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Giustizia. Arrivano gli "Uffici di prossimità" per rendere i servizi della Giustizia più vicini ai cittadini sardi

Compiere operazioni e avere informazioni direttamente nel proprio Comune, senza necessità di spostarsi. E' quanto dovrebbero assicurare i cosiddetti "Uffici di prossimità" che la Giunta Regionale ha fortemente voluto, condividendo l'iniziativa - inserita in un progetto nazionale per un importo complessivo di 1.882.607 euro - con i tribunali sardi, i rappresentanti del Ministero della Giustizia, l'Anci e il Cal. A definire i criteri per l'individuazione degli uffici giudiziari di Primo livello un'apposita delibera della stessa Giunta Regionale.

“Tramite l'attivazione di nuovi punti di contatto e accessi nel territorio diamo vita, sosteniamo e alimentiamo nel tempo una Giustizia più vicina alle esigenze delle nostre Comunità, un modello virtuoso di cui la nostra Isola ha bisogno – spiega il Presidente Christian Solinas – Facilitare l’accesso ai servizi giudiziari per chi ha difficoltà a usufruirne è un tassello che si aggiunge all’importante azione svolta dalla Regione nella lotta allo spopolamento e all’isolamento dei territori”.

Grazie all'apertura degli Uffici di prossimità i cittadini potranno infatti ricevere informazioni e predisporre gli atti di volontaria giurisdizione per i quali attualmente occorre recarsi presso gli uffici giudiziari nelle sedi dei sei Tribunali Ordinari della Sardegna, come Cagliari, Sassari, Oristano, Nuoro, Tempio, Lanusei.

“Abbiamo promosso questo progetto con l’obiettivo di andare incontro alle fasce più deboli della popolazione come anziani e persone fragili, garantendo così libero accesso a servizi e informazioni di carattere giudiziario - spiega l’Assessore regionale Fasolino – La Sardegna, complice anche l’estensione geografica e la densità di popolazione conta su numerosi centri distanti dalle attività dei tribunali ordinari, a cui concorre negativamente la revisione delle circoscrizioni giurisdizionali avvenuta negli ultimi anni, che ha comportato un profondo ridimensionamento degli uffici giudiziari e la chiusura di otto sedi distaccate. Avvicinando gli uffici della giustizia alle Comunità – ha concluso l’esponente della Giunta Solinas – introduciamo un ulteriore strumento di supporto al cittadino e contribuiamo a decongestionare l’attività dei tribunali”.

Evidenti le ripercussioni di carattere sociale, specie nei confronti delle fasce di popolazione più esposte agli effetti della crisi sanitaria ed economica. Grazie all’iniziativa sarà infatti possibile avviare la pratica per la nomina di un tutore e /o amministratore di sostegno, richiedere la modulistica adottata dagli uffici giudiziari di riferimento come i documenti necessari per recarsi in un Paese extraeuropeo e in generale richiedere informazioni sulle procedure giudiziarie di volontaria giurisdizione in cui è coinvolto il cittadino. In particolare, il progetto sarà attuato in più fasi: si partirà con l’individuazione delle sedi destinate ad accogliere gli Uffici di prossimità attraverso una manifestazione d'interesse rivolta agli enti territoriali; sarà compito della Regione allestire e informatizzare le sedi individuate, formare il personale coinvolto, digitalizzare e acquisire gli atti dei Tribunali, attivare a aprire gli uffici. I criteri definiti dalla Giunta regionale per l'individuazione degli Uffici di prossimità tengono conto della soppressione nel territorio di riferimento delle sedi giudiziarie distaccate, della distanza tra il Tribunale territorialmente competente e la sede del Comune (o del Comune più lontano nel caso di aggregazioni di Comuni), del numero dei residenti e della difficoltà di accesso agli uffici giudiziari determinata da altri indici di svantaggio.

