Cagliari. Il Comune apre il Poetto ai matrimoni e alle unioni civili

Saranno 11 i tratti di spiaggia tra cui scegliere, dalla Prima Fermata al confine con Quartu Sant’Elena, per la celebrazioni di matrimoni con rito civile. AL'iniziativa è stata presentata oggi in Municipio, dal sindaco Zedda e gli assessori comunali Fadda e Cilloccu. Le celebrazioni potranno avere luogo nel secondo e nel quarto sabato di ogni mese, al mattino dalle 10,30 alle 12,30, oppure al pomeriggio dalle 16 alle 19. Già dallo scorso anno alle coppie che decidono di sposarsi con rito civile oltre alla Sala Matrimoni al secondo piano del Municipio di via Roma, il Comune mette a disposizione 7 tra i luoghi più caratteristici di Cagliari (Giardini pubblici, Castello di San Michele, Lazzaretto, Ex Vetreria, Palazzo di Città, Marina Piccola e Bastione di Saint Remy). Con “l’individuazione di questi ulteriori 11 tratti (240 metri quadrati ognuno) al Poetto, scelti tutti in accordo con la Capitaneria di Porto e con il Demanio regionale tenendo conto delle possibilità di accesso (passerelle) e anche delle esigenze commerciali di tutti gli operatori che l’hanno condivisa”, ha spiegato il sindaco Massimo Zedda, “prosegue quindi il progetto Matrimoni fuori dal Comune”. In prospettiva, potrebbe presentarsi, tra le altre, la possibilità di “farvi rientrare anche la Spiaggia di Calamosca”. “La volontà dell’Amministrazione c’è tutta”, ha scandito l’assessore Fadda. L'iniziativa rappresenta infatti un opportunità per inserire in modo ancora più deciso la città nel mercato del “turismo matrimoniale”. Un settore in ascesa, basti pensare che a livello nazionale il comparto vanta un fatturato di 385 milioni di euro annui. Quella del “wedding” è una scommessa che non si può non vincere. “Insieme agli operatori – ha sottolineato la titolare delle Attività produttive e Turismo, Marzia Cillocu - che ruotano intorno a questo fondamentale volano di crescita, destinato a incrementare le potenzialità di attrazione dei flussi turistici, anche destagionalizzati”. Con importanti ricadute economiche per tutto il territorio regionale, che oggi registra un giro d’affari attorno ai 10 milioni di euro anni (circa il 2 per cento della quota nazionale).

In aumento il numero di matrimoni dichiarati nulli dal Tribunale interdiocesano sardo

Il numero di matrimoni dichiarati nulli, nel corso del 2017, arriva a novantacinque. Un lieve aumento rispetto al 2016. Tra i motivi principali, sottostanti l'annullamento, un difetto nella discrezione di giudizio. In pratica, al momento della contrazione del vincolo un coniuge non aveva capito bene cosa stava facendo. Una motivazione che, naturalmente, va dimostrata spesso attraverso dei testimoni. Le cause introdotte nell'anno passato sono state 133. I dati sono stati illustrati nel corso della cerimonia inaugurale del nuovo anno giudiziario. Se il numero dei matrimoni annullati rivele un modesto aumento tra il 2017 e il 2016, la velocità delle decisioni, invece, evidenzia una certa crescita. In questo senso va interpretato il dimezzamento del numero di cause pendenti tra il 2018 e il 2010. Le cause più brevi del 2017 hanno avuto una durata di circa tre mesi e mezzo. L'attore di una causa introdotta a fine maggio 2017, ad esempio, trattata con rito ordinario e sentenziato i primi di ottobre, si è potuto sposare ai primi di dicembre. Dal raffronto tra i capi di nullità esaminati nelle cause decise nel 2017 con quelli delle cause introdotte nello stesso anno, emerge l'elevato numero di cause riguardanti l'incapacità di esprimere un valido consenso: 70%. In calo la percentuale delle simulazioni, scese al 22%. I capi di nullità che sono risultati più favorevoli in quanto processualmente più facilmente dimostrabili rimangono il difetto di discrezione di giudizio (oltre l'88% di esito affermativo) e l'esclusione della prole (80%) dell'indissolubilità (79%).
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