La Cagliari del “make-up” e dei miasmi. Di Maurizio Ciotola

A Cagliari uno dei problemi irrisolti, volutamente taciuto, che rigetta questa meravigliosa città tra i luoghi più disorganizzati e di degrado urbano del Paese, è costituito dai cumuli di spazzatura traboccanti nei puzzolenti cassonetti di raccolta distribuiti per le vie della città. Da anni si è avviata la raccolta differenziata, che in teoria dovrebbe essere consolidata, salvo ahinoi la “disattenzione” e l’inciviltà dei cittadini, in alcuni casi, quanto l’assenza dei cassonetti adatti (Vetro, plastica, carta, umido) non resi disponibili dal servizio. Ma il più grave fallimento di questa giunta, come di quelle precedenti, è il mancato avvio della raccolta porta a porta dei rifiuti, che necessariamente devono essere separati e non accomunati agli indifferenziati come oggi accade. Alla sera le strade della città divengono una discarica distribuita a cielo aperto tra la gente, tra quegli stessi cittadini che pagano per il servizio non svolto e per cui sono multati, inconsapevolmente, perché il Comune di Cagliari, non adempie neppure ai minimi obiettivi imposti dalla Regione. L’accumulo dei rifiuti indifferenziati, tra i quali finisce di tutto, nei cassonetti traboccanti e puzzolenti, costituisce un metro evidente di inefficienza e incapacità amministrativa, cui dobbiamo aggiungere l’altro metro, non meno importante, con cui certifichiamo il grado di inciviltà di una parte dei cittadini e dei sardi in transito, che utilizzano questi cassonetti ed evitano il rispetto delle regole, della raccolta differenziata porta a porta, attiva nei loro paesi e città limitrofi a quella di Cagliari. Nel terzo comune della Sardegna affiancato a Cagliari, Quartu S.E., la raccolta porta a porta è partita nel 2008, nove anni fa e considerando non solo la rilevanza per il numero di cittadini residenti a Quartu, ma anche la varietà di tipologie abitative, dai grandi condomini alle residenze sul litorale, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto e oramai a regime. A Cagliari sia negli anni della giunta Floris, che nei due mandati successivi, della giunta Zedda, abbiamo avuto a che fare solo con annunci, conferenze stampa, parole e soprattutto, multe inflitte all’amministrazione per il mancato adempimento, che ovviamente la stessa ricarica sulle imposte a carico del cittadino. La presenza dei cassonetti per la città, stracolmi e sporchi, in prevalenza semidistrutti, rende le vie della stessa una discarica a cielo aperto. Al pari, i tentativi di concentrare centri di raccolta nei soliti quartieri abbandonati, di cui a parole il sindaco e i suoi assessori dicono di voler trasformare con un processo di omogeneità urbana, sono emblematici e significativi ai fini della comprensione del metodo e degli obiettivi di questa classe politica. Una classe politica cagliaritana che fa sorridere, pronta a candidarsi alla gestione della "città metropolitana", entità composta da singoli paesi e città che di fatto, in termini di raccolta differenziata, sono molto avanti della stessa Cagliari. L’attuale amministrazione cittadina, esprime con queste inadempienze la sua incapacità gestionale, ma soprattutto la malevola impostazione attraverso cui, nel ridisegnare una parte della “facciata” della città, ha omesso di rendere efficienti le primarie funzionalità specifiche di qualsiasi centro abitato. E scusateci l’inglesismo, ma è un po’ come imbellettarsi senza essersi lavati accuratamente nelle parti più intime, che continuano ad emanare miasmi insopportabili, malgrado rossetto, make-up e profumo, cosparsi in modo raffazzonato e appariscente. Maurizio Ciotola

