Progetto Eos. Dodici idee imprenditoriali maturate al Crea dell’Università di Cagliari

Il Teatro anatomico, in via Ospedale n. 121, sede del Crea UniCa, Centro servizi ateneo per innovazione e imprenditorialità dell’Università di Cagliari, ospita la giornata conclusiva del progetto Eos Emerging Organization-Ship. Promosso dal Crea nell’ambito dell’Avviso ”Attività integrate per l’empowerment, la formazione professionale, la certificazione delle competenze, l’accompagnamento al lavoro, la promozione di nuova imprenditorialità, la mobilità transnazionale negli ambiti della ”Green & Blue Economy’ – linea C – Por Sardegna Fse 2014-2020, il progetto è finalizzato al supporto alla creazione d’impresa nel settore dell’Ict. All’evento prendono parte il rettore Maria Del Zompo e il pro rettore all’Innovazione, Maria Chiara di Guardo. Il progetto – gratuito e riservato a inattivi, disoccupati o inoccupati residenti o domiciliati in Sardegna, in possesso del diploma di scuola media superiore – si è sviluppato in dodici mesi su tre capitoli: 1) formazione per l’acquisizione di conoscenze e competenze imprenditoriali della durata: 30 ore; 2) consulenza preliminare all’avvio delle nuove attività economiche (30 ore); 3) assistenza tecnica e consulenza all’avvio delle nuove attività economiche (60 ore). Un cammino che ha fornito opzioni di gruppo e individuali tese ad affrontare l’insieme degli aspetti connessi all’avviamento di un’idea imprenditoriale, autonoma e in staff, fino al raggiungimento dei brevetti e proprietà intellettuale. In breve, i 45 team partecipanti hanno potuto sviluppare una propria idea d’impresa o lavoro autonomo attraverso un percorso di formazione, consulenza e assistenza tecnica all’avvio di nuove attività economiche sfruttando le competenze e le metodologie utilizzate nell’ambito del Contamination Lab dell’Università di Cagliari. I partecipanti presentano un Project work), basato su uno schema di lavoro contenente sintesi dell’idea d’impresa (Prototipo ed Executive summary) e presentazione dell’idea d’impresa (Pitch). Le dodici intuizioni stasera in scena sono: 1) Napshower: la prima app che ti permette di fare una doccia e un riposino anche fuori casa; 2) Cocusina: il primo co-cooking tutto sardo alla scoperta delle tradizioni; 3) Comix: laboratori per bambini e ragazzi a tema fumetto; 4) New eden: progetto spirituale che guida alla ricerca dell'arcaico equilibrio tra uomo e donna; 5) Mondo sorridente: dentista a domicilio in pochi semplici clic; 6) Class privee: un nuovo modo di imparare il francese in maniera veloce e intuitiva; 7) Bianca: progetto artistico per il risveglio di un'etica sociale; 8) Storytellinghouse: progetto ludico ricreativo per bambini e ragazzi alla scoperta delle origini delle imprese; 9) Percorsi della dea: la chiave per ristabilire l'armonia interiore personale e sociale; 10) Flow: il primo centro multidisciplinare di floating therapy e cura del benessere in Sardegna; 11) Mariposa: un nuovo modo di riprendere il mondo attraverso i droni; 12) Thilimba: il primo souvenir esperienziale, bio al profumo di Sardegna. Per maggiori informazioni: http://www.crea.unica.it/eos-emerging-organization-ship/ Laura Poletti - Crea UniCa, 070.6758440

