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Sassari. Niente più pazienti positivi al Covi-19 negli ospedali

A renderlo noto è l'Aou di Sassari che, attraverso un comunicato stampa, sottolinea che "gli ultimi dieci pazienti ricoverati nel reparto della Clinica di Malattie infettive sono tutti negativi al covid-19, mentre sono in fase di dimissione, verso i reparti di Ittiri e Ozieri, gli ultimi pazienti ricoverati nel Policlinico Sassarese che cessa l'attività Covid per tornare a quella ordinaria". Una situazione senza dubbio positiva, rafforzata dal fatto che da 7 giorni non si registra nessun nuovo contagio nel nord Sardegna. Dato confermato anche dal laboratorio di Microbiologia e virologia dell'Aou, che già da quasi due settimane non registra casi di nuovi positivi nelle analisi dei tamponi naso-faringei. Intanto il numero dei tamponi effettuati dal laboratorio Aou ha raggiunto oggi quota 23 mila, con 400 test al giorno, mentre quelli fatti dall'Izs sono 4.142.

Fase 2. Riaprono ai papà e agli accompagnatori le sale parto

La Giunta regionale ha approvato la delibera che aggiorna le misure di sicurezza per la presa in carico delle future mamme e dei loro bambini nei punti nascita della Sardegna e consentirà l'ingresso nelle sale parto ai papà o a un accompagnatore indicato dalla partoriente. “La sicurezza delle mamme, dei papà e dei neonati – dichiara l'assessore della Sanità, Mario Nieddu – è stata la nostra priorità sin dall'inizio dell'emergenza e lo è ancora oggi. La tutela della salute dei genitori e dei bambini è stato il faro che ha guidato le nostre scelte in un momento particolarmente delicato per l'evoluzione dell'epidemia”. Il provvedimento segue, a distanza di poche settimane, quanto già anticipato per le sale parto delle strutture dell'Ats e permetterà ai punti nascita di tutte le aziende sanitarie dell'Isola di consentire, a determinate condizioni di sicurezza, gli accessi precedentemente limitati dalle misure per il contenimento del Covid-19: “Nel periodo più critico dell'epidemia – spiega l'esponente della Giunta Solinas – le neo mamme hanno dovuto affrontare l'ultima parte di questo importante percorso senza i propri affetti, seppure sostenute dall'amore e dalla grande professionalità del personale sanitario in servizio nei nostri ospedali”. L'accesso alla sala parto sarà consentito solo dopo accurato screening per rilevare la condizione di rischio o positività al coronavirus, attraverso il pre-triage e la rilevazione della temperatura corporea. I papà o gli accompagnatori, così come le partorienti in fase di preospedalizzazione, saranno sottoposti a tampone naso e orofaringeo che comprovi la negatività del test al Covid-19. “I dati epidemiologici ci consentono oggi un importante passo in avanti verso la normalità, con l'adozione di tutte le precauzioni e delle necessarie misure anti-contagio. Non intendiamo abbassare in alcun modo la guardia, ma siamo felici di poter dare una risposta positiva alle tante mamme e ai tanti papà della nostra Isola e al loro desiderio di poter condividere, in sicurezza, un momento unico, come la nascita di un figlio”, conclude l'assessore Nieddu.

Mense ospedaliere. "Al lavoro per garantire i pasti in ospedale, ma senza stipendio"

E' la denuncia della capogruppo del M5S Desirè Manca, che porta all’attenzione del Consiglio Regionale la gravosa condizione economica in cui versano i dipendenti del RTI, impegnati anche nella preparazione dei pasti per il personale delle Questure di Sassari e Cagliari. La stessa esponente del M5S, attraverso un’interpellanza, ha chiesto alla giunta di intervenire con urgenza affinché l’ATS faccia rispettare gli obblighi contrattuali a tutte le società del RTI, a tutela dei lavoratori che invece stanno garantendo il livello qualitativo e quantitativo previsto dal contratto.

