Corpo Forestale. Covid-19: oltre 11.300 controlli dal 14 marzo

Prosegue l’azione di controllo da parte del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019. Nella giornata del 27 marzo sono stati effettuati 596 controlli (dal 14 marzo sono oltre 11.300): 147 nell’area di Cagliari, 52 Iglesias, 39 Oristano, 179 Sassari, 86 Tempio, 56 Nuoro, 37 Lanusei. Sono state sanzionate 9 persone (8 a Cagliari, 1 a Sassari), segnalate alla Magistratura. Inoltre, sono stati controllati i passeggeri di tre traghetti sbarcati nello scalo di Porto Torres. L’inosservanza delle Ordinanze del Presidente della Regione comporta le conseguenze previste dall’articolo 650 del Codice penale, con arresto fino a 3 mesi e sanzione.

Emergenza Covid-19. Aggiornamento di venerdì 27 marzo

Sono 530 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. È quanto rilevato dall'Unità di crisi regionale nell'ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 3.801 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 112, di cui 19 in terapia intensiva, mentre 384 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 8 pazienti guariti, più altri 5 guariti clinicamente. Salgono a ventuno i decessi. Sul territorio, dei 530 casi positivi complessivamente accertati, 83 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 50 (+29) nel Sud Sardegna, 9 (+2) a Oristano, 52 a Nuoro, 336 (+5) a Sassari.

Cagliari. Rilevato un caso di positività Covid - 19 tra i dipendenti delle Poste

A lanciare l'allarme è la sigla sindacale Slc Cgil che annuncia lo stato di agitazione dei dipendenti di Poste Italiane impegnati presso gli uffici recapito di via Brenta. Infatti è proprio lì che è stato registrato un caso di positività al Covid 19. Per il dipendente in questione è scattato il protocollo di isolamento mentre sono state attivate le procedure di sanificazione dei locali. Per questo motivo, in via precauzionale, la direzione degli uffici ha disposto la chiusura degli uffici. Intanto i rappresentanti di Slc Cgil hanno richiesto un confronto con l'azienda per chiarire come si intende affrontare la situazione.

Emergenza coronavirus. La solidarietà della comunità cinese

La comunità cinese ha donato alla Sardegna oltre 50.000 mascherine. Il prezioso dono è stato preso in carico dall’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis che ha dichiarato:

“In questi giorni difficili, sono stati tanti gli attestati di solidarietà da parte di semplici cittadini e di aziende, ma anche le comunità straniere presenti nell'Isola hanno dimostrato la loro vicinanza al popolo sardo ed alle Istituzioni”. E per quanto riguarda la destinazione finale delle mascherine, lo stesso Lampis ha precisato: "le indirizzeremo soprattutto verso il settore sanitario, che da settimane si trova in prima linea ad affrontare questa emergenza con impegno e dedizione. Ho espresso i sinceri sentimenti di gratitudine, anche a nome anche del presidente Solinas e dell'intera comunità sarda”

Aggiornamento Emergenza Coronavirus Sardegna

Sono 494 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. È quanto rilevato dall'Unità di crisi regionale nell'ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 3.461 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 112, di cui 20 in terapia intensiva, mentre 350 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 7 pazienti guariti, più altri 6 guariti clinicamente. Salgono a diciannove i decessi. Sul territorio, dei 494 casi positivi complessivamente accertati, 83 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+9 rispetto all'ultimo aggiornamento), 21 (+4) nel Sud Sardegna, 7 a Oristano, 52 (+26) a Nuoro, 331 (+13) a Sassari.

Emergenza Covid-19. Imprenditori cinesi donano attrezzature medicali e D.p.i.

Perfezionata in data odierna la consegna di attrezzature medicali e D.p.i. donati alla Sardegna da imprenditori cinesi che operano nell'isola anche in collaborazione con aziende sarde. In particolare, sono state consegnate 18.000 mascherine ffp1, 3.500 mascherine ffp2, 15.000 mascherine chirurgiche, 430.000 guanti in lattice, 2.200 tute protettive. Il materiale è stato consegnato nel centro operativo della Protezione Civile Regionale di Macchiareddu. Riconoscenza è stata espressa dal presidente della Giunta Regionale, Christian Solinas che ha dichiarato:

“Un segno tangibile e gradito di sensibilità, e di quell’amicizia che lega da tempo i nostri popoli, uniti da rapporti commerciali ed oggi, sempre più, da un forte legame di solidarietà”.

