Il Punto del giorno. Nizza, 14 luglio 2016

Comprendere non è possibile, ma il non farlo per scagliarsi contro, all’inseguimento di un fantasma, non può aiutarci a prevenire e impedire che altre morti popolino le nostre piazze, le nostre strade. Nizza il 14 luglio, come altre popolose parti della Francia, piuttosto che le infinite piazze d’Europa, sottratte negli anni alle spinte belliche e al terrorismo politico, non poteva prevedere l’attentato di un singolo cittadino francese che, nell’immolarsi al suo dio, ha voluto trascinare con se chi in quel dio non credeva. Hollande, come tutti i premier Occidentali, tocca con mano la sua impotenza, ma sbaglia quando per mascherarla promette una “guerra”, una battaglia nei confronti di un terrorismo di cui non conosce in casa loro il volto e l’agire. Noi cittadini, senza guardie del corpo, non viviamo in ambiti protetti e non abbiamo intenzione di divenire improvvisamente soldati o guerrieri per proteggerci da un qualcosa di cui non abbiamo idea dell’origine. I premier occidentali alimentano l’inasprirsi di una contrapposizione trasformandola in guerra aperta, di cui noi siamo le prime e uniche vittime. La follia religiosa e integralista di questa fascia islamica, che abita il pianeta, non può esser fermata con le armi. Questa violenza manifesta e dichiarata da mullah o dagli imam in quei luoghi dove abbiamo portato una delirante violenza, fatta di sofisticate armi e copioso impegno militare, non si fermerà con l’inasprirsi della nostra tentata repressione armata. Non potrà esser la Nato a proteggerci nei luoghi da noi vissuti e amati, da quel rapporto folle che ogni potenziale cittadino islamico e integralista ha con il proprio dio a cui si immola mietendo vittime civili. Abbiamo il dovere e la necessità di comprendere quale sono le cause sociali ed economiche cui la follia religiosa attinge sostituendosi alla ragione e al rispetto dell’altro, ottundendo le menti di uomini cresciuti all’interno delle nostre società. Lo dobbiamo fare per noi stessi e per i nostri figli, per quelle vittime innocenti che non gridano vendetta, ma ci chiedono di impedire il proseguo di questa mattanza intermittente nelle nostre strade e quella costante e persistente nel resto del Pianeta. Maurizio Ciotola

Bruxelles. Perquisizioni nel quartiere Schaarbeek. Trovato il covo dei terroristi

Dopo gli attentati terroristici che hanno colpito l'aeroporto di Zaventem e la metro, a Bruxelles si è scatenata una caccia all'uomo che ha portato a diverse perquisizioni nel quartiere di Schaarbeek, nei pressi della stazione. Il blitz, che si è concluso alle 4.00 di questa mattina, è partito grazie alle indicazioni di un tassista che ha riconosciuto i presunti attentatori, da lui trasportati in aeroporto dove si è svolto il tragico attentato. Durante le perquisizioni le forze dell'ordine hanno trovato all'interno di un appartamento i vessilli dell'Isis e materiale esplosivo.

Siria. Iniziano gli attacchi aerei della Francia

Sono iniziati gli attacchi aerei della Francia in territorio siriano contro l'ISIS. L'annuncio ufficiale é stato dato dal presidente francese Hollande che ha sottolineato come gli attacchi siano stati effettuati in base alle informazioni raccolte da alcuni voli di ricognizione sopra la Siria risalenti alle ultime due settimane. Tra gli obiettivi principali un campo di addestramento dell’ISIS nell’est della Siria. Gli esiti degli attacchi non sono stati resi noti. L'iniziativa francese segue quella del Regno Unito. Entrambi i Paesi partecipano alla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti che combatte l’ISIS e che ha iniziato i bombardamenti in Iraq nell’agosto del 2014. Nonostante il rapporto di collaborazione che lega i transalpini con le altre forse della coalizione, il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, ha dichiarato che la Francia deciderà comunque in autonomia quali obiettivi colpire e quando compiere altri attacchi in Siria.
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