“Non ricevono lo stipendio da mesi - sottolinea Manca riferendosi ai lavoratori in questione - eppure, con grande senso del dovere e umanità continuano quotidianamente a preparare i pasti per degenti e personale degli ospedali di Alghero, Ittiri, Ozieri, Thiesi e diverse RSA, garantendo così un indispensabile servizio agli ammalati in questo drammatico momento di emergenza sanitaria. Oltre che vergognosa e inaccettabile, sembra incredibile la situazione in cui sono costretti ad operare i lavoratori impiegati nei servizi di ristorazione per le strutture sanitarie alle dipendenze del Raggruppamento temporaneo di Imprese (RTI) che ha in essere un contratto con l’ATS Sardegna; composto dalle ditte ELIOR Ristorazione S.p.A., Catering PIÙ s.r.l. e la Cocktail Service S.r.l.. Quest’ultima ditta, in particolare - spiega la capogruppo del M5S - risulta essere in grave ritardo nel versamento degli emolumenti ai dipendenti, come già denunciato dai sindacati attraverso una nota il 30 gennaio scorso, in cui si poneva inoltre l’accento sul mancato rispetto degli orari di lavoro, sui carichi spesso eccessivi e sui disagi creati dai mezzi di trasporto in dotazione, insufficienti e mal funzionanti”.

Entrando più nel dettaglio, la consigliera regionale si sofferma sulla posizione della ditta Cocktail Service S.r.l. :“la Cocktail Service S.r.l. – afferma Marca - ha omesso la corresponsione in favore dei lavoratori della mensilità di dicembre 2019, della tredicesima mensilità 2019, della mensilità di febbraio 2020 e di circa mille euro di TFR. La Regione si impegni ad avviare nell’immediato tutte le azioni utili a sanare la situazione retributiva di questi lavoratori. Come possiamo continuare a definirli eroi – chiede ancora l'esponente pentastellato - se non siamo in grado di garantire loro nemmeno un diritto inviolabile come quello alla retribuzione? Siamo al paradosso. La Regione faccia in modo che questi lavoratori possano continuare a prestare il loro servizio a garanzia degli ammalati con dignità e senza ulteriori gravose ripercussioni economiche”.

Coronavirus. Il problema delle seconde vittime

La continua pressione mentale che in queste settimane stanno sopportando medici, infermieri, addetti alle pulizie e altri operatori sanitari, potrebbe essere paragonata all'impatto di una vera e propria calamità. Infermieri di terapia intensiva e medici, costretti ad indurre in coma farmacologico i pazienti, vedono la paura nei loro occhi perchè si rendono conto che potrebbero non svegliarsi più.

Il personale medico si sforza, cercando di tranquillizzarli con parole rassicuranti. Ma fino a quando è possibile sostenere una situazione simile? Normalmente, nelle decisioni importanti viene coinvolta la famiglia del paziente, attraverso una serena condivisione delle criticità e delle azioni da implementare. Ora, purtroppo, non è possibile. Tutto questo genera una tensione emotiva con un impatto devastante, che potrebbe generare un secondo problema: quello delle seconde vittime del coronavirus.

Infatti, in assenza di un adeguato supporto psicologico, a lungo termine il rischio è quello che disturbi come il burn-out o come lo stress post-traumatico facciano la loro comparsa. Stress, paura e insicurezza, esercitano una pressione considerevole sul sistema sanitario e di assistenza, che sicuramente durerà diversi mesi, anche oltre il periodo di emergenza più acuta. Basti pensare a questioni connesse a diagnosi, operazioni e trattamenti ritardati, oltre ad eventuali risvolti di natura legale. Elementi che probabilmente verranno a galla in autunno, inondando l'indebolito sistema sanitario del nostro Paese.

Senza un'adeguata e tempestiva assistenza o supporto psichiatrico il rischio è di trovarsi di fronte ad un esercito di operatori colpiti da burn-out e PTSD (post-traumatic stress disorder).

