Elezioni suppletive. Urne chiuse, vince Andrea Frailis

Il giornalista, volto storico della televisione sarda, Andrea Frailis, conquista il posto alla Camera, lasciato libero da Andrea Mura. Lo scrutinio delle 305 sezioni che compongono gli 8 Comuni dove si è votato non lascia dubbi: il candidato del centrosinistra ha raggiunto il 40,4% delle preferenze, davanti a Luca Caschili del M5S (28,9%) e Daniela Noli del centrodestra (27,8%). Ultimo il candidato di CasaPound, Enrico Balletto, con il 2,8%.

Regionali 2019. Ines Pisano rinuncia

Ad annunciarlo è la stessa magistrata del Tar del Lazio, unica donna in corsa per la poltrona di governatore. Alla base della rinuncia una "legge elettorale che non consente l'emersione di soggetti che non siano parte del sistema e già strutturati - ha sottolineato l'ormai ex-candidata - con il rischio reale di contribuire esclusivamente all'eccesso di frammentazione che dobbiamo superare". Il passo indietro viene considerato dalla stessa Pisano un "atto d'amore verso la Sardegna". Con l'abbandono della magistrata, restano in corsa Christian Solinas (centrodestra), Francesco Desogus (M5s), Mauro Pili (Sardi uniti), Paolo Maninchedda (Partito dei sardi), Andrea Murgia (Autodeterminatzione), e Vindice Lecis (Sinistra sarda).

Consiglio Regionale. Al lavoro per riesumare le province

Il Consiglio Regionale, al tramonto dell'attuale legislatura, si impegna per la rinascita delle Province sarde. Rinascita che dovrebbe necessariamente passare per i referendum. Un ritorno al passato che ha impegnato non poco i diversi gruppi, per cercare di giungere alla definizione della procedura necessaria a ripristinare gli soppressi. In particolare si lavorerebbe ad un emendamento che potrebbe portare alla rinascita degli otto enti intermedi, attraverso i referendum.

Cagliari. Arriva Salvini

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sarà oggi in Sardegna per un fitto programma di incontri che inizierà alle 9.45 presso la Prefettura. Qui parteciperà al comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, cui seguirà una conferenza stampa. Conclusi gli appuntamenti istituzionali il vice premier inizierà un tour finalizzato a sensibilizzare gli elettori per le prossime scadenze elettorali, ovvero le elezioni suppletive per il collegio uninominale di Cagliari per la Camera (domenica 20 gennaio) e quelle regionali (24 febbraio). Nello specifico, alle 11 Salvini è atteso ad un Forum nella redazione dell'Unione Sarda. A seguire (12.00) sarà al mercato di Quartu Sant'Elena, in via della Musica. Trasferta ad Oristano alle 14.15, dove parteciperà ad un incontro pubblico in piazza Eleonora d'Arborea. Fine del tour ad Alghero (17.00) per un secondo incontro pubblico in piazza Pino Piras.

Meteo. Venti e mareggiate sulla Sardegna per le giornate di domenica 13 e lunedì 14 gennaio

Diramato dalla Protezione Civile un avviso di condizioni meteorologiche avverse. Dalla mezzanotte di sabato 12 gennaio, la Sardegna sarà interessata da vento forte da Nord-Est sulle zone costiere e in prossimità dei rilievi, con intensità maggiori sui settori occidentali e settentrionali. In attenuazione durante le ore centrali della giornata di domenica 13 gennaio, i venti torneranno a intensificarsi nelle ore serali su tutta l'Isola. Per la giornata di lunedì 14 gennaio, è previsto un nuovo e più marcato rafforzamento dei venti provenienti da Nord-Ovest su tutta l'Isola e che potranno essere di burrasca o burrasca forte su tutte le zone costiere e in prossimità dei rilievi: attenuazione al pomeriggio a partire dai settori settentrionali. Inoltre, sempre per lunedì 14 gennaio, sulle coste occidentali e settentrionali della Sardegna saranno possibili mareggiate.

Meteo. Continua l'ondata di freddo

L'ondata di freddo che interessa l'isola non accenna a diminuire. In particolare, il Dipartimento di Protezione Civile della Regione Sardegna ha diramato un nuovo Avviso di Condizioni Meteorologiche Avverse per le basse temperature. Freddo e gelo non danno tregua in Sardegna tanto che a partire dalle 19 di venerdì 11 e fino alle 10 di sabato 12 gennaio, nell'isola si avranno ancora temperature minime diffusamente basse (inferiori a 2° in pianura). Dalla nottata di venerdì e fino a sabato mattina sono previste gelate diffuse.

