Olmedo. Lavoratori miniera bauxite, prorogata la convenzione con Igea

In extremis arriva una buona notizia per i 17 lavoratori della miniera di bauxite di Olmedo, a rischio disoccupazione. Infatti, l'assessorato dell'Industria ha prorogato la convenzione con Igea per un periodo che non è stato reso noto. Il provvedimento consente il mantenimento dei posti di lavoro nel sito produttivo che, secondo le stime, avrebbe una disponibilità di materiale da estrarre pari a 30 milioni di metri cubi. Risolta la questione dei 17 lavoratori rimane ora da definire il problema degli otto lavoratori con gli ammortizzatori sociali scaduti o in scadenza.

Regione. Primi bandi per l'affidamento dei Fari

L'ex faro di Capo d'Orso a Palau, l'ex stazione segnali di Capo Sperone a Sant'Antioco, l'ex stazione semaforica di Capo Ferro ad Arzachena, l'ex stazione di vedetta di Capo Figari a Golfo Aranci e l'ex stazione segnali di Punta Falcone a Santa Teresa di Gallura. Sono questi i beni storico - culturali che la Regione, attraverso i primi cinque bandi, intende affidare a privati per poter essere valorizzati in chiave turistica e culturale. Tutta la documentazione per poter partecipare ai bandi è stata pubblicata www.regione.sardegna.it e www.agenziademanio.it. Tra i criteri di valutazione delle offerte, le modalità di recupero dei beni, nel rispetto dei principi di tutela e conservazione e in linea con gli strumenti di pianificazione territoriale e comunale.

Il punto del giorno. la Regione Sardegna e il "game" degli annunci. Di Maurizio Ciotola

Sono giorni di annunci, conferenze stampa, presentazione di progetti, assunzioni, firme del rinnovo del contratto regionale, stabilizzazione di aziende che lavorano per la Regione, e mancate pose delle prime pietre nei millantati cantieri. E'quanto accade in questi giorni, in combinata tra gli annunci del Sindaco di Cagliari e del Presidente della Regione Sardegna. Ad un mese e mezzo dalle elezioni regionali si scatena la bagarre elettorale fatta di annunci, sapientemente amplificati, cui il Presidente uscente insieme al Sindaco di Cagliari, candidato dalla coalizione di centro sinistra, stanno mettendo in campo, per recuperare cinque anni di declino arrogantemente pianificato. Del resto è comprensibile, chi più chi meno negli anni e nelle tornate elettorali, ha sempre utilizzato gli stessi mezzi o mezzucci, per trovare consenso o vincolare il voto in modo evidentemente clientelare. Progetti e lavori bloccati per anni, cinque nello specifico, trovano approvazione e fattibilità alla vigilia delle elezioni, con la sempre nota metodologia attraverso cui si cerca di oscurare il fallimento e purtroppo, la tragedia in cui la nostra Regione è piombata, dopo anni di inazione. Annunci, elargizioni in busta paga, riduzione della componente di premialità variabile per i dirigenti regionali ed incremento di una base economica stabile ed indipendente dalla loro efficienza, quanto il varo del progetto Lavoras, o la distruzione dell’Aias, abbandonata a se stessa per essere data in pasto ai predatori internazionali, è organico ad un mediocre progetto clientelare di vecchia concezione. Continuità territoriale, metropolitane, Rei, Iscola, e una sequela di annunci, tengono fittamente impegnate le redazioni dei giornali nel riportare, per dovere di cronaca ed informazione, le continue notizie battute sulle veline uscite da Villa Devoto, come da Palazzo Bacaredda. Ma uscendo dal “game” cui le parti giocano e in taluni casi mostrano di saper giocare, troviamo una realtà differente, che non risponde in minima parte a quello che sembra esser il castello “elettronico/digitale” (non più di carta) messo su per “ubriacare” e sviare la popolazione sarda e cittadina dalla realtà contingente. Abbanoa, difesa a spada tratta della presidenza Pigliaru, lascia ancora oggi centri urbani come Oristano, per giorni interi senza acqua potabile. La città di Cagliari, che nel 2011, data della prima elezione del Sindaco Zedda, doveva divenire una città non più congestionata dal traffico, che paventava il rinnovamento e recupero delle periferie, o un piano organico della raccolta dei rifiuti, non l’attuale arlecchinata, non sembra esser mutata in meglio. In cinque anni la giunta Pigliaru avrebbe potuto definire e dare inizio ad un preciso progetto di mutazione socio economica della Regione, ma così non è stato, perché ha voluto impegnarsi nell’aggressione della parte più consistente del bilancio regionale, la Sanità, a discapito dei suoi utenti, i cittadini sardi. Per quanto riguarda Cagliari, rinnovata nei suoi centri storici da chi ha preceduto Zedda, con lui ha visto un perenne cantiere nel Bastione di S.Remy, senza vederne ancora oggi una restituzione completa alla cittadinanza. Sicuramente Zedda ha determinato la agognata chiusura al traffico del Poetto, come la moltiplicazione esponenziale delle rotonde, ma non si è speso nel recupero di una periferia decadente, cui l’asseto urbano di pertinenza comunale è abbandonato al proprio destino. Le elezioni regionali di febbraio e quelle supplettive per la Camera, in gennaio, non saranno un “game”, ma una espressione reale cui il centro sinistra o quello che ne rimane, dovrebbe comprendere, piuttosto che aggredire senza argomentazioni di valore l’elettorato in fuga o dissenziente. Quest’illusione, questa formazione delle notizie, quanto degli annunci, sa di offensivo, fino ad irritare una popolazione allo stremo e nei fatti, certificare l’inconsistenza e l’incapacità reali dell’uscente amministrazione regionale e il tentativo di arrembaggio alla Regione da parte del sindaco di Cagliari. Maurizio Ciotola