Regione. Accesso agli atti sul Recovery Fund: clamorosa marcia indietro della Direzione Generale

Continua la telenovela sui progetti regionali presentati nell'ambito del Recovery Fund e l'accesso agli atti negato ai consiglieri regionali del M5S. A raccontare i nuovi sviluppi della vicenda é la consigliera regionale pentastellata, Desiré Manca: “solo pochi giorni fa il Direttore Generale Silvia Curto, con motivazioni del tutto pretestuose, ha respinto la mia richiesta di poter visionare i fantomatici 206 progetti inviati dalla Regione Sardegna al Governo quali interventi prioritari a cui destinare i fondi del Recovery fund. Un diniego espresso con veemenza di fronte al quale non ci siamo fatti intimidire, e al quale abbiamo replicato con una diffida, quindi intimando alla Regione la consegna della documentazione entro il termine di sette giorni”. Una presa di posizione ferma che avrebbe portato a dei risultati.

“Oggi - fa infatti sapere la stessa Manca - in modo inatteso e incredibilmente la Direzione generale ha fatto marcia indietro e, cambiando radicalmente modo e tono, ha risposto che a loro, quelle proposte progettuali, non sono mai pervenute né tanto meno detenute, neppure informalmente”.

Un cambio di atteggiamento che lascia sorpresi gli esponenti del M5S, sollevando anche qualche dubbio sulla reale esistenza dei progetti. In questo senso la consigliera regionale ha dichiarato: “mi domando perché la Direzione Generale della Presidenza della Regione, in prima battuta, abbia scritto pagine e pagine per giustificare il rigetto della nostra istanza di accesso agli atti per poi oggi riferire contraddittoriamente di non aver mai detenuto i progetti richiesti. Credo sia legittimo a questo punto domandarsi se effettivamente questi progetti esistano. Una cosa è certa - conclude Manca - la Direzione Generale, con una giravolta, ha preso le distanze dalla questione, e lancia la palla nel campo del Presidente Solinas che, a questo punto, ha il dovere di fare chiarezza di fronte ai sardi che sì sono pazienti, ma non all’infinito”.

Nuova Programmazione Europea e Agenda Industria: animazione territoriale della Regione per i migliori input progettuali

Si é svolto questa mattina un incontro sui fondi europei e sulle opportunità di investimento per l'isola nell'ambito delle attività di "Agenda Industria". Presenti i rappresentanti delle aziende Eurallumina, Fluorsid e Portovesme ai quali si é rivolta Anita Pili, assessore regionale dell’Industria.

“Stiamo coordinando un’attività di animazione coi maggiori player dell’Isola per dare vita ad una strategia pubblico-privata che consenta di intercettare risorse all’interno della nuova programmazione europea - ha dichiarato l'esponente della Giunta Regionale. E’ importante accogliere idee da parte del settore privato per poterle inserire nel progetto istituzionale, creando una strategia di sistema fondamentale per lo sviluppo industriale della Sardegna secondo le principali linee d'azione dell'Unione Europea. Un tema decisivo per il nostro futuro industriale è quello della transizione energetica - ha aggiunto la Pili - e vogliamo condividere un percorso strategico che intercetti le opportunità finanziarie europee".

Come precisato dall'assessore, i prossimi incontri si svolgeranno mercoledì 24 e venerdì 26 febbraio. Ad essere coinvolti altri player industriali, suddivisi secondo il tipo di attività svolta. Alla fine verrà fatta una sintesi di tutte le idee che le aziende avranno trasmesso, attraverso un tavolo conclusivo.

Trenino Verde. Piano di rilancio al palo e carrozze abbandonate

Un inaccettabile immobilismo della Regione. E' la denuncia del consigliere regionale, Michele Ciusa, capogruppo del M5S, che interviene sulla vicenda del Trenino Verde.

“Da oltre un anno giace nei cassetti degli uffici regionali un'interrogazione presentata dal sottoscritto volta al rilancio e alla valorizzazione del Trenino Verde della Sardegna - attacca Ciusa. Una rete di oltre 400 chilometri tra le più belle d'Europa nonché attrattiva unica nel panorama italiano. Ebbene, dopo la presentazione di questo atto nulla è stato fatto, ma c'è di più, oggi con profonda amarezza apprendiamo che la Guardia di Finanza ha sequestrato trenta locomotive, carrozze ferroviarie e vecchie littorine appartenenti alla nostra antica e preziosa ferrovia. Un patrimonio inestimabile della nostra isola abbandonato e rinvenuto in pessimo stato di conservazione”.

