Assemini. Arriva il ministro leghista Centinaio

In occasione del prossimo turno elettorale, sbarca ad Assemini Gian Marco Centinaio, ministro dell'Agricoltura, con prossima delega al Turismo. Arrivato per sostenere il candidato del centrodestra, l'esponente del governo gialloverde ha speso diverse parole su temi di grande attualità per la nostra isola quali le difficoltà del mondo agricolo, il problema dell'insularità, il turismo ecc. In questo senso ha affermato di voler sentire nei prossimi giorni il presidente della Regione "per capire le reali esigenze e fare un piano straordinario della Sardegna". In particolare, per quanto riguarda il tema del turismo, Centinaio ha dimostrato una certa apertura per verificare con attenzione, insieme al mondo dell'impresa e delle istituzioni, il ddl sull'urbanistica che prevede incrementi volumetrici nei 300 metri dal mare, sottolineando tuttavia il suo fermo no per costruzioni a ridosso del mare. Relativamente al tema della continuità il ministro ha ribadito quanto già noto, ovvero il problema del costo dei trasporti per chi decide di giungere nell'isola.

Il 4 marzo e la mutazione del Paese come traguardo civile. Di Maurizio Ciotola

Il 5 marzo non avremo una maggioranza definita e sufficiente a guidare il Paese, ma nei giorni successivi il Presidente della Repubblica incaricherà comunque il rappresentante del partito, che siamo certi saprà costituire una coalizione di maggioranza per il Governo del Paese. Non vi saranno improbabili alleanze destra-sinistra, populisti-destra o populisti-sinistra, secondo i cliché da propaganda elettorale propugnati per far propendere l’elettore verso un partito piuttosto che l’altro. E se nell’attuale Parlamento decaduto, il gruppo misto costituito da fuoriusciti dai partiti, è pari al 10% alla Camera e quasi altrettanto al Senato, possiamo immaginare quale ruolo potranno avere coloro che, in dissenso con il proprio partito con cui il 4 marzo giungeranno in Parlamento, garantiranno il raggiungimento di una maggioranza di Governo ad una coalizione, che potrà esser costituita dal Movimento 5 Stelle-Misto, Centrodestra-Misto o dal Centrosinistra-Misto. Non vi saranno elezioni a breve e neppure un Governo di scopo o del Presidente, questo è certo, quanto una presa di coscienza o nel peggiore dei casi, una campagna-acquisti furibonda, il cui prezzo per il Paese in termini di inettitudine, sarà allarmante. Del resto il passato non ci ha mostrato prese di coscienza degne di esser annoverate come tali, ma solo spregevoli “compere” politiche, di cui sono stati resi noti “acquirenti” ed “acquistati”. Di questo aspetto il Presidente della Repubblica è preoccupato, esso è uno degli ulteriori motivi di attenzione dell’osservatorio politico del Quirinale, che ovviamente contrasterà qualsiasi campagna acquisti, ma resterà giustamente neutrale di fronte ad inoppugnabili prese di coscienza. Questo nostro amato Paese ha la necessità di trovare un assetto democratico, in cui le scelte di campo e non la corruzione, determinino il suo esistere. Anche l’Ue, almeno i suoi Paesi principali, Germania e Francia in testa, non intendono più interloquire con Istituzioni in cui è dilagante la corruzione e l’inefficienza, permeate da un sistema clientelare con cui si sta decretando la morte dell’Italia. Nessun politico saggio ed avveduto può pensare che, le normali ingerenze dei Paesi con i quali il nostro interagisce, risultino prive di efficacia politica in questa fase cruciale. Altresì, qualsiasi osservatore e analista politico indipendente è in grado di comprendere che, la fase successiva non potrà più passare per le mani di coloro, che negli ultimi venticinque anni alternativamente alla guida del Paese, hanno partecipato o sono stati indifferenti al saccheggio e alla dilagante corruzione. Nel contempo una grande quantità di esclusi, istruiti e consapevoli, tenuti al margine o costretti all’espatrio, ha preso coscienza della falsa rivoluzione annunciata nel 1992, consacrata nel 1994, perpetuatasi nella farsa fino ad oggi. La sfida è tra coloro, che già sono proiettati nel futuro in un’ottica meritocratica, quanto solidale, e coloro i quali nel farsi scudo di nobili Istituzioni, agiscono nel perpetuare se stessi a discapito dell’intera collettività. Ciechi attori politici cui l’ingordigia ha condotto oltre il 50% della società ad essere parte esclusa o prossima ad esserlo sul piano sociale ed economico, ma non politico su cui esercitano un’azione clientelare e di ricatto. Forse il 4 marzo qualcosa cambierà per tutti, ma non fermiamoci alla prima tappa, puntiamo al traguardo affinché la mutazione e la consapevolezza interessino l’intero tessuto civile del Paese. Maurizio Ciotola

