Le elezioni del 16 giugno 2019. Di Maurizio Ciotola

Domenica a Cagliari, come in tante altre città d’Italia e della Sardegna si eserciterà il diritto di scelta elettorale. Forse pochi ricordano o più realisticamente si rendono conto che, questo diritto è abbastanza “giovane” nelle nostre democrazie, e soprattutto non è eterno. Giovanissimo, per quanto riguarda l’universalità del suffragio, che fino al 1946 escludeva ancora le donne. Già vecchio per le modalità con cui di esso si è abusato e reso quasi inefficace, attraverso regole solo in apparenza democratiche, che hanno ridotto la diversità a sconvenienza. E anche qui, come per lo spazio economico, la politica, nella sua veste di scienza, espressa dal main stream dominante in ambito accademico, come in quello comunicativo, ha forzato la definizione di democrazia fino ad includervi ciò che oggi è dominante, per partorire la cosiddetta “democratura”. Una dittatura espressa sotto le vesti di una democrazia, in cui il reiterarsi delle consultazioni elettorali, non conducono a scelte o cambiamenti, tanto meno al dibattito parlamentare, nello specifico nel Consiglio comunale. In Italia abbiamo un “padre” di questa degenerazione democratica, di cui noi sardi non dovremmo andar fieri, né per lui né per i suoi natali, il cui esercizio istituzionale stava per traghettare l’intero Paese che presiedeva verso un golpe effettivo. i Segni, figlio e padre. Ovviamente andare al “mare” come consigliò un altro leader, Bettino Craxi, in quel lontano 1991, non avrebbe avuto senso, come non lo ebbe nei fatti, perché quella rinuncia al voto referendario conteneva in sé la rinuncia ad un diritto di scelta. Siamo giunti al 2019 dopo anni di applicazione di questa legge, che con modalità simili è applicata anche per l’elezione dei presidenti della Regioni italiane. Ambiti in cui i Consigli sono stati ridotti ad organi muti e di ratifica, incapaci di imprimere scelte differenti rispetto a quelle determinate dal Sindaco o dal Presidente, in solipsistica autonomia, quando va bene, in mano alle lobby di cui sono espressione, nella maggioranza dei casi. Domenica dobbiamo comunque scegliere, perché la rinuncia avallerebbe quella tendenza reazionaria, che ci spinge a non partecipare o che vorrebbe escluderci dal voto, se necessario, adottando un metro di giudizio sul come ci esprimiamo. Scegliere un “capo” che guida un gruppo, non è scegliere un gruppo, un team, che guida un’amministrazione. E'personalizzare la politica, fino a renderla consona o contraria, in funzione della simpatia o della repulsione che abbiamo nei confronti del candidato Sindaco, in questo caso, del candidato Presidente, per quanto riguarda la Regione. Il razionalismo e l’obiettività sociale, derivante da una cultura allargata, che sì, ha le basi nel percorso educativo scolastico, ma è alimentata da una poliedrica conoscenza del nostro tempo, oggi purtroppo non sembra essere strutturale nella nostra società. Se la democrazia è tale nel suo aspetto normativo e formale, senza un’adeguata consapevolezza sociale essa diviene “populismo”, personalismo, dittatura del popolo, nell’ambito delle formalità da cui è imbrigliata, ma non sostanziata. Il degenerare della politica e dei rapporti lobby-istituzioni, è stato attutito da un unico baluardo, la fonte primaria delle leggi, la Costituzione. Essa custodisce e rende invalicabili i principi di libertà e dei diritti di cui siamo portatori. Ovvero in un ambito sociale, di cui la politica tutta è espressione, ove la povertà culturale e democratica è divenuta portante, noi abbiamo il dovere di ripartire dalla Costituzione, non pensare di abbatterla. Se una scelta di destra o di sinistra, non può nel nostro Paese degenerare verso una dittatura fascista o comunista, questo è possibile in virtù della Costituzione della nostra Repubblica Parlamentare. Le sue istituzioni, seppur in parte soggette alle aggressioni di una corruzione devastante, consentono ad un Paese di quasi sessanta milioni di abitanti di continuare a essere tra i dieci più avanzati del Pianeta. Dovremmo ripartire da un referendum, con cui abolire il sistema di scelta dei Sindaci e dei Presidenti delle Regioni, che ha radicato nel Paese contrapposizioni basate sull’inimicizia di matrice personale, piuttosto che sulle divergenze politiche. Perché oggi la scelta è devoluta alla simpatia del “faccione” indotto da i candidati che lo mettono in mostra, piuttosto che dalle loro scelte politiche, molto spesso incoerenti con la coalizione da cui sono portati. Domenica voteremo per un Sindaco, cui dubitiamo in merito alla sua indipendenza, e per un Consigliere, cui sappiamo avrà ridottissimi, se non alcun margine di azione. Votiamo, ma non asteniamoci da far pesare il nostro volere nei prossimi cinque anni, in cui i nostri rappresentanti eserciteranno il loro mandato. Deve prevalere nella società, nel Popolo, di cui siamo parte attiva, la capacità di imprimere con forza e con costanza la nostra volontà, cui i rappresentanti eletti non possono disconoscere o rifiutare di ascoltare. La democrazia è partecipazione e dialogo continuo, non solo un esercizio con cadenza quinquennale. E'contrasto risolto nell’ambito di regole, la cui equità ci consente di trovare soluzioni condivise, senza una limitazione dei diritti dell’altro. Ricordiamoci che, il voto di domenica 16 giugno, è solo un momento di scelta, cui dovrà necessariamente seguire una continua partecipazione, finalizzata a contenere o indurre scelte contrastanti il nostro agire, seppur ammesse sul piano costituzionale. Maurizio Ciotola

Intervista a Francesca Zaru, candidata con la lista "Cagliari - Città d'Europa"

Nell’incontrare i candidati al Consiglio del Comune di Cagliari, abbiamo intervistato Francesca Zaru, socialista, quarantuno anni, ingegnere, candidata con la lista “Cagliari - Città d’Europa”, che sostiene Francesca Ghirra Sindaca.

D: Un giudizio sintetico sull’amministrazione uscente

R: "E'positivo. L’aspetto più importante è che, nell’arco degli otto anni vi è stata una continuità sull’idea di città, che nelle due legislature ha trovato modo di prender corpo, svincolata da personalismi. Forse in alcuni casi, come per le opere pubbliche, sarebbe stato necessario un iter più celere per la loro realizzazione, ma cercheremo di recuperare".

