Trasporti aerei. Continuità territoriale: oltre 94 mila posti in più a cavallo di Ferragosto

I principali aeroporti dell'isola, fino a martedì 21 agosto, potranno contare su un aumento delle poltrone disponibili per oltre 94 mila unità. Un aumento di capienza che riguarderà i collegamenti aerei in continuità territoriale da e per la Sardegna. In particolare, Alitalia ha previsto aumenti di posti sulla Alghero-Linate-Alghero sino a circa il 150% in più rispetto alle disponibilità ordinarie stabilite dal decreto. Attualmente, per la stessa tratta, i posti in vendita sino a martedì 21 hanno toccato quota 8.000, grazie agli otto voli quotidiani. Aumento del 150% sul numero minimo imposto anche per la rotta Cagliari- Fiumicino-Cagliari. In questo caso l'aumento di poltrone raggiunge oltre 30 mila posti con almeno 24 voli quotidiani. Incremento ancora più sostanzioso per la Cagliari-Linate-Cagliari, con oltre il 160% in più, pari a oltre 27 mila poltrone aggiuntive con le tariffe previste dalla continuità territoriale e 22 voli al giorno. Più contenuti i numeri sulla Olbia-Linate-Olbia, dove la compagnia Air Italy ha previsto un incremento pari al 36,8% con quasi 16.000 posti in vendita e 12 voli quotidiani operativi. Sulla tratta Olbia-Fiumicino-Olbia i posti incrementano di oltre il 21% sino a 13.500, con almeno 10 voli al giorno.

Mercato immobiliare. Cresce in Sardegna il mercato dei mutui

In base ai dati diffusi dall'osservatorio congiunto Facile.it - Mutui.it, realizzato su un campione di oltre 1.200 richieste di finanziamento, in Sardegna cresono le domande di mutuo per l'acquisto della casa. In particolare, durante il primo semestre 2018, l'importo medio richiesto si è attestato su 108.958 euro. Il dato rappresenta un aumento del 2,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno prima. La crescita ha riguardato non solo gli importi richiesti agli istituti di credito, ma anche il cosiddetto "Loan To Value", ovvero la percentuale di valore dell'immobile che si intende finanziare tramite il mutuo. Nello specifico, durante i primi sei mesi del 2018 è aumentato al 66,9%, contro il 62,2% del primo semestre 2017. Aumentano i richiedenti mutui a tasso fisso (8 richieste su 10), complici i bassi tassi di interesse. Aumenta anche l'entità degli importi. Le favorevoli condizioni di mercato hanno stimolato le richieste di mutui anche da parte dei più giovani. In questo senso la percentuale di giovani sotto i 35 anni che hanno richiesto un mutuo è passata dal 18,9% del primo semestre 2017 al 22% dei primi sei mesi del 2018. A Nuoro richieste di importi più sostanziosi (119.478 euro), seguita da Sassari con 111.410 euro. A distanza Oristano, con una richiesta media pari a 100.315 euro. In coda il capoluogo regionale con una richiesta media di 109.669 euro.

Sant'Anna Arresi. Sbarcano altri 25 algerini

Le coste del Sulcis si confermano meta prediletta dei migranti algerini. Nella notte tra lunedì e martedì, verso le 4 del mattino, i Carabinieri di San Giovanni Suergiu hanno individuato 15 stranieri, tra questi anche una donna, che si aggiravano in località spiaggia dei Francesi a Sant'Anna Arresi. Successivamente, verso le 6, le forze dell'ordine di Narcao hanno rintracciato altri 10 migranti nel centro di Sant'Anna arresi. Ritrovato nei pressi di Porto Pino l'imbarcazione utilizzata per raggiungere le coste della Sardegna. Tutti i 25 algerini verranno trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir.

Meteo. Per Ferragosto tempo instabile

Rischio pioggia per Ferragosto. In base agli esperti metereologi è possibile il manifestarsi di coperture a tratti intense con locali schiarite, in particolare nel settore orientale dell'Isola. Possibili anche piogge a carattere di rovescio. Tale situazione sarebbe originata da un anticiclone delle Azzorre sul medio basso Atlantico che favorirebbe una discesa di aria fresca e instabile. Nello specifico un primo vortice potrebbe interessare la Penisola durante il weekend del 18-19. Un secondo potrebbe interessare i giorni di Ferragosto. Il quadro generale prevede inoltre mare caldo e umidità persistente.

