La Regione Sardegna, i fallimenti e i deliri di fine legislatura. Di Maurizio Ciotola

Qualsiasi fine legislatura giunta a naturale scadenza deve necessariamente, non solo sul piano regolamentare, ma su quello delle opportunità politiche, congelare o astenersi dal legiferare e dal deliberare, se non per quanto di stretta necessità circoscritta agli affari correnti. L’avviare o portare a conclusione riforme incompiute, approvazioni di leggi la cui ampia e complessa discussione ha impedito la loro approvazione durante la legislatura corrente, è ancora una volta un approccio emergenziale, furbesco, da predatori senza scrupoli. Altresì le nomine dirigenziali, le assunzioni, la stipula di contratti e convenzioni in tale periodo, dovrebbero essere rigettati invocando la loro nullità per i vizi presenti, che con un termine potremo sintetizzare di carattere “clientelare”. La Regione Sardegna, in autonomia, more solito, in questo ultimo lembo di legislatura normalmente giunta al termine, attraverso la sua maggioranza e le opposizioni parte della medesima “medaglia”, si apprestano a chiudere un ciclo con una serie di approvazioni, leggi e promozioni, che pongono questo presunto governo dell’onestà, in linea con tutti quelli da cui è stato preceduto. Sia la Giunta, che il Consiglio, posti in mora con le ultime elezioni nazionali, hanno proseguito senza avviare la men che minima riflessione sul disastro politico di cui, per la nostra regione sono stati la causa ultima, seppur non esclusiva. Non solo non è stato avviato alcun progetto inerente uno sviluppo industriale in linea con l’evoluzione globale, capace di offrire interesse e di conseguenza spazi occupazionali, ma nel ricalcare il sentiero oramai non più percorribile, ci si è incentrati sull’accanimento “terapeutico” allo scopo di protrarre la inevitabile “morte” economica della Regione. Non è stato compiuto un passo per quel che riguarda quelle servitù militari, “grazie” alle quali ampie zone della regione sono impraticabili per devastazione ambientale; altresì, in antitesi agli annunci è stato sostanzialmente confermato il vecchio modello industriale manifatturiero, proprio dell’inizio de XIX secolo, senza pretendere la sua mutazione tipologica o il suo evolversi verso un’impronta moderna e automatizzata, cui altre realtà industriali occidentali hanno preteso. Non è stato varato alcun piano per consentire una continuazione abitativa nei piccoli agglomerati urbani del centro Sardegna, cui diversamente attraverso la sottrazione di servizi, dei trasporti pubblici, scuole e servizi sanitari, per non parlare del mancato mantenimento e sviluppo di quelli infrastrutturali, è stata decretata la loro morte. La metanizzazione dell’Isola, oramai inutile, ha subìto modifiche derivanti da fortissime pressioni, che hanno insistito sulla Presidenza e soprattutto la sua candidatura, un patto ante litteram, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi, ovvero il nulla. Più determinante, anzi l’unica azione forte e devastante, la cui intransigenza non avrebbe potuto trovare eguali in governi di matrice illiberale e di destra, è stata la messa in campo della riforma sanitaria. Ha stupito nelle sue modalità di attuazione in difformità e autonomia rispetto al D.M.70/15, il raddoppio dei posti letto nelle strutture private, cui sappiamo in gran parte essere destinati alla struttura del Mater Olbia, la cui realizzazione fu partorita dal San Raffaele di Milano, con un ampia erogazione di capitali da parte del Banco di Sardegna. Una forte esposizione cui il Presidente del Banco di Sardegna ha sicuramente sofferto e tuttora soffre, per conto della Banca e dei suoi azionisti di cui è presidente. Una sofferenza, che sarà appianata o quanto meno per cui verrà avviato il piano di rientro, quando il Mater Olbia, sarà funzionante e pienamente inserito nella riforma sanitaria, fortemente voluta dall’Assessore Luigi Arru, fratello del Presidente del Banco di Sardegna. Qualcuno spera ancora nell’approvazione della legge sull’Urbanistica e, in Consiglio come tra i partiti senza più elettori ed iscritti, nei sindacati, si conta di portare a termine un ulteriore stupro, perché “due euro” che non sfamano e non concedono alcun futuro, sono sul piano clientelare più “utili” di progetti a lungo termine, lungimiranti e innovativi. Non ci si rende conto che tale approvazione porterebbe con se l’epigrafe da ascrivere sulla lapide che verrà apposta sulla tomba politica dell’attuale maggioranza, quanto su quella di una “opposizione” tacita e alleata. Non vi sarà alcun futuro per il Partito democratico, per la sinistra in senso lato, se non si riuscirà a mettere in discussione gli ottusi atteggiamenti fideistici, posti in essere in ossequio ai tecnicismi capaci di reiterare modelli avulsi alla società e alla sua evoluzione. Non potrà esservi alcun futuro se questa Giunta, e in ultimo il suo Presidente, nel continuare a negare l’istituzione di un registro regionale delle malattie tumorali, prosegue indifferente nell’esoso finanziamento alle Università della Regione, che sembrano volte ad assegnare cattedre per docenti ordinari piuttosto che, insegnamenti ai suoi allievi, in un contesto regionale senza sbocchi. E'assente un piano complesso di rinascita, evolutivo sul piano umano ed economico se non per porzioni disarmoniche, finalizzate ad un abuso delle risorse pubbliche. Trent’anni di delirio non si cancellano di botto, trent’anni di abusi e ritorsioni attuate in nome di un neoliberismo mai posto in essere, non saranno superati con un colpo di spugna o con la prossima legislatura, ma non di meno è necessario voltar pagina per riuscire a ri-centrare la politica sulle esigenze umane, nella loro articolazione più complessa, senza estromettere nessuno o privilegiare i soliti noti. Maurizio Ciotola