Cagliari. Storia della scienza, viaggio tra le fonti testuali

Giovedì 10, dalle 15 alle 20, e venerdì 11 gennaio, dalle 9 alle 14, nell’aula “Motzo” - facoltà di Studi umanistici, via Is Mirrionis - si tiene il seminario di studi “Le fonti testuali nella storia della scienza: stampe, carteggi, manoscritti, traduzioni”. Dalla Roma Barocca al mercato globale del libro nelle principali piazze europee passando per medicina ed erudizione, il paziente e i consulti medici, la lettera di Galileo Galilei a Castelli. Il percorso ospitato dal Dipartimento di pedagogia, psicologia e filosofia dell’ateneo di Cagliari, si compie con i contributi di alcuni grandi specialisti della disciplina provenienti da centri di ricerca e accademie di acclarata reputazione scientifica. Tra questi, Sabina Brevaglieri (Johannes Gutenberg-Universität, Mainz), Oreste Trabucco (Museo Galileo, Firenze), Alessandro Ottaviani (Università Cagliari), Pietro Corsi (Oxford University), Marco Guardo (Accademia nazionale Lincei, Roma), Maria Conforti (Università La Sapienza, Roma), Antonio Clericuzio (Università Roma Tre). Il seminario è curato da Michele Camerota, docente dell’Università di Cagliari, tra i principali esperti al mondo di studi, opere e storia galileiana. Ordinario di Storia delle scienze e delle tecniche nel corso di laurea in Scienze della comunicazione, il professor Camerota è balzato di recente alla ribalta internazionale per la “lettera eretica” di Galileo. La lettera, di cui gli studiosi avevano perso le tracce, è quella in cui Galileo Galilei ribadisce le sue tesi contro l'idea, sostenuta dalla Chiesa, che fosse il Sole a ruotare intorno alla Terra. La lettera risale al 1613, è lunga sette pagine ed è firmata in calce G. G. Galileo la indirizza all'amico Benedetto Castelli, matematico dell'università di Pisa. Il testo contiene affermazioni in cui Galileo sostiene per la prima volta che la ricerca scientifica deve essere libera dalla dottrina teologica. Di fatto, la lettera scatena un putiferio. E ne nasce anche un giallo. Il pregiato manoscritto si trovava in una biblioteca di Londra ed è stato scoperto lo scorso settembre da un ricercatore italiano nella biblioteca della Royal Society. Del testo si conoscevano due copie, una con toni più soft. "Ora sappiamo che lo scienziato la riscrisse", il commento del team di ricercatori composto da Salvatore Ricciardo, ricercatore dell'università di Bergamo, il suo supervisore Franco Giudice e lo storico dell’ateneo del capoluogo, Michele Camerota, autore dell'analisi filologica del testo della lettera. Di fatto, la lettera era sfuggita all’attenzione degli storici ed era in possesso della Royal Society da almeno 250 anni. Il documento ritrovato da Ricciardo mostra che lo scienziato avrebbe corretto ed edulcorato le proprie parole, per evitare l'ira dell'Inquisizione. Ricciardo, Giudice e Camerota hanno verificato l'originalità della lettera confrontando singole parole con altre simili scritte da Galileo nello stesso periodo. La scoperta è descritta in un articolo che è stato pubblicato sulla rivista Notes and Records della Royal Society. Il professor Camerota dirige la rivista internazionale “Galilæana. Journal of Galilean Studies”, è promotore e organizzatore di numerosi eventi congressuali, formativi e di ricerca e ha diretto anche il Master universitario di II livello in Gestione dei processi di sviluppo umano e organizzativo. I suoi saggi sono pubblicati, tra gli altri, da Donzelli e Einaudi. Un altro pregiato riferimento su scala internazionale nel pianeta della formazione accademica avanzata, con importanti riverberi anche per la reputazione dell'Università di Cagliari.

Cagliari. Contamination Lab, centoventi studenti al via nel percorso utile a creare impresa più titolato d’Italia