Cagliari. Avviata la sanificazione dell’arredo urbano per limitare il contagio da Covid-19

Sono iniziate alle 20 di sabato 21 marzo e proseguiti per tutta la notte le attività di disinfestazione delle superfici del territorio urbano soggette a contatto diretto con la popolazione, effettuate da specialisti in operazioni di igienizzazione e sanificazione. Non si è trattato della pulizia delle strade ma di una operazione, obiettivo della quale è quello di tutelare la salute pubblica con una sanificazione in grande stile anti Covid-19 per eliminare dalla città eventuali “fonti” di contagio.

“La prima operazione urbana di sanificazione anti Covid-19 - il commento dell’Assessora al Verde Pubblico, Paola Piroddi, in prima linea accanto al Sindaco Paolo Truzzu per la lotta al virus - richiede massima cautela nell’uso delle diluizioni di speciali prodotti virucidi con acqua, nel rispetto dell’ambiente e delle normative”.

È dello stesso parere Roberto Porrà, Presidente di CTM S.p.A.: “Ringrazio il Comune di Cagliari per questo ulteriore ausilio nelle pulizie delle infrastrutture che vede la nostra azienda già notevolmente impegnata nella extra-sanificazione sia degli spazi comuni aziendali, sia dei mezzi pubblici e delle infrastrutture esterne come le pensiline di fermata”.

“Una decisone molto attesa da tanti nostri concittadini, perché infonde sicurezza in questi tempi duri” ha aggiunto Marcello Polastri, Presidente della Commissione Politiche per la Sicurezza.

L’intervento straordinario andrà avanti anche nei prossimi giorni per mettere in sicurezza alcuni degli arredi urbani di maggiori interesse come: pensiline e fermate dei bus (circa 180), panchine, rastrelliere per biciclette, corrimano, parchimetri e tanto altro ancora “a portata di mano”. Gli operatori riprenderanno servizio oggi, domenica 22 marzo dalle 20, nelle aree antistanti gli ospedali e davanti alle farmacie, e proseguiranno nei prossimo giorni, sempre nelle ore notturne. Il lavaggio viene effettuato a base di acqua con detergente, mentre per l’igienizzazione si procede a base di prodotti come indicato dall’ISPRA per poi arrivare al lavaggio finale in modo che nei successivi quindici minuti la pensilina sia di nuovo utilizzabile. Il prodotto utilizzato sarà l’ipoclorito diluito all’1 per 1000, con risciacquo a base di acqua dopo quindici minuti e affissione di un cartello di segnalazione.

I nuovi eroi al tempo del Covid 19

Il giuramento di Ippocrate nel cuore e la dedizione verso il prossimo fanno sì che i medici rischino la vita per soccorrere i contagiati. Abbiamo intervistato un medico specializzato in Igiene e Medicina Preventiva che lavora in Direzione ospedaliera.

“Il problema di fondo in realtà sono i pazienti asintomatici: c’è una quota di pazienti asintomatici che stanno bene, circolano ma potenzialmente sono in grado di contagiare gli altri. A conferma di ciò si è verificato il caso una paziente ricoverata che ha avuto contatti solamente col suo compagno - perfettamente asintomatico - il quale, entrato in contatto col suo capo, poi risultato infettato, lo ha contagiato.

E' fondamentale evitare i comportamenti scorretti: “quando vedi che l’ospedale si ingolfa in questa maniera - continua il medico - con gente che va in giro irresponsabilmente, ti viene da pensare: l’hanno capito o no che bisogna rimanere a casa? Si stanno ammalando persone dai 60 anni in su, ma ci sono alcuni casi positivi anche tra bambini. C’è da dire che sono gli anziani sono più fragili e oltre a loro anche i soggetti immunodepressi rischiano più di altri”.

