Cagliari. La Carta di Ollolai, una sfida allo spopolamento

Non esiste una soluzione definitiva contro lo spopolamento delle aree interne e dei piccoli comuni della Sardegna ma la presentazione della Carta di Ollolai, il volume che raccoglie gli atti de convegno che si è tenuto lo scorso 6 ottobre nel piccolo centro della Barbagia, è stata l’occasione questa mattina per lanciare una proposta condivisa che ha messo d’accordo tutti gli attori coinvolti: Giunta, Consiglio regionale, sistema delle autonomie locali, sindaci e le associazioni degli ex parlamentari ed ex consiglieri regionali. "La Carta di Ollolai ha il merito di aver posto all’attenzione della politica, il tema dello spopolamento – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau – fenomeno in costante crescita che non riguarda solo la Sardegna, ma da noi certamente più accentuato a causa del forte calo demografico". Un tema che non ha certo una soluzione unica, come ha dimostrato l’ampio dibattito a Ollolai e come argomentato dagli autorevoli interventi contenuti nel volume curato da Giorgio Carta, Pietro Ciarlo, Pietro Maurandi e Mario Pinna, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa in Consiglio regionale. "A livello nazionale il fenomeno è stato finalmente preso in considerazione – ha ricordato il massimo rappresentante dell’Assemblea sarda – approvando la legge sui piccoli comuni che necessita ora di maggiori risorse. La speranza è che il nuovo Governo prenda impegni seri e finanzi adeguatamente questa legge, contribuendo in questo modo alle politiche portate avanti anche a livello regionale. Nei prossimi sessant’anni è prevista la scomparsa di 31 comuni sotto i mille abitanti – ha aggiunto – che significa una perdita di controllo dei territori, della cultura e delle tradizioni proprie delle nostre comunità". La politica è alla ricerca di una soluzione studiata su misura della realtà sarda, una realtà tutta peculiare a fronte di un fenomeno, quello del malessere sociale, dello spopolamento e delle modifiche strutturali nelle dinamiche demografiche che investe tutto il territorio nazionale. "Tutti gli strumenti già messi in campo - ha sottolineato l’assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu - risultano senz’altro più efficaci se immaginati in una dimensione di coordinamento di politiche che favoriscano i processi di cooperazione intercomunale. Una nuova Governance - ha aggiunto Erriu - che va costruita, perché servono delle regole e una nuova mentalità che ora è in fase di sviluppo e sta andando avanti". Il coordinatore della sezione sarda dell’associazione ex Parlamentari, Giorgio Carta ha auspicato che il dibattito sullo spopolamento delle aree interne della Sardegna venga portato al più presto all’interno del Consiglio regionale e che il volume “La Carta di Ollolai” venga divulgato nelle scuole anche grazie ad un lavoro congiunto di Cal e Anci. Invito raccolto dal presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, Andrea Soddu e da quello dell’Anci, Emiliano Deiana che ha apprezzato la scelta di raccogliere in un volume tutte le proposte e le riflessioni sul fenomeno. "Ora bisogna passare dalle parole ai fatti – ha aggiunto il sindaco di Bortigiadas – organizziamo gli Stati generali dedicati al fenomeno che coinvolgano i paesi, le aree interne della Sardegna, insieme alla Giunta, il Consiglio regionale, il sistema delle autonomie locali, le forze sindacali, sociali ed imprenditoriali. Ma ci devono essere soprattutto i partiti perché occorre continuità nelle azioni portate avanti e nelle risorse messe in campo". A chiudere la conferenza stampa il sindaco di Ollolai, Efisio Arbau uno dei comuni “in movimento”, impegnato nel contrasto al fenomeno con la scelta di riutilizzare, vedendo ad un euro, gli immobili abbandonati nel centro storico del piccolo centro della Barbagia e interessato ad offrire il proprio contributo, insieme al presidente dell’associazione ex consiglieri regionali, Eliseo Secci tra gli ospiti della conferenza stampa, al lavoro di coordinamento auspicato. All’incontro con i giornalisti erano presenti anche il sindaco di Banari, Antonio Carboni e i vicesindaci di Lodè, Gino Franco Ruiu e Gavoi Gianmario Pira.

L’On. Arru e il ripopolamento del centro Sardegna, ovvietà e ombre. Di Maurizio Ciotola

