Cagliari. “Finché morte non ci separi”: seminario sullo stallking alla MEM

Si parlerà di stalking sabato 20 ottobre alle 17,30 presso lo Spazio Eventi al primo piano della MEM – Mediateca del Mediterraneo di via Mameli 164 a Cagliari, dove verrà ospitato il seminario informativo gratuito “Finché morte non ci separi”, incentrato sugli aspetti giuridici e psicologici dello stalking e della dipendenza affettiva. Verranno passate in rassegna varie tematiche sull'argomento e in particolare: Riconoscere la dipendenza affettiva, Identikit della vittima e del carnefice, Risvolti patologici per l'individuo e la coppia, Profili giuridici della dipendenza affettiva: stalking e maltrattamenti, Strumenti di tutela a favore delle vittime, Come liberarsi dalla manipolazione e costruire una relazione sana. Interverranno all'iniziativa la psicologa Claudia Demontis e il magistrato Elisabetta Patrito.

Vita, amore e degrado. Di Maia Cortex

quindici anni di intensa attività in multinazionali farmaceutiche e grosse aziende di profilati plastici d’Europa, per cui curava dati ambientali e ovviamente l’immagine e il loro profilo etico, costituivano la sua forza, le basi della sua indipendenza, conquistata, perduta e poi riconquistata. diciannove anni prima, decise di affidarsi ad una sensazione forte, un sentimento intenso e apparentemente stabile, idealmente consolidato nei suoi affetti, nel suo cuore. entrato nella sua vita da una porta di “servizio”, negli anni del liceo, Marco a piccoli passi, senza mai arretrare, riuscì a rendersi indispensabile e grazie ai suoi modi, irrinunciabile, durante l’università, in cui insieme frequentavano lo stesso corso. Sandra, la chiameremo così per non rivelare il suo vero nome, già noto alle cronache per i fatti di cui negli anni passati la politica del nostro Paese, si è resa complice avversa e totalizzante. differentemente da Marco, lui inizialmente rimase sempre un passo indietro, prima all’università e dopo tra gli amici, poi in azienda. riuscì sempre a creare gli spazi opportuni per il suo ingresso e l’ascesa, in un evidente riconoscimento dei meriti di brillante professionista qual era. la chiamarono a colloquio, ma non attesero neppure il vaglio della commissione. il presidente e direttore della Unier senza perifrasi le disse di avvicinarsi il giorno successivo, per l’accettazione della lettera di assunzione. i loro uffici contigui seppur dipendenti da unità differenti, rendevano possibile una frequentazione assidua e protetta, alla quale aveva sempre ambito, sperato, sin dal momento in cui lui propose il nome di lei tra i candidati al colloquio. Marco accettò la partenza di Sandra per Milano, unica sede italiana della Unier, con il patto di vedersi ogni fine settimana. la sua ascesa all’interno della multinazionale fu inaspettata per lui e per Marco, che incominciò a metabolizzare l’irreversibilità di quell’avventura lavorativa. l’anno successivo Sandra fu chiamata a trascorrere intere settimane negli States, in giro tra le varie sedi di produzione aziendali, rendendo la “promessa” inattuabile, se non per un giorno ogni tre, a volte quattro mesi. il naturale sfilacciarsi del rapporto, seppur non in modo esplicito, condusse entrambi ad avere una diversa sensibilità nei confronti delle persone con cui amavano intrattenersi. le telefonate non finirono subito, le lettere sì, dopo qualche mese; e la comprensione, ma soprattutto l’accettazione di quel che avveniva, condussero il rapporto ad una involuzione silenziosa e sfumata, nelle modalità e negli effetti simili a come si avviò negli anni del liceo. - ciao, vieni giù sabato? - no. domani ho l’aereo per Philadelphia. vado con Claudio. - bene. è stato sempre più bravo di me... - non sottovalutarti, se ricordo, il 110 lo hai preso tu, non lui.. - si, certo, ma non te... - in verità, sono io ad averti “preso”... tu invece,... dopo tanti anni, mi hai lasciato andare... - non sarei mai riuscito a pensare diversamente, Sa’. tuttora non riuscirei a immaginare un’altra possibilità... - non sempre concedere opzioni di scelta restituisce un’identica comprensione. - ...non sempre. - della “libertà” disponibile molto