Il "simpatico" Kim Jong-Un e la potenza delle sue bombe all'idrogeno

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La notizia del test effettuato dalla Corea del Nord con una bomba all'idrogeno montata su un missile intercontinentale, ha destato l'attenzione di numerosi esperti di armi nucleari, preoccupati per gli effetti devastanti che questa tipologia di ordigno può causare. Tra questi anche Sico van der Meer, dell'Istituto Clingendael, think tank e accademia diplomatica olandese, attiva nell'ambito degli studi delle relazioni internazionali. A sottolineare la potenza distruttiva di una bomba all'idrogeno è lo stesso Van der Meer che, per rendere più efficace la sua spiegazione, mette in evidenza come le stesse bombe atomiche lanciate nel 1945 su Hiroshima e Nagasaki, vengano classificate come meno distruttive dell'ordigno testato dal "simpatico" (come le puntine da disegno dentro le mutande) Kim. Una media bomba all'idrogeno - come precisato dallo studioso olandese - è circa cinquecento volte più potente delle atomiche che hanno devastato Hiroshima e Nagasaki. Alcune possono essere mille volte più potenti. Unico "vantaggio", rispetto ad una bomba atomica, è il fatto che quella all'idrogeno rilascia poche radiazioni radioattive, a fronte di un'effetto distruttivo molto superiore. L'esplosione più devastante di una bomba all'idrogeno, osservata da occhio umano sulla terraferma, è quella del 30 ottobre 1961. A testarla, in territorio polacco, l'Unione Sovietica. Gli effetti si sentirono a distanza di 900 chilometri dal luogo dell'esplosione. La bomba aveva una potenza dieci volte superiore a tutti i normali esplosivi utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale. Anche gli americani hanno sperimentato la famigerata bomba all'idrogeno. Il loro primo test è avvenuto il 1° marzo 1954, presso l'isola corallina "Bikini", nell'Oceano Pacifico. L'esplosione creò un cratere del diametro di 1,5 chilometri, mentre una enorme palla di fuoco raggiunse un'altezza di circa 13 chilometri entro un minuto dall'esplosione. Un peschereccio giapponese, che si trovava a circa 160 chilometri dal luogo del test, fu ricoperto da una coltre di neve grigia. Intanto la tensione internazionale sale alle stelle, come anche testimoniato dalle immediate reazioni di condanna sull'accaduto, da parte di Pechino. Ora sarà interessante come gli Stati Uniti reagiranno alla nuova provocazione del "simpatico" (come la puntura di una tracina) Kim, soprattutto dopo la promessa di "fuoco e rabbia" di Trump, pronunciata un mese fa. Federico Cheri
Ultima modifica ilDomenica, 03 Settembre 2017 10:58

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