Dorgali. Docufilm sul canto a tenore

Si sono concluse il 29 luglio a Dorgali, con la suggestiva festa campestre di San Pantaleo, le riprese dei tenores sardi per il docufilm sul canto a tenore 'A bolu', realizzato dalla società cagliaritana Karel Film. Le riprese, con testimonianze dei protagonisti di una delle più autentiche e antiche espressioni culturali dell'Isola, sono partite il 5 giugno a Mamoiada, e nelle settimane successive hanno toccato Pattada, Ottana, Orgosolo, Seneghe, Loculi, Orune e infine Dorgali. Karel ha pubblicato sul canale Vimeo i due teaser ufficiali che anticipano il docufilm: si possono vedere a questi indirizzi https://vimeo.com/286390891 e https://vimeo.com/286391166. Terminata la raccolta delle testimonianze e la registrazione dei canti in presa diretta, il lavoro sarà integrato con le spettacolari immagini della Sardegna vista dall'alto girate a bordo di un elicottero: i paesaggi di Barbagia, Ogliastra, Montiferru, Monte Acuto, Baronia e Nuorese faranno da scenario alle voci e alle note dei cantori. In settembre inizierà la post produzione, mentre la presentazione alla stampa e al pubblico è prevista per il prossimo inverno. Il canto a tenore è un canto intonato da un solista, sa boghe, accompagnato dal coro delle tre voci bassu, contra e mesu boghe. Non si canta su sequenze prefissate ma sulla base di un canovaccio sul quale si improvvisa e che cambia a seconda delle modas, o stili, di ogni paese. Il canto si esegue nelle sue forme boghe 'e note (o boghe seria), lenta e malinconica; boghe ‘e ballu, a ritmo del ballo; e mutos, una forma poetico-musicale di argomento amoroso o satirico. L'obiettivo del docufilm 'A bolu', diretto da Davide Melis e realizzato insieme a Sebastiano Pilosu che ha anche la consulenza scientifica e la direzione artistica, è quello di esplorare il mondo del canto a tenore attraverso l’incontro con i suoi stessi protagonisti e interpreti. Non vuole essere un'indagine etnomusicologica né una rassegna enciclopedica completa, quanto piuttosto un racconto che nasce direttamente dalla voce delle persone che praticano il canto a tenore e lo vivono all'interno delle loro comunità. Ciascuno con la sua storia, le sue esperienze, il suo vissuto personale: pastori, studenti, ingegneri, impresari, operai, disoccupati, veterinari, giovani, anziani e persino bambini. Un mondo vario ed eterogeneo che ha fatto propria un'eredità antichissima, dal 2005 riconosciuta patrimonio immateriale dell'Umanità dall'Unesco. Tra le voci del docufilm ci sono il tenore Sa Niera e Sos Isteddos di Pattada, il tenore Supramonte di Orgosolo, Su Cuntrattu di Seneghe, il tenore Santa Maria di Ottana, Su Hussertu di Mamoiada, il tenore Santu Pretu di Loculi e il tenore Santa Caderina di Dorgali: tutti testimoni di un'arte viva dalle solidissime radici, la cui ricchezza espressiva risiede nelle diverse modas, o stili, caratteristiche di oltre sessanta paesi del centro nord Sardegna, modas che incontriamo interpretate sempre in modo diverso e originale a seconda dello stile personale (traju) e del gusto dei cantori. Il canto a tenore è uno strumento di comunicazione alta al servizio della poesia in lingua sarda. I cantori sono i principali interpreti dei poeti sardi con le loro storie e suggestioni. Poeti come Peppino Mereu, Padre Luca Cubeddu, Remundu Piras e tantissimi altri rivivono nelle voci e nei suoni del canto a tenore. Il docufilm é realizzato grazie al contributo sul bando IdentityLAB dell'assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna, finalizzato a fornire sostegno finanziario alle imprese del settore culturale e creativo. È girato in sardo, in presa diretta, e rappresenta uno strumento di promozione (a livello locale, nazionale e internazionale) della cultura e della lingua sarda. Il film è interamente girato a risoluzione superiore al 4K e sarà finalizzato in 4K 2.40:1. Le registrazioni saranno in presa diretta con tecniche di ripresa audio 3D avanzate. Il progetto è realizzato in collaborazione con l'Associazione Tenores Sardegna che riunisce oltre quaranta gruppi di tutta l'Isola, con la società di servizi informatici Arionline e la Fondazione Sardegna Film Commission.