La Cagliari del “make-up” e dei miasmi. Di Maurizio Ciotola

A Cagliari uno dei problemi irrisolti, volutamente taciuto, che rigetta questa meravigliosa città tra i luoghi più disorganizzati e di degrado urbano del Paese, è costituito dai cumuli di spazzatura traboccanti nei puzzolenti cassonetti di raccolta distribuiti per le vie della città. Da anni si è avviata la raccolta differenziata, che in teoria dovrebbe essere consolidata, salvo ahinoi la “disattenzione” e l’inciviltà dei cittadini, in alcuni casi, quanto l’assenza dei cassonetti adatti (Vetro, plastica, carta, umido) non resi disponibili dal servizio. Ma il più grave fallimento di questa giunta, come di quelle precedenti, è il mancato avvio della raccolta porta a porta dei rifiuti, che necessariamente devono essere separati e non accomunati agli indifferenziati come oggi accade. Alla sera le strade della città divengono una discarica distribuita a cielo aperto tra la gente, tra quegli stessi cittadini che pagano per il servizio non svolto e per cui sono multati, inconsapevolmente, perché il Comune di Cagliari, non adempie neppure ai minimi obiettivi imposti dalla Regione. L’accumulo dei rifiuti indifferenziati, tra i quali finisce di tutto, nei cassonetti traboccanti e puzzolenti, costituisce un metro evidente di inefficienza e incapacità amministrativa, cui dobbiamo aggiungere l’altro metro, non meno importante, con cui certifichiamo il grado di inciviltà di una parte dei cittadini e dei sardi in transito, che utilizzano questi cassonetti ed evitano il rispetto delle regole, della raccolta differenziata porta a porta, attiva nei loro paesi e città limitrofi a quella di Cagliari. Nel terzo comune della Sardegna affiancato a Cagliari, Quartu S.E., la raccolta porta a porta è partita nel 2008, nove anni fa e considerando non solo la rilevanza per il numero di cittadini residenti a Quartu, ma anche la varietà di tipologie abitative, dai grandi condomini alle residenze sul litorale, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto e oramai a regime. A Cagliari sia negli anni della giunta Floris, che nei due mandati successivi, della giunta Zedda, abbiamo avuto a che fare solo con annunci, conferenze stampa, parole e soprattutto, multe inflitte all’amministrazione per il mancato adempimento, che ovviamente la stessa ricarica sulle imposte a carico del cittadino. La presenza dei cassonetti per la città, stracolmi e sporchi, in prevalenza semidistrutti, rende le vie della stessa una discarica a cielo aperto. Al pari, i tentativi di concentrare centri di raccolta nei soliti quartieri abbandonati, di cui a parole il sindaco e i suoi assessori dicono di voler trasformare con un processo di omogeneità urbana, sono emblematici e significativi ai fini della comprensione del metodo e degli obiettivi di questa classe politica. Una classe politica cagliaritana che fa sorridere, pronta a candidarsi alla gestione della "città metropolitana", entità composta da singoli paesi e città che di fatto, in termini di raccolta differenziata, sono molto avanti della stessa Cagliari. L’attuale amministrazione cittadina, esprime con queste inadempienze la sua incapacità gestionale, ma soprattutto la malevola impostazione attraverso cui, nel ridisegnare una parte della “facciata” della città, ha omesso di rendere efficienti le primarie funzionalità specifiche di qualsiasi centro abitato. E scusateci l’inglesismo, ma è un po’ come imbellettarsi senza essersi lavati accuratamente nelle parti più intime, che continuano ad emanare miasmi insopportabili, malgrado rossetto, make-up e profumo, cosparsi in modo raffazzonato e appariscente. Maurizio Ciotola