Il punto del giorno. Sardegna, la campagna elettorale regionale e le sue miserie

È la cultura politica che è divenuta flusso corrente in questi ultimi trent’anni, per cui onde poter spendere mediaticamente i risultati di millantati obiettivi raggiunti, vengono moltiplicate le conferenze stampa con lo scopo di render noti gli annunci, ma non i fatti. Ricordiamo, nei tempi passati e comunque dove l’etica politica ha avuto modo di sopravvivere, che gli effetti mediatici e di propaganda, le conferenze stampa, meglio le inaugurazioni, avvenivano alla conclusione di un progetto frutto della legislatura volta al termine, costituendo così il punto forte della imminente propaganda elettorale. Così come nel resto del Paese, la Sardegna, i suoi politici in questo specifico caso, sono perfettamente allineati al trend nazionale, incentrato sugli annunci, che tal volta i sardi superano di gran lunga. Così è al termine di questa legislatura, in cui gli annunci si moltiplicano al pari delle nomine, al pari di una intensa e mirata attività in Consiglio regionale, in cui si cerca di posizionare ed assegnare tutto ciò che è possibile, prima di perdere irrimediabilmente il controllo politico dell’istituzione regionale, con gli annessi enti e le società in house. In questa campagna, iniziata e avviata da circa un mese, un ulteriore candidato, nonché attore istituzionale, utilizza il comune di Cagliari, di cui è sindaco, per mostrare l’intensità di un agire, che nei sette anni di amministrazione passata non abbiamo rilevato, almeno nell’intensità con cui i recenti annunci sembrano voler dare. Il sindaco di Cagliari ha sì, uno strumento in più per poter compiere la sua propaganda, che non consiste nel poco che ha realizzato, per cui non riuscirebbe neppure a confermare i consensi ricevuti in passato, ma per quanto riguarda i progetti futuri che mette in cantiere, o annuncia di mettere in cantiere, la cui eventuale verifica avverrà solo dopo le elezioni. Così, e sempre in modo maldestro, fa anche l’ex assessore per tre legislature regionali Paolo Maninchedda, che annuncia la necessità di una riforma della Regione, di quella stessa Regione di cui è stato amministratore, con maggioranze e programmi differenti, per circa quindici anni. Per non parlare delle sbrigative, quanto effimere operazioni con cui si rende esacerbante il primato clientelare di questa giunta, di cui già contestammo l’insediamento, per l’assenza di un’etica nella sostituzione della candidata vincitrice alle primarie, Francesca Barracciu, ed imposto così Francesco Pigliaru. Non si può proporre in fine legislatura, ad un mese dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale e del Presidente, il reinsediamento della provincia di Olbia per recuperare voti e poltrone politiche, in un’area forte, in cui il centro sinistra è minoritario. Impegnare il Consiglio, su richiesta del Presidente della Regione Francesco Pigliaru, su questo fronte, che richiederebbe ulteriore tempo per una accettabile discussione e confronto, ha dell’incomprensibile. A Roma si dice, quando le persone devono sedersi là dove non vi sono posizioni assegnate: << a li’ meglio posti...>> scatenando così un corri corri verso i posti liberi e migliori. Questo sta accadendo oggi in Sardegna, in una Regione amministrata dal Pd e alleati, nei confronti dei quali Massimo Zedda nel tacere un eventuale disappunto, si rende erede già desueto e consunto, in una drammatica continuità di cui non era parte. Un tafferuglio politico che non potrà far altro che determinare un risultato inverso, certamente, ma con lo scopo di cristallizzare la macchina amministrativa regionale, fino a renderla ingovernabile per una qualsiasi maggioranza diversa dall’attuale. Maurizio Ciotola

Sassari. Caterina Murino a teatro con “L'idea di ucciderti”