Legge farsa per il porchetto sardo. Di Antonello Lai

Forse siamo destinati, noi poveri abitanti di quest'Isola mediterranea, a non poter piu' sentire i nostri cugini della penisola (soprattutto nordisti e centristi), esprimere - inebriati e soddisfatti - che "abbiamo persino mangiato il porcellu sardo" e, se si tratta di turisti alternativi, anche del mitico "porchettu sardu", giusto per far capire di essere della cricca di eletti. Perché, infatti, la legge regionale 28 sulla suinicoltura, approvata ai primi di agosto, massacra in soldoni una tradizione millenaria della Sardegna. Il perché lo spiega Ugo Cappellacci, deputato di Forza italia: "ancora una volta la sinistra sarda si distingue per una scelta radicale che vorrebbe opporsi alla peste suina africana, ma che in realta' cancella millenni di tradizioni. Far sì che le famiglie di Fonni, Villagrande e Jerzu debbano rinunciare ad una storia tramandata di padre in figlio, a me personalmente sa di profondo disprezzo verso quel sentimento di sarditudine, alla base della nostra specificità e carattere che rappresenta il punto forte, non solo delle nostre intraprese, ma anche dell'identità di un popolo castrato e spesso senza né voce né lingua". E' ora di ribellarsi ai divieti di una certa Comunità Europea che depone a vantaggio delle multinazionali dell'alimentazione, distruggendo il prodotto di nicchia che rimane una tra le risorse importanti del nostro "savoir vivre". Avevano cominciato con Su casu marzu, ma poi le norme eccessivamente vincolanti, hanno colpito tanti altri settori del nostro agroalimentare. In questo modo, ad andare a Roma o in Germania o in Francia e gustare le specificità si corre il rischio di avere prodotti uniformati e senza le caratteristiche che lo hanno identificato nel passato. Quindi, con gran dispiacere di Benito Urgu e di tanti buongustai sardi, anche se la Porsea ha fatto i porsei, grassitteddus e "bei", dovranno essere nascosti a vita, anche se breve, perché un pezzo di porcetto stiddiau ha sempre il suo significato. Ziu lai

Vertenza Aias. Arrivano due stipendi

Confederazione sindacale sarda, Fials, Ugl, Isa e Confintesa trovano l'accordo con l'assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru e il direttore generale dell'Ats, Fulvio Moirano. Le numerose manifestazioni in piazza hanno portato all'impegno della Regione per il pagamento immediato di 5,1 milioni, a fronte delle fideiussioni presentate da Aias. L'importo consente di sbloccare la difficile situazione e garantire il pagamento dei primi due stipendi arretrati. In base all'accordo raggiunto ci sarebbe anche una proroga della convenzione Ras-Aias con la clausola che entro il 31 luglio sia istituito il tavolo politico tecnico in cui l'azienda si presenti con un piano industriale e un piano di rientro degli stipendi dovuti ai dipendenti. Altri punti principali dell'accordo sono l'interesse comune per la salvaguardia dei posti di lavoro, l'assistenza ai malati e a tutti i soggetti deboli ospiti delle strutture Aias e l'impegno comune a vigilare affinché l'Aias osservi le normative cogenti in materia di salari, sicurezza e formazione, nei confronti dei lavoratori e degli ospiti delle strutture.