spesso non cogliamo le potenzialità quando siamo in preda all’impeto, all’eccitazione...uno stop in alcuni momenti può giovare, avrebbe potuto... - con il senno di poi è sin troppo facile. ma per quella che è la mia convinzione, anche oggi avrei fatto la stessa scelta. - Claudio è più simpatico...ricordi com’era chiuso? - gli hai dato la possibilità di esserlo, forse...comunque ti ha sempre desiderata... - ...perché desiderata?...squallido... sei ingiusto. - ...non era il solo certo, anch’io, prima di amarti... - basta. senti... mi spiace. la settimana prossima ne parliamo, cerco di venire in paese... - no. direi che non è il caso. se vieni qui, non cercarmi, almeno per ora. mi farò vivo io...scusami, saluta Claudio... quattordici anni, giorno più giorno meno, erano trascorsi, un figlio, un matrimonio oramai dissolto e il roteare per il pianeta, sempre con un pizzico di insoddisfazione. da due, stava a Trieste, era oramai una manager affermata, ancora giovane e promettente. il figlio di cui era riuscita ad ottenere il completo affidamento dal tribunale, riusciva a donargli la gioia persa. - Davide? sei a casa? - si, mamma, sono appena rientrato. - Mara ci ha invitati a cena questa sera, ti va? - si, certo. vado da Enrico per terminare una ricerca, ci vediamo lì. - bene, a più tardi tesoro. con Mara si conobbero tre anni prima, ad un convegno di psicologia, patrocinato e promosso dall’azienda per cui lavorava da non più di cinque anni . in quei giorni alloggiavano entrambe all’Hotel Miramare, ebbero modo di oltrepassare la barriera professionale del contesto congressuale, tessendo i presupposti per un’amicizia. le tre intense giornate del congresso, le vide marciare quasi all’unisono, con tempi simili, Sandra nel presidere il tavolo dei relatori e Mara, presidente dell’associazione Natural Life and World Psicologic Lab, oltre ad aver curato la selezione degli interventi, animava il dibattito. scoprirono di avere due figli coetanei e un matrimonio concluso, Mara, e il divorzio in corso, Sandra. lei rientrò a Milano, Mara a Bologna, senza aver più alcun contatto per diversi mesi. un giovedì di maggio, circa tre mesi dopo, chiamò Mara per proporle un fine settimana a Venezia con i figli. una breve riflessione seguita da alcune perplessità organizzative, poi accettò con entusiasmo. l’appuntamento era per la sera del giorno successivo, al B&b “el Bepi”, in calle Orsetti. le amicizie nascono in circostanze e modi inconsueti o casuali, le relazioni di cui ognuno di noi è fatto ed è il prodotto, nascono principalmente da un’intesa, che non è né irrazionale né razionale, ma sempre percepita prima di essa, in una sorta di “anteprima” in uno “spazio” a noi inconscio, ma dove l’interazione è già attiva. lo avvertiamo “a pelle”, potremmo dire, come se l’epidermide fosse dotata di un sensore ulteriore, di cui non controlliamo coscientemente il messaggio, indicandoci però il gradimento o il rifiuto verso qualcuno o qualcosa. è quella stessa percezione, elaborata in modo distaccato ed intimo, che nei mesi successivi si impadronì di Sandra, non meno di Mara. i fine settimana in giro per l’Italia e alcune volte all’estero si intensificarono, grazie anche ad una forte intesa tra i ragazzi. nel novembre di quell’anno, dopo aver trascorso alcune settimane di ferie insieme nelle valli tra le Dolomiti, fissarono un week-end a Palermo. la fortuna permise loro di trovare posto in un villino di Mondello, in via Saline, un B&b, in cui però le stanze disponibili erano solo due, una matrimoniale e bagno annesso, l’altra con due letti singoli e bagno esterno. non vi furono problemi, decisero di adattarsi. - il volo è stato estenuante, avrei voglia di mangiare e andare a dormire. - io mi faccio una doccia calda e poi decido. - si, anch’io devo scaricare questa tensione... Sandra entro in doccia, mentre Mara in mutande e reggiseno si distese sul letto e senza parlare chiuse gli occhi, cercando ristoro in libertà. le sembrò di aver dormito per una o due ore quando aprì gli occhi di soprassalto. sentì alcune gocce d’acqua scivolare sulla pelle insieme alle carezze, che sfioravano il suo viso. la realtà sembrò più