Un raffinato thriller psicologico per Caterina Murino, protagonista accanto a Fabio Sartor de “L'idea di ucciderti” - originale opera in nero scritta e diretta da Giancarlo Marinelli e ispirata alla tragedia dei femminicidi che debutterà martedì 15 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di Sassari nel cartellone della Stagione 2018-19 de La Grande Prosa e Danza firmata CeDAC. La pièce che offre uno sguardo inedito su una terribile “epidemia” inaugurerà mercoledì 16 gennaio alle 21 la Stagione del CeDAC al Teatro Comunale Nelson Mandela di Santa Teresa Gallura, per approdare l'indomani, giovedì 17 gennaio alle 21 al Teatro Tonio Dei di Lanusei, venerdì 18 gennaio alle 20.30 all'Auditorium del Conservatorio “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari (fuori abbonamento) e infine sabato 19 gennaio alle 21 al Teatro Civico Oriana Fallaci di Ozieri per la Stagione 2018-19 de La Grande Prosa organizzata dal CeDAC nell'ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna. Sotto i riflettori – accanto ai due protagonisti - Antonio Rampino, Francesco Maccarinelli e Francesca Annunziata, con la partecipazione straordinaria di Paila Pavese, per uno spettacolo avvincente e inquietante (firmato Ghione Produzioni), impreziosito dalle scenografie di Lisa De Benedittis e dai costumi di Teresa Acone che idealmente tracciano le coordinate spazio-temporali della vicenda, evocando atmosfere e situazioni ai confini tra realtà e immaginazione, mentre il disegno luci di Luca Palmieri tradice in suggestioni “pittoriche” gli stati d'animo dei personaggi, e l'intensità e le vibrazioni cromatiche dei conflitti e delle emozioni. Un affascinante e pericoloso gioco di specchi per un viaggio agli inferi, nei labirinti della mente e del cuore, alla ricerca dell'origine del male, attraverso lo sguardo dell'assassino: Giancarlo Marinelli si confronta con un tema complesso e di scottante attualità, in un'epoca dolorosamente segnata da delitti incomprensibili, immotivati quanto spietati, attribuiti a una sorta di raptus ovvero al gesto spietato compiuto (per lo più) da un uomo “accecato dalla passione” e dunque e (temporaneamente) “folle per amore”. “L'idea di ucciderti” è quindi forse il diario di un'ossessione, suggerito dalla paura di petersi trasformare, quasi inconsapevolmente, in un mostro, sulla spinta della gelosia e del fatale equivoco fra desiderio e possesso, ma anche dell'innescarsi di meccanismi perversi in cui il sentimento originario si trasforma, ma non si evolve, l'amore diventa odio e il rifiuto di accettare la fine di una relazione induce a compiere, e perfino a giustificare, un gesto estremo, quale frutto malato di un legittimo dolore e del male di vivere. L'indagine su un omicidio offre lo spunto per soffermarsi a riflettere sulla cultura e sull'ambiente in cui maturano crimini efferati, spesso al termine di una lunga serie di violenze e abusi, fisici e psicologici, che lasciano tracce invisibili ma indelebili come graffi sull'anima, da cui è quasi impossibile guarire. La morte di una donna è al centro dell'enigma, tra indizi contraddittori e una confessione che pone nuovi quesiti, ma la ricerca del colpevole e del movente, come la ricostruzione dell'esatta dinamica dei fatti è tutt'altro che semplice e il sentiero che conduce alla verità è quanto mai arduo e contorto, tra segreti e (auto)inganni. Fulcro delle attività di investigazione è in un certo senso inevitabilmente la figura della vittima, colei che non può più parlare e difendersi, né raccontare la sua versione dei fatti: la personalità di quella creatura costretta al silenzio, i rapporti e i legami, le fratture e i rancori con le persone che la circonda(va)no, rappresentano il munto di partenza per individuare possibili moventi e identificare i responsabili di una così drammatica e irreparabile conclusione. “L'idea di ucciderti” è anche un cammino alla scoperta dei piccoli e grandi orrori del quotidiano, delle voragini che si spalancano dietro la superficie, nella parvenza di una tranquilla “normalità”, del vuoto interiore e di una insospettabile crudeltà, talvolta compiaciuta talvolta inconsapevole – a conferma della “banalità del male”. Se Fabio Sartor interpreta il maggior sospettato nonché reo confesso, Caterina Murino incarna la giustizia, con il distacco professionale e l'efficienza di una magistrata incaricata degli interrogatori, in un “duello” in cui si scontrano le diverse ragioni e le possibili interpretazioni, con le differenti sfumature tra amore e odio mentre nei varchi e nelle pause del vivace contrappunto, tra parole e silenzi, domande e accuse, cui non sempre bastano le risposte, emerge con forza l'immagine di colei che non è più. L'artista cagliaritana dà così corpo ai fantasmi del passato: i volti delle due donne, la magistrata impegnata a portare alla luce le verità nascoste e la vittima si sovrappongono e quasi si confondono, come in uno sfasamento di tempo tra presente e passato, con lunghi flashback che immergono la vicenda in una dimensione sospesa tra vita e sogno.
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