Trasporti aerei. Continutà territoriale: via libera della Giunta

Aumento significativo dei voli a disposizione dei sardi, differenziazione delle tariffe tra residenti e non, garanzia di posti riservati per i viaggiatori diversamente abili. Sono questi i tre punti principali del progetto definitivo di continuità territoriale aerea da e per la Sardegna, adottato dalla Giunta Regionale. Varato il 12 luglio scorso dalla Conferenza dei servizi, ora il documento tecnico dovrà essere esaminato dalla commissione Trasporti del Consiglio Regionale e poi ritornare in Giunta per la presa d'atto del parere. A seguire dovrebbe arrivare l'adozione del decreto ministeriale con l'imposizione degli oneri di servizio e la pubblicazione del bando sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea. Decorsi sei mesi previsti dalla normativa, svolte le gare e assegnate regolarmente le rotte, saranno avviati i servizi della nuova continuità territoriale, orientativamente dopo il 31 marzo 2019. In particolare, il nuovo schema prevede un incremento dei posti del 57% (da 2.461.900 a 3.672.532). Saranno complessivamente 21.646 i voli sulle sei rotte aeree (che collegano Olbia, Alghero e Cagliari a Roma Fiumicino e Milano Linate) da e per l'Isola sottoposte a oneri di servizio. L'incremento in questo caso è del 15%, con un aumento di 2.398 collegamenti rispetto agli attuali 19.248. Nessuna variazione alle tariffe per i residenti che pagheranno 40 euro più tasse per Fiumicino, 49 euro per Linate. Per i non residenti la tariffe potranno lievitare ma non oltre il doppio del costo (tasse escluse, 120 euro) nel periodo 1 ottobre-31 maggio e non oltre il triplo (tasse escluse, 147 euro) nel periodo 1 giugno-30 settembre. Infine, fino alle 48 ore antecedenti la partenza, sono riservati due posti per emergenze sanitarie.

Domusnovas. No all'ampliamento della fabbrica di bombe della Rwm Italia

A pronunciarlo è il presidente della Giunta Regionale, Francesco Pigliaru che sottolinea la posizione della Regione, ben consapevole del problema occupazionale che attanaglia il Sulcis ma contraria al fatto che "la Sardegna sia identificata come terra da cui partono armamenti utilizzati in scenari di guerra nei quali si coinvolgono popolazioni civili e che nulla hanno a che fare con le esigenze di difesa del nostro Paese o dei nostri alleati occidentali". Una posizione che pone al centro i diritti umani - come sottolineato dallo stesso Pigliaru - e che rende necessaria una soluzione specifica, per la produzione di armi in Sardegna, coerente con quanto definito nella Carta Costituzionale e nelle risoluzioni adottate dal Parlamento europeo in tema di esportazioni di armamenti verso l'Arabia Saudita in particolare.

Regione. Predisposto promemoria per premier Conte

La Regione Sardegna ha predisposto il promemoria da consegnare al premier, Giuseppe Conte. Al centro temi principali quali la continuità territoriale, i costi dell'energia e gli accantonamenti. A deciderlo, la maggioranza in Consiglio Regionale che, insieme al presidente, Francesco Pigliaru, si è riunita per per fare il punto sul dossier da presentare al nuovo governo gialloverde. Intanto Pigliaru si è confrontato con il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, con il quale dovrebbe avere un incontro nel più breve tempo possibile. Entro ottobre, infatti, serve un nuovo bando sulla continuità territoriale aerea che richiede la firma del ministro, oppure si dovrà procedere con una proroga dell'attuale regime.

Cagliari. Turismo e matrimoni

Si concluderà giovedì il seminario voluto dalla Regione, Assessorato regionale del Turismo, per discutere delle possibilità di sviluppo del cosiddetto "Wedding tourism:. L'obiettivo è quello di promuovere questa importante opportunità di crescita e sviluppo economico per l'isola, cercando di incentivare azioni di sistema che potenzino l'offerta territoriale, come sottolineato da Barbara Argiolas, assessore regionale del Turismo. Articolato il programma dell'evento. Oltre ad una introduzione al mercato del turismo matrimoniale, con tendenze e numeri, si è discusso anche dell'indagine relativa all'offerta in Sardegna, realizzata dal BIC Sardegna. Un documento focalizzato sull'impatto economico, i punti di forza di una location nell'isola e gli aspetti da migliorare. Nutrite le aspettative degli operatori turistici sul prodotto wedding tourism.
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