Un silente colpo di stato. Di Maurizio Ciotola

Se il Sen. Gian Piero Scanu fosse stato il presidente della Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario, costituita in limite di legislatura, per produrre tutto ciò che le commissioni parlamentari hanno sempre prodotto, ovvero il nulla, avrebbe avuto sicuramente un Collegio garantito, similmente a quello offerto al Sen. Casini a Bologna. Ma il Sen. Scanu, tignoso e preciso, uomo che ha constato con i suoi occhi gli sfaceli determinati dai militari sulla nostra Isola e che, non pago, è andato ad interrogare i diretti responsabili, ponendoli più di una volta di fronte alle loro mendaci dichiarazioni, ha creato un precedente inaccettabile per una politica in cui tutti urlano, ma nessuno agisce. Non solo, il Sen. Scanu ha messo in luce le responsabilità militari nell’utilizzo delle munizioni all’uranio impoverito ed è riuscito a far approvare con la legge di bilancio, un emendamento grazie a cui è stato attribuito il controllo sanitario ai Comuni sui quali si compiono le esercitazioni e, quasi con “oltraggio”, trasferito ai militari l’obbligo di bonifica. In un Paese sotto scacco sul piano militare, in cui il recente governo Monti assegnò il ministero della difesa ad un alto ufficiale della Marina militare, già con ruoli di coordinamento all’interno della Nato, la politica debole fatta di parvenù e corrotti, non ha alcun ruolo se non il sottomettersi. Negli anni passati, quasi in tutti i governi esistiti dall’inizio dell’età repubblicana, tra i sottosegretari alla difesa vi è sempre stato, a rotazione, un parlamentare sardo. Sottosegretari sardi, che mai hanno garantito il rispetto delle leggi esistenti nei luoghi in cui tali esercitazioni avevan luogo, magari poco distanti dai collegi elettorali in cui sono stati eletti. Di fatto hanno sempre semmai garantito, l’immunità al corpo militare, avallando lo scempio di cui paghiamo e pagheremo nel tempo, per l’impatto sull’ambiente e la popolazione. Anche un altro senatore, Roberto Cotti del M5S, va incontro alla medesima “rottamazione” cui sembra destinato il senatore Scanu, quasi a comprova che, per quanto riguarda l’operato militare, è tassativamente vietato portare alla luce gli scempi, cui una parte degli uomini delle forze armate si rendono colpevoli nell’immunità accordata. Non è più necessario compier dei colpi di stato eclatanti, attraverso vistose e tristemente conosciute ritualità, con cui nella storia il potere si è affermato a prescindere dal consenso e dalla libertà, in barba alla democrazia. Oggi è sufficiente impedire una rappresentanza Parlamentare in grado di agire in tutela e nel rispetto delle leggi della democrazia, dalla sua Costituzione, che in un gioco trasversale, qualche mese fa parte del Parlamento, avrebbe voluto distruggere. E'altresì sufficiente togliere la voce ai giornalisti, a quelli che di fronte a questo scempio democratico operano una denuncia e avviano una inchiesta, con l’onnipresente ricatto dell’esclusione. La Sardegna, l’Italia, deve sollevarsi per divenire protagonista del proprio destino, ha il dovere di evitare di subirlo per mano di chi ci ha venduto; ha venduto la nostra salute, il nostro ambiente, il nostro futuro per elemosinare uno scranno nelle Istituzioni, che ancora, loro contribuiranno a svilire, a render vacue ed impotenti. Maurizio Ciotola
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