Portovesme. Rifiuti industriali pericolosi in un terreno dell'Enel

Rifiuti industriali pericolosi, quali oli sintetici, miscele bituminose contenenti catrame, scorie di cemento, fusti corrosi e lana di roccia/vetro. Tutti sotterrati in un terreno di proprietà dell'Enel a circa tre metri di profondità. In totale 45 mila tonnellate di rifiuti pericolosi, interrati in un'area di 23 mila metri quadrati, ora posta sotto sequestro su richiesta della Procura. La scoperta è stata fatta dalla Guardia di Finanza, Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari. In particolare le indagini, partite diverso tempo fa, hanno comportato diversi carotaggi all'interno dell'area interessata, finalizzate a verificare possibili contaminazioni del terreno dovuti allo smaltimento irregolare di scarti di lavorazione e altre sostanze nocive. L'attività congiunta di Fiamme Gialle, Procura, Arpas e consulenti tecnici, ha consentito l'individuazione dei rifiuti pericolosi e il sequestro dell'area per violazione dell'articolo 256 del decreto legislativo 152/2006 (Codice Ambientale). Intanto l'Enel fa sapere di aver prestato la propria collaborazione per la buona riuscita delle indagini.

Cagliari. Inchiesta della Procura per i lavori alla Torre dell'Elefante

La vicenda aveva sollevato alcune polemiche. Stiamo parlando dei lavori di restauro e consolidamento alla Torre dell'Elefante. Avviati d'urgenza dal Comune, i lavori hanno infatti previsto l'utilizzo di un ponteggio, ancorato alla torre con un'ottantina di piccole perforazioni per fissare i tasselli alla pietra medioevale. Per questo motivo la Soprintendenza aveva bloccato l'intervento di restauro. Ora, a seguito di una relazione dei Carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico e culturale di Cagliari sull'intervento, la Procura ha aperto un'inchiesta. Al momento non viene ipotizzata alcuna ipotesi di reato anche se il procuratore aggiunto, Paolo De Angelis, ha aperto un fascicolo per "atti relativi", termine utilizzato per indicare l'assenza di indagati e ipotesi di reato. L'obiettivo è quello di accertare quanto effettivamente accaduto al monumento medioevale.

Molentargius. Arrivano i primi esposti in Procura

Mentre il rogo nel sottosuolo è quasi spento, arrivano in Procura i primi esposti dell'associazione Gruppo di Intervento Giuridico e del comitato No Diossina. Sebbene non sia stato ancora aperto alcun fascicolo, il sostituto procuratore Enrico Lussu, componente del gruppo che si occupa del contrasto ai reati ambientali, potrebbe decidere di procedere in tal senso oppure chiudere la pratica qualora non venissero rilevati reati. Tutto da vedere quindi, anche se l'ipotesi più probabile, al momento, è l'apertura di un fascicolo d'indagine con un modello 45 (registro degli atti che non costituiscono una notizia reato). Un provvedimento che consentirebbe comunque il monitoraggio della situazione, consentendo la raccolta di ulteriori informative della Forestale o eventuali altri atti. Intanto il Comune di Quartu S. Elena si appresta a fare il punto sui lavori di soffocamento dell'incendio per valutare l'eventuale ritiro delle ordinanze che hanno vietato l'apertura di porte e finestre nella abitazioni della zona e la chiusura di tre scuole.

Valentina Pitzalis, la ragazza sfigurata dal marito si difende dalle accuse

Dopo la notizia, apparsa su tutti i giornali regionali, della nuova inchiesta per la morte del marito, Valentina Pitzalis, pur accogliendo con favore l'apertura di un fascicolo a suo carico, sperando che la verità trionfi, non ci sta. "Per l'ennesima volta mi trovo, come spesso capita a chi riesce a scampare a un femminicidio, a dover portare prove a mio favore. In questa vicenda le uniche verità sono le cicatrici del mio corpo martoriato dal fuoco appiccato da Manuel per uccidermi". La sua versione dei fatti ("è stato Manuel, voleva uccidermi, mi ha cosparso di benzina e mi ha dato fuoco"), ora viene messa in discussione anche se la sua iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto connesso all'esposto presentato dalla famiglia dell'ex marito. Tra i reati ipotizzati quello dell'omicidio volontario e quello del consenziente (fattispecie prevista per chi uccide qualcuno che chiede di essere ucciso). A ciò si aggiungono istigazione al suicidio e incendio doloso. La palla passa ora alla Procura che potrebbe ordinare la riesumazione del corpo del marito per poi valutare eventuali segni di violenza presenti nei resti.

Valentina Pitzalis, la ragazza sfigurata dal marito si difende dalle accuse

La prima brezza mattutina finalmente regalava quel tanto agognato refrigerio. Settembre era arrivato e con lui finalmente sarebbero arrivate notti di riposo e sonni tranquilli. Il profumo del caffè penetrava sin dentro le narici e non c’era cosa migliore per il risveglio. Carlo e Paola cussu mengianu depiant fai unu sciaccu mannu de cosas. In primis sighir’e preparai is valigias e apustis portai is fillus a domu de sa mamma de Paola a Bidda Noa chi teniat unu bellu giardinu. “Nah Carlixeddu, as postu arroba pesanti in valigia, giai ddu scis chi aundi depeus andai fai frius. M’arrecumandu maglioni, migias, e scarponis.” “Eia sa sposa, si m’arregordu sa basca chi eus passau, ancora m’intendu mali. Alta montagna, aria buona e puru bonu pappai. Aiò Lollotta si da seus meritaras custas ferias”. Carlo era euforico, aspettata quella bellissima vacanza, su in Trentino tra laghi e boschi, insomma, a su friscu. Lavoravano entrambi in un grande Super Market, lui come magazziniere, lei commessa di cassa. Avevano due bambini in età scolare, pochi problemi, se non il danaro che non bastava mai, ma formavano una bella e sana famiglia. Ecco che le valigie erano pronte, i bambini pure. Una capatina al mercato di San Benedetto per comprare del buon pesce, gamberoni e formaggio pecorino stagionato da portare su in Trentino. ”Portaus pisci puru a domu de mamma po prandi, unu cunilleddu, una puddixedda e birdura e frutta aicci èst a postu po una parig’e dis”. Tutto ormai era pronto. Ultimi preparativi per l’imbarco e finalmente soli, da sembrare sposini, saliti sul ponte guardavano Cagliari, le bianche torri, il mare azzurro e seguendo la scia dell’onda già una piccola lacrima solcava i loro volti. Partivano e già la nostalgia li stava avvolgendo. Rosaria Floris
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