Cagliari. Formazione dei formatori, Università e Accademia dei Lincei in campo

Venerdì 15 febbraio 2019, dalle 15 l’aula magna della facoltà di Ingegneria - piazza d’Armi, Cagliari - ospita l’evento curato dal Polo Sardegna dell’Accademia nazionale dei Lincei. Ai lavori, intervengono Francesco Clementi (Accademico Lincei, presidente consiglio scientifico Fondazione “I Lincei per la scuola”) con “La sinapsi, un organello per la comunicazione tra cellule nervosa”, Alfio Quarteroni (Politecnico Milano/Epfl Losanna) con “Modelli matematici per la simulazione del battito cardiaco” e Rosa Roberto (responsabile Centro pilota Bari Progetto Sid-Anisn) con la relazione “L’Inquiry Based Science Education”. Le tematiche sono di particolare attualità per la ricerca e la formazione in ambito scientifico. Ma anche di interesse sia per la formazione degli insegnanti di qualunque disciplina, sia per la divulgazione al grande pubblico. Le relazioni vengono precedute dalla cerimonia di commemorazione del professor Sebastiano Seatzu, già responsabile del progetto “I Lincei per la didattica - sezione di Cagliari”, scomparso nel febbraio 2018. In sinergia con le attività del Progetto “I lincei per un nuova didattica”, curate dai professori Pietro Cappuccinelli e Sebastiano Seatzu, la sede di Cagliari è nata nel 2015. Dal 2018 la coordinatrice locale è la professoressa Maria Polo (referente matematica). Per le Scienze è responsabile il pro rettore Micaela Morelli, mentre per l’italiano e per il Progetto Sid, sono responsabili le professoresse Cristina Lavinio e Maria Cristina Mereu. “In linea con il progetto nazionale e con le finalità del programma, sono stati affrontate in attività seminariali e conferenze, rivolte ad insegnati di tutti i livelli scolastici, tematiche e argomenti su diversi aspetti della matematica, dell’italiano e delle scienze. Un aspetto chiave? La trasversalità realizzata nei circa quindici incontri comuni ai tre ambiti disciplinari con una serie di attività che hanno affrontato temi intra e multidisciplinari e nelle sperimentazioni” spiega Maria Polo. La professoressa rimarca un aspetto: “L’obiettivo di sviluppo del progetto, in sinergia con l’Università di Cagliari, è l’incremento della partecipazione continuativa degli insegnanti, specie di quelli della scuola primaria. Un percorso che necessita della collaborazione tra Ufficio scolastico regionale, l’ateneo e i dipartimenti coinvolti, l'assessorato regionale alla Pubblica istruzione”. La formazione dei giovani nella matematica, nelle materie scientifiche e nella lingua è un punto cruciale per lo sviluppo della nostra società. “Purtroppo i dati recenti più accreditati non sono molto incoraggianti e pongono il nostro paese in una situazione di retroguardia. Inoltre, osservando l’evolvere in un lungo periodo di tempo delle conoscenze della popolazione lavorativa italiana non sembra esserci – rimarca la professoressa Polo - una prospettiva di miglioramento portata dalle generazioni più giovani. Ed è per questo che l’Accademia dei Lincei, ha dato vita alla “Fondazione I lincei per la Scuola” che ha per compito quello di intervenire in questo settore specifico. Il progetto “ I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale” prevede lo sviluppo in Italia di una rete di Poli che portino avanti un progetto di rinnovamento dell’insegnamento che abbia come base il Metodo laboratoriale. In sostanza, va a costituire una comunità docente con gli insegnanti coinvolti in un lavoro comunitario assieme alla comunità scientifica e culturale più alta del paese per un “insegnamento di alta qualità”. A matematica, scienze e italiano si è aggiunta anche l’economia, per una cittadinanza attiva e consapevole. Il progetto è attivo da più di sei anni. I laboratori per italiano, matematica e scienze di sono avvalsi di insegnanti formatori del Giscel, del Crsem e del Centro pilota Sid-Sardegna. Gli incontri realizzati a Cagliari, Oristano, Nuoro e a Sassari hanno visto la partecipazione in media di sessanta insegnanti per ambito in ciascuna delle due sedi provenienti dalla scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Le scuole rappresentate hanno riguardato buona parte del territorio regionale. Al vaglio, anche in prospettiva futura, la realizzazione di esempi prototipo di buone pratiche innovative e riproducibili da disseminare anche come ricadute sul territorio e in linea con la terza missione dell’Università .