Sicurezza stradale. Per Ferragosto impegnate quasi 1400 pattuglie della Polstrada

Presentato dalla comandante del compartimento regionale della Polizia stradale, Giusi Agnello, e dal capo della Polstrada di Cagliari, Raffaele Angioni il piano predisposto per la sicurezza stradale durante il periodo di Ferragosto. In particolare, per l'esodo di Ferragosto saranno impegnate in Sardegna quasi 1.400 pattuglie in strada, di cui oltre 200 per la settimana dal 13 al 19. Ad essere interessate le arterie più battute dai vacanzieri. Dall'inizio dell'estate sono operative 1.373 pattuglie. Tra queste, 212 sono quelle che verranno impegnate dal 13 al 19 agosto Intanto sono già stati effettuati 115 controlli per far rispettare i limiti di velocità e 16 per contrastare il fenomeno delle cosiddette stragi del sabato sera. Nel bilancio delle operazioni effettuate, anche sette servizi dedicati al contrasto della guida in stato di ebbrezza e 42 per sanzionare l'uso del telefonino e chi non indossa le cinture. In base ai dati diffusi da Polstrada, in Sardegna si registra una diminuzione del 15,1% degli incidenti mortali, rispetto all'incremento (2,9%) registrato su scala nazionale. Tra i consigli per prevenire gli incidenti e per non incorrere in eventuali sanzioni: ridurre la velocità; evitare distrazioni al volante come l'uso del cellulare o di altri dispositivi elettronici (è il caso dei navigatori satellitari spesso impostati mentre si sta guidando); allacciare le cinture; utilizzare correttamente i seggiolini per bambini; mantenere le distanze di sicurezza e mettersi alla guida in perfette condizioni psicofisiche.

Impresa Sardegna. Saldo positivo tra nuove aziende e aziende cessate

E' quanto emerge dai dati sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel secondo trimestre 2018, diffusi da Movimprese, ed elaborati dalla Cna Sardegna. In particolare, durante il secondo trimestre 2018 il saldo tra nuove aziende e aziende cessate è di 907 (+0,54% contro lo 0,52% nazionale). Le nuove attività sono 2.614 mentre quelle che hanno chiuso 1.707. Anche se positivo, il dato evidenzia un rallentamento rispetto al 2017. Il saldo attivo di 31.118 imprese è infatti inferiore di quasi 5 mila unità rispetto a un anno fa, quando la crescita fu pari a 35.803 unità, e riporta la "natimortalità" imprenditoriale al livello del 2012 (+31.565). Alberghi e ristoranti, commercio e agricoltura sono i settori cresciuti di più in valore assoluto nel trimestre. Attività professionali, servizi alle imprese, sanità e, di nuovo, il settore del turismo e dell'ospitalità quelli che hanno mostrato la dinamica più brillante in termini percentuali.