Il punto del giorno. Una manovra regionale di matrice clientelare, senza un programma di sviluppo

Oltre otto miliardi, questa è l’entità dell’ultima manovra della legislatura, che il Presidente Pigliaru, per dimensione e voci di spesa, definisce di sinistra. In realtà l’entità, apparentemente roboante della cifra annunciata, differisce di soli cinquecento milioni di euro rispetto a quella dell’anno precedente. Per quanto riguarda la destinazione per voci di spesa, quasi metà dell’intera manovra è destinata alla Sanità, mentre la parte restante è diluita su una decina di voci macrotematiche, che singolarmente raccolgono degli “spiccioli”. Dall’elencazione puntuale e ragionieristica del Presidente come degli assessori, che nel cavalcare i dati Istat parlano di superamento della crisi, tutti noi cerchiamo di capire se siamo usciti o ci apprestiamo ad entrare in un sogno. E'assente un progetto, è assente il progetto di sviluppo e di crescita, come lo è stato per i cinque anni trascorsi, in cui la grande virulenza e fermezza dell’azione amministrativa è stata impressa esclusivamente, nella disastrosa riforma sanitaria, che se ha ridotto ospedalizzazioni e tempi di ospedalizzazione, non ha previsto e non è in grado di offrire una cura apprezzabile fuori dagli ospedali. Per le differenti remunerazioni attribuite alla degenza, tra Ospedali dell’ex Asl, quelli di Eccellenza e i policlinici universitari, che usufruiscono di quote aggiuntive per degente legate alla funzione universitaria specifica dei policlinici, questi ultimi hanno assunto dimensioni smisurate, in contesti territoriali slegati da servizi necessari per il degente e soprattutto per le famiglie che lo seguono. Alla Sanità sono stati destinati 3,7 miliardi di euro, per i quali il ritorno in cure per il cittadino non è migliorato di un punto, ma come evidenziano i dati, non Istat, hanno in aggiunta allontanato l’assistenza sanitaria pubblica dal cittadino, per renderne disponibile una privata, il cui rapporto remunerazione-oneri/qualità, non sembra essere eccellente, ma a mala pena sufficiente. Forse al Presidente Pigliaru, come all’Assessore Arru, sfuggono i dati drammatici da cui emerge la rinuncia alle cure da parte del cittadino, per incapienza economica determinate dal degrado socio economico regionale, che la crisi ha accentuato e i cinque anni di amministrazione non hanno intaccato. La finanziaria che verrà approvata, con le solite aggiunte particolareggiate dell’ultim’ora, non presenta alcuna destinazione di cambiamento per la Regione, ma è l’ennesima manovra di mantenimento con distribuzione di elemosine clientelari, immutate rispetto al passato. Nel frattempo, l’Aias, ad opera dell’assessorato alla Sanità e del Banco di Sardegna, interruzione dei finanziamenti da parte del primo e rientro del debito richiesto dal secondo, dovrà mutare proprietà e missione, almeno nella sua presenza