Cosa rischiano i medici

“I medici rischiano maggiormente in prima linea: pronto soccorso, radiologia, terapia intensiva, reparti adibiti SARSCoVid-2. Utilizzano per proteggersi oltre le mascherine FFP2 e FFP3, una visiera, una tuta completa, occhiali, camice impermeabile e soprascarpe. Il direttore del pronto soccorso si è ammalato perché vi è stata una riunione senza protezione a una distanza inferiore al limite di sicurezza. Persino io non so se sono stato positivizzato. Stiamo facendo tamponi a tutti gli operatori sanitari.”

La prassi

"All’inizio dell’emergenza covid 19, nel momento in cui c’era qualcuno che lamentava dei sintomi, si telefonava all’igiene pubblica e gli veniva inviato un team di assistenti sanitari per eseguire il tampone. Coloro che si presentavano in ospedale con sintomi respiratori, prima che la nazione fosse dichiarata interamente zona rossa, esisteva una zona di pre-triage nella quale si chiedeva ai pazienti se c’era potenziale rischio epidemiologico, nel caso arrivassero dalla Cina o dal Veneto e dalla Lombardia e, ovviamente, venivano separati rispetto agli altri. Per entrare a fare il triage, se c’era il sospetto di coronavirus - soprattutto sui pazienti con sintomi respiratori - veniva praticato il tampone. Il triage è la determinazione di priorità, la scelta tra più pazienti di quelli maggiormente bisognosi di cure".

L’Italia zona rossa

"Di fatto ormai si fa il tampone a chiunque abbia una sintomatologia respiratoria. Una volta al Pronto soccorso, coloro che presentano una sintomatologia lieve verranno rimandati a casa, predisponendo parimenti il ricovero soltanto a coloro che abbiano ulteriori necessità di cura".

Le incongruenze

"L’attesa per il referto dei tamponi crea situazioni incresciose. Generalmente il tempo tecnico necessario per avere gli esiti dal tampone è di 6 ore, ma in realtà ne occorrono 36 a causa della mole di campioni effettuati in tanti ospedali, ma confluiti in un unico laboratorio. Si è così creato un reparto "Attesa tamponi" perfettamente isolato dagli altri. Esiste poi un reparto "covid 19" per i positivi al tampone, poichè i pazienti presentano tutti la stessa patologia".

Il vaccino

"Il vaccino ha tempi normalmente lunghi, ma si punta a ridurre a zero il contagio. Il nodo cruciale è ridurre il numero di accessi alla terapia intensiva. Mancano posti letto, così come in tutta Italia! Si è inaugurato il reparto covid 19 e in queste ore si sta aprendo una seconda terapia intensiva per la stessa patologia. Intanto si sta riducendo tutta l’altra attività compresa quella chirurgica. I respiratori che si trovavano in sala operatoria sono stati trasferiti per creare un reparto di terapia intensiva covid. Per i vaccini non ci sono i tempi tecnici, per cui è meglio contenere il contagio stando a casa".

Il dopo

"La Direzione ospedaliera si occupa della logistica. Attualmente stiamo allestendo un ospedale dedicato alle cure per il Covid19. Io mi occupo di organizzare un ospedale o la gestione di una salma per scongiurare assolutamente problemi di natura infettiva anche dopo la morte. Tristemente questi pazienti muoiono da soli, poiché ai parenti non è consentito vederli per l’ultima volta, in ragione del fatto che molti di loro sono in già quarantena.”

Difficoltà

"La popolazione contrae il virus in misura esponenziale. Una grossa quota di asintomatici fa variare la statistica, cambia cioè il numeratore: sono proprio le persone di cui non sai niente il problema perché non sono state sottoposte al tampone. Diventa difficile trovare professionisti con le competenze giuste, gli internisti valgono oro ma hanno un numero di pazienti spaventoso. I medici chirurghi hanno difficoltà a seguire pazienti internistici. Il medico di medicina generale non ha i dispositivi di protezione personale, c’è carenza di dispositivi, se ne consumano tantissimi, anche perché non è possibile sostenere un unico turno di 8 ore senza cambiare il dispositivo: respirare attraverso la mascherina è faticoso e pesante. La Protezione Civile ci mandò mascherine che non coprono contemporaneamente naso e bocca , quindi per noi del tutto inutili. I cinesi hanno inviato mascherine che non sono di marchio Cee ma sono utilizzabili. Certo è tosta, ma ce la si può fare.

Korus

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