La Cagliari del “make-up” e dei miasmi. Di Maurizio Ciotola

A Cagliari uno dei problemi irrisolti, volutamente taciuto, che rigetta questa meravigliosa città tra i luoghi più disorganizzati e di degrado urbano del Paese, è costituito dai cumuli di spazzatura traboccanti nei puzzolenti cassonetti di raccolta distribuiti per le vie della città. Da anni si è avviata la raccolta differenziata, che in teoria dovrebbe essere consolidata, salvo ahinoi la “disattenzione” e l’inciviltà dei cittadini, in alcuni casi, quanto l’assenza dei cassonetti adatti (Vetro, plastica, carta, umido) non resi disponibili dal servizio. Ma il più grave fallimento di questa giunta, come di quelle precedenti, è il mancato avvio della raccolta porta a porta dei rifiuti, che necessariamente devono essere separati e non accomunati agli indifferenziati come oggi accade. Alla sera le strade della città divengono una discarica distribuita a cielo aperto tra la gente, tra quegli stessi cittadini che pagano per il servizio non svolto e per cui sono multati, inconsapevolmente, perché il Comune di Cagliari, non adempie neppure ai minimi obiettivi imposti dalla Regione. L’accumulo dei rifiuti indifferenziati, tra i quali finisce di tutto, nei cassonetti traboccanti e puzzolenti, costituisce un metro evidente di inefficienza e incapacità amministrativa, cui dobbiamo aggiungere l’altro metro, non meno importante, con cui certifichiamo il grado di inciviltà di una parte dei cittadini e dei sardi in transito, che utilizzano questi cassonetti ed evitano il rispetto delle regole, della raccolta differenziata porta a porta, attiva nei loro paesi e città limitrofi a quella di Cagliari. Nel terzo comune della Sardegna affiancato a Cagliari, Quartu S.E., la raccolta porta a porta è partita nel 2008, nove anni fa e considerando non solo la rilevanza per il numero di cittadini residenti a Quartu, ma anche la varietà di tipologie abitative, dai grandi condomini alle residenze sul litorale, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto e oramai a regime. A Cagliari sia negli anni della giunta Floris, che nei due mandati successivi, della giunta Zedda, abbiamo avuto a che fare solo con annunci, conferenze stampa, parole e soprattutto, multe inflitte all’amministrazione per il mancato adempimento, che ovviamente la stessa ricarica sulle imposte a carico del cittadino. La presenza dei cassonetti per la città, stracolmi e sporchi, in prevalenza semidistrutti, rende le vie della stessa una discarica a cielo aperto. Al pari, i tentativi di concentrare centri di raccolta nei soliti quartieri abbandonati, di cui a parole il sindaco e i suoi assessori dicono di voler trasformare con un processo di omogeneità urbana, sono emblematici e significativi ai fini della comprensione del metodo e degli obiettivi di questa classe politica. Una classe politica cagliaritana che fa sorridere, pronta a candidarsi alla gestione della "città metropolitana", entità composta da singoli paesi e città che di fatto, in termini di raccolta differenziata, sono molto avanti della stessa Cagliari. L’attuale amministrazione cittadina, esprime con queste inadempienze la sua incapacità gestionale, ma soprattutto la malevola impostazione attraverso cui, nel ridisegnare una parte della “facciata” della città, ha omesso di rendere efficienti le primarie funzionalità specifiche di qualsiasi centro abitato. E scusateci l’inglesismo, ma è un po’ come imbellettarsi senza essersi lavati accuratamente nelle parti più intime, che continuano ad emanare miasmi insopportabili, malgrado rossetto, make-up e profumo, cosparsi in modo raffazzonato e appariscente. Maurizio Ciotola

La Cagliari del “make-up” e dei miasmi. Di Maurizio Ciotola

A Cagliari uno dei problemi irrisolti, volutamente taciuto, che rigetta questa meravigliosa città tra i luoghi più disorganizzati e di degrado urbano del Paese, è costituito dai cumuli di spazzatura traboccanti nei puzzolenti cassonetti di raccolta distribuiti per le vie della città. Da anni si è avviata la raccolta differenziata, che in teoria dovrebbe essere consolidata, salvo ahinoi la “disattenzione” e l’inciviltà dei cittadini, in alcuni casi, quanto l’assenza dei cassonetti adatti (Vetro, plastica, carta, umido) non resi disponibili dal servizio. Ma il più grave fallimento di questa giunta, come di quelle precedenti, è il mancato avvio della raccolta porta a porta dei rifiuti, che necessariamente devono essere separati e non accomunati agli indifferenziati come oggi accade. Alla sera le strade della città divengono una discarica distribuita a cielo aperto tra la gente, tra quegli stessi cittadini che pagano per il servizio non svolto e per cui sono multati, inconsapevolmente, perché il Comune di Cagliari, non adempie neppure ai minimi obiettivi imposti dalla Regione. L’accumulo dei rifiuti indifferenziati, tra i quali finisce di tutto, nei cassonetti traboccanti e puzzolenti, costituisce un metro evidente di inefficienza e incapacità amministrativa, cui dobbiamo aggiungere l’altro metro, non meno importante, con cui certifichiamo il grado di inciviltà di una parte dei cittadini e dei sardi in transito, che utilizzano questi cassonetti ed evitano il rispetto delle regole, della raccolta differenziata porta a porta, attiva nei loro paesi e città limitrofi a quella di Cagliari. Nel terzo comune della Sardegna affiancato a Cagliari, Quartu S.E., la raccolta porta a porta è partita nel 2008, nove anni fa e considerando non solo la rilevanza per il numero di cittadini residenti a Quartu, ma anche la varietà di tipologie abitative, dai grandi condomini alle residenze sul litorale, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto e oramai a regime. A Cagliari sia negli anni della giunta Floris, che nei due mandati successivi, della giunta Zedda, abbiamo avuto a che fare solo con annunci, conferenze stampa, parole e soprattutto, multe inflitte all’amministrazione per il mancato adempimento, che ovviamente la stessa ricarica sulle imposte a carico del cittadino. La presenza dei cassonetti per la città, stracolmi e sporchi, in prevalenza semidistrutti, rende le vie della stessa una discarica a cielo aperto. Al pari, i tentativi di concentrare centri di raccolta nei soliti quartieri abbandonati, di cui a parole il sindaco e i suoi assessori dicono di voler trasformare con un processo di omogeneità urbana, sono emblematici e significativi ai fini della comprensione del metodo e degli obiettivi di questa classe politica. Una classe politica cagliaritana che fa sorridere, pronta a candidarsi alla gestione della "città metropolitana", entità composta da singoli paesi e città che di fatto, in termini di raccolta differenziata, sono molto avanti della stessa Cagliari. L’attuale amministrazione cittadina, esprime con queste inadempienze la sua incapacità gestionale, ma soprattutto la malevola impostazione attraverso cui, nel ridisegnare una parte della “facciata” della città, ha omesso di rendere efficienti le primarie funzionalità specifiche di qualsiasi centro abitato. E scusateci l’inglesismo, ma è un po’ come imbellettarsi senza essersi lavati accuratamente nelle parti più intime, che continuano ad emanare miasmi insopportabili, malgrado rossetto, make-up e profumo, cosparsi in modo raffazzonato e appariscente. Maurizio Ciotola

