Maltempo. Neve nel nuorese, regna l'abbandono

Le prime nevicate, cadute nel nuorese, mettono ancora una volta a nudo le inefficienze delle istituzioni. Questa volta ad essere chiamata in causa è la Provincia di Nuoro che, come denunciato dal sindaco di Desulo, è arrivata tardi a liberare le strade. In particolare il primo cittadino si lamenta del fatto che le strade avrebbero dovuto essere liberate durante la prima mattinata, proprio quando gli studenti e i lavoratori partono per raggiungere le sedi di studio e di lavoro. In effetti, la denuncia sembra trovare conferme dalla testimonianza di chi, come chi scrive questo articolo, è transitato nei tratti di strada in questione ben più tardi. Intorno alle 13.15 nel tratto di strada da Desulo a Fonni si è abbattuta una vera e propria bufera di neve che, nel giro di pochi istanti, ha continuato a rendere quasi impraticabile il fondo stradale. Una situazione surreale. Nessun mezzo della Provincia all'orizzonte, il cellulare che non prende e il senso di abbandono che inizia farsi largo, anche per chi, come il sottoscritto, non è più un giovanotto. Immaginatevi cosa hanno pensato gli studenti provenienti da Desulo bloccati su un pullman, impossibilitato a proseguire per Nuoro a causa della neve. Speriamo che i disagi patiti possano stimolare chi di competenza ad implementare adeguate e strutturali azioni correttive, soprattutto in vista della stagione invernale, ormai già iniziata. Federico Cheri

Maltempo. Difficoltà nei collegamenti con la Corsica e prima neve nel nuorese

La tratta marittima fra Santa Teresa Gallura e Bonifacio è stata interrotta ieri mattina a causa del maltempo. In particolare, le forti raffiche di vento non hanno consentito al traghetto Bastia, della Moby, il collegamento fra le due isole. Bloccato a Santa Teresa, il traghetto riprenderà il servizio non appena le condizioni del tempo miglioreranno. Intanto a Fonni è caduta la prima neve della stagione. Questa mattina il Bruncuspina è apparso imbiancato dai fiocchi di neve, caduti anche in paese. In calo anche le temperature che, nel centro del paese, hanno fatto registrare i 4 gradi. Per gli appassionati degli sci, occorrerà però aspettare ancora per il nuovo impianto sciistico, operativo il prossimo inverno.

Maltempo. Cagliari sommersa d'acqua

Pomeriggio bagnato a Cagliari dove pioggia, grandine e fulmini, hanno creato diversi disagi. Circa venti minuti di acquazzone hanno fatto saltare i tombini in diverse strade cittadine, compresa Pirri. Allagamenti significativi hanno rallentato la viabilità provocando numerosi problemi agli automobilisti e ai pedoni. Diversi i marciapiedi letteralmente sommersi dall'acqua. La Polizia Municipale è dovuta intervenire in più punti per verificare la situazione. La violenza del nubifragio ha causato problemi anche ai passeggeri del volo in arrivo alle 17.10 e proveniente da Roma Fiumicino, dirottato sullo scalo di Alghero in attesa di un miglioramento, manifestatosi solo nel tardo pomeriggio. Disagi anche in molte strade di Quartu Sant'Elena.

Maltempo. Danni in diverse zone dell'isola

Le condizioni meteo difficoltose hanno causato diversi disagi e danni in tutta l'isola. Le forti raffiche di vento, che in certi casi hanno raggiunto i 140 km orari, hanno scoperchiato diverse abitazioni e causato non pochi crolli. Tra le zone che hanno risentito, in maniera particolare, degli effetti del forte Maestrale, il Nuorese e l'Ogliastra. Nella centrale piazza Satta a Nuoro è crollato il comignolo dal tetto della scuola per l'infanzia Guiso Gallisai. Danni anche in piazza Crispi dove, in prossimità delle Poste centrali, alcune lastre di marmo sono cadute da una finestra di un palazzo vicino. Danni anche nella zona industriale di Oliena dove il vento ha scoperchiato il tetto di un capannone. In generale tutto il centro Sardegna è stato colpito dal maltempo e i Vigili del Fuoco sono stati impegnati per diverse ore.