D: Ritieni Cagliari una capitale europea, sul piano culturale, turistico attrattivo?

R: "Sul piano turistico possiamo affermare di essere sulla buona strada. Il flusso dei turisti da tutto il mondo è evidente. Il richiamo che la città di Cagliari ha nel contesto europeo, di cui ho avuto modo di verificare personalmente, è grande. Sul piano culturale sono state impegnate risorse importanti. La presenza di personalità internazionali è parte di questo impegno. Per altro vi sono iniziative in corso che non hanno visto ancora il loro compimento, come nelle periferie".

D: Castello potrebbe divenire un borgo medioevale, interamente pedonalizzato, realizzando i servizi necessari per la sua vivibilità?

R: "E'stato sviluppato un ottimo piano regolatore per il centro storico. I costi di recupero sono considerevoli, questo è evidente. La riqualificazione del centro storico e di Castello in particolare, deve avvenire attraverso una condivisione, sul piano delle risorse, tra Comune e cittadini. L’incidenza dei costi sui singoli cittadini è importante, per cui ritengo sia necessario mettere a disposizione fondi, nelle forme e nei modi adeguati, per chi deve intervenire sui propri immobili. Ma non solo. Penso ad uno sportello dedicato all’assistenza dei cittadini, per quanto riguarda la complessità normativa che contraddistingue questi interventi. Bisogna riportare i giovani in centro, per una possibile idea di condivisione socioculturale con i già residenti, di età più avanzata. Agevolare la riapertura delle botteghe, magari anche attraverso un vantaggio fiscale, in una precisa formula da studiare".

D: La periferia è sempre più abbandonata a se stessa, sul piano urbanistico e dei servizi, quanto su quello dei progetti culturali

R: "Partiamo dal fatto che, purtroppo anche alcune parti del centro sembrano periferia. Sono partiti importanti progetti sociali per l periferie, altri devono prendere il via, come già è scritto sul programma politico della coalizione. Per Sant’Avendrace è previsto un piano di riqualificazione di cui è già stata avviata la progettazione a livello di fattibilità. E Sant’Avendrace è sicuramente una ricucitura importante con il centro cittadino, costituendo il naturale accesso alla città. A Sant’Elia, abbiamo un Borgo che è stato in parte riqualificato, il Villaggio dei pescatori ed il Lazzaretto, rimane certo il problema degli imponenti edifici popolari. ma questo punto dovrà essere necessariamente affrontato con determinazione e piena condivisione, ben oltre la maggioranza che scaturirà in Consiglio, per trovare una adeguata soluzione. Il rifacimento dello Stadio potrebbe dare il via a questo importante intervento, con una riqualificazione per cui rifiutiamo qualsiasi idea di gentrificazione. Un fenomeno pianificato in altre grandi città, dove si avviano le espulsioni allo scopo di riqualificare e aumentare il valore delle aree".

D: Il centro di Cagliari ha subito una gentrificazione?

R: "Non solo il centro, ma la città in generale. Cagliari è piccola, e per quanto concerne la mia esperienza da ingegnere, il valore degli immobili mantiene un alto e costante valore per l’intera area cittadina".

D: ... E nel senso per cui le abitazioni sono state sostituite da B&b e ristorazione?

R: "Non è vero, non nella totalità, almeno. In parte vi è stata la creazione di B&b e ristorazione, ma nel primo caso molti locali erano in abbandono, mentre la ristorazione è sorta, grazie ad una imprenditoria giovane, laddove erano presenti altre attività commerciali. E'invece necessario che vi siano più sportelli legati al mondo dei servizi, che in troppi casi sono stati accentrati altrove".

D: La viabilità urbana non sembra aver raggiunto un buon livello, cosa ritieni sia necessario fare?

R: "Devo dirti che personalmente io mi reco al lavoro utilizzando l’autobus o a piedi. non abito distante dal mio luogo di lavoro, ma è anche vero che l’utilizzo dei mezzi pubblici è legato ad un aspetto educativo e culturale. Indubbiamente per chi viene da fuori e prende l’auto, sarebbe necessario avere agevolazioni sul biglietto degli autobus, sicuramente per i lavoratori che attualmente sono esclusi. dobbiamo realizzare dei parcheggi di scambio, da cui è possibile avviarsi verso il centro cittadino utilizzando i servizi pubblici. Per quanto riguarda la mobilità cittadina è necessario pensare a degli autobus di minor dimensioni, elettrici e soprattutto con linee dai percorsi più brevi. Potrebbero girare anche la notte, almeno durante i week-end, anche su chiamata. del resto oggi questo sarebbe possibile grazie allo sviluppo delle “app” sugli smartphone. Anche le piste ciclabili ovviamente, ma non così come le attuali, prive di continuità. Perché non svilupparle per il collegamento tra le sedi universitarie. Tanti studenti abitano tra Is Mirrionis e San Michele, perché non devo consentire loro di raggiungere le sedi di studio, in sicurezza attraverso una pista ciclabile, utilizzando la strada e i marciapiedi, quando le dimensioni lo permettono".

D: Cagliari non è una città vivibile per i portatori di handicap

R: "Purtroppo non posso che confermare. Per ogni attraversamento pedonale deve esistere una rampetta, è una questione di civiltà prima ancora che di soddisfazione delle norme. Non si può neppure dire, non ho i fondi o non il tempo. perché un bilancio comunale deve includere, senza esitazione alcuna, questi interventi. non ci sono solo le persone disabili che usufruirebbero dell’abbattimento delle barriere, ma anche gli anziani, i genitori con i passeggini. E'vero che sono stati realizzati rifacimenti in alcune parti della città, ma non è possibile aspettare sempre questi interventi. Il comune dovrebbe dotare tutte le aree commerciali della rampetta sul marciapiede, del pulsante di chiamata per l’accesso nei locali commerciali. E sempre l’amministrazione comunale dovrebbe portare avanti una campagna in tal senso e fornire gli strumenti per l’installazione di questi importanti accessori, sostenendo l’onere. Per quanto riguarda tutto ciò che concerne l’abbattimento delle barriere in ambito privato, deve essere compiuta una semplificazione, aprendo uno sportello interamente dedicato. Questo tipo di richieste per i cittadini che affrontano già uno svantaggio, non può seguire l’iter burocratico generale, ma deve avere un canale privilegiato".

D: Chiaramente vincerete?