Si è aperta oggi la sesta edizione del Contamination Lab dell’Università di Cagliari. L’evento è capofila del network nazionale voluto dal ministero per lo Sviluppo economico. “Da Cagliari si vede il futuro!” lo slogan dell’evento con al via centoventi studenti di discipline diverse. Il CLab di UniCa (oltre settecento allievi coinvolti finora) prevede da oggi a venerdì 14, quattro giornate di matching. Ovvero, confronto, regole, dinamiche di percorso, partner, creazione dei team in un contesto ricco di opportunità. La seconda fase si apre dal 16 gennaio al 16 marzo , la terza dal 22 marzo al 6 maggio e la quarta chiude il percorso con la finale del 26 maggio del prossimo anno. “Si vince in tanti modi, nella vita e nella professione. Ma quel che conta è assimilare le cose che ci hanno insegnato, condividerle, crescere. Credete sempre in voi, lo dico alle tante ragazze del CLab che potrebbero incontrare più difficoltà: non mollate mai. Datevi - ha sottolineato il rettore Maria Del Zompo - un obiettivo, percorrete il percorso più adatto e ripartite. L’ateneo, per via dei tagli e delle risorse in calo, fa fatica, ma crede a fondo nel ContaminationLab. Una scommessa vincente, con l’innovazione che nasce da competenze e interazione”. La professoressa ha sottolineato un aspetto: “La parte emotiva di ciascuno di noi fa la differenza, allenatela bene perché solo così potrete creare meglio: anche le tecnologie sono al servizio della creatività”. “Il Contamination Lab Unica da sei anni costruisce un ecosistema dove le idee trovano la strada della concretezza, l’individualità lascia spazio al gruppo, si traccia la rotta per innovare con sapienza e guardare avanti. Un percorso sfidante - ha rimarcato Maria Chiara Di Guardo, pro rettore Innovazione - dove si moltiplicano le opportunità legate all’innovazione. Andate verso un futuro in cui dovrete individuare i trend di sviluppo”. La professoressa ha ricordato che il CLab dell’ateneo è capofila nazionale del Network creato dal ministero dello Sviluppo economico e dall’Ocse è stato riconosciuto come modello doc del settore. “Viviamo un’epoca in cui si è attenti all’individuo. Ma il percorso lo farete assieme e con il nostro supporto”. Se le professoresse Del Zompo e Di Guardo hanno sottolineato anche la perfetta integrazione con il territorio, tra enti, istituzioni, imprese, associazioni, Raffaele Paci (assessore regionale Programmazione) ha plaudito al CLab (“Sono da sempre un fan!”) e rimarcato “l’energia e l’entusiasmo in sala. Il ContaminationLab è uno dei tasselli di una Sardegna che crede con la giusta consapevolezza nell’innovazione, nelle start up, nel digitale e nell’Ict”. Per Marzia Cillocu (assessore comunale Attività produttive) “il Clab è un’azione di forte interesse per la municipalità e le imprese. Siamo grati all’Università che fa crescere la formazione e la collettività”. All'evento sono intervenuti Mario Mariani (docente, The net value), Maurizio Del Conte (Anpal), Marco Borsani (Boston consulting group), Annalisa Bonfiglio (presidente Crs4), Alessandra Argiolas (Confindustria giovani), Susanna Zuccarini (InvItalia) e Giacomo Scillia (Cineca).