Arresto cardiaco. Pool dell’ateneo brevetta un trattamento rivoluzionario

"Liposomi nel trattamento dell’arresto cardiaco" è la cornice del brevetto dell’Università di Cagliari che è stato selezionato, con altre sei tecnologie italiane, per partecipare a Biovaria 2019. L’evento continentale, è particolarmente accreditato nel campo delle Scienze della Vita con un riferimento specifico alla diagnostica e alla terapia nelle aree di: oncologia, neurologia, immunologia, cardiologia e disturbi metabolici. In programma a Monaco di Baviera dall’8 al 9 maggio prossimo, Biovaria riunisce scienziati, professionisti del trasferimento tecnologico, investitori e rappresentanti del settore. Di fatto, la partecipazione degli specialisti dell’ateneo del capoluogo certifica un percorso di consolidata e conclamata reputazione scientifica. Ovvero, un riconoscimento di pregio per il lavoro svolto dal team di professori e ricercatori afferenti ai dipartimenti di Scienze chimiche e geologiche e Scienze della vita e dell'ambiente. Tra questi, Sergio Murgia, Chiara Sinico e Michele Schlich. Ma tra gli inventori del brevetto ci sono anche Ernesto D’Aloja, Maura Monduzzi, Emanuela Locci e Valeria Meli. Nel pool anche Theodoros Xanthos (European University Cipro, già visiting professor all’Università di Cagliari). La tecnologia brevettata è relativa a una formulazione progettata per l’iniezione parenterale durante le emergenze cardiache in grado di modulare il rilascio dell’adrenalina, riducendo così il numero di somministrazioni, la dose applicata e, di conseguenza, gli effetti collaterali. "Liposomi nel trattamento dell’arresto cardiaco" è un brevetto destinato ad ampliare gli scenari della medicina. All'evento di Monaco di Baviera saranno presenti Sergio Murgia e Chiara Sinico. UniCa liaison office - sportello specializzato della direzione Ricerca e territorio dell’ateneo di Cagliari, diretto da Gaetano Melis - seguirà gli aspetti inerenti le relazioni con possibili investitori interessati all'acquisizione e allo sviluppo del brevetto. Il team - coordinato da Orsola Macis - è stato e sarà supportato per l’insieme degli aspetti brevettuali, di valorizzazione dei risultati e trasferimento tecnologico. Unica liaison office ha curato anche gli aspetti legati alla candidatura e selezione delle tecnologie dell'Università di Cagliari per la partecipazione a Biovaria 2019.

Cagliari. Le scienze, le donne, il futuro: quattrocento studentesse in Cittadella universitaria a Monserrato