R: "Spero di si. Al di là della polemica sull’immondezza, su cui non è pensabile condurre una campagna elettorale, dal momento che rientra nella normale amministrazione. Ritengo invece vincente invece per l’organicità del programma della nostra coalizione, attraverso cui esprimiamo una chiara visione complessiva di città, che purtroppo dall’altra parte non vedo. Abbiamo una meta precisa e tutte le parti della coalizione dialogano fra loro per concorrere al raggiungimento di questo obiettivo".

Maurizio Ciotola

Intervista a Roberto Loddo, candidato nella lista “Sinistra per Cagliari” a sostegno di Francesca Ghirra Sindaca

Roberto Loddo ha 38 anni, giornalista e direttore de "il manifesto sardo", testata on line, legata al quotidiano “il manifesto”, redattore di “Ondecorte”, portale radiofonico di informazione del terzo settore, membro dell’A.S.A.R.P. (Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica) e Presidente della Cooperativa sociale “il giardino di Clara”. Roberto è candidato alle elezioni per il Consiglio Comunale di Cagliari con "Sinistra per Cagliari" che sostiene il candidato sindaco Francesca Ghirra.Lo abbiamo incontrato per chiedergli qual è la sua idea per Cagliari.

D: Un giudizio sintetico sull’amministrazione uscente

R: "Parto da ciò che manca e che si può e si deve ricostruire. Le politiche sociali. La relazione tra le periferie e l’eguaglianza. Questi sono aspetti su cui non si è lavorato abbastanza. Noi de “il manifestosardo” e dell’associazione A.S.A.R.P., ci siamo sempre battuti per proporre delle soluzioni. La nuova coalizione della sinistra e dei progressisti deve ripartire da qui. Potenziare i servizi sociali, non avere paura di utilizzare la parola assistenzialismo. Perché essere poveri non è una colpa. Come dice Pietro Ciarlo, nel definire l’assistenzialismo come la forma più nobile dell’eguaglianza. Nel potenziare i servizi sociali si può contribuire a ridurre il divario esistente tra la Cagliari del centro e della periferia. Tra i cittadini che vivono all’interno del benessere e quelli che ne sono esclusi, divenendo nei fatti dei “non cittadini”.

D: Possiamo già chiamare Cagliari capitale europea, sul piano culturale, turistico e attrattivo, o quali sono le azioni necessarie perché lo divenga?

R: "Nelle capitali europee gli strumenti dell’inclusione sociale funzionano. Le capitali europee sono capitali dell’accoglienza. Per costruire una capitale europea dell’accoglienza, devi potenziare i progetti Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati), i progetti che sostengono i cittadini rifugiati, i richiedenti asilo e che sostengono le comunità degli stranieri, le comunità dei nuovi italiani, quanto dei non ancora italiani. Si deve sostenere il diritto alle culture differenti e alle religioni differenti. E'necessario risolvere il problema della moschea e quello della comunicazione tra le differenti culture. Questo è possibile grazie al potenziamento degli esistenti centri di quartiere, la cui preziosa funzione ha necessità di esser potenziata. Capitale europea lo si diventa se si aprono i porti all’accoglienza e li si chiude al transito di strumenti di morte, e alle attività militari".

D: "Gli spazi come l’ex carcere di Buoncammino, l’ex Caserma Ederle, l’ex base aeronautica di Monte Urpinu, e altri, sono inutilizzati e sembra non esservi un progetto per integrarli nel tessuto urbano

R: "Da presidente di una cooperativa di tipo “B”, che si occupa di inserimenti lavorativi per persone con svantaggio sociale, sofferenza mentale, ho sempre ritenuto che i luoghi causa di dolore e sofferenza, devono essere gestiti, governati, utilizzati dai protagonisti di quel dolore e quella sofferenza. L’ex carcere di Buoncammino, potrebbe essere utilizzato da cooperative sociali di ex detenuti ed ex tossicodipendenti. Un esempio è l’ex manicomio di Cagliari, che è stato trasformato secondo quest’ottica, in una cittadella della salute, dove con l’A.S.A.R.P. gestiamo uno spazio importante. A Cagliari sono assenti gli strumenti di partecipazione dei cittadini, per contro c’è una grande vivacità culturale, del mondo del volontariato e della solidarietà, che però non riesce a trovare luoghi e spazi, sedi adatte che invece, queste strutture potrebbero offrire".

D: Castello potrebbe divenire un borgo medioevale, interamente pedonalizzato, realizzando i servizi necessari per la sua vivibilità?

R: "Nella riqualificazione di Castello devi garantire, quello che ritengo sia l’aspetto più importante, ovvero evitare la gentrificazione, l’espulsione dei cittadini originari per lasciare spazio a B&b e ricettività varie. Un modello a cui si dovrebbe guardare è quello di Bari vecchia. Se tu arrivi nella Bari vecchia per l’ora di pranzo, trovi gli abitanti, i popolani che costituiscono l’anima del centro storico. Apparecchiano tavoli all’aperto, arrostiscono sotto i tuoi occhi. Si vive un senso di comunità e partecipazione meraviglioso. Prima degli interventi di recupero nella Bari vecchia era impossibile entrare, a causa dell’incidenza della malavita. L’intervento di riqualificazione, non incentrato sulla gentrificazione, ha consentito agli abitanti della Bari vecchia di continuare a vivere li, con modalità differenti, fino a costruirsi un reddito attraverso le attività ricettive, di cui sono gestori, con uno stupendo senso di appartenenza".

D: Cagliari città europea della cultura. Dopo la partecipazione al concorso del 2016 per l’aggiudicazione fallita, tutto si è arenato. cosa è possibile fare per raggiungere questo obiettivo?

R: "Questo è possibile se si riparte da una prospettiva orizzontale e non verticale. Quando parlo di delega “verticale” intendo il demandare a grandi organizzazioni culturali, iniziative altisonanti con cui si portano i grandi nomi. Invece è necessario che le piccole organizzazioni culturali siano riconosciute, soprattutto nelle periferie. delegando a questo compito i cittadini del luogo. Dobbiamo saper valorizzare ciò che esiste sul territorio cittadino, piuttosto che portare il grande personaggio, con un evento che non contribuisce allo sviluppo di un tessuto sul territorio. Un esempio è quello di Gianni Mascia, con la sua “scuola popolare di poesia per la pace” e con il “Festival premio Emilio Lussu che, a Is Mirrionis e per l’intera Città, continua a seminare ed intessere importanti relazioni aperte all’esterno.

