Sant'Anna Arresi. Nuovo sbarco di migranti

Il bel tempo, quasi primaverile, ha spinto dodici migranti ad imbarcarsi su un barchino per raggiungere le coste del Sud Sardegna. L'ennesimo sbarco nelle coste del Sulcis si è verificato questa mattina sulla spiaggia di Porto Pino. I migranti, tutti uomini, sono stati intercettati in località Is Pillonis dai Carabinieri di Giba e Calasetta.

Il punto del giorno. la Sea Watch e le trasversali speculazioni politiche

E' uno spettacolo miserevole e triste, quello cui le Istituzioni e le forze politiche stanno mettendo in campo in merito alla condizione di una quarantina di migranti ospitati sulla Sea Watch, che batte bandiera olandese. Non riteniamo opportuno schierarci con alcuna delle forze politiche in campo, quanto in nome dei diritti umani, che nel caso specifico devono essere garantiti agli esuli soccorsi dalla nave Sea Watch. E veramente penoso assistere a manifestazioni e scontri sulla pelle di chi è strumento di ambo le parti nello specifico contendere. Non è possibile scorgere la minima umanità in chi, sapendo di manifestare sotto i riflettori mediatici, cui il nostro villaggio globale oramai ci ha vincolato e piegato, scende in piazza con striscioni a salvaguardia di un qualcuno, verso cui non ha pensato di tutelare prima nella loro terra natia e dopo in un percorso di integrazione. E'inverosimile pensare ad una sensibilità verso l’umanità intera, quando questo agire assume solo dimensioni specifiche in momenti particolari, ma risulta indifferente nel quotidiano, o quando quelle stesse organizzazioni politiche governano ed operano, celando lo sfruttamento cui hanno destinato circa seicentomila immigrati nel nostro Paese, per i quali non hanno saputo e voluto offrire nei fatti una integrazione. Ci appare ridicolo un Paese, le sue istituzioni, tutte, impersonate da forze politiche che per dimostrare di esistere e di agire, operano un braccio di ferro su dei poveri individui scampati ai disastri generati da quegli stessi Paesi europei verso cui il nostro si oppone. Il nanismo generale figliato da oltre vent’anni di ruberie e ipocrisie, non può mostrare che questa condizione di incapacità, in cui il Parlamento è estromesso o violentato a discapito della Costituzione e dei principi di democrazia. Non esiste un reale agire, perché se è vero che non vi sono chiusure dei porti, nessuno può impedire ad una nave dell’Ue di attraccare nei porti del nostro Paese. Altro è lo sbarco, cui cittadini non dell’Ue dovrebbero o potrebbero compiere secondo le esistenti leggi internazionali. La gestione mediatica dell’evento, in se drammatico, sta assumendo dimensioni incontenibili di cui è difficile cogliere con precisione e serenità le ragioni e le contrarietà. Ovvero si opera, come per venticinque anni è avvenuto, una proliferazione di pareri, opinioni, parole ed urla, che allontanano qualsiasi aspetto razionale nelle scelte, favorendo le istintualità che sembrano oramai governarci. Non vi è nessun fascismo alle porte o per contro una grande capacità di resistenza ad esso, ma una becera ed opportunistica stupidità, cui una fluida classe medio-alta si concede come esercizio dei propri repressi istinti e libertà, a discapito di una classe subalterna priva di colore ed entità, ancorché privata dalla propria identità. Maurizio Ciotola

Migranti. Nuovi sbarchi nel Sulcis

Circa 60 migranti sono sbarcati a più riprese - tra giovedì e sabato scorsi - sulle coste di Teulada. A favorire l'approdo, il clima mite degli ultimi giorni. I migranti, tutti di nazionalità algerina, dopo gli accertamenti sono stati accompagnati al centro di accoglienza di Monastir (Cagliari). Una buona parte di loro hanno invece preso la via di Taranto per le procedure di rimpatrio.

Migranti. Continuano gli sbarchi nel Sulcis

Le coste del Sulcis si confermano uno dei punti di attracco privilegiato dai migranti provenienti dall'Africa. Nelle giornate di venerdì e sabato sono 50 quelli che hanno toccato le coste sarde. Tra loro cinque donne, una delle quali incinta, e una neonata. Nello specifico il primo sbarco si é svolto nel porto commerciale di Sant'Antioco. A bordo di due barchini i migranti sbarcati sono 12. Dopo le visite di rito sono stati trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir. A Sant'Anna Arresi i Carabinieri, durante un controllo del territorio, si sono imbattuti in altri 14 algerini sbarcati a Porto Pino. A questi si aggiungono ulteriori 24 migranti, rintracciati in località Is Pigas.

Cagliari. Niente più migranti al Jolly Hotel di Pirri (ex Motel Agip)

La struttura, che da diverso tempo ospitava numerosi richiedenti asilo, non ospiterà più migranti. I trasferimenti presso altri centri di accoglienza sono stati avviati già da venerdì scorso. Tale situazione sarebbe ascrivibile alla ridefinizione dei criteri richiesti per questa tipologia di servizio, richiamati anche nelle fonti di gara per la gestione delle strutture in questione. Di fatto nella graduatoria delle strutture deputate all'accoglienza diverse non risultano più in lista per mancanza di requisiti o perché non hanno partecipato alla relativa gara d'appalto. Tra queste anche il Jolly Hotel di Pirri. La novità ha causato qualche disagio, in particolare per i minori ospitati fino ad oggi nella struttura, già frequentanti nelle scuole cittadine e ora destinati a cambiare scuola o dover fare i pendolari per poter seguire le lezioni. Dall'ex Motel Agip, che non ospiterà più alcun migrante, verranno trasferiti oltre 70 migranti.