Enel, il suo degrado e la fuga dall’Isola. Di Maurizio Ciotola

Il disimpegno dell’Enel in Sardegna costituisce l’ulteriore passo di un lento e continuo processo in atto da circa vent’anni. Lo spostamento della direzione da Cagliari a Torino pregiudica ancora una volta l’equilibrio e la distribuzione sul territorio nazionale dei centri direttivi delle aziende partecipate dallo Stato, per le quali l’etica negli investimenti, differentemente, dovrebbe portarle a condividere gli obiettivi economici e strategici nazionali di redistribuzione delle ricchezze sul territorio. Dopo che l’Enel Spa, ha costituito con specifico indirizzo politico, unitamente alla Cdp, la società Open Fiber allo scopo di posare lungo la Penisola e le Isole una rete in fibra ottica, al fine di consentire scambi di dati ad elevatissima velocità e così rendere indifferente qualsiasi differenza di postazione geografica, ci saremmo attesi una ricollocazione delle sedi di ogni direzione, in senso inverso a quello praticato per anni dalla stessa Enel, come da tutte le grandi aziende nazionali ed internazionali, abituate a insediare i loro centri direzionali al nord e a Roma. La Regione Sardegna, autonoma sulla carta, non è mai riuscita ad avere un peso significativo in ambito nazionale, riducendosi per l’indole dei suoi politici a ratificare quanto deciso in sedi non istituzionali e sempre esterne all’Isola medesima. Un atteggiamento servile e collaudato, cui da anni oltre alla politica ci ha abituato anche il sindacato confederale e unitario, prono anch’esso verso le decisioni scellerate delle tante aziende in “transito” sull’Isola. Equilibri politico-sindacali venduti come operazioni strategiche, la cui sedicente “lungimiranza” ci ha restituito una povertà industriale confrontabile con i paesi più poveri del Pianeta. Gli insediamenti dell’Enel sul territorio regionale sono ridotti al lumicino per quanto riguarda il contatto con l’utenza, mentre rimangono immutati quelli storici delle centrali di produzione, site nell’area sulcitana e nelle aste di produzione idroelettrica del Taloro e del Flumendosa. Nel Sulcis le due centrali a carbone restano in attività grazie ad una contrattualizzazione a termine con Terna per l’approvvigionamento della riserva terziaria, di cui vi è una quota parte corrispondente ad un corrispettivo monetario fisso, che prescinde dalla produzione effettiva, questa altalenante, perché dettata dagli esiti giornalieri del mercato elettrico. La contrattualizzazione iniziata nel 2016 avrà scadenza il 31 dicembre 2018, dopo di che sarà difficile pensare ad un mancato rinnovo, viste le condizioni immutate della rete e delle produzioni sull’Isola. Certo è che in una necessaria decarbonizzazione nazionale ed internazionale, le centrali Enel del Sulcis, come quelle di Eph a Fiumesanto, dovranno mutare sistema di approvvigionamento dell’energia primaria, ipoteticamente dal carbone al gnl, per la produzione di energia elettrica. Impegni economici cui nessuno degli operatori, Enel ed Eph, sembrano intenzionati ad accollarsi e che potrebbero mostrarsi privi di esito se, come inevitabilmente accadrà, la rete Sarda verrà connessa con un altro collegamento sottomarino alla Penisola attraverso la Sicilia, nell’ottica della sicurezza e della riduzione dei costi. Un’ulteriore connessione, che consentirà di esercire una rete in sicurezza prescindendo dalla necessità di contrattualizzazione, lasciando alle produzioni in campo la capacità di competere, ovvero vincere o soccombere, sul mercato nazionale. Tutto questo in un contesto drogato del mercato zonale, in cui la copertura del fabbisogno elettrico sardo è svolto in parte dalle energie rinnovabili ed in gran parte dalla centrale Sarlux (Saras), che produce energia elettrica bruciando i residui di raffinazione opportunamente trattati ed equiparata ad una produzione da energia rinnovabile. Le energie rinnovabili e la Sarlux, che costituiscono la copertura di quasi 2/3 del del fabbisogno isolano, non passano per il mercato dell’energia, ma per obbligo di legge le loro produzioni sono prioritarie e cedute ad un prezzo fisso, mediamente di molto superiore a quello di mercato. Va da se che, un ulteriore connessione, come quella in progetto, potrà consentire alle centrali Enel ed Eph, una ulteriore vita in un confronto di mercato più aperto, naturalmente dettato dal costo unitario di produzione della singola centrale. Un costo cui l’obsolescenza delle centrali isolane non potranno ridurre, se non in modo bovino e criminale nell’immediato, riducendo il personale. Per ora, al di là della evidente esigenza a garanzia della sicurezza energetica definita da Terna, la contrattualizzazione con l’Enel, sostiene di fatto la sopravvivenza delle centrali del Sulcis. Ma il Sulcis è anche martoriato, violentato dalla presenza di quello che fu un attivo polo industriale, con cui si è compromessa la salubrità del territorio e della popolazione, cui oltre ai residui di lavorazione, si sono aggiunti i residui nella discarica non autorizzata di materiale altamente tossico, depositato dall’Enel nell’ambito di trent’anni di esercizio e fino ad oggi custodito senza rilevarne la presenza alle autorità. La magistratura ha posto sotto sequestro un area di venticinquemila metri quadri, di proprietà dell’Enel, in cui giacciono circa quarantacinquemila tonnellate di rifiuti tossici accantonati dalla stessa società. Non possiamo continuare a sostenere un simile stupro, nei confronti del territorio, come nei confronti della popolazione, defraudata ed impoverita. La Regione Sardegna ha il dovere di proporre il nostro territorio come sede direzionale, in luogo della città prescelta nella Penisola, pretendendo anche il recupero immediato di quelle aree defraudate ed inquinate ad opera dell’Enel, oltre che degli altri siti industriali. Abbiamo la necessità di mutare il “passo”, richiedendo investimenti tecnologici avanzati per far fronte al degrado, che caratterizza le centrali elettriche dell’Enel in esercizio e le sue cabine primarie di distribuzione, abbandonate a se stesse. In ultimo la Sardegna, come altre aziende sembra abbiano compreso, costituisce il naturale laboratorio di sperimentazione tecnologica grazie alle sue caratteristiche congiunturali, uniche in ambito europeo. L’Enel dovrebbe investire nell’ambito della ricerca e dello sviluppo delle smart grid in Sardegna, fino a realizzare un centro pilota internazionale in cooperazione con le Università isolane, sul piano progettuale e della realizzazione. Ovvero una naturale evoluzione verso l’industria 4.0 anche in un ambito energetico, in cui l’intero Paese e l’Isola in particolare, sembrano essersi fermati al XIX secolo. Maurizio Ciotola

Meteo. La Sardegna nella morsa del caldo torrido

Tutta la Sardegna è immersa nella cappa di calore che in alcune zone interne ha raggiunto i 41 gradi. Nella settimana più calda di questa estate 2018, le zone più roventi sono state quelle del Campidano, una parte del Sulcis e dell'isola centro-settentrionale. La giornata di giovedì 2 agosto non farà eccezione. In base alle previsioni del Dipartimento metoclimatico dell'Arpas le temperature massime si attesteranno sui livelli raggiunti a Sassari e Alghero, ma anche a Cagliari, Iglesias e Oristano dove è possibile che possano superare i 37 gradi. Addensamenti pomeridiani nelle zone interne e sui rilievi verranno accompagnati da isolati temporali che tuttavia non incideranno in termini di refrigerio. La situazione ha spinto la Protezione Civile Regionale a diramare un bollettino di allerta per alto rischio di incendi (codice arancione). Le zone particolarmente interessate saranno il Campidano, parte del Sulcis, e il centro e nord dell'isola.
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