vivida del sogno in cui era immersa. sorrise, senza scostarsi. si rivoltò sul letto porgendo le spalle e con un rapido movimento da contorsionista, sfilò il reggiseno. avverti il calore delle labbra sulla schiena, in un continuo ascendere, lento, nella parte alta del collo, fin poco sotto la nuca. le mani si posarono sulle spalle e in contemporanea avvertì il calore del suo corpo sulla schiena. ebbe un fremito. Sandra continuò a massaggiare le sue spalle, facendo scivolare le mani sulla testa, intrecciando i capelli con le dita. i baci sembrava cadessero come altrettanti petali da cui siamo ricoperti, quando attraversiamo in una sera d’autunno gli immensi viali contornati siepi di rose. dopo una breve cena decisero di scivolare tra le vie di Mondello, i ragazzi molto affiatati incominciarono a correre sulla spiaggia. - sai, non mi era mai capitato... - neanche a me. non ho resistito quando ti ho visto, distesa... da far invidia... - smettila. mi imbarazza. quando hai avvertito che... - non so. ho deciso in quel momento. forse a Firenze...si a Firenze ricordo che, nell’osservare le tue labbra mi emozionai. trattenni lo slancio. - a me è capitato più di una volta. sono quelle sensazioni di cui però siamo state educate ad aver vergogna, rigetto... - grazie per averle accolte, allora. - non mi sono mai sentita così felice e libera. tre giorni, poi natale e capodanno, il legame si rafforzò, la possibilità di vivere se non insieme, quantomeno nella stessa città, divenne realtà. Sandra chiese un colloquio con la direzione europea della società, che già da tempo aveva espresso messaggi benevolenti sull’eventuale copertura dell’incarico di responsabile etico-ambientale per l’Italia, nella sede di Trieste. anche Mara, decise di trasferirsi a Trieste, aprirvi uno studio e tornare per due volte alla settimana a Bologna e seguire alcuni suoi pazienti. Trst, così la chiamavano, imitando gli autoctoni e scansando le vocali, divertite. decisero comunque di avere due abitazioni separate, almeno inizialmente, solo successivamente avrebbero deciso una eventuale convivenza. quella sera a cena, Sandra giunse con un discreto ritardo rispetto alle loro abitudini. Enrico e Davide mangiarono senza aspettarla, per poi scaraventarsi in camera con la playstation. - scusami, mi sono dovuta trattenere al telefono... - a quest’ora? - si. una chiamata insolita. Mara la guardò con aria interrogativa. - era Marco. - Marco? - si. non lo sentivo da sette, otto anni. - ricadute?... - no. no, sciocchina. no. sta male, un tumore. gli hanno dato pochi mesi. Mara si sedette, cadendo di peso, con aria sconvolta. non ebbe mai modo di conoscerlo, ma dai racconti e le confidenze di Sandra, era come se si trattasse di un suo caro amico. - ai polmoni, e metastasi ovunque. - ha avuto qualche altro consulto fuori dall’Isola, dall’Italia? - no. dice che non intende iniziare viaggi inutili per speranze altrettanto inutili. i mesi che gli restano vuole viverli con la sua famiglia. - è sposato? - si. mi era già giunta voce. oggi mi ha detto che è avvenuto cinque anni fa... - sembri infastidita... - ma no, è che, mi vien da ridere, anche in questa circostanza... - why? - ma perché la moglie è un’amica comune che, al liceo chiamava sempre... “arpia”. ha anche una figlia. - prova a chiedergli se vuol fare un tentativo a Boston. - proverò... mi fa incazzare! - ma che dici? cosa... - si, Mara, in quella parte della Sardegna i carcinomi presentano una frequenza dieci volte superiore alla media... - è il dramma di questa società... - no. cioè si. ma io e lui durante gli studi decidemmo di combattere questo degrado, che ci sta uccidendo, tutti... - Sandrì, adesso non vorrai caricarti responsabilità collettive e abbastanza ampie? - no. però mi fa comunque incazzare. perché sia lui che io abbiamo intrapreso due strade in cui facciamo l’esatto contrario, reiterando il degrado. - se è uno sfogo il tuo, ben venga, sei troppo intelligente perché possa smentire ciò che dici. però senti, non sempre abbiamo la forza per ribellarci... - fino a quando ciò a cui ci ispiriamo, ribellandoci, ha i contorni di una idealità del vivere, no, non ci riusciremo