L'esponente pentastellato non ci sta e continua: “pochi mesi dopo il nostro insediamento in Consiglio Regionale abbiamo presentato un'interrogazione all’assessore ai Trasporti per conoscere i tempi di realizzazione del Piano di rilancio per il Trenino verde della Sardegna e di attuazione della delibera di Giunta del 15 gennaio 2019 che consentiva una fattiva riattivazione del servizio turistico. Convinti che grazie a questo atto e con la collaborazione della maggioranza si potesse ridare lustro al Trenino Verde. Allo stesso tempo chiedemmo all'assessore Todde di riattivare le procedure relative alla richiesta del riconoscimento UNESCO per questa rete ferroviaria di fine secolo, tra le più importanti d’Europa. Ebbene - conclude il consigliere regionale - oggi abbiamo avuto dimostrazione di quanto la Regione non abbia a cuore l'antico patrimonio ferroviario sardo e quindi delle enormi opportunità di crescita delle zone interne dell'isola che potrebbero trarre beneficio dall'attivazione delle tratte turistiche”.

Sanità. Al via i primo bando per i medici di base nelle sedi vacanti dell'isola

La Regione, con determina dell’assessorato della Sanità, ha approvato il primo dei due bandi per l’assistenza primaria che consentiranno l’assegnazione di incarichi a tempo indeterminato ai medici di base nelle sedi vacanti dell’Isola. In linea con quanto previsto dalla disciplina nazionale, si procederà subito all’assegnazione delle 108 sedi non ancora bandite negli ambiti divenuti carenti nel 2018 e successivamente, con un secondo bando, saranno assegnate le 29 sedi del 2019, per un totale di 137 sedi vacanti. Le domande dovranno essere presentate dai candidati entro quindici giorni dalla pubblicazione dell’avviso sul Bollettino ufficiale della Regione Sardegna. Le sedi che dovessero risultare ancora scoperte al termine del primo bando saranno ripubblicate in quello successivo.

“Procedendo all’assegnazione delle sedi carenti ai medici di base – dichiara il Presidente della Regione Christian Solinas – diamo una risposta concreta alle necessità urgenti delle comunità che vivono in tutti i territori della nostra Isola, avviando a soluzione problemi che arrivano da lontano e su cui stiamo lavorando con serietà e impegno fin dai primi mesi del nostro mandato. Abbiamo infatti ereditato una situazione con gravi lacune: in Sardegna risultavano non ancora bandite le sedi rimaste vuote fin dal 2014. In poco tempo siamo riusciti a recuperare un arretrato enorme e ora proseguiamo sulla strada che abbiamo tracciato con l’unico obiettivo di garantire ai cittadini il diritto all’assistenza e alle cure”.

“Siamo fermamente convinti dell’importanza del ruolo dei medici di base all’interno delle nostre comunità – aggiunge l’assessore alla Sanità Mario Nieddu – oggi più che mai, in ragione dell’attuale emergenza sanitaria, potenziare presenza e servizi sul territorio è fondamentale. L’attenzione per tutte le comunità è massima, dice l’assessore, e il potenziamento dei servizi di base è un obiettivo irrinunciabile non solo per la tutela della salute, ma anche per contrastare lo spopolamento, soprattutto nelle aree interne”.

Macchiareddu. Cessione cloro-soda: la Regione invita Eni ad un confronto

Continua a destare preoccupazione l’incertezza che aleggia intorno alla cessione di Eni a Macchiareddu, sia per quanto riguarda il futuro stesso dell’impianto, sia per le garanzie relative al mantenimento dei livelli occupazionali. Preoccupazione ribadita dal Presidente della Regione Christian Solinas, che ancora una volta invita Eni ad un confronto con la Regione e con le parti sociali prima di procedere alla cessione dell’impianto, circondata fino ad oggi da poca chiarezza e caratterizzata da una totale mancanza di confronto con la Regione e dall’unilaterale mancata applicazione degli accordi precedentemente siglati. Ad aumentare l’incertezza concorrono anche recenti provvedimenti della magistratura, che limiterebbero l’operatività dell’amministratore delegato del Gruppo che dovrebbe rilevare, a quanto si apprende, l’impianto di Assemini.