In prospettiva occorrerebbe quindi iniziare a pensare a qualche forma di sostegno e di "assistenza mentale" per tutti gli operatori del sistema sanitario coinvolti nella gestione dell'emergenza Covid-19. Una sorta di "aftercare mentale", sicuramente non piacevole da affrontare, che tuttavia potrebbe rivelarsi un'amara necessità.

Federico Cheri

Emergenza coronavirus. Screening sul personale sanitario degli ospedali e su ospiti e operatori delle case di riposo

Dopo l'arrivo dei kit per i test rapidi di verifica ematologica sugli anticorpi del coronavirus, parte in Sardegna lo screening sul personale sanitario degli ospedali e sugli ospiti e gli operatori delle case di riposo. La priorità è quella di testare tutti i circa ventimila dipendenti del settore sanitario per poi coinvolgere anche altre fasce della popolazione. Un'iniziativa finalizzata a limitare al massimo i contagi, cercando - in prospettiva - di favorire la ripresa delle attività. Intanto continuano gli appelli a non abbassare la guardia, invitando i cittadini a mantenere il livello di intensità delle misure restrittive per almeno altre due settimane. Oltre ai test sierologici, prendono piede anche le iniziative volte a sviluppare sistemi informatici finalizzati a limitare al massimo la diffusione del Covid. In questo senso è già pronta una app che consente il monitoraggio delle quarantene. Ora si attende solamente il via libera dell'autorità garante e del governo.

Protezione Civile. Allestite 39 postazioni di pre-triage e supporto

“Nei giorni scorsi, la Protezione civile regionale ha lavorato senza pause per allestire le strutture pre-triage avanti agli ospedali e quelle a supporto dei reparti ospedalieri, delle carceri, di porti ed aeroporti. Un grande lavoro a riprova della dedizione, della professionalità e dell’efficienza della macchina messa in campo dalla Regione”.

Sono le parole del presidente della Regione, Christian Solinas, ha illustrato le attività di supporto logistico realizzate dalla Protezione civile regionale per l’emergenza Covid19, in raccordo con il sistema sanitario regionale e con l’aiuto dei volontari: “Un particolare ringraziamento va a donne e uomini che hanno svolto una preziosa opera di solidarietà, oltre che di elevato valore morale e sociale, decisiva per la tutela della salute dei Sardi. Le Istituzioni non possono trascurare l’apporto di queste organizzazioni che con il proprio impegno rappresentano anche un prezioso contributo alla crescita della società civile isolana”. In particolare, sono stati allestiti diciotto pre-triage esterni nelle tre strutture sanitarie di Cagliari (SS. Trinità, Brotzu e Marino), al Policlinico di Monserrato e negli ospedali di Carbonia, Iglesias, San Gavino, Oristano, Nuoro, Isili, Olbia, Sassari, Alghero, Ozieri, Siniscola, Sorgono e Muravera; cinque strutture a supporto dei centri dialisi ed emodinamica (SS. Trinità di Cagliari, ospedali di Oristano, Carbonia, San Gavino e Nuoro), quattro a supporto dei reparti ospedalieri (Oncologia al SS. Trinità di Cagliari, Ginecologia al SS. Annunziata di Sassari, al San Francesco di Nuoro ed all’Aou di Sassari). Oltre a quattro strutture a supporto degli istituti carcerari (Uta, Badu 'e Carros, Oristano, Bancali) ed otto postazioni nei porti ed aeroporti per controllare i passeggeri in transito. All’ospedale SS. Trinità di Cagliari la postazione allestita prevede la logistica per il trattamento dei pazienti in terapia oncologica (con quattro tende pneumatiche da quattro posti ciascuna, due gazebo, servizi igienici e climatizzazione) e per la dialisi dei pazienti Covid19, una sala attesa per il tampone, una sala parto (con due tende pneumatiche ed una autostabile, tre gazebo, servizi igienici e climatizzazione), il pre-triage per ginecologia, per psichiatria e per il pronto soccorso.

