S. Efisio. Festa e non più sagra, com’era una volta chiamata. Di Antonello Lai

Bandito il folclore o, quantomeno, diminuita la parte più spettacolare, é rimasto il tripudio dei fedeli che pero’….... C'é in effetti un però. Se da una parte in alcune soste tradizionali del cocchio la festa, qualche volta, sovrasta il rito ecclesiastico, così come sono parse eccessive le illuminazioni notturne di Sarroch, dall'altra però, proprio come diceva una signora di Stampace, che si lamentava della mancanza di un minimo di luminarie o anche solo di qualche bandierina appesa tra i palazzotti, neanche un addobbo o una piccola luminaria ha ravvivato la casa del Santo Martire. Quella Stampace che vive tutto l’anno la presenza del Santo Guerriero. E ne é orgogliosa. Per una volta il vecchio quartiere viene considerato da tutti, notabili e ricchi, poveri e gente comune. L'importante é esserci. Anche al di là delle proprie convinzioni religiose. E per questo, gli abitanti di Stampace sono orgogliosi di venerare su "martiri valorosu e poderosu" e si aspettano che qualcuno, in questo caso il Comune di Cagliari, faccia qualcosa per abbellire le vie troppo buie della zona intorno alla chiesetta. Quest'anno hanno vinto le Tv e i social, complici la pioggia, ma anche una scarsa attenzione per l'accoglienza. Nessuna tribuna in largo Carlo Felice, che dall’alto mostrava impietosamente le assenze della folla. Forse qualcosa in più andava fatta. Proprio come il popolo si aspettava e forse anche perché tra ex voto e ori d’ordinanza, magari qualche lucina in più nel suo cammino cagliaritano, Sant’Efisi Gloriosu se la sarebbe proprio meritata. Almeno per non far cascare gioco e fedeli nelle buche di un quartiere abbandonato. Antonello Lai

Cagliari. S. Efisio: festa di fedeli nonostante il maltempo

La 362a edizione della Festa di Sant'Efisio non ha deluso le attese, nonostante il maltempo. Tantissimi i fedeli e semplici visitatori, giunti da tutta la Sardegna. A loro si sono aggiunti anche i cinquemila crocieristi che hanno reso l'evento di portata internazionale. Un'ottima vetrina per il capologo, caratterizzata dai numerosi carri addobbati, arrivati dai paesi dell'interno, il cocchio del santo e la ramadura, che ha trasformato le vie del Santo in un vero e proprio tappeto di colori. I Comuni coinvolti sono stati 105. Insieme a loro 90 associazioni e 3.153 devoti lungo il percorso. Di questi 2.605 hanno seguito il corteo a piedi, mentre 247 erano a cavallo. Le traccas erano 19. L'apice della Festa è arrivato dopo le 13 quando il Santo è passato davanti al Comune. Con il cocchio davanti al Municipio sono partite anche le sirene delle navi in porto. Da qui il Santo e i fedeli si sono avviati verso Nora, con tappa a Su Loi per la messa delle 16.30. Il loro arrivo a Sarroch è previsto per le 23. I giorni successivi a Pula e Nora. Il 4 maggio il ritorno notturno nella chiesetta di Stampace.

Sant'Efisio. Niente vendita di bevande in contenitori di vetro e lattine

Per motivi legati alla sicurezza e alla incolumità delle persone in occasione della 362a Festa di Sant'Efisio, il Sindaco Massimo Zedda ha firmato l'Ordinanza n.19 con la quale ha disposto il divieto di detenzione di contenitori di vetro e lattina, oltre che il divieto di vendita per asporto di qualsiasi bevanda in contenitori di vetro o lattina. Il divieto sarà operativo nella giornata del 1 maggio dalle 8 alle 14 nelle seguenti strade e piazze, nel raggio complessivo di cinquanta metri dalle stesse: via Sant'Ignazio da Laconi, via Porto Scalas, vico II Sant'Efisio, via Sant'Efisio, via Azuni, via Santa Margherita, piazza Yenne, corso Vittorio Emanuele II, via Sassari, piazza del Carmine, via Maddalena, via Crispi, via Angioy, via Mameli, Largo Carlo Felice, via Roma. Nel dettaglio, le prescrizioni riguardano il divieto di introdurre, detenere e abbandonare al suolo contenitori di vetro e lattina; il divieto di vendita per asporto di qualsiasi tipo di bevanda in contenitori di vetro e in lattine da parte dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e degli esercizi commerciali ed artigianali. La somministrazione dovrà avvenire in bicchieri di carta o plastica nei quali le bevande dovranno essere somministrate direttamente. Il divieto non si applica nel caso di consumo all'interno dei pubblici esercizi o degli spazi pubblici dati in concessione; è fatto obbligo agli esercenti di custodire i contenitori vuoti evitandone l'asporto. Gli stessi divieti operareranno anche nella giornata del 30 aprile e del 1 maggio, per lo svolgimento di manifestazioni culturali, dalle 18 alle 24, nella piazza del Carmine, oltre che il 4 maggio, dalle 18 alle 24, nelle strade interessate dal rientro di Sant'Efisio. La violazione degli obblighi verrà punita, fatte salve ulteriori responsabilità amministrative e penali, con la sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, oltre al ritiro immediato e al sequestro amministrativo ai sensi dell'articolo 13 della Legge n.689 del 24 novembre 1981 e successive modificazioni.