D: Cagliari non è una città vivibile per i portatori di handicap

R: "Non solo. E'una città non vivibile anche per coloro che hanno uno svantaggio sociale, una sofferenza. Per chi vive un handicap, una sofferenza mentale, Cagliari ha la necessità di costruire un tessuto capace di accoglierle. Non solo in termini di abbattimento delle barriere, quanto di partecipazione politica. Come tutte le persone, coloro che vivono uno svantaggio sociale costituiscono un soggetto politico, e come tali devono essere trattate. Ad esempio, attraverso le consulte sulla disabilità, strutture che devono essere partecipate e vissute come strumenti di consultazione popolare. Ove oltre a prendere in esame elementi di vantaggio architettonico, è importante valorizzare l’aspetto dell’orientamento alla guarigione, e se irreversibile, attraverso il potenziamento di strumenti come il diritto ad una casa, ad un reddito e a un lavoro. Prerogative che possono essere anche della città, attraverso la creazione di strumenti innovativi, tra cui il potenziamento dei servizi sociali e per la persona".

D: Riuscirete a vincere?

R: "Io sono contrario alla retorica, al “dobbiamo vincere le destre”, non ho mai creduto a questi motti sterili. Ritengo che il centrosinistra a guida Pd è fallito, come sono falliti in Europa il Pse e il PPe, a causa dell’adozione nei loro programmi delle politiche dell’austerità e neoliberiste. Per questo sostengo Francesca Ghirra, in una coalizione dei progressisti e della sinistra, non a guida Pd. Conduciamo e vogliamo attuare politiche differenti, in cui sono assenti elementi di neoliberismo. Abbiamo un’attenzione particolare per le tematiche ecologiste, impersoniamo il riequilibrio dei generi, avversando qualsiasi tipo di azione sessista. siamo portatori di una visione umanitaria, dell’affermazione del rispetto dei diritti umani. Insomma dei temi che hanno da sempre contraddistinto la sinistra, quella non incline alle spinte neoliberiste".

Maurizio Ciotola

Elezioni comunali. Intervista a Paola Carcassi e Umberto Ticca (Riformatori)

Entrambi di 34 anni, Paola Carcassi e Umberto Ticca rappresentano due volti nuovi della politica cittadina che hanno deciso di metterci la faccia, candidandosi a consiglieri comunali con i Riformatori, all'interno della coalizione che sostiene la candidatura a primo cittadino di Paolo Truzzu (Fratelli d'Italia). Li abbiamo intervistati per capire meglio chi sono e come intendono adoperarsi per il bene della loro città.

D)Quali sono i motivi che vi hanno spinto ad affrontare questa sfida?

Umberto: "Sono sempre stato appassionato di politica ma non ho mai avuto il tempo, la voglia e l'entusiasmo per dedicarmici. Arrivato a 34 anni ho maturato la consapevolezza che fosse invece importante dedicare del tempo, delle energie e delle competenze alla gestione della cosa pubblica in generale. Pertanto mi sono prestato a questa scelta e ho deciso di candidarmi".

Paola: "Per me era giunto il momento di dedicarmi alla mia città e questa decisione è maturata negli anni, anche grazie ad un tirocinio post universitario effettuato presso il Comune di Cagliari, Assessorato ai Trasporti. Un'esperienza che mi ha consentito di vedere la macchina pubblica dall'interno, stimolandomi a considerare la possibilità di impegnarmi più a fondo per la mia città, attraverso l'opportunità di candidarmi. Una candidatura attraverso la quale cerco di portare il mio contributo di donna e di giovane di 34 anni per dare una svolta".

D)E' la prima volta che fate politica o che frequentate il mondo dell'associazionismo?

Umberto: "Non ho mai militato concretamente in associazioni o partiti. Sono però sempre stato un simpatizzante del centro destra e in particolare dei Riformatori, partecipando a qualche loro iniziativa, ma mai in maniera attiva. Sono abbastanza abituato a lavorare in gruppo grazie al tempo dedicato al mondo dello sport, quello di squadra in particolare, dove ho speso gran parte della mia vita. Mi riferisco al calcio fino a 19 anni e al calcio a 5, a tutti i livelli, dal più basso al più alto. Oltre allo sport sono tuttora membro della commissione economico patrimoniale dell'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili, dentro Confindustria) che si riunisce a Roma periodicamente, curando i rapporti con le commissioni parlamentari."

Paola: "Sono alla mia primissima esperienza. In passato ho sostenuto la candidatura a primo cittadino di Massimo Fantola con mio marito e con un gruppo di amici. Per quanto riguarda l'associazionismo, ho frequentato tutta la vita associazioni di diversa natura come gli Scout e il Rotaract (associazione giovanile del Rotary) e sono attualmente cronometrista presso la federazione nazionale cronometristi, associazione provinciale di Cagliari.

D)Nell'ambito del progetto politico globale, predisposto dalla tua coalizione, quale contributo personale pensi di poter offrire?

Umberto: "All'interno dal programma dei Riformatori e di quello più ampio di Paolo Truzzu sindaco, ho individuato alcune aree di maggiore interesse per la mia persona. Tra queste lo sviluppo del mondo sportivo, che conosco bene, da quello dilettantistico a quello professionistico, cercando di portare in città più eventi, anche di carattere internazionale, finalizzati alla creazione di un vero e proprio turismo sportivo. Oltre a questo ho dedicato un focus particolare ad altre questioni come la sicurezza della città. Nonostante Cagliari sia una città sicura, ritengo infatti che si possa fare di più attraverso il recepimento di alcune norme nazionali che fino ad ora non sono state recepite. Occorre infatti recuperare alcuni spazi e alcuni luoghi circoscritti della città che, rispetto a dieci anni fa, sono molto meno sicuri. Altri temi importanti, cui vorrei contribuire con la mia azione personale, sono il rilancio della città universitaria e del turismo culturale".