mai. è che in taluni casi diventiamo vittime, e quando questo accade è già troppo tardi per rivoltarci. - abbiamo ancora molto da fare e non è detto che non vi siano più delle chances. - ha detto che mi ama... - nonostante i tuoi racconti, non ho mai creduto avesse smesso di farlo... - e allora perché si è sposato? - perché tu non lo ami? - si. ma amo anche te, pazzamente. - non vedo alcun conflitto. chi si nutre d’amore, non può parzializzarlo...tu si...lei no...loro si... - cosa vuoi dire? - dico che l’amore è amore, poi i sentimenti sono differenti, non contigui, ma tutti adagiati su quell’unico letto dell’amore. - capisco ancor meno, Mara, non incasinarmi con le tue teorie... - ma perché incasinarsi? scusa. Marco, ma anche Claudio, i tuoi genitori, me, tuo figlio, la vita, sono parte di te, del tuo amore, inscindibili... - che accidenti centra Claudio?... - Davide non lo hai generato con me, cara Sandrina, e non ti sei accoppiata per proliferare, lo hai fatto semplicemente perché lo amavi... - credevo di... - lo hai amato...e quell’amore è parte inscindibile di te, nel bene e nel male, tu sei anche quello e in te sono vivi quei momenti... - ma no! - ma si! scommetto che ricordi perfettamente l’istante in cui hai concepito Davide, come quello del primo rapporto, doloroso, avuto con Marco...e del mio corpo a Palermo... Sandra scoppiò in un pianto isterico afferrando Mara a se. la baciò con impeto, senza darle scampo. in quell’istante Enrico entrò in soggiorno, lo videro entrambe, lui sorrise e con il pollice all’insù fece un cenno di approvazione, tradito dalle sue guance arrossate, probabilmente per l’imbarazzo o forse per la gioia. Marco riuscì a condurre una vita dignitosa per altri due anni, grazie a una terapia studiata dal Boston Hospital center, mentre Sandra si era dimessa dal suo incarico, per assumere prima un forte impegno nel partito dei Verdi, poi la sua guida, giungendo in Parlamento pochi mesi prima della morte di Marco, dopo aspre battaglie ambientaliste. quel 3 giugno del 2006, ai suoi funerali laici, non andai da sola, volli con me Mara e i ragazzi, con cui oramai costituivamo una famiglia. A Cagliari avevo condotto parte della mia campagna elettorale e in quei due anni, intervenni in dibattiti pubblici su ambiente e inquinamento, con Marco al mio fianco. negli ultimi mesi lui oramai non era più in grado di deambulare, ma non lesinava il suo tempo nelel riunioni e ai dibattiti. rivelò e denunciò le malversazioni in tema ambientale dall’azienda di cui era dirigente e da cui per quelle rivelazioni, fu prontamente licenziato con una controdenuncia. lo accompagnai in giro per la Sardegna, nei comuni in cui le industrie avevano compromesso il territorio e la salute, come in quelli identicamente compromessi, che ospitavano i poligoni militari. fu una battaglia per la vita, strappata alla morte. ogni istante in cui ci soffermavamo ad elaborare con ulteriore cura gli interventi e le considerazioni sui dati emersi, lui rigenerava il suo vivere riarmandosi di speranza. una notte all’uscita dalla sezione di via Milano, fummo aggrediti prima di salire sull’auto. ci portarono nei parcheggi del Sant’Elia, dove bastonato, gli procurarono fratture alle gambe e sul cranio. io fui stuprata e nella violenza del contrasto mi ruppero alcune costole e il braccio. fu un avvenimento da cui non si riprese più, spegnendo la sua speranza, ma non la mia. con quella stessa speranza, nella sala Polifunzionale della Provincia di Cagliari immersa nel verde del Parco di Monte Claro, celebrai il suo funerale, accanto alla moglie e alla figlia. proiettammo il documentario da lui voluto e montato a riguardo della condizione ambientale dell’Isola. Piansi, perché lo amavo. piansi perché mi sentii impotente. piansi perché avrei potuto, forse, impedire quella morte come tante altre. innumerevoli. di cui una politica vigliacca e servile era subdola concausa, unitamente alle aziende e alle istituzioni militari della Repubblica. piansi insieme ad altre centinaia di persone a cui mi legava quella comune battaglia, per la quale avrei speso ogni istante della mia vita strappato alla morte. Maia Cortex.