Una giornata di crescita, ambizioni, timori e coraggio. La scienza per le donne, le donne per la scienza in una cerimonia che ha tenuto fede alle promesse: l’aula magna Alberto Boscolo al gran completo, i docenti attentissimi, la folta platea di teen agers provenienti da scuole e licei sardi curiosi di capire e bruciare le tappe. La Giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza - ieri, dalle 9 alle 17, in Cittadella universitaria a Monserrato, con i saluti di benvenuto di Antonella Rossi e Viviana Fanti - ha fatto ancora una volta canestro. L’adesione sugli eventi che coinvolgono, spiegano e includono, con semplicità e chiarezza anche su temi complessi. “Ragazze, la società civile ha bisogno di voi. Ha bisogno delle donne, non lasciamo da soli i nostro colleghi maschietti. Studiamo, approfondiamo e poi scegliamo assieme. Ma un aspetto è fondamentale: dovete crederci”. Maria Del Zompo ha messo in fila valori e sentimenti. “Ero brava in filosofia ma scelsi medicina e per poco mia madre non svenne. Per fortuna, la convinse mio nonno. Io volevo fare psichiatria, studiare il cervello. Ecco, vi dico questo perché alla fine sulle decisioni hanno un ruolo chiave la passione e le motivazioni: Cercatele trovatele, andateci dietro. Poi può anche capitare che dopo 400 anni e 60 rettori maschi io sia la prima donna rettore dell'Università di Cagliari. Ma questo non è normale. Dobbiamo - ha detto la professoressa Del Zompo - metterci sempre in gioco, accettare le sfide, puntare a raggiungere i vertici. Dunque, amate la scienza e proponetevi di più affinché sia normale che una donna arrivi in alto. Fate vivere i vostri sogni, tirateli fuori”. Il passaggio coglie anche altri aspetti. “La società ha molto bisogno dei vostri contributi, di voglia di crescere ed equilibrio. Servono donne in gamba per fare bene le cose, mica per gestire il potere. E sappiate che è tutto nelle vostre mani. Non sprecate energie pensando a fortuna e sfortuna. Lavorate sodo per abbattere la mediocrità, che non ha mai pagato e non pagherà mai”. Il rettore ha chiuso ampliando lo scenario: “La vita associa e combina diversi interessi. Serviranno maniche rimboccate e quel che conta è un fattore: dovete esserci sempre, senza mai mollare. Solo così si cresce. In bocca al lupo”. Con una brillante relazione sulle prime donne scienziate (“Vedete questa foto? Risale al 1927 ed è scattata a Bruxelles. Si tratta degli scienziati partecipanti alla conferenza internazionale Solvay. Quel che colpisce è la presenza di una sola donna: Marie Curie”) Micaela Morelli ha elencato alle future universitarie una serie di step da non fallire. “Ricordate sempre che la scienza necessita di gioco di squadra. Per noi docenti si tratta di trasmettere ai più giovani quel che sappiamo, di dare e prendere dalle nuove generazioni che ci aiutano a capire come il mondo cambi. Voi offrite flessibilità e visioni diverse, per noi è importante capire e intuire”. Il pro rettore per la Ricerca scientifica dell’Università di Cagliari, accelera: “Le opportunità capitano, sono belle e interessanti. Ma tutto richiede sacrifici e le difficoltà rendono le cose di cui vi occuperete sempre più motivanti. Su questi sentieri si cresce e si riflette”. La professoressa Morelli ha concluso citando lo scalatore Simone Moro: “Dice bene quanto rimarca che non c’è tempo per gli alibi, ma c'è sempre spazio ed energie per realizzare sogni e obiettivi. La motivazione personale è basilare e sarà il segreto del vostro successo”. A seguire, è intervenuto Alberto Masoni. Il direttore della sezione di Cagliari dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, ha rilanciato un aspetto: “Il nostro istituto coordina a livello nazionale il progetto europeo Genera, teso proprio alla promozione delle uguaglianze di genere nella ricerca scientifica. Abbiate passione e costruitevi competenze forti. Poi, qualcosa accade. Come, ad esempio, che il direttore generale del Cern di Ginevra, finito poi sulla copertina del Time, sia una donna: Fabiola Gianotti. Ragazze, metteteci passione”. “Lo spazio che i media in Italia dedicano alle donne è del 18 per cento”. Un numero che equivale a una sassata. Capace di infrangere storie di professionalità sociale, scientifica e civile messe in campo quotidianamente dal mondo in rosa. Susi Ronchi, responsabile isolano dell’associazione Giulia giornaliste (“In Sardegna siamo in oltre cinquanta, siamo il gruppo più folto in Italia e ci battiamo per le questioni di genere”), taglia corto: “Il dato pessimo sulla visibilità mediatica femminile ci permette di capire tante cose. Ci dipingono come non in grado di poter fare certe scelte o magari insistono su stereotipi quali quello sulle che ragazze non si mettono in gioco di fronte a percorsi difficili”. Una pausa, la sala che tiene il fiato. “Invece, sono i media a non essersi evoluti, a stare ancora un passo indietro”. Susi Ronchi, già cronista Rai, cita un sondaggio Microsoft su scala europea. “Dopo aver interpellato le studentesse tra gli 11 e i 17 anni, si scopre che il 68 per cento dice di voler fare scienze. Ma un anno dopo, quando si deve scegliere il corso universitario, c'è la fuga dalle facoltà scientifiche. E sapete perché? Perché temono che la scelta non dia le stesse opportunità a uomini e donne. Invece - ha concluso la numero uno di Giulia - vi dico che ce la potete fare e dovete sentirvi sempre all'altezza”. Promosso nell’ambito del Piano lauree scientifiche (Pls), i corsi che hanno promosso la “Giornata” fanno capo agli specialisti Paolo Follesa (Biologia e biotecnologie), Antonella Rossi e Marzia Fantauzzi (Chimica), Carlo Maria Carbonaro, Alessia Zurru e Viviana Fanti (Fisica), Stefania Da Pelo e Maria Teresa Melis (Geologia), Daniele Riboni (Informatica), Paola Piu (Matematica) e Susanna Salvadori (Scienze ambientali e naturali). L’11 febbraio è la data scelta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per promuovere l’uguaglianza di genere e far sì che le donne e ragazze ottengano parità di accesso e partecipazione nella scienza. Un fronte su cui l’ateneo si batte con energia. In Cittadella la Giornata si dispiegata anche nei laboratori e nelle aule.