Paola: "Personalmente ho individuato tre aree specifiche che intendo approfondire. Partirei senz'altro dal tema, molto sentito dalla cittadinanza cagliaritana, del sistema di raccolta differenziata porta a porta. Mi sto infatti impegnando nello studio di metodi alternativi di raccolta differenziata, mutuando esempi alternativi e virtuosi già applicati in altre città italiane. Penso che una soluzione ottimale possa essere l'utilizzo di cassonetti con microchip o chiave, in maniera tale da consentire ai cittadini di conferire in maniera consapevole e responsabile le varie frazioni di rifiuto. Sicuramente un potenziamento delle isole ecologiche potrà completare in maniera ottimale la raccolta differenziata. Una soluzione in grado di agevolare la tracciabilità dei comportamenti virtuosi dei cittadini, che dovrebbe portare ad un alleggerimento della Tari. Un altro ambito di interesse personale è quello connesso alla riqualificazione delle zone periferiche. Sono infatti del parere che occorra intervenire su queste aree, anche attraverso la creazione di più centri sportivi per i ragazzi e centri di aggregazione per gli anziani. I primi sono importantissimi per tenere lontano dai pericoli i più giovani, mentre i secondi offrirebbero un valido aiuto contro il sempre più frequente fenomeno della solitudine. In questo senso penso che l'attività di quartiere possa ancora dare un contributo fondamentale alla nostra città e debba quindi ripartire. In aggiunta a quanto detto, vorrei dedicare un'attenzione particolare anche al contrasto dell'abusivismo, inteso come problematica che si manifesta in pieno centro così come al di fuori dei mercati rionali, che sono stati completamente abbandonati. Io stessa ho visitato il mercato di via Quirra e ho notato che diversi box interni sono stati chiusi, proprio a causa della concorrenza di chi esercita all'esterno attività commerciali abusive. Ritengo inoltre molto importante il problema dei parcheggi, in particolare quelli di scambio. Cagliari ha bisogno di avere nuovi parcheggi che agevolino la ripresa delle attività commerciali. In questo senso, non potendo crearne di nuovi si potrebbero riconvertire quelli blu, in zone a disco orario".

D) Come immaginate la città del futuro?

Umberto: "Diciamo che non tutto quello fatto dall'amministrazione precedente è da bocciare. Tuttavia credo che si possa fare di più e meglio, proprio come dice lo slogan della nostra coalizione. In questo senso la città del futuro la immagino come una civiltà del futuro, attraverso un processo di crescita nell'ambito della cultura e del turismo. Tutto questo puntando non solo sulle indubbie qualità ambientali ma, soprattutto, sulla ricerca e sullo sviluppo della sua identità, valorizzando l'immenso partimonio culturale che la caratterizza. A ciò aggiungo le enormi possibilità offerte dal turismo sportivo che può muovere una quantità di persone davvero significativa".

Paola: "Partendo dal nostro slogan, direi che per arrivare alla città del futuro, occorre che l'amministrazione sia più prossima ai cittadini, attraverso l'erogazione di servizi di qualità. Cagliari si merita un'amministrazione più vicina, presente e accessibile. Senza per forza bocciare le iniziative positive messe in pratica da chi ha amministrato fino ad ora. Se la città migliora sarà più appetibile anche per i turisti.”

D) Che risultato vi aspettate da queste elezioni, in termini di coalizione, di partito e personale?

Umberto: "Sono convinto che Cagliari abbia voglia di cambiare e desideri un'amministrazione più vicina ai cittadini. Per questo penso che il lavoro di ascolto svolto a livello di coalizione e da Paolo Truzzu in particolare, sia stato determinante. Per quanto riguarda i Riformatori, ritengo sia un partito regionale che si sia sempre distinto per l'allestimento di liste elettorali di buon livello. Una caratteristica positiva che ha portato negli anni al consolidamento di un elettorato abbastanza fedele, poco incline a sbalzi di umore. Su queste solide basi, al di là dei numeri, ritengo che il nostro partito possa contribuire in maniera importante alla vittoria della coalizione. Sotto il profilo personale, penso di aver condotto una campagna elettorale molto impegnativa ma bellissima, che mi ha portato ad approfondire la conoscenza di tante realtà che già conoscevo e altre che conoscevo meno. Un'esperienza fantastica che mi ha senz'altro arricchito, e questo è il primo risultato. In seconda battuta, spero di poter essere eletto per rappresentare le tante istanze delle persone che mi stanno dando fiducia, accompagnandomi in questo percorso".

Paola: "Partiamo dalla mia candidatura. Sono molto soddisfatta di questa esperienza in quanto scendere in campo significa misurarsi come possibile consigliere donna e volto nuovo. Un'esperienza difficile da acquisire se non scendendo in politica. Ti offre infatti la possibilità di scoprire come gestire al meglio le situazioni e i rapporti con gli altri. Scopri nuove opportunità, conosci nuove persone e tante realtà. Spero di essere eletta per essere per mettermi a disposizione della città . Per quanto riguarda il mio partito, mi trovo completamente in linea con il progetto politico dei Riformatori, che hanno allestito una squadra di livello con diverse competenze e, soprattutto, di qualità, con un alto tasso di persone sotto i quarant'anni. Tutti ingredienti che contribuiranno sicuramente al positivo risultato della coalizione guidata da Paolo Truzzu, persona umile e seria che conosce molto bene la macchina burocratica in quanto da tempo consigliere regionale e prima ancora dipendente comunale.”

Federico Cheri

Elezioni comunali. Intervista al candidato consigliere Marco Verza (Fratelli d'Italia)

Marco Verza, 52 anni, si occupa di ambiente e, nello specifico, è operativo nell'ambito del recupero di acque reflue. Con la sua agenzia, attiva in Sardegna e in Corsica, ha montato 400 impianti in tutta l'isola, consentendo il recupero di oltre 3 milioni di metri cubi d'acqua, che prima andavano nelle falde e ora vengono riutilizzati nell'irrigazione e nell'agricoltura in generale. Abbiamo deciso di intervistarlo per cercare di capire meglio chi é e quali siano le sue motivazioni.

D) E'la prima volta che fai politica?

R) "Faccio politica da quando avevo 16 anni. La faccio per passione ma ho ricoperto anche incarichi importanti. Nel 2006 sono stato eletto nella circoscrizione numero 1 (quartieri storici) ed ero capogruppo di Alleanza Nazionale. Sono stato dirigente nazionale di Fratelli d'Italia e nel coordinamento cittadino del Pdl. Sono tuttora impegnato nel sociale. Con i militanti di Fratelli d'Italia cerchiamo di supportare ed aiutare le persone che più hanno bisogno".

D) Dopo tutto questo percorso, perchè scendere nuovamente in campo?

R) "Avendo iniziato molto giovane e ritenendo la politica una passione, sono convinto che le passioni aiutino a non invecchiare e io preferisco non invecchiare".