Na2ra, una vita genuina. Di Giulietta Grauso

L'associazione Na2ura, diretta da Alessandra Mura, nasce nell'ottobre del 2016 ed ha sede in via Francoforte 9 a Cagliari. Si occupa di discipline legate all'amore e al rispetto per la natura e per il proprio corpo, in una filosofia di salvaguardia dell'ambiente e di tutto ciò che ci circonda. Il rispetto per se stessi e per il nostro ambiente sono principi cardine per questo gruppo di persone. Perchè se ognuno fa la propria piccola parte, tutti insieme, gli uomini sono in grado di cambiare molto le cose e creare un mondo in cui vivere più pulito e più sicuro e, soprattutto, di prendersi cura di se stessi veramente. In quest'ottica l'associazione propone attività a livello dilettantistico, quali la vela, il trekking, l'escursionismo, la pratica yoga, in varie discipline diverse, oltre ad altre discipline orientali, ma anche la conoscenza di altre culture attraverso l'esperienza del viaggio. Il Centro di via Francoforte, sede dell'associazione, dispone di due ampie sale per l'attività di yoga, spogliatoi e saletta realx. Qui ci si si occupa di benessere, nel più ampio senso della parola e quindi nell'accezione di vivere bene, aspetto che coinvolge tutti gli aspetti dell'essere umano e la vita dei singoli, a partire dall'alimentazione, sino ad arrivare alla disciplina dello yoga, che risale al Dio Shiva, padre di tutti gli Dei. Yoga significa unione: unione di mente e corpo, unione di sé con il divino, unione con gli altri, è dunque una disciplina che mira al benessere, del corpo e dello spirito, in maniera armonica, poiché noi siamo fatti di tre parti, il corpo, l'anima, e la mente, che devono vivere in perfetto equilibrio ed armonia. Esistono delle modalità per riportare il corpo e l'anima ad una condizione di benessere e di serenità e queste sono il Mandala, il Mantra, e il Muda, strumenti di meditazione ampiamente praticati dall'associazione, in grado di ridurre l'ansia negli individui. L'associazione si occupa anche di temi quali l'alimentazione, da cui, secondo la teoria di Ippocrate, deriva praticamente tutto, proponendo un'alimentazione naturale che rinforzi e migliori il nostro corpo, fornendo le difese immunitarie. A tutto questo viene aggiunta la passione per il movimento all'aria aperta, anch'esso medicina eccezionale per il benessere individuale, attraverso l'organizzazione di gite guidate e percorsi di trekking, anche accompagnati da eventi musicali, nella Sardegna più selvaggia. Na2ra propone un vasto calendario di escursioni domenicali per chi ama la vita all'aria aperta. Per avere informazioni dettagliate sull'associazione è possibile recarsi direttamente in via Francoforte 9 o consultare il sito internet www.na2ra.it. Giulietta Grauso

Cagliari. Test rapido salivare per il virus responsabile dell'epatite C.

Lila Cagliari segna un nuovo record: domani per la prima volta in Sardegna sarà offerto gratuitamente il test rapido salivare per l'Hcv, il virus responsabile dell'epatite C. L'equipe del servizio testing di Lila Cagliari, composta esclusivamente da volontari, sarà a disposizione domani, giovedì 11 ottobre, dalle 19 alle 21, nella sede di via Dante 16 a Cagliari. "Vogliamo contribuire all'eradicazione del virus, le nuove terapie contro l'epatite C oggi lo permettono. Il nostro sforzo come volontari è quello di allargare l'offerta di test in un contesto extraospedaliero" ha spiegato Brunella Mocci, presidente Lila Cagliari e coordinatrice nazionale Lila. In Sardegna i dati di incidenza sono piuttosto importanti, in alcune zone dell'isola si sfiora il 5%. In Italia si stimano complessivamente migliaia casi non ancora diagnosticati. Il virus dell'Hcv si replica con grande facilità, importante quindi fare fronte comune sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce. Tutte le persone che si rivolgeranno ai volontari Lila potranno avere materiale informativo e ricevere consigli su come evitare i comportamenti a rischio di trasmissione dell'Hcv e dell'Hiv. Le persone che avranno bisogno di un trattamento per l'epatite C saranno inviate, con un percorso dedicato, al Policlinico Universitario di Cagliari, centro di eccellenza nel trattamento dell'epatite C in Sardegna. Da novembre 2016 sono centinaia le persone che si sono rivolte alla Lila per fare un test rapido salivare per Hiv, il 70% non ne aveva mai fatto uno nella propria vita passata, pur avendo corso il rischio di contagiarsi con rapporti sessuali non protetti. L'équipe testing Lila è composta da medici, counselor, operatori dell'accoglienza, tutti volontari e adeguatamente formati e supervisionati.