Gonnesa. Energia e benefici alla salute grazie all'alga Spirulina

Presentato oggi il progetto per la produzione di alghe azzurre in impianti all'aperto. Realizzato in collaborazione tra Università di Cagliari e Carbosulcis, con il finanziamento di 140 mila euro da parte della Regione, il progetto consiste nella realizzazione di un fotobioreattore in vetro che consente di utilizzare il calore dell'acqua della miniera Monte Sinni, della Carbosulcis, per la produzione di alghe azzurre in impianti all'aperto, senza la copertura di serre. Un impianto che garantisce un ciclo di produzione di 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno. L'iniziativa, in fase di sperimentazione, è accompagnata da un'analisi di mercato per verificare le potenzialità economiche dei prodotti derivati dalla Spirulina, con l'obiettivo di creare nuove opportunità di sviluppo per il territorio e, conseguentemente, nouva occupazione. Attualmente oltre il 90% di alga Spirulina reperibile sul mercato nazionale ed europeo proviene dalla Cina. Il suo utilizzo è connesso principalmente alle produzioni alimentari e di creme.

Università Cagliari. Ingegneria, premio nazionale ItCold al sardo Matteo Arricca

Matteo Arricca (classe ’91) ha vinto il premio nazionale ItCold bandito dal Comitato italiano grandi dighe. L’ingegnere cagliaritano è stato premiato a Roma il 12 dicembre scorso per la tesi sulla diga di Mosul (“Geotechnical numerical model and Cosmo-SkyMed/Sentinel-1 interferometric analysis applied to the Mosul dam, Iraq”). Matteo Arricca si è laureato in Ingegneria civile lo scorso settembre discutendo la tesi che ha colto l’apprezzamento della giuria. Il lavoro di ricerca è stato curato dai relatori Maria Cristina Porcu, Fabio Soccodato (docenti dell’Università di Cagliari) e Pietro Milillo (ricercatore del Nasa Jet propulsion laboratory, CalTec Los Angeles, Stati Uniti). Fresco di laurea triennale conseguita alla facoltà di Ingegneria e architettura dell’ateneo di Cagliari, Matteo Arrica ha partecipato alla quinta edizione del Premio nazionale Itcold riservato alle tesi sull’ingegneria delle dighe. A pari merito i colleghi Riccardo Donatelli (La Sapienza, Roma) e Greta Sbragia (Università di Pisa). Ai vincitori un premio in denaro di 1.250 euro. La tesi di laurea di Matteo Arricca è stata sviluppata nell’ambito di una collaborazione internazionale tra la professoressa Porcu (docente di Dinamica delle strutture e ingegneria sismica) e Pietro Milillo, ricercatore al Nasa Jpl del California institute of technology di Los Angeles. Grazie alla proficua collaborazione che ha permesso di avvicinare ancor più la facoltà dell’ateneo a uno dei principali e più accreditati centri al mondo, l’ingegner Arricca ha svolto tre mesi di tirocinio Jpl con una borsa di studio Globus Placement dell’ateneo di Cagliari. “Al Jet propulsion laboratory, Matteo ha imparato ad acquisire ed analizzare i dati rilevati dalle costellazioni satellitari con il software Sarproz. Alcuni dei dati satellitari registrati per un periodo di tre anni su centinaia di punti sulla diga di Mosul - spiega la professoressa Porcu - sono stati poi utilizzati per validare un modello numerico della diga predisposto con il programma alle differenze finite Flac, nel quale viene simulato il fenomeno di dissoluzione degli strati di gesso e rocce solubili in fondazione. Il fenomeno continua ad avvenire nonostante sia rallentato dalle continue iniezioni di cemento (jet grouting) effettuate dalla Compagnia italiana Trevi che cura la manutenzione della diga per conto del governo iracheno. L'obiettivo finale del modello numerico è ricostruire la dinamica del fenomeno di subsidenza osservato da