sul territorio, per essere acquisita da qualche multinazionale di turno, generando una crisi assistenziale dirompente. Il dissesto del territorio è devastante, grazie ai mancati investimenti e agli abusi dei comuni, nei confronti dei quali invece vengono erogati circa ottocento milioni, la cui definizione di spesa non è supportata da alcun progetto specifico, ovvero una vasta e importante erogazione a pioggia marcatamente elettorale. I trasporti inesistenti all’interno dell’Isola, onerosi da e per l’Isola, oltre a quanto annunciato in merito alla prossima gara di aggiudicazione, per le compagnie che saranno disposte a garantire una sorta di continuità territoriale, continueranno ad esser tali, ovvero inesistenti ed onerosi, generando lo spopolamento naturale dei paesi dell’interno sempre più abitati da una popolazione di età avanzata. L’Isola presenta un’estensione territoriale dell’inquinamento ambientale, che ricopre quasi i due terzi della sua estensione, ed una incisività delle malattie tumorali quanto di quelle allergiche croniche e degenerative, dalle percentuali significative e preoccupanti. I ragazzi laureati, diplomati e senza titolo, quanto i disoccupati per le chiusure aziendali, cercano prospettive altrove, fuori dalla Sardegna, che oltre a lavori stagionali e a basso valore aggiunto, non sembra essere in grado di offrire. No. Questa non può essere definita una manovra di sinistra, ma un’operazione attraverso la quale viene distribuita qualche risorsa in più rispetto al passato, con lo scopo di farlo scordare, oscurando il dramma cui cinque anni di amministrazione hanno saputo “regalare”, in aggiunta al disastro su cui si è insediata. Maurizio Ciotola

Sanità. I sindaci della Gallura sul piede di guerra

Capeggiati dal sindaco di Tempio, andrea Biancareddu, dieci sindaci della Gallura hanno minacciato di dimettersi qualora la Regione non ritorni sui suoi passi in merito alla decisione di declassare l'ospedale Paolo Dettori di Tempio. La loro protesta è stata portata sul tavolo del prefetto di Sassari, Giuseppe Marani, in un incontro che si è svolto in Prefettura, a Sassari. Alla base del malcontento dei sindaci la riorganizzazione dei servizi sanitari, vissuta come una penalizzazione per tutto il territorio. Nelle intenzioni dei sindaci il coinvolgimento del prefetto dovrebbe agevolare un dialogo con il governo regionale e quello nazionale. In particolare, per il primo cittadino di Tempio non sono state mantenute le promesse e non sono state applicate le leggi, con un forte discrimine per il territorio e i suoi abitanti che, per quanto riguarda il diritto alla salute, sarebbero meno fortunati di quelli residenti nel capoluogo isolano. Ragioni che ora rendono non più procrastinabili le dimissioni degli amministratori locali se la Regione non dimostra concretamente di ravvedersi, restituendo al territorio la dignità che merita.