Carbonia. Al via la IX edizione del Carbonia Film Festival

Da martedì 9 a domenica 14 ottobre, con anteprima sabato 6, nel centro minerario si svolgerà nuovamente il Carbonia Film Festival. Una IX edizione dal respiro internazionale con ospiti e storie in arrivo da tutto il mondo. La rassegna è organizzata dalCentro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria - Fabbrica del Cinema e Cineteca Sarda, insieme alla Regione Autonoma della Sardegna e al comune di Carbonia, con il sostegno di Fondazione Sardegna Film Commission e la direzione artistica di Francesco Giai Via. Due i temi che da sempre contraddistinguono il festival, legandolo a doppio filo con il territorio: migrazioni e lavoro, assi portanti su cui si regge la storia della città di Carbonia ed elementi centrali del dibattito pubblico contemporaneo. Senza dimenticare però la formazione dei giovani, vocazione primaria della Fabbrica del cinema, con masterclass aperte al pubblico e incontri dedicati alle ragazze e ai ragazzi delle scuole secondarie della città. Tra i molti registi e ospiti dell'edizione di quest'anno, ci sono grandi autori come Laurent Cantet e Pedro Pinho, che hanno ottenuto i più prestigiosi riconoscimenti internazionali e che hanno fatto del loro essere cineasti un modo per posizionarsi con responsabilità di fronte al presente. Ma nel ricco cartellone del festival sono presenti anche giovani registi e talenti emergenti, che con il loro lavoro si stanno imponendo sulla scena mondiale. Dal greco Marios Piperides alla giovane francese Manon Ott, dal newyorkese Khalik Allah alla svedese Gabriela Pichler, dalla tunisina Mariam Al Ferjani alla danese Julie Walenciack sino all’italiano Ciro D’Emilio. Una settimana densa di contenuti di qualità quella del Carbonia Film Festival, con proiezioni, incontri, dibattiti, masterclass e musica, dal mattino sino a tarda sera, in piazza e al cinema, nei bar e negli spazi recuperati all’ombra della Grande miniera di Serbariu. Carbonia sarà dunque ancora una volta un punto di incontro, una comunità che con orgoglio ritiene che isola non significhi isolamento, quanto piuttosto crocevia di viaggi, narrazioni, vissuti, luogo al quale approdare per poi partire ancora.

Lavoro. Nuovi inserimenti di Accenture e Avanade

Sarebbero circa cento gli inserimenti nel campo del digitale, ad opera delle due società dell'Ict Accenture e Avanade. Nello specifico, si tratta di laureati in discipline scientifiche e umanistiche e diplomati. L'inizitiva nasce dalla sottoscrizione di due protocolli di intesa tra la Regione Sardegna e le due società che, entro il 31 marzo, si impegnano ad assumere il 75% dei soggetti impegnati nei tirocini attivati nel periodo dal primo settembre al 31 luglio 2019, con un contratto di apprendistato professionalizzante o a tempo indeterminato. Accenture e Avanade, dall'inaugurazione del Centro di eccellenza tecnologica di Cagliari ad oggi, ha già raggiunto una dotazione organica composta da 433 dipendenti. La firma dei protocolli tra il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, l'assessore regionale al Lavoro Virginia Mura e il presidente e AD di Accenture Italia, Fabio Benasso, consolida ulteriormente i rapporti tra Regione e società coinvolte, rappresentando una importante opportunità di sviluppo nel campo dell'Ict regionale, anche grazie alle nuove "Linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento" recepite con delibera di Giunta lo scorso 3 luglio.

