Una politica del lavoro che genera morti. Di Maurizio Ciotola

256 morti e 653.000 denunce di infortunio sul lavoro in Italia dall’inizio del 2018, ai quali si dovrebbero aggiungere gli altri infortuni, nascosti o denunciati in luoghi differenti, da quelli in cui i malcapitati svolgevano il loro lavoro in nero. Questi dati costituiscono la cifra di quanto avviene, sul piano produttivo, nel nostro Paese, in cui per soddisfare una ripresa della richiesta, dopo la crisi degli ultimi anni, le imprese si accingono ad esasperare i loro cicli produttivi senza adeguare gli impianti già obsoleti. E'l’adeguamento ad un trend di crescita senza aver operato adeguati investimenti tecnologici, se non una evidente riduzione del personale operativo, in quantità e livello professionale, troppo spesso con l’affido delle parti operative più pesanti ed onerose, sul piano della sicurezza e delle prestazioni, ad imprese o “partite iva”. Non riusciamo ad avviare un’adeguata modernizzazione delle nostre industrie manifatturiere, troppo spesso imballate e funzionali a un circuito clientelare, politico-sindacale-imprenditoriale. Lo Stato, attraverso erogazioni di denaro mascherate, consente un asservimento e il mantenimento di un’occupazione a basso valore aggiunto, su cui è operato il vincolo politico sindacale, che rasenta metodi mafiosi. Neppure la crisi è riuscita a far mutare l’atteggiamento di questa simil-imprenditoria educata al connubio con quelle espressioni politiche e sindacali prive di prospettive e progetti, ma soprattutto senza coraggio e funzionali al proprio mantenimento. Ogni anno in questo Paese l’ecatombe sui posti di lavoro fa indignare autorità e istituzioni, strappare le vesti ai soliti sacerdoti del potere, che dopo aver espresso le condoglianze di rito alle famiglie dei malcapitati, si premurano di non deviare dalla strada fino a quel momento intrapresa. La politica ha necessità di sbandierare i numeri di una ripresa e spinge l’imprenditoria asservita a rispondere in tempi rapidi, operando sia una pressione sui sindacati, che allentano il controllo cui sono deputati, sia riducendo le risorse per i controlli degli istituti preposti e senza mai dimenticare di trovare le vie finanziarie, attraverso cui agevolare/premiare le imprese medesime. Un circolo vizioso in cui il lavoratore è vittima, privo di tutele reali, nella generale consapevolezza dei soggetti coinvolti. Questa ecatombe annuale è figlia di un’approssimazione politica e sindacale, in cui la regressione reale è mascherata da un apparente progresso formale, dove alla indeterminatezza delle responsabilità non sopperisce la modernizzazione degli impianti. In questi 25 anni l’unica nota positiva è giunta dalla legge per la sicurezza, d.Lgs. 81/08, in parte demolita con le varianti successive, e intorno alla quale è stata costruita una copiosa attività di formazione, ma le cui certificazioni formali sembrano attestare rispondenze non coerenti con quanto accade, per la copiosa quantità di incidenti sul lavoro, inaccettabili per un Paese civile. Maurizio Ciotola

Oristano. Misure antiterrorismo per la Sartiglia

Con l'approssimarsi della Sartiglia il Comune di Oristano ha predisposto un Piano operativo con misure antiterrorismo molto importanti. Tra queste, come già visto in altre occasioni per eventi simili, previsti tredici new jersey di cemento armato lunghi due metri e alti 80 centimetri più altri 15, stessa lunghezza ma più bassi (45 centimetri). Per la sicurezza dell'evento, che si terrà l'11 e il 13 febbraio, non si è badato a spese. Sicurezza prima di tutto, visto che arriveranno decine di migliaia di spettatori, facendo della Sartiglia un potenziale bersaglio per eventuali atti terroristici. Ancora da definire gli ulteriori dettagli che dovrebbero assicurare un elevato livello di sicurezza. Gli organizzatori pensano anche alla possibilità di far pagare un biglietto, seppure simbolico, agli spettatori che seguono la Sartiglia in piedi dietro le transenne. L'accesso alle tribune allestite lungo i percorsi, invece, è già a pagamento ormai da molti anni.