Triennale di Milano. Premio Urbanistica 2018 alla Rete ciclabile della Sardegna

Il 21 novembre scorso alla Triennale di Milano il team di ricercatori del Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità delle Università di Cagliari e Sassari), con il progetto della Rete ciclabile della Sardegna nella categoria "Innovazioni tecnologiche per la gestione urbana", ha vinto Premio Urbanistica 2018. Il premio è stato conferito da Urbit, società operativa dell'Istituto nazionale di urbanistica che si occupa dell'organizzazione di Urbanpromo. Italo Meloni - direttore del Cirem dal 2014, ordinario di Pianificazione dei trasporti, dipartimento Ingegneria civile, ambiente e architettura dell’Università di Cagliari - è stato premiato da Stefano Stanghellini (presidente Urbit), Valentina Cosmi (relazioni esterne Urbit, coordinamento Premio urbanistica) e Paolo Galuzzi (direttore rivista Urbanistica). L'Istituto nazionale di urbanistica ha inoltre dedicato ai vincitori un supplemento alla rivista Urbanistica 160. Inoltre, anche quest'anno la Rete ciclabile della Sardegna è presente all'interno della gallery online di Urbanpromo. Lo staff coordinato da Italo Meloni ha individuato una rete che si snoda lungo il territorio isolano per circa 2.100 chilometri e vede coinvolti numerosi centri abitati, aree naturali, siti Unesco, punti di interesse e nodi di trasporto extraregionali e interregionali. “Nel 2015 la Regione Sardegna ha riconosciuto la mobilità ciclistica come fattore strategico nella pianificazione regionale delle infrastrutture prioritarie. Con l’Arst soggetto attuatore e Cirem per l’impostazione metodologico-scientifica, è stata avviata la definizione del Piano regionale della mobilità ciclistica con la contestuale attivazione della procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas). Questo processo - spiega il professor Meloni - ha consentito la costruzione di un vero e proprio progetto di territorio esteso all’intera isola. I lavori hanno portato lo scorso 31 luglio all’adozione del Piano unitamente alla Vas, da parte della Giunta regionale”. Il Piano ha visto l’applicazione di una metodologia pianificatoria che individua attraverso un approccio di sistema un complesso di interventi, azioni e misure integrate di infrastrutturazione fisica e sociale finalizzate a promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di spostamento quotidiano, di svago, sport e turismo. Nel Piano sono individuati gli itinerari della rete ciclistica regionale. Tra questi, si individuano 52 itinerari per una lunghezza totale di 2.649 km (di cui 550 km bici più treno); 256 centri abitati attraversati; 231 territori comunali attraversati; 63 Sic, 22 Zps, due parchi nazionali e quattro regionali in prossimità della Rete; tre siti Unesco (un sito patrimonio mondiale, un geoparco e una riserva della biosfera). Ma non solo. In prossimità della Rete sono presenti 747 punti di interesse (di cui 248 spiagge), tre borghi di eccellenza, otto porti commerciali (24 porti turistici), 49 stazioni ferroviarie e 432 fermate Arst extraurbane. Nella ricerca il professor Meloni ha coinvolto giovani ricercatori e dottorandi, specialisti in architettura, ingegneria, sociologia e marketing. Tra questi, Beatrice Scappini, Giovanni Tuveri, Ilaria Argiolas, Nicola Mura, Cristian Saba, Veronica Zucca, Francesco Porru, Eleonora Sottile, Vittoria Concas, Matteo Gravellu, Marco Garau, Francesco Piras e Lucia Pintor. “L'idea è quella di pianificare e attuare un sistema di mobilità incentrato sull’uso della bicicletta con l'individuazione di una serie di azioni, misure e interventi combinati, coordinati e integrati di natura infrastrutturale, fisica e sociale. L'obiettivo è quello di diffondere l'utilizzo della bicicletta, aumentando il numero dei ciclisti, tra spostamenti feriali e festivi. Il Piano di un sistema di mobilità ciclistica in un territorio come sardo - aggiunge Italo Meloni - si configura come un Progetto che promuove sia un diverso modo di visitare e fruire del territorio, sia occasioni e opportunità di crescita economica valorizzando i territori attraversati e integrando differenti contesti, costieri e dell'entroterra, a bassa e alta intensità insediativa”. Un percorso con una filosofia precisa: “Legittimare la mobilità ciclistica e le ciclovie come oggetto strategico delle politiche regionali”.

Cagliari. Invecchiamento attivo, al via il progetto degli specialisti dell’ateneo e del Coni