Promozione artigianato sardo. Collaborazione tra Regione e Cagliari Calcio

L'assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna e il Cagliari Calcio insieme per promuovere l'artigianato sardo. A sancire l'accordo, l'assessore regionale Barbara Argiolas e il DG del Cagliari, Mario Passetti. Nello specifico, gli artigiani iscritti nella vetrina regionale on line potranno candidare una propria opera per il catalogo del merchandising. Tra i requisiti essenziali dell'opera, il colore rosso o blu o rossoblù, avere un prezzo di vendita al pubblico compreso in tre fasce di prezzo (39.90 € o 69.90 € o 99.90 €), essere riassortibile entro cinque giorni lavorativi. A valutare i pezzi candidati il direttore artistico del progetto, Roberta Morittu. In caso di valutazione positiva le opere potranno ottenere il logo del Cagliari calcio ed entrare nei canali di vendita come prodotti ufficiali e numerati.In questo senso potranno essere messi in vendita nel sito e negli store della società rossoblù e in un corner dello shop ISOLA presso l'aeroporto di Elmas. Dal punto di vista della visibilità, il progetto rappresenta una opportunità straordinaria, soprattutto per i piccoli artigiani, considerando i 250 milioni di contatti stampa del club rossoblù, i 34 mln di spettatori annui nel Mondo in TV e i 120 mln di contatti web.

Finanziaria regionale. Manovra da 8 miliardi

La manovra finanziaria della Giunta Regionale targata Pigliaru prevede un impegno di circa 8 miliardi di euro per il 2019. A caratterizzare il quadro generale, la somma stanziata per le politiche sociali (276 milioni) che proiettano l'isola al primo posto tra le Regioni che spendono di più nel sociale. Nello specifico, tra le voci di spesa più sostanziose, quella per il Reddito di inclusione sociale (45 milioni) e per i cantieri di Lavoras (50 milioni). Per gli enti locali arrivano 600 milioni per il Fondo unico; 70 milioni per la Programmazione territoriale, 50 milioni per i Comuni in difficoltà finanziarie e 5 milioni per le Province e la Città Metropolitana. Ai 3,2 miliardi impegnati nel settore sanità si aggiungono i 370 milioni che, sommati a quanto stanziato in assestamento di Bilancio (130 mln), dovrebbero consentire alla Giunta di lasciare i conti in ordine. Il DDL approvato dalla Giunta verrà discusso in commissione Bilancio per l'approvazione finale prima di approdare nell'aula del Consiglio regionale. Tra le possibili novità quella della riduzione dell'addizionale regionale Irpef.

Lavoro. Nuovi inserimenti di Accenture e Avanade

Sarebbero circa cento gli inserimenti nel campo del digitale, ad opera delle due società dell'Ict Accenture e Avanade. Nello specifico, si tratta di laureati in discipline scientifiche e umanistiche e diplomati. L'inizitiva nasce dalla sottoscrizione di due protocolli di intesa tra la Regione Sardegna e le due società che, entro il 31 marzo, si impegnano ad assumere il 75% dei soggetti impegnati nei tirocini attivati nel periodo dal primo settembre al 31 luglio 2019, con un contratto di apprendistato professionalizzante o a tempo indeterminato. Accenture e Avanade, dall'inaugurazione del Centro di eccellenza tecnologica di Cagliari ad oggi, ha già raggiunto una dotazione organica composta da 433 dipendenti. La firma dei protocolli tra il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, l'assessore regionale al Lavoro Virginia Mura e il presidente e AD di Accenture Italia, Fabio Benasso, consolida ulteriormente i rapporti tra Regione e società coinvolte, rappresentando una importante opportunità di sviluppo nel campo dell'Ict regionale, anche grazie alle nuove "Linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento" recepite con delibera di Giunta lo scorso 3 luglio.
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