Sdegno, qualunquismo, populismo. Siamo italiani. Di Antonello Lai

E' vero: noi italiani dobbiamo sdegnarci. Se non ci sdegniamo non siamo contenti. E ci sdegniamo per la mala politica. e ci sdegniamo per i mafiosi e i camorristi. Ci sdegniamo per gli evasori e per i corrotti e ci sdegniamo anche per chi lascia la macchina nei posteggi dedicati ai portatori d'handicap. Ma ci sdegniamo anche per i migranti invasori e per i razzisti che non ci vorrebbero invasi. E poi ci passano anche i giocatori che truccano le partite e gli arbitri di parte. Potremmo continuare ancora per chissa' quante pagine. Ma se sono troppe ..... qualcuno potrebbe sdegnarsi. E allora non intendo tediarvi oltre e vengo al dunque. L'Italia si sdegna e chiama sul banco degli imputati il Governo, che se piove e' quantomeno ladro. E se nevica? E' un assassino, peggio, un apparato utile a fare stragi. E passino quelle di Stato che hanno costellato e costellano la vita del Belpaese (e lì non ci piove, lo zampino i nostri politicanti di malaffare nello stragismo ce l'hanno sempre messo). Ma che se il cielo la manda la colpa e' di Renzi. Se grandina la colpa e' del fiorentino, ma anche di Gentiloni, a dispetto del cognome, qualche colpa la deve avere. Beh... questo e' davvero becero qualunquismo. La storia politica della Sardegna ce lo insegna: ai voglia di cambiare Presidente della Regione o Governatore che dir si voglia. Se c'e' la crisi non la risolve nessun nome nuovo. E' per questo che alle urne vince la pancia e l'alternanza. Non si e' mai soddisfatti. Ma la colpa e' forse da ricercare solo in terra sarda? Non crediamo che Soru al posto di Pigliaru avrebbe fatto meglio, cosi' come lo stesso Professore (a proposito...... auguri di pronta guarigione!) non ha fatto meglio di Cappellacci. E' la crisi, cari miei. E così anche per le valanghe e le slavine. Pochi controlli. Sicuramente. Qualcuno aveva le linee telefoniche interrotte, nonostante le asfissianti pubblicita' che ci vogliono tutti connessi. Vero. Le colpe sono dunque di chi non riesce a prestare i soccorsi in tempo. Quindi degli apparati. Quindi la colpa e' del Governo. Non del maltempo o degli eventi catastrofici. La colpa deve essere sempre di qualcuno. Quindi è meglio se di chi governa. Ora, chi governa francamente non sembra proprio il massimo - se raffrontatao con altri periodi storici della nostra Repubblica. Ma e' il frutto dei tempi. A cui ci si adegua - e' vero - ma che non lasciano grandi possibilita' di manovra, specie se c'e' di mezzo la natura e con essa i cambiamenti climatici. Sono cambiate le stagioni e sono cambiate le intensita' delle catastrofi. E' cambiato il clima e anche il ghiaccio dei poli sta andando in acqua. E l'uomo ne e' protagonista in negativo con l'inquinamento e lo sfruttamento del territorio. L'uomo, ma non per difesa d'ufficio - solo l'italiano. Francamente accusare qualcuno per una tempesta o una valanga, beh mi sembra un po' semplicistico. E' vero che il noto albergo e' stato costruito dove non doveva esserlo. E' vero che i corsi d'acqua in Italia (ma non solo) sono occupati da colate di cemento. Non realizzate recentemente. E' vero che la malapolitica ha influenzato per un buon 80 per cento lo sconvolgimento del nostro territorio. Ma dire che e' tutto frutto del sistema italiano, mi sembra francamente continuare quel gioco al massacro che si perpetua sui social e nei salotti televisivi dove l'uno accusa l'altro e l'altro se la prende sempre con Pantalone. Paga sempre lui, anche se ha solo la fascia da primo cittadino. Cavoli suoi se e' finito al comando quando c'e' stato l'incidente. La verita' e' che la politica e' figlia di noi elettori che la alimentiamo. E che noi stessi, se ci facciamo un bell'esamino di cio' che siamo diventati, siamo i carnefici di noi stessi. Con gli stessi piccoli intrallazzi di sempre. Il voto sempre pronto per l'amico dell'amico che ci fara' il favore o ci fara' lavorare per fare anche solo lo scrutatore elettorale per qualche giorno. Siamo questi. Siamo fatti così. Molti nostri genitori ci hanno insegnato: "e tu che ci guadagni?" Oppure alla cagliaritana "...no tinci ficcasa....." Ci vuole la rivoluzione. Una rivoluzione che parta dal basso, dal dialogo, ma non da quello dei social. A meno che non vogliamo oltreche' iniziare a parlare da soli, anche ragionare da soli. Che e' la morte piu' feroce per l'essere umano. Ziulai