D) "Di più e meglio" è lo slogan scelto dal tuo candidato sindaco, Paolo Truzzu. Cosa significa per te?

R) "Cagliari negli ultimi anni si é trasformata. Avendo lavorato in circoscrizione per cinque anni ho potuto appurare che tante cose fatte derivano da progetti vecchi, portati avanti con delle varianti che personalmente non condivido. Penso a Piazza Garibaldi e alla possibilità di fare un parcheggio sotto la piazza. Una infrastruttura che potrebbe contribuire ad agevolare il rifiorire delle attività del centro. Per me è molto importante la valorizzazione dei negozi di riferimento dei quartieri storici. Un obiettivo che potrebbe essere raggiunto anche attraverso appositi aiuti, come degli sgravi fiscali, subordinati naturalmente al rispetto di regole che impongano, ad esempio, la commercializzazione di prodotti sardi in misura maggioritaria. Aiuti e regole che peraltro sono già applicate per attività commerciali che nulla hanno a che vedere con l'aspetto identitario della Sardegna e che vendono prodotti cinesi con il marchio della Sardegna. Io vorrei che venissero favoriti tutti quelli che invece promuovono o vendono i nostri prodotti. Ritengo infatti che Cagliari rappresenti il biglietto da visita della Sardegna e tale deve essere. Non mi piace che alla Marina i turisti pensino di essere ad Hong Kong o in Nord Africa, o da qualche altra parte, dove non si trova alcun prodotto sardo se non nel suo aspetto esteriore".

D) Va bene. Ma Concretamente come è possibile far rifiorire il tessuto commerciale storico, riducendo il numero di attività non identitarie?

R) "Abbiamo degli esempi di alcune giunte comunali, probabilmente vicine a quella attuale di Cagliari, che per certe zone cittadine hanno imposto l'obbligo di aprire solo attività commerciali che promuovono e commercializzano prodotti riferibili alla città o alla regione di appartenenza, evitando così la presenza di bazar asiatici o simili. In buona sostanza occorre restringere la possibilità di aprire attività di ogni tipo in alcune zone del centro, che poi rappresentano il biglietto da visita della città. Per fare questo occorre confrontarsi con le associazioni e, soprattutto, ascoltare i diretti interessati: i commercianti".

D) Quali altre priorità pensi di dover affrontare se eletto?

R) "Vorrei concentrare la mia attenzione anche sulle aree periferiche. Molto spesso abbandonate a sè stesse, hanno bisogno di messaggi positivi che le aiutino a svilupparsi e ad uscire dal loro isolamento. Alcune volte sono stati utilizzati metodi repressivi e non preventivi. Una situazione che richiede un cambiamento decisivo per valorizzare e far crescere queste aree, attraverso una presenza più marcata del Comune. Penso all'area di Mulinu Becciu, totalmente abbandonata; a Pirri, con una circoscrizione poco ascoltata dall'Amministrazione Comunale di Cagliari e tante altre, considerate centrali ma nella realtà dei fatti di serie B".

D) Ritieni che tutto ciò che è stato fatto fino ad ora dall'attuale amministrazione debba essere stravolto?

R) "Questa amministrazione ha portato avanti tanti progetti, piani e finanziamenti già impostati da chi la ha preceduta. Lo ha fatto purtroppo in un'ottica autoreferenziale, pensando di avere comunque sempre ragione e che la gente, non capendo, avrebbe capito dopo. Questo ha portato alla non collaborazione della città con l'amministrazione. Per superare questa criticità, senza buttare al vento tutto ciò che è stato fatto, occorre ricercare la collaborazione dei cittadini in un'ottica di area metropolitana".

D) Che risultato ti aspetti da queste elezioni a livello personale e di coalizione?

R) "Le scorse elezioni comunali sono arrivato terzo nella mia lista. Putroppo Massidda, non è stato eletto ed è passato un solo consigliere. Mi auguro quindi un risultato simile. Per quanto riguarda la coalizione mi aspetto naturalmente un successo e una successiva azione di ascolto e dibattito con la gente, unitamente ad un'azione più incisiva rispetto ai temi proposti in campagna elettorale. Penso ad esempio all'area della Fiera che, nel programma di Paolo Truzzu, viene vista come un'ampliamento della zona sportiva, ma con un sistema ricettivo in grado di catalizzare eventi importanti di carattere internazionale".

D) Quali sono le iniziative che vi vedono impegnati da qui al 16 giugno?

R) "Sono previsti diversi incontri con la collettività e numerosi dibattiti ed eventi volti a spiegare meglio i programmi della nostra coalizione. Una sistematica fase di ascolto che vede il nostro candidato sindaco impegnato per due tre volte alla settimana, cui si aggiungono importanti convegni in ambito culturale, con relatori di spicco a livello nazionale".

D) Un'ultima riflessione?

R) "E' curioso che un sindaco votato dalla maggioranza dei cittadini - Zedda - abbia scelto di abbandonare il suo ruolo, scegliendo il Consiglio Regionale e che un consigliere regionale - Truzzu - scelga di candidarsi a sindaco, lasciando il suo scranno in Consiglio Regionale. I casi sono due: o Zedda ha puntato a quella posizione per convenienza, oppure si è reso conto che la struttura comunale da lui forgiata non funzionava più. Spero si tratti della seconda".

Federico Cheri

Cagliari. La rete si scatena sulla singolare proposta di un candidato alle comunali

Cagliari come Parigi, Roma e Copenaghen. Per fare questo occorrerebbe caratterizzare l'immagine del capoluogo sardo - proprio come nel caso delle altre due città - con un simbolo, immediatamente visibile e riconoscibile per chi arriva in nave o in aereo. E così, come la torre Eiffel per Parigi, il Colosseo per Roma e la Sirenetta per Copenaghen, un nuraghe alto 300 metri dovrebbe essere costruito per Cagliari. La singolare proposta è stata pubblicata sulla pagina Facebook del candidato consigliere comunale (Lega), Michele Poledrini. La cosa ha provocato diverse reazioni sulla rete, anche ironiche, tanto che lo stesso Poledrini ha preferito cancellarlo, sostituendolo con un altro incentrato sulla raccolta differenziata dei rifiuti.

