Domusnovas. Nessuna riconversione per la fabbrica di armi Rwm

A chiarirlo sono i 270 lavoratori dello Stabilimento Rwm Italia di Domusnovas e i 104 dello Stabilimento di Ghedi (Brescia), in risposta alle polemiche politiche delle settimane scorse. Gli stessi dipendenti sottolineano la loro intolleranza per i vari comitati, amministrazioni locali o personaggi politici impegnati a strumentalizzare la questione della riconversione delle attività aziendali. In questo senso sono molto chiari: "nessuno di noi è interessato ad alcuna 'riconversione'. Non vogliamo essere trascinati in vertenze che, anche in questo territorio, evocano solo scenari negativi, ma vogliamo solo continuare a lavorare onestamente e serenamente, come abbiamo sempre fatto, nel rispetto delle leggi". Nella lettera aperta inviata agli organi di stampa i lavoratori precisano: "non intendiamo assistere in silenzio alla proposta, avanzata da più parti, relativa a una riconversione del nostro stabilimento, assolutamente fantomatica, per questo del tutto inconsistente e, dunque, nient'altro che ingannevole tentativo di far credere che qualcuno abbia sinceramente a cuore noi e le nostre famiglie. Fuori da ipocrisie, la situazione reale è un'altra: è quella di tanti fra noi che provengono dalle varie realtà industriali del Sulcis-Iglesiente, del Cagliaritano e del Medio Campidano, in crisi o già chiuse, e che per anni hanno inutilmente sperato in un vero significato della parola 'riconversione', purtroppo solo abusata. Oggi, senza la possibilità di lavorare in questa azienda, molti di questi colleghi si troverebbero disoccupati. Tutti noi lavoriamo in questa azienda per libera scelta, fatta con coscienza, senza ricatti o costrizioni, perché siamo convinti di contribuire, con la nostra professionalità e dedizione, a produrre sistemi di alta tecnologia e sicurezza, al servizio (in tutti i sensi lecito) della Difesa nazionale e internazionale, un comparto che occupa in Italia migliaia di lavoratori".

Domusnovas. Nessuna riconversione per la fabbrica di armi Rwm

Mentre l'Italia cerca di esercitare un controllo sull'operato delle ONG che sfuggono a qualsiasi tipo di controllo sull'attività di trasporto dei migranti, continuano indisturbati gli sbarchi "artigianali" nelle coste del sud Sardegna. L'ultimo in ordine di tempo quello avvenuto la notte tra mercoledì e giovedì sulla spiaggia di Domus de Maria. Questa volta il barchino aveva a bordo 12 algerini, fra i quali quattro minorenni. Bloccati dai Carabinieri, i migranti sono stati trasferiti in alcuni centri di accoglienza.

Pili (unidos): tir carichi di esplosivo sulla SS 130

Il deputato di Unidos, Mauro Pili, dalla sua pagina Facebook lancia la denuncia: "centomila chili di esplosivo a bordo di tre tir sulla strada statale 130, dal porto Canale di Cagliari allo stabilimento Rwm di Domusnovas, senza il rispetto di alcuna misura di sicurezza". In base a quanto asserito dal parlamentare sardo, l'esplosivo sarebbe stato scaricato in mattinata da una nave porta container. A documentare quanto accaduto lo stesso Pili che, peraltro, ha lamentato un certo ostruzionismo da parte delle forze dell'ordine (Carabinieri e Guardia di Finanza), le quali avrebbero tentato di impedire la documentazione di ciò che stava succedendo. "Non vi era alcuna area vietata - ha dichiarato l'esponente di Unidos - mentre reiteratamente si è cercato, anche con metodi bruschi, di impedire la documentazione dei fatti". E sul carico dei tir, l'ex presidente della Regione ha sottolineato: "il quantitativo, oltre 100 chili di esplosivo, costituisce la più evidente dimostrazione di quanto questa fabbrica stia foraggiando il sistema mediorientale con particolare riferimento all'Arabia Saudita che sta incrementando come non mai i propri arsenali". In proposito Pili ha già annunciato un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno per chiedere se è al corrente di "condizioni di sicurezza totalmente inesistenti per questo tipo di carico".

Pili (unidos): tir carichi di esplosivo sulla SS 130

In base ai dati elaborati dall'osservatorio regionale dell'ACI, le principali cause di incidente stradale nel cagliaritano sarebbero originate da un uso improprio di cellulari, eccessiva velocità, e disattenzione verso ciclisti e motociclisti. Problematico anche il rapporto tra automobilisti e pedoni, spesso coinvolti in incidenti mortali. L'indagine dell'ACI, riferita agli ultimi sette mesi del 2017 e riguardante Cagliari e hinterland, fa registrare un numero di vittime pari a 20, in crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (sei). Nello specifico, gli incidenti mortali registrati nel capoluogo sono stati sette, cinque nell'hinterland. Le vittime della strada nel Medio Campidano sono state cinque, dato invariato rispetto allo scorso anno. In merito al Sulcis dall'inizio dell'anno i morti sono stati tre.