Venerdì 9 novembre, alle 10.30, la sala consiglio del rettorato - via Università n.21, Cagliari - ospita la conferenza stampa di presentazione dello studio clinico “Anzianità attiva e salute”. Il progetto è curato dal dipartimento di Scienze mediche e sanità pubblica dell’ateneo di Cagliari, con Mauro Carta responsabile scientifico, e la partecipazione del Coni Sardegna. Ai lavori prendono parte il rettore Maria del Zompo e il presidente del Coni, Gianfranco Fara. Di fatto, il 36 per cento della popolazione italiana avrà più di 65 anni nel 2050. L’invecchiamento è associato all’aumentare delle malattie croniche, così come all’aumento proporzionale degli anni di vita con la presenza di disabilità, con un elevato impatto sui costi sociali e sanitari. Per questo, l'Unione Europea ha indicato tra le sue priorità incrementare la ricerca sull'invecchiamento attivo. “L’attività fisica contrasta la disabilità legata alle malattie croniche, ha effetti positivi sulla qualità della vita e sui ritmi biologici, impedisce il declino delle funzioni motorie aiutando a prevenire le cadute, che possono essere associate a disabilità e morte precoce negli anziani” spiega il professor Carta. L’attività fisica migliora la risposta immunitaria durante la vecchiaia, e incide positivamente sui possibili disturbi metabolici, incluso il diabete; fornisce un valido supporto nel fronteggiare il declino cognitivo e della memoria, e agisce nelle prime fasi della depressione e sugli "atteggiamenti disfunzionali" legati alla non accettazione dei limiti imposti dall'età. Tuttavia, a oggi, la letteratura si basa su studi che hanno coinvolto piccoli campioni, raramente condotti con metodo randomizzato controllato, e i cui esiti appaiono spesso contraddittori rispetto ai tempi e ai modi ottimali con cui l’attività fisica debba essere praticata. "La ricerca sull’invecchiamento attivo rappresenta dunque una sfida che richiede uno sforzo multidisciplinare integrato, mentre i gruppi di ricerca di eccellenza sono sempre più spesso orientati alla super-specializzazione. Il progetto multidisciplinare che proponiamo è un'opportunità per affrontare le questioni sopra menzionate e per acquisire ulteriori conoscenze nell'area dell'invecchiamento attivo” aggiunge la specialista Gioia Mura. Lo studio clinico randomizzato controllato, in singolo cieco, “Anzianità attiva e salute” nasce dall’esperienza di un team di ricercatori dell’ateneo di Cagliari sugli effetti dell’attività fisica nelle persone over 65, e dalle competenze professionali del Coni Sardegna. La sinergia tra Università e Coni, con l’accordo tra il professor Carta e il numero uno del Comitato olimpico, Gianfranco Fara, ha già prodotto il progetto “A Chent’Annos in Salude”, in cui abbiamo valutato gli effetti di un protocollo di attività fisica vigorosa versus uno di attività fisica lieve-moderata su parametri fisici, biomeccanici, metabolici, e psicologici. Ovvero, una “buona pratica” non solo nell’ambito della ricerca scientifica del nostro Ateneo, ma per la cooperazione tra il know how universitario, il mondo del lavoro, il Coni (istituzione deputata nel settore dell’attività fisica) e il territorio. “Anzianità attiva e salute”, finanziato dall’Università di Cagliari tra i progetti di ricerca biennali 2017/19 con fondi della Fondazione di Sardegna, mira a verificare gli effetti di un protocollo di attività fisica lieve-moderata versus uno di attività culturali su parametri fisici, biochimici, metabolici, biomeccanici, psicologici, cognitivi, e sulla Qualità della Vita, in persone over 65 enni. Il gruppo di ricerca multidisciplinare del dipartimento di Scienze mediche e sanità pubblica è composto da Mauro Carta (responsabile scientifico), Gioia Mura, Claudia Sardu, Luigi Minerba, Gabriele Finco, Eleonora Cocco, Marco Monticone, Enrico Cacace, Franco Rongioletti, Laura Atzori, Alberto Cauli, Valeria Ruggiero, Sofia Cosentino, Fernanda Velluzzi, Andrea Loviselli, Ernesto d’Aloja, Paolo Contu. Fanno parte del team di ricerca Maria Petronilla Penna (dipartimento Pedagogia, psicologia e filosofia), Massimiliano Pau (dipartimento Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali) e Gian Mario Migliaccio (Coni).

Premio Mobilità 2018 alla Rete ciclabile della Sardegna. Brilla il team di Italo Meloni

Istituito dall’Aess (Agenzia energia sviluppo sostenibile), il Premio Mobilità 2018 si propone di valorizzare e divulgare progetti e iniziative sviluppati da Università, Centri di ricerca, start-up, aziende, ong, associazioni, enti pubblici e privati che operano nel settore della mobilità e dei trasporti di merci e persone, con la selezione di progetti che abbiano contribuito alla transizione verso sistemi di trasporto mirati al raggiungimento della Zero carbon strategy. In questo contesto, venerdì 16 novembre, alle 10, presso l'auditorium San Rocco di Carpi (Modena), si svolgerà la cerimonia di premiazione inerente la Settimana della bioarchitettura e sostenibilità-Energia per rigenerare. L’evento, che si sviluppa dal 12 al 16 novembre e rientra tra i principali appuntamenti del settore su scala europea, vedrà protagonista il lavoro dello staff di ricercatori del Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità), guidati da Italo Meloni. La giuria ha infatti assegnato, per la categoria Pianificazione, il Premio mobilità 2018 al Piano regionale della rete ciclabile della Sardegna elaborato dagli studiosi dell’Università di Cagliari. Lo staff guidato da Italo Meloni - ordinario di Pianificazione dei trasporti, direttore del Cirem e del Crimm (Centro ricerca modelli mobilità) - è composto da giovani ricercatori e dottorandi, specialisti in architettura, economia, ingegneria, sociologia e marketing. Tra questi, Eleonora Sottile, Veronica Zucca, Stefano Asili, Francesco Porru, Cristian Saba, Benedetta Sanjust, Daniele Trogu, Beatrice Scappini, Carlo Perelli, Andrea Zara, Giulia Desogus e Francesco Piras. Il team, il prossimo 21 novembre, viene insignito a Milano, nell’ambito della Triennale per l’Urbanistica e sempre per i lavori su mobilità sostenibile e rete ciclabile, di un altro riconoscimento di pregio. “L'idea è quella di pianificare e attuare un sistema di mobilità incentrato sull’uso della bicicletta con l'individuazione di un complesso di azioni, misure e interventi combinati, coordinati e integrati di natura infrastrutturale, fisica e sociale. L'obiettivo è quello di diffondere l'utilizzo della bicicletta, aumentando il numero dei ciclisti, tra spostamenti feriali e festivi. Il Piano di un sistema di mobilità ciclistica in un territorio come sardo - aggiunge Italo Meloni - si configura come un Progetto che promuove sia un diverso modo di visitare e fruire del territorio, sia occasioni e opportunità di crescita economica valorizzando i territori attraversati e integrando differenti contesti, costieri e dell'entroterra, a bassa e alta intensità insediativa”. Il tutto con una filosofia precisa: “Legittimare la mobilità ciclistica e le ciclovie, oggetto strategico delle politiche regionali”.