Cagliari. L'appello degli stabilimenti balneari danneggiati dal maltempo

Oltre ai danni che si sono verificati nel centro città, un'altra parte di Cagliari e del suo tessuto imprenditoriale sta soffrendo le pesanti conseguenze del nubifragio di sabato scorso. Si tratta degli stabilimenti balneari del Poetto, in alcuni casi totalmente sommersi dall'acqua del mare che è giunta fino alla strada e oltre. Anche questa importante parte della città, fondamentale non solo sotto l'aspetto dello sviluppo turistico, ha bisogno di essere sostenuta. In questo senso è l'ex governatore, Ugo Cappellacci, ad intervenire richiamando la Giunta Regionale a fare la sua parte per accogliere la richiesta di aiuto giunta da parte degli imprenditori balneari danneggiati dal maltempo. Il coordinatore regionale di Forza Italia, che nei giorni scorsi aveva sollecitato l’esecutivo sulle problematiche vissute dal mondo agropastorale, ha rilanciato le richieste espresse dalle imprese balneari del Poetto di Cagliari: “si intervenga direttamente con la legge Finanziaria, prevedendo delle misure che aiutino tutte le categorie coinvolte. Chi, come i concessionari del Poetto, in questi anni ha già sostenuto ingenti spese per adeguare la propria struttura alle nuove disposizioni vigenti – sottolinea Cappellacci - non deve essere abbandonato. I chioschi del Poetto rappresentato non solo un luogo di ritrovo amato dai cagliaritani, ma una parte importante di quel ‘sistema-qualità della vita’ che può contribuire a portare i turisti in città e in Sardegna tutto l’anno e non solo d’estate. L’occasione è offerta dalla circostanza che la Finanziaria non ha visto la luce e pertanto si può prevedere da subito – ha concluso Cappellacci- una modifica che consenta di dare risposte certe in tempi ragionevoli”.

Maltempo. I comuni fanno la lista dei danni. In arrivo 5 milioni di euro

Mentre continuano le polemiche sulle allerta meteo, ritenute da più parti imprecise e causa di confusione, i 17 comuni della città metropolitana di Cagliari hanno già iniziato a fare la lista dei danni subiti a causa del maltempo di sabato scorso. Capoterra e Cagliari sono tra i centri più colpiti dal nubifragio. In particolare, il capoluogo ha già stimato in circa 1,5 milioni di euro la cifra necessaria per ripristinare i danni subiti. Non si contano i casi di alberi sradicati e in queste ore continuano i lavori per la messa in sicurezza delle strade coinvolte. Danni ingenti hanno riguardato anche l'Orto Botanico, a causa della caduta di un pino secolare che, dopo aver abbattuto il muro di cinta ha ostruito tutta la strada antistante l'orto. Intanto la Regione Sardegna, per venire incontro ai territori delle zone colpite, mette a correre circa 5 milioni di euro (2 milioni della legge 28, gestita dalla Protezione civile, 1 milione di euro dell' assessorato della Difesa dell'Ambiente, dedicato per il ristoro dei danni ai privati e alle attività produttive e 2 milioni in dotazione immediata dell'assessorato dell'Agricoltura). Per poter fruire delle cifre messe a disposione i comuni devono dichiarare lo stato di calamità naturale e, una volta giunte le indicazioni sui danni subiti, partiranno le verifiche della task-force composta dei tecnici dalle Agenzie Argea e Laore.

Maltempo. Nuorese e Gallura sferzate dalla neve e dal gelo

Notte di gelo e neve per tutto il nuorese. Nel capoluogo barbaricino la temperatura è arrivata fino a -4 gradi. Una situazione che ha spinto il primo cittadino, Andrea Soddu, a diramare un'ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Per oggi niente lezioni anche in molti altri centri della Barbagia e dell'Ogliastra. Piena emergenza per Fonni dove la neve ha raggiunto i 50 centimetri. Allertata la Protezione Civile e l'Agenzia Forestas che si è adoperata con operai e mezzi. Sulle strade della provincia operano gli spazzaneve. Situazione delicata anche in Gallura dove il forte vento e la neve hanno bloccato diversi collegamenti marittimi. In particolare già da ieri sono bloccati i collegamenti Santa Teresa-Bonifacio a causa delle raffiche di vento di tramontana che soffia oltre i 100 chilometri all'ora. Raffiche a 70 km nel porto dell'Isola Bianca di Olbia. Scuole chiuse da ieri anche a Tempio Pausania, Aggius, Bortigiadas, Buddusò e Padru.
Sottoscrivi questo feed RSS

Cagliari