Il problema dello spopolamento dell’interno della Sardegna è presente nella discussione politica in modo esplicito e diffuso da almeno venticinque anni. L’On. Arru, assessore alla Sanità della Regione Sardegna, in una compiuta analisi ha esternato il possibile ed eventuale contributo per il ripopolamento del territorio, auspicando gli insediamenti di immigrati extracomunitari. Un modo per “valorizzare” il drammatico flusso di immigrazione dal Nord Africa, sempre più intenso e in atto da tempo a causa di guerre e sfruttamenti nei loro Paesi d’origine, di cui non siamo parte esente. L’assessore però, come brillantemente ha dichiarato questa mattina in una intervista a Radio 24, al programma “I funamboli”, ha puntualizzato ciò che è stato taciuto del suo discorso originario. Ovvero egli afferma la necessità di ricreare sul territorio, attualmente semi abbandonato e dilaniato nelle sue strutture aggiungiamo noi, un tessuto economico e di welfare al fine di rendere vivibile ciò che oggi non lo è più. Si spinge a parlare della necessità di una rinascita di tutte quelle strutture sociali ed industriali, che garantiscono la vivibilità e crescita della popolazione nei paesi e villaggi sempre più deserti e popolati solo da pensionati ed ottuagenari. Sono affermazioni ovvie, quanto condivisibili, noi avremmo aggiunto anche la necessità di realizzare una rete di collegamenti efficiente sul piano strutturale e dei vettori, che nei fatti oggi nella loro altrettanto evidente decadenza, costituiscono veri e propri impedimenti socio economici per l’intera area regionale. Ma di tutto ciò l’aspetto risibile, del contesto in cui e del come si sono svolte queste dichiarazioni, affermazioni simil-scientifiche dell’assessore, è quello per cui l’On. Arru sembra parlare da osservatore distaccato e irresponsabile di quanto accade nella nostra regione. Ci permettiamo di ricordare allo stesso On. Arru che, l’esser “assessore” non è un titolo onorifico, ma esecutivo e di governo regionale, come per altro egli sa perfettamente, vista la durezza e irrazionalità con cui ha attuato la riforma sanitaria regionale. Una riforma, che ha diretto in esatta opposizione alla dichiarazione con cui ha espresso un’idea di pianificazione per il ripopolamento dell’interno della Sardegna. Perché, On. Assessore, ci sfugge la motivazione per la quale una popolazione in fuga dalla miseria dovrebbe andare a vivere in luoghi in cui questa si sta affermando sempre di più. E se, come egli stesso ha puntualizzato a Radio 24, non si tratta di una deportazione degli immigrati verso il centro Sardegna, ma di una loro libera scelta, ci chiediamo quali sono oggi gli “elementi” che farebbero optare per questa scelta, vista la loro demolizione funzionale e strutturale, di cui lo stesso Arru è ideatore e partecipe. Oppure esistono altre spinte per proporre questo tipo di scelta, come ad esempio il cercare di “vendere” un progetto di fattibilità all’Unione Europea, con relativa assegnazione di fondi per lo specifico scopo, ovviamente previo “trasferimento” delle persone oggi “custodite” e “concentrate” nei diversi centri di accoglienza? Il centro Sardegna, esimio Assessore, diverrà territorio da cui nessuno fuggirà e verso cui tanti tenderanno ad abitare, nel momento in cui le politiche svolte fino ad oggi avranno una seria inversione di tendenza, finalizzata alla ricostruzione e allo sviluppo, non grazie ad una deportazione mascherata, finalizzata alla riscossione di incentivi europei. Maurizio Ciotola

Ollolai. Convegno sullo spopolamento delle zone interne

Si è svolto questa mattina il convegno sullo spopolamento delle zone interne, organizzato dall'associazione ex Parlamentari della Repubblica. Un tema di grande attualità che ha visto il coinvolgimento di diversi rappresentanti delle istituzioni. Tra questi anche il presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau il quale ha sottolineato l'importanza del rafforzamento dei servizi sul territorio, fondamentali per invertire il processo di spopolamento. "Lo spopolamento - ha sottolineato Ganau - è un dato storico e fisiologico ma è soprattutto la conseguenza di scelte politiche precise. Quella che dobbiamo affrontare è una sfida in controtendenza rispetto alla cultura dell’urbanesimo, propensa ad indirizzare gli sforzi verso una crescita metropolitana intorno alle grandi aree urbane con l’idea di europizzare le città italiane, cultura che ha ispirato la stessa legge Del Rio e la corsa alle città metropolitane. Negli ultimi vent' anni - ha continuato il presidente del Consiglio Regionale - l’approccio è stato urbano-centrico e lo sviluppo locale si è caratterizzato sempre più come una politica residuale che in molti casi ha favorito anche la devastazione dei territori, portando all’abbandono perfino di aree produttive e di territori sani. Ora dobbiamo avere la capacità di fare un salto di qualità e di fare della lotta allo spopolamento il filo rosso che collega ogni singola azione a partire da adesso. In quest’ottica vanno rilette le misure del Patto per la Sardegna in termini di trasporti, viabilità, metanizzazione. Dobbiamo sviluppare politiche capaci di tenere conto dei contesti territoriali meno cieche ai luoghi perché ogni regola generale può produrre effetti diversi in contesti diversi». Tra gli altri interventi, quelli del senatore Massimo Mucchetti, dell'assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu e del sindaco di Ollolai, Efisio Arbau. Ed è proprio dal Comune di Ollolai che Ganau ha voluto evidenziare i casi di esperienza delle cosiddette “aree interne in movimento” dove vengono approntati progetti creativi di trasporto scolastico, privati che si legano per gestire meglio beni pubblici, maestri che fanno delle pluriclassi esperimenti per una nuova scuola di territorio. "Oggi siamo in uno dei comuni “in movimento” - ha sottolineato Ganau - pioniere in Sardegna insieme a Nulvi, di una misura - la messa a disposizione di immobili vecchi e abbandonati ad 1 euro - che potrebbe contribuire a fronteggiare l’impoverimento del territorio. Dobbiamo riuscire a costruire un metodo che non può essere quello di forzare scelte che non corrispondono a un effettivo capitale locale. Solo così - ha concluso Ganau - restituendo ai cittadini quella sovranità di cui si sentono espropriati, potremmo ricostruire quella fiducia nei luoghi che è venuta meno e provare ad invertire questo processo».
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