satellite per il monitoraggio dello stato di salute dell'opera”. I risultati del lavoro svolto sulla diga di Mosul saranno oggetto di una pubblicazione su una rivista internazionale nel 2019. Con Matteo Arricca anche Christian Sarritzu e Milena Scano hanno trascorso tre mesi al Jpl nel 2017. I neoingegneri laureatisi all’Università di Cagliari hanno vinto la borsa Globus Placement. Sarritzu ha sviluppato una tesi sul tema delle dighe e si è laureato con i professori Porcu, Soccodato e Milillo. Milena Scano ha presentato una tesi sull’utilizzo delle reti neurali per l’analisi di dati satellitari su aree urbane con, oltre ai relatori Porcu e Milillo, Augusto Montisci (Università di Cagliari).

Università Cagliari. Ingegneri chimici, occupazione immediata per tutti i laureati

L'aula magna della facoltà di Ingegneria e architettura ha ospitato, venerdì 7 dicembre, il convegno "Innovazione tecnologica e Cambiamento. I nuovi temi per l’ingegnere chimico e l’evoluzione di questa figura professionale". I lavori sono stati curati dall’Aidic (Associazione italiana ingegneri chimici, sezione Sardegna) e promossi dal dipartimento di Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali (Dimcm) dell’università di Cagliari. Oltre centoquaranta studenti frequentano la laurea triennale in Ingegneria chimica con 53 matricole, fresche di iscrizione al primo anno. Sono ventotto e una cinquantina quelli della magistrale. Sono questi i macro dati del corso curato dagli specialisti dell’ateneo di Cagliari che garantisce un lavoro pertinente agli studi compiuti a stretto giro dalla discussione della tesi. Il placement è del cento per cento. “I nostri laureati hanno un domani certo costruito sulla professione per cui, con le proprie famiglie, hanno investito tempo e risorse. Nel portarvi i saluti del rettore Maria Del Zompo, sono certo - ha aggiunto il presidente della facoltà di Ingegneria e architettura, Corrado Zoppi - che saprete compiere le scelte più opportune per il vostro futuro”. La sala, con un centinaio tra allievi e docenti di licei e istituti tecnici di Cagliari e dell’hinterland, ha mostrato particolare attenzione. “La figura dell’ingegnere chimico ha valenze multidisciplinari. Dalla chimica, tra raffinazione e altro, al depuramento delle acque, inscatolamento e gestioni dei prodotti alimentari, gestione impianti, impatto ambientale e non solo. Tanto che a spasso non c’è neppure un nostro laureato. Una considerazione che dovrebbe far riflettere anche le autorità politiche e amministrative regionali” ha precisato il direttore del Dimcm, Giacomo Cao. “Un antico proverbio cinese dice che resistere al cambiamento e come trattenere il respiro. Se lo si fa troppo a lungo si rischia di morire” ha sottolineato Massimiliano Grosso, coordinatore del corso di laurea. “Un percorso formativo appagante e proficuo” ha rimarcato Francesco Feliziani, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sardegna. “Li aspettiamo a braccia aperte” l’auspicio di Francesco Marini, presidente di Sarlux, azienda all’avanguardia del gruppo Saras. L'evento "Innovazione tecnologica e Cambiamento. I nuovi temi per l’Ingegnere chimico e l’evoluzione di questa figura professionale" ha offerto un quadro esaustivo su vari aspetti del percorso accademico. Dall’evoluzione nel tempo alla preparazione necessaria per affrontare nuove sfide, prodotte dagli sviluppi delle tecnologie e dalla contaminazione con altre professionalità, da parte del moderno ingegnere chimico. Tra i relatori, Giovanni Vaia (Università Ca’ Foscari, Venezia), Roberto Garau (Sartec srl), Alessandra Taris (ingegnere chimico, Ph.d), Bruno Demuru (ingegnere chimico - Innovation senior consultant).