StrangeForLife, in canoa contro i tumori dal Poetto a San teodoro

Venerdì 15 giugno, dalle 8.30, la sala convegni del Banco di Sardegna - in viale Bonaria, n. 33, Cagliari - ospita il convegno dal titolo “L’attività sportiva nel tumore della mammella”. Presieduto da Andrea Loviselli, l’evento è occasione per presentare il progetto “StrangeForLife, pagaiamo insieme per un obiettivo solidale”. Infatti, il 5 agosto un equipaggio composto da undici donne, che hanno affrontato e superato un tumore alla mammella, salpa da Cagliari alla volta di San Teodoro in canoa come iniziativa di studio e di solidarietà a sostegno dei malati tumorali. L’iniziativa punta a raccogliere fondi per l’acquisto di strumenti di diagnosi da donare all’Ospedale Oncologico Businco. L’evento viene presentato venerdì nel corso dei lavori di presentazione, inquadramento scientifico e culturale del progetto “StrangeForLife, pagaiamo insieme per un obiettivo solidale”. Nell’ambito di StrangeForLife 2018, le donne, a bordo di una canoa polinesiana, pagaieranno da Cagliari a San Teodoro, percorrendo una distanza di 360 chilometri e affrontando insieme le difficoltà insite in questa straordinaria avventura sportiva. L’equipaggio, le cui componenti hanno vissuto tutte una storia di neoplasia, salperanno dalla rotonda a mare dello stabilimento “Il Lido” del Poetto di Cagliari alla volta di San Teodoro, destinazione che si prevede venga raggiunta dopo sette giorni di navigazione sotto costa. Durante l’impresa le canoiste saranno seguite da un team di medici e nutrizionisti, con il supporto tecnico di Marco Frau - canoista e laurea in Scienze motorie preventive e adattate - e da Daniele Strano - canoista e fondatore di StrangeForLife. I lavori del convegno sono presieduti dal professor Loviselli, coordinatore corso di laurea in Scienze attività motorie e sportive dell’Università di Cagliari. Tra i moderatori, Marco Scorcu, consigliere nazionale Federazione medico sportiva italiana. “La finalità dell’incontro e del progetto che lo qualifica, è quella di trasmettere un messaggio positivo: insieme possiamo ottenere traguardi anche quando ci sembrano irraggiungibili e anche quando la vita incontra la malattia. Ogni donna che parteciperà all’impresa ha vinto la propria personale battaglia contro il cancro. Si tratta di un’iniziativa altamente umanitaria in quanto prevede la raccolta di fondi da destinare all’acquisto di strumenti di diagnostica da donare all’Ospedale Oncologico Businco di Cagliari” dice Andrea Loviselli. Ai lavori prendono parte - su argomenti di trade-union tra l’andare per mare e le malattie neoplastiche - gli oncologi Enrichetta Valle e Antonio Macciò, lo psicologo dello sport Marco Guicciardi, il tecnico della Federazione Italiana di Canoa e Kayak Andrea Argiolas e l’ingegner Andrea Fois, tecnologo esperto di comunicazioni transoceaniche. La relazione di apertura del convegno è di Alberto Concu, già ordinario di Metodi e didattiche delle attività sportive, mentre la relazione di Angelo Cerina, ginecologo e direttore scientifico Acquaforte Spa del Forte Village, chiude il convegno. Nel comitato scientifico, oltre al professor Loviselli e ad Alberto Concu, gli specialisti Fernanda Velluzzi, Andrea Deledda, Silvia Pisanu. Per StrangeForLife, Marco Frau (presidente) e Daniele Strano (istruttore di nuoto e socio fondatore).