Cagliari. Il 1° maggio 362a Festa di Sant’Efisio. Programma ed eventi collaterali

Una città plurale con "condivisione”, “storia”, “fede”, “progresso” e tanta tanta “passione”. Il 1° di maggio è il giorno di Cagliari, non soltanto perché ricorda le battaglie operaie per ottenere diritti e condizioni di lavoro migliori o perché risponde alla chiamata di migliaia di croceristi che da qualche tempo l’hanno eletta a meta privilegiata per le loro vacanze. Lo è in special modo perché catalizza la devozione e l’attaccamento di tutta la comunità sarda verso sant’Efisio. In presenza di donne e uomini in abiti tradizionale e semplici cittadini, il sindaco Massimo Zedda, l’assessora alle Attività produttive e Turismo, Marzia Cilloccu, e l’Alter Nos, Lino Bistrussu, hanno presentato questa mattina la 362a Festa dedicata al martire e guerriero che fra poco meno di due settimane vedrà il suo simulacro in viaggio verso Nora, attraverso Giorgino, Capoterra, Villa San Pietro, Sarroch e Pula, per poi fare rientro nella chiesetta a Stampace il 4 di maggio. “Sant’Efisio è uno dei momenti più alti della cultura e del patrimonio identitario, etnografico ed etnomusicale della Sardegna”, ha sottolineato il primo cittadino riflettendo sull’importanza del passato e della tradizione che attribuisce al santo la liberazione della città dalla peste da cui era flagellata a metà Seicento. Per celebrare l’edizione 2018, sono 105 i Comuni rappresentati, con 90 associazioni di devoti in abiti tradizionali; 3153 devoti lungo il percorso; 2605 i devoti a piedi. A rappresentare 32 subregioni storiche della Sardegna saranno 106 devoti in abito tradizionale. A ciò si aggiungono 19 traccas per 266 devoti; 39 le associazioni di cavalieri in abito tradizionale e 56 i miliziani di scorta al cocchio del Santo, per un totale di 247 devoti a cavallo; dodici i cori polifonici e 5 le associazioni di strumentisti presenti. A Palazzo Bacaredda si riflette però anche sul domani. Si parla dell'infrastrutturazione del “Cammino” del santo, per renderlo accessibile tutti giorni dell’anno. Di quale sarà l’organizzazione. Dell' “impegno congiunto” che risponda alle esigenze delle misure imposte dalla Circolare Gabrielli, sulla sicurezza dei grandi eventi. E soprattutto dello “sviluppo turistico”, come sottolineato da Marzia Cilloccu, riferendosi alle migliaia di visitatori e turisti che visitano l’Isola. Pieno il sostegno del governo della Regione - la conferma direttamente dall’assessora al Turismo Barbara Argiolas, presente anche lei all’incontro di presentazione – e della Città Metropolitana che “stanzierà 5.000.000 di euro”, come ha annunciato lo stesso sindaco Massimo Zedda. Intanto prosegue il percorso di candidatura per l’inserimento della Festa nella lista del Patrimonio immateriale dell’umanità e per il decimo anno consecutivo riceve il patrocinio della Commissione Nazionale per l'UNESCO che ne riconosce l’alto valore per la tutela e la promozione del patrimonio etnografico e culturale popolare. Fitto il programma religioso, tanti gli eventi collaterali. Fra questi ultimi la mostra “Efisio. Martirizzato dai romani, santificato dai cristiani, venerato dai contemporanei” alla Cittadella dei Musei sino al prossimo 30 settembre e quella allestita nei locali ex Isola al Bastione santa Croce, dove, sino prossimo mese di giugno, si darà particolare risalto alle sonorità che ogni anno caratterizzano la Festa. Tra i rappresentanti dei Comuni toccati dal “Cammino di sant’Efisio”, il presidente del Consiglio comunale Guido Portoghese, il rappresentante della Curia di Cagliari don Ottavio Utzeri e il presidente dell’Arciconfraternita del Gonfalone, Francesco Cacciuto. In questo contesto festoso il pensiero del sindaco Massimo Zedda è andato anche “a quanti soffrono e fuggono dalla guerra in Siria, il Paese da cui proveniva anche Efisio”.

Cagliari. Al via le iscrizioni per partecipare alla 362^ edizione della Festa di Sant’Efisio

Scadono il prossimo 31 gennaio, i termini per la presentazione delle richieste di inserimento nell'elenco di devoti da cui si attingerà per l'individuazione dei partecipanti alle processioni cittadine per la 362^ Festa di Sant’Efisio, dell’1 e 4 maggio 2018. Come nelle passate edizioni, potranno partecipare i gruppi in abito tradizionale e i suonatori, regolarmente costituiti in associazione, i miliziani, i cavalieri e le “traccas” provenienti da tutta la Sardegna. Le associazioni di devoti non ancora inserite ed intenzionate ad essere incluse in tale elenco dovranno mandare una email all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Unitamente, dovrà essere inviata una fotografia chiara in abito tradizionale con il quale si intende partecipare. Entro lo stesso termine (31 gennaio 2018), le associazioni già presenti nell'elenco pubblicato online nell’area tematica “Attività produttive e Turismo” del Portale istituzionale del Comune, dovranno verificare i propri dati e comunicare tramite posta elettronica (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), eventuali modifiche, integrazioni o richiesta di cancellazione. Le richieste rappresentano una manifestazione di interesse e non comportano alcun diritto alla partecipazione alla processione, al pellegrinaggio e Festa. È però condizione necessaria per essere invitati a prendere parte, in abito tradizionale, al corteo processionale di Cagliari, di uscita e di rientro della festa devozionale di maggio.
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