Rete ciclabile della Sardegna: 2.100 chilometri di percorso presentati al festival Scirarindi

In occasione dell’ottava edizione di Scirarindi, festival dedicato al benessere, al buon vivere e alla sostenibilità in Sardegna, che si terrà presso la Fiera il 1° e 2 dicembre, il Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità delle Università di Cagliari e Sassari) rinnova la sua presenza e organizza un seminario con i rappresentanti di assessorato regionale Lavori pubblici, Città Metropolitana di Cagliari, Arst e Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). Nello specifico, l'evento, inserito tra le attività di promozione e pubblicizzazione del Piano regionale della mobilità ciclistica, si terrà sabato 1 dicembre alle 14 nella Sala grande del padiglione I, al primo piano. Lo staff del Cirem - coordinato da Italo Meloni, ordinario di Pianificazione dei trasporti al dipartimento di Ingegneria civile, ambiente e architettura dell’Università di Cagliari - ha individuato una rete che si snoda lungo il territorio isolano per circa 2.100 chilometri e vede coinvolti numerosi centri abitati, aree naturali, siti Unesco, punti di interesse e nodi di trasporto extraregionali e interregionali. “Nel 2015 la Regione Sardegna ha riconosciuto la mobilità ciclistica come fattore strategico nella pianificazione regionale delle infrastrutture prioritarie. Con l’Arst soggetto attuatore e Cirem per l’impostazione metodologico-scientifica, è stata avviata la definizione del Piano regionale della mobilità ciclistica con la contestuale attivazione della procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas). Questo processo - spiega il professor Meloni - ha consentito la costruzione di un vero e proprio progetto di territorio esteso all’intera isola. I lavori hanno portato lo scorso 31 luglio all’adozione del Piano unitamente alla Vas, da parte della Giunta regionale”. Il Piano ha visto l’applicazione di una metodologia pianificatoria che individua attraverso un approccio di sistema un complesso di interventi, azioni e misure integrate di infrastrutturazione fisica e sociale finalizzate a promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di spostamento quotidiano, di svago, sport e turismo. Il professor Meloni, ha coinvolto nei lavori un gruppo di giovani ricercatori e dottorandi, specialisti in architettura, ingegneria, sociologia e marketing. Tra questi, Eleonora Sottile, Veronica Zucca, Cristian Saba, Benedetta Sanjust, Daniele Trogu, Beatrice Scappini, Carlo Perelli, Andrea Zara, Giulia Desogus e Francesco Piras. “L'idea è quella di pianificare e attuare un sistema di mobilità incentrato sull’uso della bicicletta con l'individuazione di un complesso di azioni, misure e interventi combinati, coordinati e integrati di natura infrastrutturale, fisica e sociale. L'obiettivo è quello di diffondere l'utilizzo della bicicletta, aumentando il numero dei ciclisti, tra spostamenti feriali e festivi. Il Piano di un sistema di mobilità ciclistica in un territorio come sardo - aggiunge Italo Meloni - si configura come un Progetto che promuove sia un diverso modo di visitare e fruire del territorio, sia occasioni e opportunità di crescita economica valorizzando i territori attraversati e integrando differenti contesti, costieri e dell'entroterra, a bassa e alta intensità insediativa”. Un percorso con una filosofia precisa: “Legittimare la mobilità ciclistica e le ciclovie come oggetto strategico delle politiche regionali”. Nel Piano sono individuati gli itinerari della rete ciclistica regionale. Tra questi, 52 itinerari per una lunghezza totale di 2.649 km (di cui 550 km bici più treno); 256 centri abitati attraversati; 231 territori comunali attraversati; 63 Sic, 22 Zps, due parchi nazionali e quattro regionali in prossimità della Rete; tre siti Unesco (un sito patrimonio mondiale, un geoparco e una riserva della biosfera). Ma non solo. In prossimità della Rete sono presenti 747 punti di interesse (di cui 248 spiagge), tre borghi di eccellenza, otto porti commerciali (24 porti turistici); 49 stazioni ferroviarie e 432 fermate Arst extraurbane.