Cagliari. In sei per la finale del CLab 2017/18 il 25 marzo al Teatro dell’Ente Lirico

Protezione dati aziendali, sensibilità gustativa, gestione elettrodomestici, campeggi di lusso, tecnologia per apicoltura e apparecchi ortodontici. Sono queste le aree tematiche sulle quali si giocherà la sfida tra le sei start finaliste del Contamination Lab UniCa dell'Ateneo cagliaritano. In palio 50 mila euro, più un premio speciale del rettore. I sei team, proclamati al Centro servizi di ateneo per innovazione e imprenditorialità, si affronteranno in finale domenica 25 marzo, dalle 17. I team avranno sette minuti ciascuno per presentare la propria idea imprenditoriale e convincere la giuria - investitori, giornalisti specializzati, operatori del mondo della finanza e rappresentanti di imprese multinazionali - che assegnerà premi in denaro e servizi. Il moderatore della serata è Alberto Matano, Tg1 Rai. Ma chi sono le sei start up maturate nel Contamination Lab dell’Università di Cagliari (capolista del network nazionale su scelta del ministero dello Sviluppo economico): 1) EABlock: startup che protegge i dati delle aziende. Crea applicazioni blindate che riducono al minimo la probabilità di subire attacchi informatici grazie a un approccio proattivo, utilizzando la crittografia e la tecnologia Blockchain. 2) eFlavor: primo device che analizza la sensibilità gustativa umana in meno di 15’. Un sistema di elettrodi collegati ad un circuito a scatti di 13 mv accende da 1 a 10 led in base alla sensibilità percepita. Il dispositivo fornisce un report sicuro facendo risparmiare il 75 per cento del tempo di analisi. 3) Emfores: semplifica la gestione degli elettrodomestici in un contesto di Smart home. Con Optimize Energy la pianificazione è ottimale e automatica, libera l’utente e gli dà i vantaggi di una casa Smart: risparmio, efficienza e massimo confort. 4) Glambnb: prima piattaforma europea dedicata al campeggio di lusso (glamping). Incentiva e facilita la creazione di nuove strutture, raccoglie quelle esistenti, e dà la possibilità al turista di trovare e prenotare le più esclusive location immerse nella natura, in un mix tra comfort e lusso. 5) HiveGuard: strumenti e tecnologie altamente innovativi a sostegno degli apicoltori nelle attività quotidiane legate alla cura delle api, al monitoraggio e alla manutenzione degli alveari. 6) Maga Orthodontics: produce e vende i primi apparecchi ortodontici magnetici progettati ad hoc con un software di calcolo del campo magnetico e dei movimenti ortodontici in condizioni reali. Per la prima volta nel campo dell'ortodonzia utilizza un sistema totalmente prevedibile e automatizzabile. Ai primi tre classificati vanno premi in denaro e servizi per un valore di circa 50 mila euro offerti da Sardegna Ricerche, Ambasciata Stati Uniti, Fondazione di Sardegna, Banca di Cagliari, Tecnoengi, StarsUp, TechiTalia Lab London, Art Backers, Prototype, The Net Value, Open Campus Tiscali e Hub/Spoke. Un premio speciale di 2.500 euro viene offerto dal rettore dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo al team con il miglior progetto di impresa, ovvero la startup che più delle altre utilizza il sapere e la conoscenza universitaria per risolvere un problema. Per la prima volta viene dato un premio speciale dall’Associazione Alumni degli Ex Clabbers del valore di duemila euro. Al percorso, lanciato e curato dall’ateneo di Cagliari e teso a costruire e indirizzare alla cultura d’impresa, hanno preso parte centoventi allievi.
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