La Cagliari del “make-up” e dei miasmi. Di Maurizio Ciotola

A Cagliari uno dei problemi irrisolti, volutamente taciuto, che rigetta questa meravigliosa città tra i luoghi più disorganizzati e di degrado urbano del Paese, è costituito dai cumuli di spazzatura traboccanti nei puzzolenti cassonetti di raccolta distribuiti per le vie della città. Da anni si è avviata la raccolta differenziata, che in teoria dovrebbe essere consolidata, salvo ahinoi la “disattenzione” e l’inciviltà dei cittadini, in alcuni casi, quanto l’assenza dei cassonetti adatti (Vetro, plastica, carta, umido) non resi disponibili dal servizio. Ma il più grave fallimento di questa giunta, come di quelle precedenti, è il mancato avvio della raccolta porta a porta dei rifiuti, che necessariamente devono essere separati e non accomunati agli indifferenziati come oggi accade. Alla sera le strade della città divengono una discarica distribuita a cielo aperto tra la gente, tra quegli stessi cittadini che pagano per il servizio non svolto e per cui sono multati, inconsapevolmente, perché il Comune di Cagliari, non adempie neppure ai minimi obiettivi imposti dalla Regione. L’accumulo dei rifiuti indifferenziati, tra i quali finisce di tutto, nei cassonetti traboccanti e puzzolenti, costituisce un metro evidente di inefficienza e incapacità amministrativa, cui dobbiamo aggiungere l’altro metro, non meno importante, con cui certifichiamo il grado di inciviltà di una parte dei cittadini e dei sardi in transito, che utilizzano questi cassonetti ed evitano il rispetto delle regole, della raccolta differenziata porta a porta, attiva nei loro paesi e città limitrofi a quella di Cagliari. Nel terzo comune della Sardegna affiancato a Cagliari, Quartu S.E., la raccolta porta a porta è partita nel 2008, nove anni fa e considerando non solo la rilevanza per il numero di cittadini residenti a Quartu, ma anche la varietà di tipologie abitative, dai grandi condomini alle residenze sul litorale, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto e oramai a regime. A Cagliari sia negli anni della giunta Floris, che nei due mandati successivi, della giunta Zedda, abbiamo avuto a che fare solo con annunci, conferenze stampa, parole e soprattutto, multe inflitte all’amministrazione per il mancato adempimento, che ovviamente la stessa ricarica sulle imposte a carico del cittadino. La presenza dei cassonetti per la città, stracolmi e sporchi, in prevalenza semidistrutti, rende le vie della stessa una discarica a cielo aperto. Al pari, i tentativi di concentrare centri di raccolta nei soliti quartieri abbandonati, di cui a parole il sindaco e i suoi assessori dicono di voler trasformare con un processo di omogeneità urbana, sono emblematici e significativi ai fini della comprensione del metodo e degli obiettivi di questa classe politica. Una classe politica cagliaritana che fa sorridere, pronta a candidarsi alla gestione della "città metropolitana", entità composta da singoli paesi e città che di fatto, in termini di raccolta differenziata, sono molto avanti della stessa Cagliari. L’attuale amministrazione cittadina, esprime con queste inadempienze la sua incapacità gestionale, ma soprattutto la malevola impostazione attraverso cui, nel ridisegnare una parte della “facciata” della città, ha omesso di rendere efficienti le primarie funzionalità specifiche di qualsiasi centro abitato. E scusateci l’inglesismo, ma è un po’ come imbellettarsi senza essersi lavati accuratamente nelle parti più intime, che continuano ad emanare miasmi insopportabili, malgrado rossetto, make-up e profumo, cosparsi in modo raffazzonato e appariscente. Maurizio Ciotola