"Si tratta di strutture che svolgeranno un ruolo fondamentale di controllo preventivo dei pazienti con problemi alle vie respiratorie, garantendo maggiore sicurezza sia agli operatori del Pronto soccorso che agli utenti, oltre a liberare spazi indispensabili all’interno delle strutture sanitarie – ha spiegato il presidente Solinas – Inoltre, ribadendo l’importanza dei controlli dei viaggiatori, gli scali portuali e aeroportuali hanno spazi adeguati per garantire l’osservanza, da parte di tutti, delle norme di prevenzione. Continueremo a lavorare incessantemente per rafforzare l’organizzazione, garantendo tutte le misure di sicurezza indispensabili per tutelare la salute pubblica”.

Cagliari. Luna Rossa dona visiere di protezione per i sanitari degli ospedali cittadini

L’Amministrazione del Comune di Cagliari ha accolto immediatamente la richiesta di alcuni operatori dell’ospedale Santissima Trinità alla ricerca di visiere di protezione che aiutassero a svolgere il lavoro in sicurezza in questo delicatissimo momento. Il sindaco Paolo Truzzu ha contattato personalmente il management di Luna Rossa Prada Pirelli verificando la possibilità che il team avesse a disposizione o potesse addirittura costruire in tempi brevissimi le visiere. Con enorme spirito di collaborazione i tecnici del team si sono messi immediatamente al lavoro. Con tutto il materiale a disposizione sono state costruite 50 visiere, che sono state consegnate agli operatori degli ospedali locali.

“Quando siamo stati interpellati dal comune per venire in supporto degli ospedali locali ci siamo subito attivati. Abbiamo realizzato in tempi record oltre 50 visiere protettive per il personale medico e sanitario, impegnato nella cura e nell’assistenza dei malati di Covid-192", così Max Sirena Team Director di Luna Rossa. Tutto il team si è reso immediatamente disponibile, dai ragazzi dello shore team che hanno realizzato le visiere, al personale degli uffici che ha curato la parte logistica - conclude Sirena - Questo vuole essere un messaggio di gratitudine, da parte nostra, verso le persone che stanno dando ogni giorno il massimo in questa sfida piena di difficoltà”.

Furti nelle farmacie ospedaliere. Maggiori controlli e videosorveglianza nelle farmacie degli ospedali

A richiederlo sono le consigliere del Gruppo Movimento 5 Stelle Carla Cuccu e Elena Fancello, a seguito del maxi furto di medicinali, avvenuto nella farmacia dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari per un valore di 720 mila euro, come riportato dagli organi di stampa. In particolare, la richiesta delle due consigliere regionali è rivolta al Presidente Solinas e all’assessore alla Sanità Mario Nieddu, se è vero che gli altri ospedali sardi possano contribuire a fornire parte delle loro scorte di farmaci chemioterapici per i pazienti oncologici dell’Ospedale di Is Mirrionis, nel quale questi costosissimi medicinali sono stati saccheggiati. “Il Problema dei furti di farmaci si è esteso anche alla Regione Sardegna e la farmacia dell’ospedale Santissima Trinità – fanno sapere Cuccu e Fancello – parrebbe sprovvista di un sistema di videosorveglianza, così come di un servizio di vigilanza. Il furto del 4 agosto comporta gravi conseguenze non solo per il sistema sanitario regionale e per l’attività ospedaliera ma soprattutto per i pazienti che potrebbero dover interrompere le cure terapeutiche”. Nonostante le rassicurazioni date dai responsabili dell’ospedale, i quali hanno assicurato che il furto non avrà alcun riflesso sui pazienti, le consigliere dei Cinquestelle chiedono di poter sapere a quanto ammonta effettivamente il danno subito dal Santissima Trinità e come il Presidente Solinas e l’assessore Nieddu intendano affrontare il problema sicurezza, considerato che l’assenza di un servizio di videosorveglianza è una tematica comune ad altri presidi, come ad esempio il Servizio Farmaceutico Ospedaliero di Iglesias.
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