"Alla Società, sottolinea Solinas, la Regione chiede scelte accorte e condivise, nell’attuazione di una strategia che deve necessariamente passare per il rispetto degli accordi sulle bonifiche e la riconversione degli impianti situati in Sardegna. Le ragioni della Sardegna sono state ribadite nel corso dell’ultima videoconferenza tenutasi il 25 gennaio con il Mise."

"Ora, aggiunge l’Assessore all’Industria Anita Pili, deve essere aperto un tavolo di trattativa che sia utile per fissare impegni ufficiali sia sull’operatività e il futuro dell’impianto di Assemini, sia per il mantenimento del livello occupazionale, come giustamente sollecitano i lavoratori che in questi giorni hanno intensificato la loro lotta."

Sanità. Niente interruzioni per la dialisi notturna al Sirai di Carbonia e la guardia medica di Carloforte

La dialisi notturna attiva all’ospedale Sirai di Carbonia e il servizio di guardia medica di Carloforte, le cui scadenze erano previste nel mese di febbraio, continueranno la propria attività senza interruzioni. Ares-Ats, su disposizione della Giunta Regionale, ha infatti prorogato entrambi i servizi fino al 30 giugno. Nessuna interruzione quindi per il servizio di dialisi dell’ospedale sulcitano, che per tre volte alla settimana eroga le cure nelle ore notturne.

“Un segnale di forte attenzione per tutto il Sulcis-Iglesiente. Abbiamo mantenuto l’impegno preso con i pazienti che da tempo fruiscono di un servizio importante. Il modello di sanità che stiamo costruendo parte dai bisogni dei cittadini. Un sistema che mette al centro il territorio”, ha commentato il Presidente della Regione, Christian Solinas, che di recente aveva incontrato una delegazione dei pazienti dializzati.

“La proroga del progetto di dialisi notturna – dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – ci consentirà di valutare ulteriormente un servizio molto apprezzato che finora ha dato ottimi risultati con ricadute importanti sulla qualità della vita dei pazienti in cura. Anche nel Sulcis puntiamo a potenziare l’assistenza con investimenti e personale, attraverso ai concorsi. Bene anche la soluzione attivata per la guardia medica a Carloforte, che, soprattutto in ragione dell’emergenza sanitaria, darà continuità all’assistenza sull’isola”.

Bitti. Alluvione: qualcosa si muove per gli indennizzi

Dopo quasi tre mesi dall’alluvione che ha devastato il piccolo centro barbaricino, finalmente qualcosa di concreto si muove per affrontare il tema degli indennizzi. Proprio nei giorni scorsi si è svolto un sopralluogo congiunto della Protezione Civile Nazionale e Regionale per valutare le segnalazioni trasmesse, sottostanti gli adempimenti che daranno il via ai ristori per i danni. In particolare, la Giunta Regionale aveva richiesto ed ottenuto dal Consiglio dei Ministri anche la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale e con la nomina del direttore generale della Protezione civile regionale, Antonio Belloi, nel ruolo di commissario delegato per fronteggiare l’emergenza era cominciato l’iter per la predisposizione del piano degli interventi urgenti, approvato dal Dipartimento nazionale lo scorso 11 febbraio.

“Tutte le strutture regionali - ha precisato il presidente della Giunta Regionale, Christian Solinas - hanno lavorato alacremente affinché i danni subiti dai cittadini di Bitti venissero quantificati e indennizzati in tempi brevissimi. Perciò, già nei prossimi giorni saranno aperti i termini per il perfezionamento delle istanze di contributo. Siamo nettamente in anticipo rispetto ai tempi previsti dagli standard nazionali in casi analoghi - sottolinea Solinas. Questo è stato possibile grazie all’immediata dichiarazione dello stato di emergenza regionale e ad una proficua collaborazione tra Stato e Regione. L’azione tempestiva della Giunta ha anche consentito, entro il 2020, di impegnare 10 milioni di euro (dei 40 milioni totali stanziati) a favore dei bittesi. Non vogliamo dimenticare nessuno e anche questa fase di ristoro sarà monitorata con massima attenzione e scrupolo”.

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