Decimomannu. Fedeli da tutta la Sardegna per Solenne processione

Arrivano da tutta la Sardegna i fedeli che oggi parteciperanno alla solenne processione che rappresenta l'apice del programma religioso che caratterizza la Festa di "Sant'Arega". A partire dalle 10.30 il corteo si snoderà per le vie del paese, arricchito dalla partecipazione dei gruppi folk e della banda musicale, fino a giungere al momento della Santa Messa Solenne, presieduta dall'arcivescovo di Sassari. Evento atteso e molto sentito da migliaia di devoti e giunto alla sua 453a edizione, la Festa di Santa Greca rappresenta anche un importante appuntamento per numerosi espositori, locande, arrostitori e paninoteche. E per i più giovani, diverse opportunità di svago e divertimento con l’immancabile luna park, ogni anno sempre più ricco, e altri eventi collaterali. Tra questi il concerto della cantante Alexia che si svolgerà domenica sera. Spazio anche ai tradizionali fuochi d’artificio. Il programma completo per domenica 30 settembre prevede: ore 8,00 – Santa Messa in parrocchia; ore 7,30 / 8,30 / 9,30 / 10,30 – SS Messe; ore 10,30 – Solenne processione per le vie corso Umberto, via Immacolata, via Regina Elena, via Dritta, Santa Greca; A seguire – Santa Messa Solenne; ore 17,00 / 19,00 – SS Messe; ore 20,00 – Processione verso il luogo dell’Inconorazione del 1928, percorso: via Santa Greca, traversa Mercato, via Regina Elena, via Cagliari, via Sardegna, via Deledda, via Foscolo; Sosta e rientro, percorso: via Foscolo, via Sassari, via Santa Greca. Previste diverse iniziative anche per la giornata di lunedì 1° ottobre. Tra queste, la Solenne processione per le vie del paese (alle ore 10.30) e la Santa Messa Solenne presieduta da Monsignor Alberto Pala. Martedì 2 ottobre, a margine della Santa Messa delle 17.30, ci sarà la separazione del Simulacro di Santa Greca dalla Reliquia e la Svestizione della Santa. Federico Cheri

Cagliari. Giornata Europea dello Sport Scolastico

Ha i colori vivaci della festa il quadro intitolato Giornata Europea dello Sport Scolastico. Artisti d’eccezione le alunne e gli alunni delle scuole elementari e medie di Cagliari, che oggi allo Stadio comunale di Atletica leggera di via Degli Sport, sotto lo sguardo attento di insegnanti e genitori, con la collaborazione dei tecnici MSP Sardegna, “hanno saputo cogliere e rappresentare magistralmente l’equilibrio tra attività fisica e gioco”. E cimentandosi in percorsi d’abilità con salti e capriole, beach tennis, danza ed esercizi ginnici, “hanno dato prova - come sottolineato da Yuri Marcialis, assessore alla Pubblica istruzione, Sport e Politiche giovanili - di come l’attività agonistica sia elemento indispensabile per la costruzione di rapporti relazionali, basati sul rispetto dell’altro, l’osservanza delle regole e il superamento delle discriminazioni”. Circa un migliaio gli studenti coinvolti. A dar loro il benvenuto in quello che sarà parte integrante del nuovo Villaggio dello Sport, già messo in cantiere dall’Amministrazione Comunale e che sarà pronto per il 2019, il sindaco Massimo Zedda. “Quella di oggi è una giornata all’aria aperta all’insegna del benessere”, ha spiegato il Primo cittadino riferendosi all’importanza dell’attività fisica, alla funzione educativa e sociale dello sport, ma anche per esaltare uno stile di vita salutare attraverso un consumo consapevole del cibo. Come “alcuni degli ottimi prodotti della terra” ordinatamente disposti sotto i gazebo posizionati all’ingresso del Riccardo Santoru e che i ragazzi potranno degustare per “ricaricarsi”, insieme a genitori e insegnanti. Alla Giornata Europea dello Sport Scolastico, anche Andrea Dettori, nella doppia veste di consigliere comunale e rappresentante dell’ufficio di gabinetto dell’Assessorato allo Sport della Regione, il consigliere Marco Benucci e i rappresentanti del CONI, dell’Ufficio regionale scolastico, della Corisar, degli Scout Assorider, di TDM 2000, l'Agenzia regionale LAORE e di MSP Sardegna che hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento.
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