Cagliari. Voto elettronico, sviluppi e innovazione Accordo dell’ateneo con NetService

L'Università di Cagliari - confermando un percorso accreditato di eccellenza in ambiti nazionali ed esteri nel comparto dell’ingegneria del software - ha siglato nei giorni scorsi un accordo con l'azienda bolognese NetService spa. L’intesa - firmata dal pro rettore per l’Innovazione, Maria Chiara di Guardo - riguarda il progetto di ricerca e sviluppo innovativo "CriptoVoting". Finanziato da Sardegna ricerche nell'ambito del Por Fesr Sardegna 2014-20, lo studio è curato dagli specialisti del dipartimento di Matematica e informatica dell’ateneo. NetService, che ha una sede operativa a Cagliari, è specializzata nella realizzazione di sistemi informativi dedicati alla gestione di organizzazioni complesse. Il progetto ha per Principal investigator Roberto Tonelli e coinvolge il gruppo di ricerca in ingegneria del software coordinato da Michele Marchesi (‘AgileGroup’). Entrambi i docenti afferiscono al dipartimento di Matematica e informatica. Il cuore della mission dei ricercatori è chiaro: “Studiamo lo sviluppo di un sistema di voto elettronico integrato dalle caratteristiche assolutamente innovative, rivolto al raggiungimento degli obiettivi generali della Smart specialization strategy (S3) della regione Sardegna” spiega il professor Tonelli. Il progetto ambisce a sfruttare le potenzialità della tecnologia Blockchain, nota per essere alla base della gestione delle criptovalute, tra le quali la più conosciuta è il Bitcoin, tecnologia sulla quale il dipartimento di Matematica e informatica è all'avanguardia a livello nazionale e internazionale. “La tecnologia fornisce un meccanismo di fiducia, digitale e decentralizzato, per generare dati sicuri, che potenzialmente preserva l'anonimato dei partecipanti ma rimane aperto all'ispezione pubblica. Applicata al voto, la Blockchain - rimarca il professor Marchesi - garantisce che i voti vengano registrati in modo accurato, trasparente, permanente e sicuro”. L'Università di Cagliari è stata tra le prime al mondo ad aver utilizzato la Blockchain di Ethereum per certificare i diplomi di laurea dei suoi laureati, e offre vari corsi sulla stessa tecnologia nell’ambito della laurea magistrale in Informatica. Intanto, Michele Marchesi e Roberto Tonelli hanno organizzato due workshop internazionali sul tema. Il primo si è tenuto con successo lo scorso maggio 2018 a Goteborg, in Svezia. Il secondo è in calendario a HangZhou (Cina). I lavori si terranno nel febbraio del prossimo anno.
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