Raccolta differenziata. Campagna di sensibilizzazione per le isole minori

Il Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica (Comieco) lancia la propria campagna di sensibilizzazione e si concentra sulle isole minori. Si tratta infatti di realtà caratterizzate da un notevole valore culturale e ambientale interessate, soprattutto nel periodo estivo, da una significativa affluenza turistica e quindi meritevoli di un'attenta salvaguardia del territorio. Tutela e salvaguardia che non può prescindere da un'attenta gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata. In questo senso l'iniziativa di Comieco si articola in due azioni specifiche: 1. La 1a edizione degli Stati Generali delle Isole Minori per la raccolta differenziata di carta e cartone (17 giugno a Portoferraio) in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Esa Spa, nella quale si discute la situazione delle isole italiane e si presenta un manifesto di 10 proposte di azione concrete da mettere in atto per perseguire uno sviluppo che raggiunga massimi livelli di sostenibilità. 2. Le Cartoniadi 2017, una sfida di raccolta di carta e cartone che vede coinvolte per tutto il mese di luglio 6 tra le Isole Minori più virtuose: Isola D'Elba, La Maddalena, Lipari, Pantelleria, Procida e Ischia. Un'attività per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della raccolta differenziata e sostenere i comuni nel suo sviluppo. In palio un finanziamento di 15.000 euro destinato a opere, beni o servizi di interesse pubblico.

Rifiuti urbani. Raccolta differenziata al 65% in 206 comuni

In base ai dati sulla produzione totale e pro capite dei rifiuti urbani e speciali, in Sardegna si registra un calo nella produzione dei rifiuti urbani, in linea con quanto rilevato negli anni precedenti. Tale situazione, dovuta probabilmente all'adozione di sistemi di raccolta alternativi, ha consentito altresì una percentuale di raccolta differenziata pari al 56%. Il dato migliora ulteriormente in 206 Comuni dell'isola dove si è raggiunta una percentuale di differenziata del 65%. Ma non è il risultato migliore. Di fatto in 47 comuni si è oltrepassato il 75%, mentre in alcuni centri di media dimensione, come Orosei e Siniscola, la percentuale di differenziata supera l'80%. A livello nazionale la Sardegna si piazza al 7° posto, nella classifica delle regioni più virtuose.

Cagliari. Aggiudicato appalto per l'avvio della raccolta differenziata

Il nuovo servizio di di igiene urbana è stato aggiudicato definitivamente al Raggruppamento Temporaneo composto da DeVizia Transfert spa, Coop L.A.T. e Econord. Un appalto che costerà alle casse comunali circa 29.000.000 di euro all'anno per sette anni e che, a partire dalla metà di aprile, introdurrà una vera e propria rivoluzione: il sistema di raccolta "porta a porta" e l'addio definitivo ai cassonetti. Un cambiamento significativo che verrà sostenuto da una fase di comunicazione che accompagnerà la consegna dei contenitori per le varie frazioni di rifiuti e che fornirà agli utenti le fondamentali istruzioni per fruire al meglio del nuovo servizio. Per agevolare i cittadini, prossimamente saranno operativi appositi punti informativi in diverse zone della città, unitamente ad una serie di iniziative per sensibilizzare sul tema dei rifiuti con la distribuzione di materiale rivolto a residenti, esercenti, turisti, lavoratori e studenti non residenti.
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