il vicepremier olandese, seguendo il consiglio di un suo compagno di partito, per l'occasione avrebbe indossato il suo più bel paio di scarpe italiane. Una mossa vincente in grado di assestare il colpo definitivo ai residui dubbi dei parlamentari italiani sulla credibilità degli olandesi. Tutto finito? Vicenda definitivamente conclusa? Risultato raggiunto? Non ancora. Ora si deve pronunciare il Parlamento Europeo e questo avverrà il 12 marzo prossimo. Secondo alcune fonti olandesi, nonostante quanto fatto per "persuadere" gli italiani, le possibilità che qualche cosa possa ancora andare storto si attestano intorno al 10 / 15%. "Di fatto l'Italia è un grande Paese - si legge nel Telegraaf - e la sua merce di scambio è notevole". Finirà tutto a a tarallucci e vino? Federico Cheri
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