Intervista ad Angelo Cremone, candidato Sindaco a Cagliari con “Verdes per Cagliari pulita”. Di Maurizio Ciotola

Dopo la riammissione ad opera del Tar della lista “Verdes per Cagliari pulita”, che candida Angelo Cremone a Sindaco di Cagliari, abbiamo posto alcune domande allo stesso Cremone, in merito al programma dei Verdes per il futuro della città. Facciamo un passo indietro, per cercare di capire chi è Angelo Cremone. Il suo attivismo politico risale a circa trent’anni fa, da cui l’impegno nelle istituzioni, come Consigliere al comune di Portoscuso prima e nella provincia Carbonia-Iglesias, dopo. Da profondo e concreto ambientalista interviene, per denunciare le condizioni ambientali in cui gli operai prima e i cittadini dopo, si trovavano a vivere nel contesto Sulcitano industriale di Portoscuso. Ha pagato con il licenziamento da Alcoa, di cui era dipendente, le sue accuse in merito all’inquinamento. E' tra le parti civili di un processo giudiziario aperto contro Eurallumina e ha denunciato la mancanza di controlli radiometrici da parte dell’Arpas sul rottame metallico in ingresso alla Portovesme Srl, che pur avendo il suo portale, controlla se stessa. Un portale di controllo radiometrico fu installato anche al Porto Canale, ma ad oggi non si hanno riscontri sull’operato e ancor meno se è attivo. Sempre Cremone, con Sardegna Pulita, ha messo in risalto e condotto una campagna di accuse, giungendo fino a Roma, manifestando alla Presidenza del Consiglio, per denunciare la RWM di Domusnovas, ove si realizzano ordigni utilizzati nel conflitto Arabo-Yemenita. Una guerra dimenticata e sottaciuta, in cui gli stati arabi bombardando lo Yemen del Sud, infierendo sulla popolazione in modo indiscriminato, causando innumerevoli vittime tra i bambini oltreché in presidi sanitari. Per questo suo attivismo è stato di recente minacciato di morte, attraverso avvisi anonimi ed espliciti, come è avvenuto quando la sua auto è stata verniciata di rosso sangue, durante una manifestazione di fronte alla fabbrica di morte di Domusnovas. E'Marina Forti che cita Cremone nel suo saggio: “Mala Terra”, come hanno avvelenato l’Italia, edito da Laterza, in merito alle condizioni del sito di Portoscuso in cui è insediato il polo industriale, causa del pericoloso livello di inquinamento del sito, tale da rendere non coltivabile la terra circostante. Il comune di Portoscuso ha emesso l’ordinanza di divieto di coltivazione a scopi alimentari, per l’elevato grado di inquinamento raggiunto e documentato dall’ASL n.7 di Carbonia. Residente da diversi anni a Cagliari (in via ufficiale da tre), Angelo Cremone ha vissuto e vive il capoluogo di regione e le contraddizioni politiche da cui è amministrato, che nei fatti impediscono il riconoscimento della città, come naturale candidata a Capitale del Mediterraneo. Superati i sessant’anni, Cremone è ancora un attivo movimentista, crede fortemente nelle iniziative che porta avanti e grazie alla sua onestà e alla ferma convinzione, è riuscito a spuntarla nel riconoscimento della lista, inizialmente esclusa, alle prossime amministrative di Cagliari. D:Cagliari città della pace, del dialogo... R:"..E dei diritti. Non si può restare indifferenti di fronte a quello che succede in questa città, al transito dei carichi di morte. Parlo delle bombe prodotte dalla RWM di Domusnovas, che partono dal porto di Cagliari. La comunità internazionale e il Papa hanno già preso posizione. Cagliari non può essere la città della pace, del dialogo e dei diritti, se non fa almeno come ha fatto Genova, dove i “camalli” hanno cacciato via una nave con un’equivalente carico di “morte”. è necessario dichiarare Cagliari off-limits per qualsiasi transito dei carichi di “morte”, nell’ambito del rispetto dei diritti umani, che sono validi anche per i bambini yemeniti". D:Da ambientalista, ritieni di affrontare il problema energetico per la città? R:"Abbiamo l’obbligo, davanti ai gravi cambiamenti climatici, di ridurre gli impatti ambientali almeno del 20% su scala europea. Per poter realizzare questo obiettivo, non abbiamo sicuramente bisogno di un rigasificatore, un impianto chimico del gas alle porte della città. Precisamente, affiancato al Villaggio dei Pescatori di Giorgino. Diversamente, sull’esempio di diverse città del Nord Europa, intendiamo percorrere un’altra strada, senza regalare smisurate quantità di denaro alle multinazionali del GNL. Per impegnare quegli stessi miliardi di euro come incentivi per l’utilizzo di impianti fotovoltaici in ambito domestico, singolo e condominiale. Utilizzando l’energia elettrica per riscaldarci e cucinare". D:Un intervento complesso e frazionato, forse insufficiente R:"Per questo prevediamo la possibilità di istituire una Municipalizzata per l’energia, capace di sfruttare la produzione elettrica degli impianti eolici e fotovoltaici presenti nella zona industriale di Macchiareddu, a favore nella distribuzione cittadina. Grazie all'utilizzo di questa energia pulita per il fabbisogno della città, riusciremo ad ottenere una significativa riduzione dei costi energetici per il cittadino". D:Cagliari, una smartcity, pur non avendo ancora un’adeguato sviluppo della rete, stiamo per sperimentare il 5G R:"Cagliari non ha bisogno del 5G. Così come Firenze in Italia e Bruxelles in Belgio, in seguito all’intervento del Ministro dell’Ambiente, hanno detto no al test del 5G. Per l’assenza di dati certi relativi agli effetti sanitari sulla popolazione. Anche Cagliari deve rifiutare questo test, per cui non conosciamo gli effetti sulla popolazione e la sua salute. E'necessario intervenire per bloccare questa sperimentazione accettata dalla Giunta Regionale del centrosinistra di Pigliaru e Paci". D:Tu vedi Cagliari come città del benessere? R:"Il duopolio centrodestra-centrosinistra deve finirla di parlare di Cagliari come città del benessere. Le ultime analisi sulle polveri sottili, pm 2.5, registrano un superamento dei limiti ammessi e certificano la città, insieme al suo hinterland, come centro urbano tra i più inquinati d’Italia. Le polveri sottili pm 2.5, costituiscono un inquinante ad altissima pericolosità per la salute umana". D:Ma i pm 2.5 non sono frutto della circolazione delle auto, o almeno non solo... R:"Appunto. Dovremmo chiederci chi origina queste pericolosissime polveri sottili. La rete di monitoraggio ambientale sulla qualità dell’aria, non può più assomigliare