Capoterra. Niente da fare per l'aspirante candidato del Movimento 5 Stelle

Ha sperato fino all'ultimo momento di potersi candidare con il Movimento 5 Stelle che però non ha concesso il nulla osta alla lista capeggiata da Giovanni Montis, il 33 enne culturista, medaglia d'argento a Mister Universo. A seguito della decisione assunta dal movimento di Grillo, causata dall'imbarazzo suscitato per la candidatura di "Mister Muscolo", Montis non potrà utilizzare nome e simbolo dei grillini per la corsa alla guida del Comune. Dispiaciuto ma per niente disposto a rinunciare, Montis si presenterà comunque come candidato sindaco con la lista civica 'Capoterra Stellata'. Un nome e un simbolo che richiamano quelli del Movimento 5 Stelle, sottolineando la similitudine degli ideali.

Elezioni Francia. Nessuna regione al Front National

Il Front National di Marie le Pen, al centro di tutta la campagna elettorale durante le elezioni regionali, non è riuscito a conquistare neanche una delle sei regioni che l'avevano visto in testa al primo turno. In un secondo turno caratterizzato da una bassa affluenza alle urne, il partito della Le Pen cede davanti ai Repubblicani di Sarkozy, che conquistano 7 regioni e ai Socialisti di Hollande (5 regioni conquistate). Il risultato evidenzia che i francesi non sono ancora pronti a consegnare la nazione all'ultradestra che rimane un partito da primo turno ma non di governo.

Elezioni Turchia. La rivincita di Erdogan

Il risultato delle urne in Turchia consente al controverso premier Erdogan di riconquistare la maggioranza assoluta e, di conseguenza, il pieno controllo del Paese. Grande successo del suo partito Giustizia e Sviluppo (Akp) che ha superato anche i sondaggi più favorevoli, conquistando il 49,4% dei voti e 316 seggi in Parlamento su 550. Sebbene il risultato ottenuto consenta la formazione di un governo monocolore, non sarà comunque possibile modificare direttamente la Costituzione in senso presidenziale, vero obiettivo di Erdogan, per cui sarebbero stati necessari i tre quinti dei seggi (330). Il partito filo-curdo Hdp, principale antagonista di Erdogan, non riesce a superare il buon risultato ottenuto alle precedenti elezioni di giugno, perdendo così l'importante sfida con il partito del premier. Un risultato che ha fatto esplodere la rabbia di diversi manifestanti curdi che in diverse zone del Paese hanno appiccato incendi ed eretto barricate, scontrandosi con la polizia che ha risposto con gas lacrimogeni e una decisa repressione delle proteste.

Grecia. Bis di Tsipras con astensione record

I primi dati sulle elezioni in Grecia assegnano il podio a Syriza e Tsipras. Il vantaggio su Nea Democratia é piuttosto modesto ma il leader dei conservatori ammette comunque la sconfitta. In un clima di grande astensionismo, le urne riconsegnano ai greci un Tsipras vincente che però non avrebbe i voti per governare da solo e probabilmente dovrà formare una coalizione. Terzo posto per gli estremisti di destra di Alba Dorada

Elezioni in Grecia. Tsipras favorito

Alla vigilia delle nuove elezioni, in Grecia i sondaggi fanno emergere un testa a testa tra Syriza e Nuova democrazia, con la formazione di sinistra in vantaggio. Alcuni parlano anche di un possibile 33% per la sinistra, comunque al di sotto del 36,3% raggiunto a gennaio. Al di là di tutto sembrerebbe che Tsipras possa ottenere la maggioranza, tuttavia insufficiente per consentirgli di governare da solo. Intanto Nuova Democrazia ha già dichiarato di essere pronta a una grande coalizione e, in caso di vittoria a sorpresa non avrebbe problemi ad allearsi con nessuna delle altre forze moderate del Paese. Soluzione non gradita a Tsipras e Syriza che, se vincitori, accetterebbero comunque la disponibilità a collaborare del centrodestra per le riforme richieste dall’accordo. L'alternativa sarebbe un governo di minoranza. Per Tsipras una possibile alleanza sarebbe quella con la formazione di destra dei Greci Indipendenti, guidato da Panos Kammenos. Ma il partito, nato da una scissione di Nuova Democrazia nel 2012, e che fondava tutti i suoi consensi su una linea anti austerità, rischia di perdere i consensi che aveva avuto a gennaio (4,75%) per essere stato favorevole al Memorandum, e quindi di non entrare in Parlamento. Un eventuale supporto a Syriza potrebbe arrivare anche dai socialisti del Pasok, guidati dal luglio scorso da Fofi Gennimata.
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