Cagliari. Natale sicuro grazie alle forze dell'ordine

Feste di Natale sicure per il capoluogo sardo. E' questo l'obiettivo delle diverse forze dell'ordine che, attraverso appositi controlli di prevenzione, mirano a garantire un sereno clima di festa. In particolare, sulla base delle direttive del Ministro dell'Interno, Minniti e le indicazioni operative del Capo della Polizia Gabrielli, il Prefetto di Cagliari ha disposto appositi servizi Interforze di Controllo del Territorio finalizzati ad una incisiva attività di prevenzione che, già dall'inizio del mese di dicembre, interessano le zone di maggior affluenza di persone. In questo senso almeno un'altra trentina di uomini sono stati messi in campo per l'attività natalizia, oltre alle normali attività di controllo del territorio. Attività che dall'inizio del mese a oggi ha portato al controllo di 2.500 persone e 1.863 veicoli. A ciò si si aggiungono le 76 contravvenzioni per violazioni al codice della strada, e i 218 controlli sul rilascio degli scontrini. Accertate inoltre 47 irregolarità sul rilascio delle ricevute e sequestrati quasi 25 mila giocattoli privi di marchio Ce, oltre a 323 mila prodotti sprovvisti dello stesso marchio. Risultati ottenuti grazie alla collaborazione di tutte le forze di polizia con Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia Municipale.

Cagliari. Asse Mediano: Operai al lavoro per la messa in sicurezza di una caditoia

Previsti per venerdì 24 novembre possibili rallentamenti sull'Asse Mediano, all'altezza di via Degli Sport in direzione Sassari, a causa di un restringimento della carreggiata, dovuto ai lavori di messa in sicurezza e riparazione di una caditoia. L'intervento inizierà dopo le 9 per evitare gli orari di maggior flusso di traffico e dovrebbe concludersi in giornata.

Sicurezza e presidio del territorio. In arrivo il "Moving Lab" della Polizia

La Polizia intensifica le attività istituzionali finalizzate alla sensibilizzazione e al maggior coinvolgimento della cittadinanza attraverso l'attivazione del "Moving Lab", operativo dai prossimi giorni a Cagliari e provincia. Si tratta di un mezzo mobile dove i cittadini possono ricevere tutte le informazioni e delucidazioni sulle diverse tipologie di intervento e di servizio effettuate dalla Polizia di Stato. Oltre alle finalità divulgative e di sensilbilizzazione, l'iniziativa rappresenta un'ulteriore possibilità per poter presidiare meglio il territorio, dove possono essere svolte attività di Polizia Scientifica come le fotosegnalazioni, i sopralluogo, il rilevamento di impronte. DSicurezza. In arrivo il "Moving Lab" della Poliziai fatto, gtrazie al Moving Lab sarà possibile verificare nell'immediatezza le generalità di persone controllate su strada tramite il rilevamento delle impronte, verificare l'autenticità dei documenti e l'analisi, tramite drop-test, delle sostanze stupefacenti. Il Si comincia il 17 agosto in via Roma a Cagliari per poi proseguire il 18 agosto nella centrale Piazza Sella ad Iglesias, il 19 agosto a Villasimius e Pula. Previste anche attività ludiche e laboratoriali, soprattutto per i più piccoli.

Sicurezza e presidio del territorio. In arrivo il "Moving Lab" della Polizia

E' stato un infarto a stroncare la vita di un chirurgo cagliaritano di 69 anni. Ieri pomeriggio, mentre si trovava in spiaggia con la sua famiglia, l'uomo ha accusato un malore che ha richiesto l'intervento dei medici del 118. Nonostante gli sforzi profusi dai soccorritori, purtroppo per il medico non c'è stato niente da fare. Si chiamava Carlo Pettograsso, chirurgo maxillofacciale con studio in viale Merello a Cagliari.
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