alle centraline poste di fronte alla Fluorsid, che confondevano i microgrammi con i milligrammi. Fatto inaccettabile per cui sono sotto accusa ed in via di processo, dirigenti della Fluorsid e dell’Arpas. E'necessaria una rete di rilevamento che non sia data in gestione, così com’è accaduto per tanti anni, alla Sartec srl, società della Saras ricerche. Ovvero il controllato è proprietario al 100% del controllore. Ed ecco perché dei veleni che arrivano dalla Saras, dal petrolchimico più grande d’Europa, dall’inceneritore e dalla Fluorsid, mai nessuno ha potuto dire quanto questi inquinavano ed inquinano". D:Cagliari città della cultura... R:"E dell’Università. Pensiamo ad Urbino, una città che vive solo della sua università. Il suo centro storico è stato riqualificato e rivitalizzato, togliendolo dalle mani degli speculatori, così come dovremmo fare noi per il centro storico di Cagliari, portando decine di migliaia di studenti. Urbino, una città di circa tredicimila abitanti, è riuscita ad attrarre quindicimila studenti, a differenza di Cagliari, che ha perso quattromila abitanti negli ultimi due anni. La nostra città si sta spopolando, con un trasferimento degli studenti nell’hinterland, a Monserrato sul cui territorio c’è la cittadella universitaria, seguendo un percorso inverso rispetto a quello di Urbino, che dovremmo assumere da esempio. Riqualifichiamo il centro storico, lavorando sugli edifici esistenti per restituire confort ed ecocompatibilità, partendo dal risparmio energetico. in un’idea di recupero urbano, dobbiamo intervenire per sviluppare un Campus diffuso nella città, ispirandoci a quello che è stato fatto a Camerino ed Urbino". D:Questa è l’idea per una città aperta all’università. Pensi ad un ulteriore impegno nella cultura e nello spettacolo? R:"Non può esserci cultura, turismo e qualità della vita, se non esiste una sostenibilità ambientale. Non è cultura il restare indifferenti, davanti al traffico di morte che passa per il porto della città". D:Cagliari è la città del mare, a quali sviluppi pensate? R:"Il mare significa turismo, un ulteriore passo importante per la città, è quello di riqualificare la costa che va da Giorgino a Sant’Elia. Sicuramente evitando di installare un ecocentro all’ingresso di Giorgino, così come ha deciso la giunta uscente, senza registrare alcuna contrarietà da parte dell’opposizione. Ma soprattutto, impedendo la costruzione dell’impianto chimico del rigasificatore, previsto al fianco del Borgo dei pescatori. Un Villaggio che invece, per le sue peculiarità storiche, andrebbe rivitalizzato, con interventi opportunamente integrati, fino al recupero di quella parte di costa, che costituisce il biglietto da visita per la città". D:Una città del mare che non contempli solo il Poetto... R:"Certo. al Poetto dal canto suo, è necessario il recupero dell’ex ospedale Marino, ma non nei termini in cui sembrano affrontarsi, più che confrontarsi, i due schieramenti politici, nel fare a gara a proporre l’albergo più grande. Visto che puntiamo sulla sostenibilità ambientale, dovremmo trovare un accordo con l’Università per ubicare nello stesso stabile, un centro europeo ambientale. I giovani che scendono in piazza in tutte le città del mondo, chiedono la fine degli slogan in cambio di una effettiva inversione di marcia del modello produttivo. Lì, al Poetto, quel grande edificio non deve finire nelle mani dell’ennesimo speculatore ma può essere trasformato, in collaborazione con l’Università, in un grande centro di educazione ambientale europeo". D:Il tuo giudizio sulle modalità della raccolta differenziata porta a porta R:"Non possiamo accettare che un turista, arrivando a Cagliari e nelle periferie, in cui transitano, veda i cumuli di immondezza, che ricordano Napoli e Roma, soprattutto degli ultimi tempi. E'evidente che il sistema presenta più di una deficienza. Cagliari non è una città di stupidi o maleducati e non può essere da meno di città come Trento e Bolzano, che prendo ad esempio per l’efficienza e i costi della Tari, pari alla metà dei nostri. Dobbiamo entrare in merito ai costi di conferimento e chiederci perché, al Casic, lo smaltimento dell’umido costa ottanta euro a tonnellata. Perché rimane lì invenduto. In merito agli ultimi dati acquisiti, il Comune di Cagliari ha speso quattro milioni di euro per il conferimento dei rifiuti e ricevuto poche centinaia di migliaia di euro per la loro vendita. Tra i molteplici sistemi di riutilizzo del conferito, proviamo a sviluppare una filiera energetica che adotta il biogas. Non possiamo continuare ad accettare che il comune faccia pagare ai suoi cittadini la Tari più alta d’Italia". D:Quale è la tua idea di viabilità urbana? R:"La città deve essere decongestionata dal traffico automobilistico. Le periferie non sono collegate con il centro, che per essere raggiunto in auto, mediamente si impiegano quaranta minuti. Le decine di migliaia di auto che giungono in città ogni giorno, non possono riuscire a defluire nel centro cittadino. E'necessario creare punti di raccordo da cui far partire delle navette, che consentano il raggiungimento del centro cittadino, come già accade in tantissimi paesi europei, a cui dobbiamo guardare per migliorare". Maurizio Ciotola

Cagliari. Elezioni comunali 2019: riammesso Angelo Cremone e lista Verdes

Dopo l'esclusione della sua lista (Verdes), da parte della commissione elettorale, e la prospettiva di due soli candidati alla poltrona di primo cittadino (Truzzu e Ghirra), Angelo Cremone ritorna in sella, portando nuovamente a tre il numero di contendenti per la carica di sindaco. Tutto questo grazie ad una sentenza del Tar. Alla base del provvedimento adottato dai giudici amministrativi, una decisione dell'assemblea plenaria del Consiglio di Stato, emessa in precedenza. Nello specifico - si legge nella sentenza - "il mancato deposito insieme con la lista dei candidati dei certificati elettorali dei sottoscrittori non comporta ex se l'esclusione dalla lista, potendo tali certificati essere acquisiti dalla Commissione elettorale o essere consegnati alla stessa in un momento successivo, nel rispetto dei requisiti di certificazione e originalità degli stessi e nei ristretti termini per non intralciare il procedimento". Pertanto, con il ritorno di Cremone e la competizione a tre, si riapre lo scenario del potenziale ballottaggio.
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