Fabbrica di bombe Rwm. Delegazione ricevuta dal presidente della Camera

Giovedì pomeriggio è stata ricevuta a Montecitorio dalla Presidente della Camera On. Laura Boldrini una delegazione delle organizzazioni della società civile italiana che da tempo si stanno occupando della drammatica situazione dello Yemen e della responsabilità italiana nel conflitto a seguito della fornitura all'aeronautica militare dell’Arabia Saudita di ordigni prodotti in Sardegna dalla RWM Italia di Ghedi . L’incontro con la Presidente della Camera è stato richiesto per sottolineare, ancora una volta, la condizione critica della popolazione civile yemenita (stremata da oltre due anni di conflitto e, recentemente, anche da una feroce epidemia di colera) e la piena contrarietà alle reiterate forniture militari, sebbene autorizzate dalle competenti autorità, delle bombe di fabbricazione italiane che contribuiscono ad esacerbare la situazione di guerra e non certo a promuovere prospettive di pace. La delegazione ha inoltre chiesto alla Presidente della Camera di valorizzare e porre alla necessaria attenzione di tutti i Gruppi politici le mozioni sulla situazione in Yemen e l'esportazione di armi italiane all’Arabia Saudita recentemente presentate e di prossima discussione in Aula. Significativa la presenza all’incontro di una rappresentante del “Comitato per la riconversione della RWM” che si è costituito in questo mesi nel Sulcis-Iglesiente per chiedere lo stop delle forniture di bombe e la riconversione della fabbrica RWM di Domusnovas per promuovere uno sviluppo sostenibile e dare ai lavoratori una soluzione di reddito che non debba per forza passare per la costruzione di armi responsabili di uccisioni anche civili nello Yemen. Nello stessa serata nel comune di Iglesias si è svolto un consiglio comunale aperto sulla questione Rwm su istanza dello stesso comitato. La Presidente Boldrini si è intrattenuta per lungo tempo con la delegazione delle organizzazioni che si occupano di Pace, diritti umani, cooperazione esprimendo la massima attenzione per la questione e per l’iter parlamentare a riguardo che si aprirà a presto e dicendosi disponibile ad un nuovo incontro a settembre con una delegazione del territorio per continuare il confronto e dare spazio alle questioni emerse nell’incontro di ieri Presenti Toschi (da sempre impegnato per la pace; già Assessore alla pace Regione Toscana) Scognamiglio e Cefaloni (Movimento dei focolari) Dentiico (Banca etica) Pezzotti (Oxfam) Simoncelli (Rete Disarmo) Guaita (Comitato riconversione RWM )

Cagliari. Carico di bombe al Porto Canale

A denunciarlo, definendolo come "l'ennesimo carico di morte", è il deputato sardo di Unidos, Mauro Pili. Le bombe, a detta di Pili, sarebbero destinate verso i paesi arabi. La denuncia, supportata da un video che lo stesso esponente di Unidos ha realizzato e pubblicato su Facebook, mette in evidenza l'arrivo in porto della nave "Bahri Tabuk", battente bandiera dell'Arabia Saudita, pronta a caricare le bombe, probabilmente utilizzate per la guerra dei sauditi contro la popolazione dello Yemen. Pili, non nuovo a questo tipo di denunce, racconta di essere stato invitato a lasciare l'area, da parte della Guardia di Finanza, in quanto impegnato a "documentare quello che stava avvenendo in un porto civile". "Le forze dell'ordine - attacca il parlamentare sardo - dovrebbero intervenire per verificare questi carichi e accertare l'illegalità di un trasporto verso un Paese che usa questo materiale bellico per uccidere migliaia di civili e bambini". In base a quanto sostenuto dal deputato di Unidos, la nave in questione sarebbe arrivata a Cagliari per caricare non meno di dieci container di ordigni prodotti dalla Rwm tedesca, la fabbrica situata nel territorio di Domusnovas.

Domusnovas. Manifestazione pacifista di fronte alla fabbrica delle bombe

Si è svolta ieri una manifestazione pacifista per la chiusura della fabbrica di ordigni bellici destinati alla guerra nello Yemen. Di frinte alla RWM si sono radunati un centinaio di pacifisti che hanno occupato la strada provinciale davanti allo stabilimento. La tempistica della manifestazione coincide volutamente con l'assemblea generale degli azionisti della Rheinmetall AG di Berlino, la più grande industria bellica tedesca, società madre della Rwm spa di Domusnovas. I manifestanti, raggiunto il portone d'ingresso dello stabilimento, hanno inscenato una rappresentazione teatrale con l'ausilio di campane tibetane, recitando una litania contro la fabbrica di bombe "che non si ferma mai". Tra le richieste avanzate durante la manifestazione, quella di fermare immediatamente la realizzazione di ordigni, auspicando la riconversione della fabbrica. Tra i politici presenti il senatore del M5S Roberto Cotti che ha dichiarato:"la cosa più urgente in questo momento è bloccare questo traffico di bombe, un traffico che va contro la legge 185 del 1990. Ogni giorno in Yemen vengono uccisi centinaia di bambini con queste bombe vendute all'Arabia Saudita. Il problema del lavoro è importante, certamente, ma in questo momento assume un aspetto secondario. Bisogna prima fermare questa strage".

Aeroporto Elmas. Nuovo carico di bombe dirette in Arabia Saudita

A denunciarlo è il deputato di Unidos Mauro Pili, che ha documentato, con immagini diffuse sul suo profilo Facebook, le operazioni di impbarco sul cargo della compagnia SilkWay. Non è la prima volta che Pili denuncia il trasporto degli ordigni "made in Sardegna" verso un'area carica di tensioni, dove è imminente il rischio di uno scontro tra il regine saudita e quello iraniano. In base alla ricostruzione del deputato di Unidos, le operazioni si sarebbero svolte nel cuore della notte, ben nascoste dai pullman della Sogaer per impedire a chiunque di vedere cosa stesse accadendo. Il tutto si sarebbe concluso verso le 5.30 della mattina di sabato.
Sottoscrivi questo feed RSS

Cagliari