Capo Teulada. Migranti algerini intercettati dalla Guardia di Finanza

Il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza ha intercettato questa mattina un barchino con a bordo sette migranti, intenti a raggiungere le coste del Sulcis. L'imbarcazione, dopo essere stata individuata da un elicottero delle Fiamme Gialle, é stata bloccata. Gli occupanti il natante sono stati trasportati in porto a Sant'Antioco dove sono stati identificati, visitati e trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir. Il tentato sbarco dei sette algerini segue, a poche ore di distanza, quello di altri cinque migranti algerini, tra i quali una donna.

Un governo forte con i deboli e debole con le lobby. Di Maurizio Ciotola

Siamo passati da governi che, nel silenzio, hanno tenuto in ostaggio gli immigrati, adottando in taluni casi l’isola di Lampedusa in luogo della nave Diciotti, per passare all’attuale governo che, di questa prassi fa ostentazione. Seppur diversamente, nessuno dei governi passati, incluso quello in carica, sembra avere avuto forza nel contesto europeo ed internazionale, tanto che l’attuale ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per rafforzare la sua voce inascoltata si procura degli ostaggi, innocenti ed inermi, già merce per la mafia nostrana ed internazionale. Azione riprorevole, inaccettabile sotto ogni aspetto e vieppiù sul piano dei diritti umani, che però sembra non avere effetto alcuno sulle sclerotizzate istituzioni nazionaliste dei Paesi di questa Unione monetaria europea, già occupati ad esercitare simili violenze ai loro confini. Gli immigrati classificati come clandestini da una legge contestata negli anni, la Bossi-Fini, mai modificata o cancellata dalle maggioranze susseguitesi al governo del Paese, non costituiscono una garanzia per le pensioni dei già cittadini italiani, giacché le loro prestazioni sono anonime e in nero, quanto per i datori di lavoro che, con un decimo del costo definito da un contratto legittimo, assoldano lavoratori ricattabili e sul piano anagrafico, inesistenti. Oramai gli stessi media mettono in minor risalto la notizia degli immigrati bloccati sulla nave Diciotti, ormeggiata nel porto di Catania; forse perché questa può divenire o è già affare di baratto con la Lega, in merito al dissenso sulla risoluzione del contratto di concessione governativa ad Autostrade per l’Italia. E vista l’entità degli scudi levatisi nei media e nelle istituzioni economiche, queste notizie sembrano costituire oggetto di possibile baratto in cambio di un dissenso al possibile ed auspicabile controllo proprietario dello Stato, di tutte quelle società che macinano utili dai servizi a rete assegnati in concessione, a discapito degli utenti finali, cittadini e piccole e medie imprese. Ancora una volta assistiamo alla debolezza intellettuale e politica di una classe dirigente e dei suoi servili maggiordomi, pronti a scagliarsi sui deboli, gli immigrati e a sostenere i forti, le grandi lobby, nello specifico Atlantia, proprietaria di Autostrade per l’Italia. Una società di cui solo il 30% è in mano ai Benetton, attraverso Edizione Holding, ma che il restante 70% è di proprietà di banche italiane, del fondo di investimento più grande del mondo, Blackrock, e di un flottante azionario, circa il 45%, internazionale. Ma questo argomento oggi fa parte della ribalta mediatica e politica in seguito alla strage di Genova per il crollo del ponte Morandi, che ha causato la morte di 43 persone e più 600 sfollati. Da qui però si può ripartire senza indugi nel rivedere tutte le concessioni governative, fino a rendere operativo il piano attraverso cui è possibile trasferire sotto il controllo maggioritario dello Stato, in modo diretto o indiretto, tutte le società che gestiscono servizi a rete: autostrade, acquedotti, l’intera rete elettrica e del gas, le reti ferroviarie e di telecomunicazione. Viceversa se consentiamo, come fino ad oggi è accaduto, che un governo in una democrazia continui ad esser forte con i deboli e debole con i forti, in nome di sclerotizzate e disumane teorie economiche e di sfruttamento, il nostro ruolo, quello di cittadini liberi è finito ed avrà, forse, meno valore di quello dei tanti cittadini oppressi da un sistema reazionario visibile ed identificabile. Maurizio Ciotola

Sant'Anna Arresi. Sbarcano altri 25 algerini

Le coste del Sulcis si confermano meta prediletta dei migranti algerini. Nella notte tra lunedì e martedì, verso le 4 del mattino, i Carabinieri di San Giovanni Suergiu hanno individuato 15 stranieri, tra questi anche una donna, che si aggiravano in località spiaggia dei Francesi a Sant'Anna Arresi. Successivamente, verso le 6, le forze dell'ordine di Narcao hanno rintracciato altri 10 migranti nel centro di Sant'Anna arresi. Ritrovato nei pressi di Porto Pino l'imbarcazione utilizzata per raggiungere le coste della Sardegna. Tutti i 25 algerini verranno trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir.
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