Intervista a Giulietto Chiesa sull’omicidio, ad Ankara, dell’ambasciatore russo Andrey Karlov

Ieri ad Ankara è stato assassinato l’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov. Ucciso per mano di un poliziotto in borghese, un uomo di 22 anni, Mert Altins, che è riuscito ad eludere le misure di sicurezza. L'uomo ha impugnato l’arma e sparato sull’ambasciatore, mentre gridava: "noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui". E e ancora "non dimenticatevi di Aleppo, non dimenticatevi della Siria". Per concludere, prima di essere a sua volta eliminato dalla polizia turca, ha urlato: "Allah Akbar". Poco lontano, in quell’Europa che ancora non è riuscita a portare a termine il processo per l’integrazione nell’Ue della Turchia, a Berlino, nel cuore culturale della Germania, ancorché luogo a cui associare le evoluzioni del XX secolo, un attentato svolto adottando l’identica metodologia dell’attentato terroristico di Nizza, in Francia, nel luglio passato, ha determinato la morte di nove persone e il ferimento di cinquanta. Siamo riusciti a rintracciare e intervistare Giulietto Chiesa subito dopo l’attentato ad Ankara, senza avere ancora notizia di ciò che era in corso a Berlino. - Buona sera dott. Chiesa, pochi minuti fa ad Ankara vi è stato un attentato nei confronti dell’ambasciatore russo, che purtroppo è morto in ospedale. Chiesa: si ho saputo e il fatto è in se allarmante, non ricordiamo nella storia recente attentati omicidi nei confronti di ambasciatori appartenenti a Paesi di così primaria importanza. Se non nel 2012 in Libia, in un contesto differente però, dove ci fu un vero e proprio assalto all’ambasciata americana di Bengasi, in cui fu assassinato l’ambasciatore Chris Stevens, sempre da una componente militare Jhiadista. - Questo attentato avviene il giorno precedente all’incontro previsto a Mosca tra i tre ministri degli esteri, di Russia, Turchia ed Iran. Questo avrà un indiscutibile peso sugli argomenti da trattare e sulla rappresentanza turca all’incontro? Chiesa: ovviamente la Turchia sarà fortemente indebolita sul piano delle trattative, da questo evento che non ha saputo prevedere ed impedire. Tenga conto che uno degli argomenti chiave dell’incontro di domani verterà sul ritrovamento di agenti dei servizi turchi ad Aleppo, catturati dai russi. Ossia il riscontro dell’intervento turco a sostegno del movimento jihadista, insieme ad altre forze occidentali. La sconfitta della jihad, grazie all’intervento russo in Siria, ha determinato una pesante reazione sul territorio turco nei confronti della Russia, rappresentata ad Ankara dall’ambasciatore Karlov, appunto. - Vi sono state in questi giorni manifestazioni della popolazione turca, di una parte di essa, di fronte alle ambasciate russa ed iraniana. Chiesa: so delle manifestazioni messe in atto di fronte alle rappresentanze diplomatiche russe. Ma le accuse mosse ai russi, ovvero l’aver bombardato la popolazione civile di Aleppo, non sono veritiere; al contrario sappiamo e abbiamo visto convogli russi portare in salvo la stessa popolazione dalle aree in cui gli jiahdisti combattevano. Non vi sono stati bombardamenti sulla popolazione civile invece tratta in salvo dagli stessi russi. abbiamo anche visto combattenti jiahdisti fuggire, su cui non si è avuto alcun accanimento militare da parte di russi. - In ultimo, dott. Chiesa, vi è una relazione tra il tentato golpe di alcuni mesi fa e questa azione che pare avere una connotazione jiadista? Chiesa: direi di no, il golpe è avvenuto per mano di componenti militari in disaccordo con Erdogan, sulla sua conduzione politica, alcuni generali hanno tentato di sovvertire il sistema politico guidato da Erdogan. Ancora una volta con l’aiuto di forze occidentali, dei componenti "neo-con" statunitensi, che pubblicamente hanno parlato di una necessaria rimozione dello stesso Erdogan. Il fallimento però ha reso possibile allo stesso Erdogan di operare una dura ed inammissibile repressione delle opposizioni, verso cui l’Occidente ha formalmente taciuto e tace. Maurizio Ciotola

Turchia. Ankara: aumenta il numero delle vittime dell'attentato terroristico

Nell'attentato terroristico che ha colpito nella giornata di domenica la città di Ankara sarebbero morte 34 persone mentre il numero di feriti avrebbe raggiunto le 125 unità, ricoverati in dieci diversi ospedali. L'esplosione, causata da un'auto bomba con all'interno il terrorista, è avvenuta nel quartiere di Güvenpark, in prossimità di una stazione dei bus molto frequentata e non distante dal quartiere Kizilay dove si trovano diversi edifici governativi. In base alla ricostruzione della tv locale TRT, il terrorista avrebbe tamponato un bus e poi avrebbe azionato il meccanismo dell'esplosivo. Per Ankara si tratta del terzo attentato in cinque mesi.
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